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lunedì 13 agosto 2018

Martin Puryear per gli Stati Uniti


Guardian Stone - 2001-3 Granite (Matthew Marks Gallery)


Sarà l'artista Martin Puryear a rappresentare gli Stati Uniti alla prossima Biennale, i primi twitter sono iniziati con Jerry Saltz e diffusi da diversi media, poi il 14 Agosto è stata data notizia ufficiale.


L'ufficializzazione è giunta dal Dipartimento di Stato per gli affari educativi e culturali degli Stati Uniti e dal Madison Square Park Conservancy, ente che curerà il padiglione statunitense alla prossima Biennale che si svolgerà dall'11 Maggio al 24 Novembre 2019.




mercoledì 18 luglio 2018

lunedì 16 luglio 2018

Biennale Arte 2019 - May You Live in Interesting Times



Oggi è stato reso pubblico il titolo della prossima edizione della Biennale curata da Ralph Rugoff, sarà  May You Live in Interesting Times.

La rassegna si svolgerà dall' 11 maggio al  24 novembre 2019 - la vernice sarà 8, 9 e 10 maggio.

CS

Venezia, 16 luglio 2018 – Il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, e il curatore della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, Ralph Rugoff, hanno incontrato oggi la stampa a Ca’ Giustinian per presentare la Biennale Arte 2019, che si svolgerà dall’11 maggio al 24 novembre 2019 (vernice 8, 9 e 10 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.

La 58. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà May You Live in Interesting Times, da un antico detto cinese che si riferisce a periodi di incertezza, crisi e disordini, “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo.
Ralph Rugoff spiega così la sua scelta:
«In un'epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di "fatti alternativi" mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento.»
«La 58. Esposizione Internazionale d'Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell'arte che includa sia il piacere che il pensiero critico.»
«Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli.»
«May You Live in Interesting Times cercherà di offrire al suo pubblico un'esperienza a tutto tondo, che è propria del profondo coinvolgimento, trasporto e apprendimento creativo resi possibile dall’arte. Questo vorrà dire coinvolgere i visitatori in una serie di incontri che saranno essenzialmente ludici, perché è quando giochiamo che siamo più compiutamente "umani". Significherà anche curare gli aspetti del formato della Mostra, ove possibile, per far sì che sia in linea con il carattere dell'arte che verrà presentata.» (Vedi in allegato la dichiarazione completa)
   
Da parte sua il Presidente Paolo Baratta ha dichiarato:

«Oggi, il 16 luglio 1998, la nuova Biennale uscita dalla riforma nominava Harald Szeemann come primo curatore della nuova Biennale. La scelta fu suggerita dalla stessa storia dell’istituzione. L’Esposizione d’Arte era tradizionalmente il risultato della composizione di diverse mostre, ciascuna col suo tema e i suoi curatori. Nel 1980 una di queste sezioni fu denominata Aperto, nome che di per sé racchiudeva l’idea di un’atmosfera diversa, appunto aperta al mondo, a suo tempo curata, tra gli altri, anche da Szeemann. Non a caso la sua prima Biennale del 1999 si chiamò dAPERTutto, la cellula del 1980 diventava così la Mostra Internazionale.»
«Con l’incarico a Ralph Rugoff abbiamo voluto portare ulteriore contributo e chiarezza formale all’idea coltivata in tutti questi vent’anni sul ruolo della Biennale e, in particolare, della Mostra d’Arte.»
«Noi siamo fedeli al principio che l’istituzione deve essere una macchina del desiderio volta a tenere sempre alto e fermo il bisogno di vedere di più, di quel vedere di più nel quale ci aiuta l’arte. Ma allo stesso tempo la Biennale deve essere il luogo nel quale il singolo visitatore sia fortemente cimentato nel confrontarsi con l’opera d’arte. L’istituzione, i luoghi, le opere convocate dal Curatore, la loro dislocazione nello spazio, il clima che l’istituzione sa creare, tutto deve concorrere a costruire condizioni favorevoli perché il visitatore si senta ingaggiato di fronte alla singola opera che incontra, quasi fosse su una pedana per un incontro di scherma.» 


