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martedì 14 maggio 2013

The metamorphoses of the virtual - 100 year of art and freedom - Opere di Pia Myrvold, Orlan, Anne Senstand, Miguel Chevalier e Piksel Remote Lab


L’artista italo americano Marino Auriti nel 1955 chiamò Palazzo Enciclopedico il suo museo immaginario che avrebbe dovuto racchiudere tutto lo scibile umano.
E partendo dal dato di fatto che l’arte è una via d’accesso privilegiata alla conoscenza più profonda dell’essere e delle sue infinite manifestazioni, la mostra “100 anni di arte e libertà” s’inserisce nel contesto della 55 Biennale dell’Arte di Venezia, rivelando attraverso il lavoro di cinque artisti di fama internazionale, quali sono le possibili forme di conoscenza nell’arte del nuovo millennio. 

Ripartendo dall’idealismo hegeliano il presupposto per qualsiasi conoscenza, quindi anche per l’arte, è la libertà.
Infatti questa mostra che vuole ricordare un avvenimento fondamentale per i diritti umani, il suffragio femminile concesso nel 1913 in Norvegia, trova il suo innesto culturale in quella rivoluzione che le avanguardie artistiche portarono nell’arte del primo ventennio del secolo scorso, liberandola definitivamente dagli schemi tradizionali. 
Il Movimento Moderno a cavallo tra le due guerre, diffusosi principalmente nell’architettura e design e soprattutto a Parigi, cominciò a considerare le potenzialità tecnologiche dei nuovi materiali e delle macchine, nonché della comunicazione. 
Intorno agli anni ’50 il sociologo canadese Marshall McLuhan nel suo saggio “Capire i media” indagando i nuovi mezzi di comunicazione decretò che il medium è il messaggio. L’artista francese Orlan conosciuta in tutto il mondo per aver inventato la “Carnal Art” quando afferma che la carne è verbo, sembra accostarsi al pensiero di McLuhan  così come gli artisti Pia MYworLD, Migeul Chevalier, Senstad e di Piksel Remote Lab quando dimostrano come la tecnologia costituisce un medium inteso come estensione e potenziamento delle facoltà umane.  

La norvegese Pia Myrvold è stata tra le prime donne artiste in Europa ad indagare la New Media Art stabilendo dei nuovi parametri compositivi e costruttivi per la pittura e la scultura in 3D. 
Credendo costei nella libertà d’espressione e nell’impegno politico/sociale, sensibilizza la collettività attraverso l’arte a conoscere e sperimentare nuove ed emergenti realtà. Metamorfosi del virtuale, il titolo che Christine Buci Glucksmann sceglie per la mostra dell’artista presso il Museo Stenersen di Oslo, vuole sottolineare le peculiarità dinamiche del mezzo tecnologico che determinano una realtà in continuo divenire. 

Gli artisti chiamati da Pia Myrvold a collaborare per questa mostra sono scienziati, filosofi, poeti, inventori che con i loro personali e originali linguaggi tecnologici e le loro avveniristiche creazioni  preannunciano una nuova esistenza in un ambiente immersivo dove l’immaginazione coinciderà con l’immagine, il soggettivo con l’oggettivo e il conscio con l’inconscio.

La curatrice Roberta Semeraro si dedica dal 2001 allo studio dell’arte digitale, ha elaborato le teorie sulla Sesta Arte partendo dal pensiero di Walter Benjamin e cerca di rintracciare nell’arte contemporanea un nuovo ideale di estetica.