Dichiarazione di Ralph Rugoff - Curatore della 58. Esposizione Internazionale d’Arte
May You Live in Interesting Times

In un discorso della fine degli anni Trenta del secolo scorso, il parlamentare britannico Sir Austen Chamberlain invocò un antico anatema cinese di cui era venuto a conoscenza grazie a un diplomatico britannico di stanza in Asia, che curiosamente recitava: 'Che tu possa vivere in tempi interessanti'. "Non vi è alcun dubbio che l’imprecazione ci abbia colpito", osservò Chamberlain. "Passiamo da una crisi all'altra, in un susseguirsi di traumi e disordini."
Questa breve storia sembra oggi di un’attualità quasi sconcertante, in tempi in cui i notiziari annunciano una crisi dopo l’altra. Ma in un'epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di "fatti alternativi" mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento. In questo esempio specifico, si dà il caso che non sia mai esistita un "antico anatema cinese", nonostante i politici occidentali lo citino nei loro discorsi da oltre un secolo. Questa espressione, pur essendo frutto dell’immaginazione, un surrogato culturale, un ennesimo "orientalismo" occidentale, ha avuto però un effetto reale nella retorica e nel dibattito pubblico. Tale artefatto di incerta natura, sospetto ma anche ricco di significati, apre a potenziali percorsi di approfondimento che vale la pena perseguire, soprattutto in questo momento storico in cui i "tempi interessanti" che invoca sembrano essere di nuovo con noi. Per questo la 58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia prenderà il titolo da un falso anatema.
May You Live in Interesting Times includerà senza dubbio opere d'arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti, alle istituzioni e alle relazioni dell'"ordine postbellico". Riconosciamo però fin da subito che l'arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica. Per esempio, l'arte non può fermare l'avanzata dei movimenti nazionalisti e dei governi autoritari, né può alleviare il tragico destino dei profughi in tutto il pianeta (il cui numero ora corrisponde a quasi l'un percento dell'intera popolazione mondiale).
In modo indiretto, tuttavia, forse l'arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi 'tempi interessanti'. La 58. Esposizione Internazionale d'Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell'arte che includa sia il piacere che il pensiero critico. La Mostra si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni. Un'arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili, e di
destreggiarsi fra modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda. Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli. Il loro lavoro, animato da curiosità sconfinata e intelligenza di spirito, ci spinge a guardare con sospetto a tutte le categorie, i concetti e le soggettività che sono dati per indiscutibili. Ci invita a considerare alternative e punti di vista sconosciuti, e a capire che "l'ordine" è ormai diventato presenza simultanea di diversi ordini.
May You Live in Interesting Times prenderà sul serio il potenziale dell'arte di indagare cose di cui non siamo già a conoscenza – cose che potrebbero essere off-limits, sottotraccia o inaccessibili per varie ragioni. Metterà in risalto opere d'arte che esplorano l'interconnessione fra fenomeni diversi, opere affini all'idea affermata da Leonardo da Vinci e da Vladimir Il'ič Lenin che ogni cosa è connessa con tutte le altre.
May You Live in Interesting Times nasce dalla convinzione che l'arte interessante crea forme con un carattere e una definizione particolari, che ci fanno interrogare su come definiamo i nostri confini culturali. Un'intelligente attività artistica richiede la creazione di forme che mettano in risalto ciò che le forme stesse nascondono e le funzioni alle quali ottemperano. La Mostra metterà l’accento sull’arte che sta tra le categorie, e che mette in discussione le ragioni del nostro pensare per categorie.
May You Live in Interesting Times cercherà di offrire al suo pubblico un'esperienza a tutto tondo, che è propria del profondo coinvolgimento, trasporto e apprendimento creativo resi possibile dall’arte. Questo vorrà dire coinvolgere i visitatori in una serie di incontri che saranno essenzialmente ludici, perché è quando giochiamo che siamo più compiutamente "umani". Significherà anche curare gli aspetti del formato della Mostra, ove possibile, per far sì che sia in linea con il carattere dell'arte che verrà presentata.
Infine, May You Live in Interesting Times sarà fondata sulla convinzione che la felicità umana deriva da conversazioni reali, perché in quanto animali sociali siamo spinti a creare, trovare significati e metterci in relazione l’uno con l’altro. In questa luce, la Mostra si proporrà di sottolineare l'idea che il significato delle opere d'arte non risiede tanto negli oggetti quanto nelle conversazioni – prima fra l'artista e l'opera d'arte, poi fra l'opera d'arte e il pubblico, e poi fra pubblici diversi. In fin dei conti, la Biennale Arte 2019 aspira a questo ideale: ciò che più conta in una mostra non è quello che viene esposto, ma come il pubblico possa poi servirsi dell'esperienza della mostra per guardare alla realtà quotidiana da punti di vista più ampi e con nuove energie. Una mostra dovrebbe aprire gli occhi delle persone a modi inesplorati di essere al mondo, cambiando così la loro visione di quel mondo.
Ralph Rugoff



Nota biografica Ralph Rugoff
Ralph Rugoff è direttore della Hayward Gallery di Londra dal 2006. Aperta nel 1968, la Hayward Gallery è considerata fra le gallerie d’arte pubbliche più importanti del Regno Unito. Nel 2015 Rugoff è stato il direttore artistico della XIII Biennale di Lione, dal titolo La vie moderne.
Tra il 1985 e il 2002 ha scritto di arte e critica culturale per vari periodici, riviste di arte e quotidiani, tra cui Artforum, Frieze, Parkett, il Financial Times, il Los Angeles Times, il Los Angeles Weekly; ha anche pubblicato una raccolta di saggi, Circus Americanus (1995), che esplora fenomeni culturali dell’ovest americano.
Nello stesso periodo inizia a lavorare come curatore indipendente, organizzando mostre come Just Pathetic (1990) e Scene of the Crime (1997). Già direttore del CCA Wattis Institute (2000-2006) del California College of the Arts di San Francisco, negli ultimi 11 anni ha curato numerose mostre collettive alla Hayward Gallery, tra cui The Painting of Modern Life (2007), Psycho Buildings (2008), The Alternative Guide to the Universe (2013) e The Infinite Mix (2016); ha curato inoltre importanti retrospettive e personali di Ed Ruschka, Jeremy Deller, Carsten Holler, Tracey Emin, George Condo e Andreas Gursky.



La 58. Esposizione Internazionale d’Arte presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. Anche per questa edizione si prevedono selezionati Eventi Collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro esposizioni e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la 58. Esposizione .


Sito web ufficiale della Biennale Arte 2019: www.labiennale.org  
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2019 #MayYouLiveinInterestingTimes





Lea Cheang - Taiwan


Taro's mushroom - transmediale 2017


L'artista Lea Cheang rappresenterà Taiwan 


CS

Artist Shu Lea Cheang to Represent Taiwan at 2019 Venice Biennale │ Press

Date:2018/07/12 - 2018/12/31 

Artist Shu Lea Cheang to Represent Taiwan at 2019 Venice Biennale


Taipei Fine Arts Museum (TFAM) is delighted to announce Shu Lea Cheang as the sole artist, representing Taiwan at the 58th International Art Exhibition, Venice Biennale 2019. She is the first woman artist to be selected since Taiwan began holding single-artist exhibitions at the Venice Biennale. The nominating committee was composed of a variety of professionals including independent curators, performing arts planners, artists, and art critics, affording broader room for debate and inspiration.

Taipei Fine Arts Museum director Ping Lin remarks: “The Venice Biennale is an international platform. Once every two years, we gather the Taiwanese contemporary art world together to imagine what this platform can be. In recent years Taiwanese artists and art institutions have elevated their participation in the global art community, generating a more refined and complex network of connections. For this reason, the nominating committee employed a greater level of strategic thinking, coloring their artist recommendations with stronger overtones of global strategy. Shu Lea Cheang, a pioneer of net art, not only in Taiwan but around the world, emerged as the first choice.”

Cheang remarks: “Since my net art work BRANDON (1998-1999), a trajectory charged with detours and deviations has teleported me to Palazzo delle Prigioni, Venice, where crimes and punishment are revisited in a 16th century prison setting. My growing up in Taiwan was much associated with a tightly controlled society under Taiwan's martial law (1949-1987). My return to Taiwan after decades of living abroad has exposed me to a liberated, intricate and generous new generation with whom I have only now begun to become acquainted. To be representing Taiwan in its current complex state is a tremendous task, and I am grateful to be accompanied on this venture by the visionary curator Paul B. Preciado and the dedicated VB team at the Taipei Fine Arts Museum.”

Contemporary Net Art Pioneer
Shu Lea Cheang (1954-) grew up in Taiwan and established her own distinctive perspective of art while living in the West, quickly carving out a terrain of her own in the internet world. Considering herself a “digital nomad,” her artistic footprints span Asia, Europe and North America. Her work encompasses such forms as net art installation, feature-length films, and art actions, in which she explores and rethinks the middle ground between technology and humanity in the era of globalization, repeatedly engaging in dialectic on social and political issues such as gender and body politics, ethnic and cultural diversity, history, and the environment.