Gli artisti:


Pia MYrvoLD  
"Le Metamorfosi del Virtuale"

Pia MYrvoLD, artista che lavora a Parigi, in questa installazione porta avanti la sua ricerca su scultura e pittura all'interno di strumenti di animazione 3D e ambienti immersivi.
La sua installazione Le Metamorfosi del Virtuale prende il titolo dal saggio scritto da Christine Buci-Glucksmann riguardo alla sua recente mostra al Museo Stenersen nella nativa Norvegia, focalizzato nell’idea di scultura come forma animata, vista attraverso proiezioni di video HD.

www.pia-myrvold.com/myworld
www.vimeo.com/piamyrvold  



ORLAN 
"Skinned Liberty"

L’opera di ORLAN iniziò con azioni di strada, intitolate Action ORLAN-CORPS, dove lei affermava che il corpo era una scultura come ogni altro materiale. ORLAN ha creato un autoritratto senza pelle in 3D che replica i movimenti dalle sue performance.
Questo ruolo è apparso la prima volta nelle sue mostre MesuRAGE al Museo Andy Warhol a Pittsburg, e al MHKA di Anversa. Da allora il suo autoritratto senza pelle è diventato l’emblema del suo lavoro, ponendo domande sul corpo e dimostrando che c’è sempre qualcosa in più dell’esteriorità. Per questa mostra Metamorfosi del Virtuale: 100 Anni di Arte e Libertà, ORLAN ha creato una installazione di proiezione video intitolata Skinned Liberty, che è davvero emblematica del suo lavoro.

www.ORLAN.net





Miguel CHEVALIER    
"The Origin of the World", 2013 
Opera di realtà virtuale generativa e interattiva
Software: Cyrille Henry / Antoine Villeret

The Origin of the World 2013 prende ispirazione dal mondo della biologia e dei microrganismi. Cellule che si moltiplicano in quantità, si dividono, si fondono a ritmi a volte lenti, a volte veloci. Ciascuna cella funziona in modo autonomo, eppure in coordinazione con le altre, come automi cellulari.
Quando lo spettatore si sposta, la traiettoria delle celle si disgrega. Ci troviamo di fronte ad un mondo intrigante dove la vita si rigenera perpetuamente. Un mondo in bianco e nero dà gradualmente posto a colori vividi, saturati. Le curve sinuose che ondeggiano attraverso i muri della galleria ricordano gli anni 70 mentre creano esperienze visuali senza precedenti che tendono verso paradisi artificiali.

www.miguel-chevalier.com

Anne SENSTAD  
"UNIVERSALS"

L’installazione UNIVERSALS dell’artista norvegese Anne Senstad ridefinisce lo spazio usando plexiglas, tessuto, maglia e proiezioni video, dando un nuovo significato alle definizioni di architettura, site specific, video e scultura. E’ interessata agli elementi trasformativi della natura, alla fenomenologia della luce, alle relazioni percettive e spaziali.
La mostra Metamorfosi del Virtuale: 100 Anni di Arte e Libertà presenterà per la prima volta le sue nuove opere scultoree. Il video Colour Synesthesia, Versione quattro che ha creato per la mostra, consiste in una nuova e più lunga versione della sua opera videoColour Synesthesia e Colour Kinesthesia.

www.annesenstad.com
vimeo.com/user3150146/videos


PIKSEL Remote HackLab
Gisle Frøysland (Norvegia) 
Ryan Jordan (Regno Unito) 
John Bowers (Regno Unito)  
Jonathan Kemp (Regno Unito)   

Piksel Remote HackLab è un workshop performativo e un ambiente variabile sviluppato per la settimana di apertura di Metamorfosi del Virtuale: 100 Anni di Arte e Libertà. Piksel ha invitato gli artisti inglesi Ryan Jordan, John Bowers e Jonathan Kemp a presentare il loro progetto Experimental Communication, costruendo strumenti da oggetti elettronici di consumo recuperati, usati per aprire canali nel mondo dello spirito. Inoltre il direttore di Piksel, Gisle Frøysland, presenterà un’installazione interattiva basata sulla sua ultima opera che utilizza pannelli murali a LED.
Piksel è una comunità e un festival annuale focalizzato sull’arte elettronica e le tecnologie free. Situato a Bergen, Norvegia, ha recentemente celebrato il decimo anniversario con il festival Piksel[X] Kernel Panic!, riunendo artisti e sviluppatori da tutto il mondo per scambiare idee, codifiche, per presentare progetti di arte e di software in workshop, performance e discussioni riguardo l’estetica e la politica della cultura libera e open source.

www.piksel.no


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