The works of Shu Lea Cheang have always revolved around the nature of electronic/digital technology, emphasizing collective participation and intervention. In the 1980s Cheang was active in the production of independent videos and grass-roots television programs, as well as documenting the street demonstrations taking place at the time in New York. She also began working in video art, launching her career as an artist. In the 1990s she began to explore net art, creating installations combining computer programs and video interaction that connected virtual networks with real spaces. She also started a series of creative, performance and action projects. Her work BRANDON (1998-1999) was the first web art commissioned and collected by the Solomon R. Guggenheim Museum in New York. Since 2000 she has anchored her works in the scenario of a post-netcrash age, developing a science fiction narrative as a countervailing force amidst the chorus of optimism about the future of the internet. Cheang’s work initiates an alternative imagining of the internet beyond its essential function as digital communication technology, transforming it into an artistic medium of collective creation, and inviting viewers to enter its milieu to discuss contemporary social issues. By creating collective experiences that cross cultures and bridge the virtual and real worlds to promote the redistribution of ideas with the aim of achieving genuine social action, she manifests the concept of contemporary art as a form that spans physical boundaries in the digital age.

International Curation
To strengthen the international connections of the exhibition and open up multiple dialogues with the global art community, Taipei Fine Arts Museum and Shu Lea Cheang jointly agreed to invite the Spanish philosopher Paul B. Preciado (1970-) to serve as curator, in light of his apprehension of the creative context and the tacit understanding he has formed with the artist through long-term cooperation. Preciado earned a Ph.D. in Philosophy and Theory of Architecture from Princeton University and studied under Jacques Derrida in New York City. Preciado is today one of the leading thinkers in the fields of gender, sexuality, and body studies, following the steps of Michel Foucault and Judith Butler. He has taught at Université Paris VIII-Saint Denis and at New York University, served as Head of Research at the Museum of Contemporary Art of Barcelona, and was Curator of Public Programs for documenta 14 in 2017. With his solid reputation as academic scholar and curator, Preciado’s visionary projects dovetail with the Shu Lea Cheang’s creative background, lending the upcoming exhibition an interpretive approach able to penetrate the tension of the artworks.

Preciado states: “We are living through a moment of planetary transformation with the advent of artificial intelligence, sophisticated warfare technologies, genetic engineering, and global internet. This is a paradigm shift only comparable to the one that took place with the invention of the printing press and global colonization. The political and poetic potentiality of this moment is as big as the risks of building new forms of oppression and exclusion. We need new grammars and new images in order to forge a new subjectivity, to invent new ways of feeling and desiring. I see Shu Lea Cheang’s work as one of the most powerful creative and experimental tools to navigate this transition. Bringing together many underground traditions, from transfeminism, queer and anti-racist politics, as well as science fiction narrative, video art, and performance, Shu Lea Cheang’s work is a reflection on what it means to be free, to act freely within contemporary society. The historic halls of the Palazzo delle Prigioni Venice, the former prison of the Palazzo Ducale, are an exquisite site to think about the conditions of contemporary subjection, about the constructed limits between normalcy and deviancy, as well as to imagine new emancipatory practices.”

Further information on Shu Lea Cheang can be found at: http://mauvaiscontact.info



58th Venice Biennial Taiwan Pavilion
Exhibition period: May 11, 2019 – November 24, 2019
Venue: Palazzo delle Prigioni, Venice, Italy

mercoledì 27 giugno 2018

İnci Eviner per la Turchia





L'artista İnci Eviner rappresenterà la Turchia 



CS dal sito http://www.iksv.org 

A new installation by the influential artist İnci Eviner will be presented at the Pavilion of Turkey at the 58th International Art Exhibition, La Biennale di Venezia, to be held between 11 May and 24 November 2019. Curated by Zeynep Öz, the presentation will take place at a dedicated location at the Arsenale.
İnci Eviner’s work usually takes drawing as a starting point and comprises a large body of multi-layered pieces that range from paintings and video to performative and collaborative practices. Eviner explores the formation of subjectivity, and her work touches on the workings of power and the politics of representation, especially with regards to the female body. The complex set of relations that Eviner forms between video technologies and painting tradition proposes a different kind of perception.
She has shown her work in solo and group exhibitions worldwide. She has been invited to participate in numerous biennials including the Sharjah Biennial (2017), Aichi Triennale (2016), Istanbul Biennial (2013 and 2005), Thessaloniki Biennale (2013), Asian Art Biennial (2013), Busan Biennale (2010), Shanghai Biennale (2008) and Venice Biennale (1997). Among the museums where her works have been exhibited are the Drawing Center, the Philadelphia Museum of Art, Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Massachusetts Museum of Contemporary Art, Palais des Beaux-Arts de Lille and Istanbul Modern.
Eviner was a winner of the Sharjah Biennial Prize (2017), and she was an artist-in-residence at Headlands Center for Art (California, 2017), Rauschenberg Foundation (Florida, 2017), SAM Art Projects (Paris, 2010), Musée d’art contemporain du Val-de-Marne (Vitry-sur-Seine, 2009), Cité internationalé des Arts (Paris, 2008) and International Studio & Curatorial Program (New York, 2004-2005).

Marko Peljhan per il Padiglione della Slovenia




L’artista Marko Peljhan presenterà una nuova opera per il Padiglione della Slovenia

domenica 24 giugno 2018

Shirley Tse per Honk Kong






In accordo fra il M+ Museum e il HKADC (Hong Kong Arts Development Council) è stata scelta l’artista Shirley Tse per rappresentare Hong Kong alla prossima Biennale di Venezia .



CS dal sito https://www.westkowloon.hk

The exhibition, Hong Kong’s Collateral Event of the 58th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, will open in Venice on 11 May 2019.
M+, Hong Kong’s new museum of visual culture in the West Kowloon Cultural District, and the Hong Kong Arts Development Council (HKADC) are pleased to announce the selection of Shirley Tse as the featured artist for Hong Kong’s participation in the 58th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. The internationally recognised Hong Kong–born, Los Angeles–based artist will present a new, site-specific body of work in a solo exhibition curated by Christina Li, an independent curator based in Hong Kong and Amsterdam. The exhibition will be submitted as a Collateral Event to the 2019 edition of La Biennale di Venezia, one of the most important forums for contemporary art in the world, and will be held between 11 May and 24 November 2019. The professional and press preview will take place on 8–10 May 2019.
This marks the fourth collaboration between M+ and HKADC for Hong Kong’s participation in La Biennale di Venezia, following the solo presentations of Lee Kit in 2013, Tsang Kin-Wah in 2015, and Samson Young in 2017, all critically acclaimed and enthusiastically received by the public. As was the case with these three exhibitions, M+ and HKADC will ensure that Hong Kong audiences have the opportunity to see the exhibition of Shirley Tse’s work in a new, locally adapted exhibition following the close of the Venice presentation, in spring 2020 at the M+ Pavilion in the West Kowloon Cultural District. Following the precedent of the 2017 edition, in which Hong Kong–based independent curator Ying Kwok curated the exhibition with M+, the 2019 edition will be curated by Li, jointly selected by M+ and HKADC.
Suhanya Raffel, Executive Director of M+, emphasises the importance of the ongoing collaboration between M+ and HKADC for the growth of the international presence of Hong Kong artists and curators: ‘The close working relationship of M+ and HKADC has gone from strength to strength over the past three editions of La Biennale di Venezia, and I am delighted to see our collaboration develop further in this presentation of work by Shirley Tse. Together, M+ and HKADC continue to make important contributions to the global visibility and resonance of Hong Kong artists and curators, and deepen our commitment to the arts in Hong Kong. Moreover, I am particularly pleased with the selection of a female artist to represent Hong Kong in Venice in 2019.’
Winsome Chow, Chief Executive of HKADC, highlights the collaboration between M+ and HKADC in the coming edition of La Biennale di Venezia: ‘HKADC and M+ have built up a solid and trustworthy collaboration over the previous three editions with a committed mission to promoting the excellence of Hong Kong arts internationally. By pulling together our expertise and resources, we are pleased to collaborate with M+ again to participate in La Biennale di Venezia in 2019. We are confident that with homegrown curator Christina Li’s rich curatorial experiences, the presentation of Hong Kong international artist Shirley Tse’s site-specific works will bring a magnificent experience to the audiences.’
The selected artist Shirley Tse expresses her delight with the opportunity to represent Hong Kong in Venice: ‘The announcement couldn’t have come at a better time. I have been developing a new body of work, and La Biennale di Venezia is the most apt platform for it. It is a deep honour to represent Hong Kong, my hometown, and a place that shaped my formative years as an artist. Big thanks to Christina Li for visiting me in my Los Angeles studio on a rare rainy day, and for inviting me. I look forward to collaborating with the curatorial team headed by her to bring our vision to fruition.’
The exhibition marks the fourth collaboration between M+ and HKADC, and the second time a guest curator from Hong Kong is engaged to work with M+. Christina Li, Guest Curator for this edition, underscores the relevance of this collaboration: ‘It is a tremendous honour to be invited to curate Hong Kong’s presentation at La Biennale di Venezia. I’m excited to be able to curate, for the very first time for this platform, a solo exhibition of work by a female artist. I have long been following Shirley Tse’s intricate and daring sculptural practice, as well as her work as a dedicated art educator. This will be the perfect opportunity to showcase the geographical reach of Hong Kong contemporary art beyond the city’s borders to an international audience, and to re-introduce Tse’s work to the Hong Kong public.’
Doryun Chong, Deputy Director and Chief Curator of M+, is Consulting Curator of the exhibition: ‘We are immensely proud of the three successful solo exhibitions of Hong Kong artists in the last three editions of La Biennale di Venezia. In particular, the last, highly acclaimed exhibition in 2017, in which we engaged for the first time a guest curator, Ying Kwok, to work with the selected artist, Samson Young, convinced us that both M+ and our collaboration with HKADC have matured enough to support working with an external curator. Christina Li has amply distinguished herself with a series of intellectually engaging curatorial projects in recent years in Hong Kong and beyond, and she is the obvious choice for the 2019 edition. The choice of Shirley Tse, who is admired for her artistic practice as well as her longstanding educational commitment, signals a further growth in the Hong Kong contemporary art scene, which is already well recognised internationally.’
Shirley Tse’s exhibition curated by Christina Li promises to respond to the unique site condition of the venue of the Hong Kong exhibition, ideally situated in front of the entrance to the Arsenale, one of the two main sites of the international section of La Biennale di Venezia.
M+ and HKADC are planning ambitious pre-opening and post-opening public programmes in Hong Kong, in an effort to connect the selected artist’s and curator’s international experiences and perspectives with the quickly evolving Hong Kong contemporary art scene. 
Following the precedents of the previous exhibitions, M+ will form a curatorial team consisting of an assistant curator, a curatorial intern provided by HKADC on an eighteen-month-long internship, and a group of twelve exhibition and technical interns to help stage and facilitate the six-month-long exhibition on-site in Venice, offering unique professional opportunities to young talents in Hong Kong and continuing M+ and HKADC’s commitment to the growth of future leaders of Hong Kong’s art scene.

martedì 12 giugno 2018

Shoplifter per l’Islanda





E’ nota come Shoplifter ma il suo vero nome è Hrafnhildur Arnardóttir, islandese che vive a New York e che rappresenterà l’Islanda alla prossima Biennale di Venezia, fonte Grapevine   " Hrafnhildur Arnardóttir, who works under the nom-du-guerre Shoplifter, has been announced as Iceland’s representative at the 58th Venice Biennial art fair, to be held in 2019. This prestigious event sees countries around the world put forward a single artist to represent them every two years in a sprawling exhibition series that receives over 500,000 visitors each time.

“I’m really happy about this,” said Hrafnhildur, at the announcement event. “It’s like getting to the Olympics of art. The Icelandic Pavilion always draws attention, and I do not intend to change that....  "

Kris Lemsalu per l'Estonia





Nei nuovi spazi della Giudecca l’Estonia proporrà il lavoro dell’artista Kris Lemsalu che si intitolerà “Funtain”.


CS

Kris Lemsalu will represent Estonia at the 58th Venice Art Biennale .Next year, the Estonian pavilion at the Venice Art Biennale will feature an exhibition by Kris Lemsalu. The working title of the project is FUNTAIN. The Estonian pavilion exhibition will be opened next May in Venice, in a spectacular industrial building on the island of Giudecca.

Lemsalu is planning to create a fantasy world that is at once real and fairy-tale, involving in the process international musicians and performance artists, many of whom she has worked with before. This environment will be created for the purpose of producing a whole and emotionally charged installation in which every viewer could participate themselves. An international team of curators and writers will begin work on the exhibition project.

“In my previous work, there are too many depictions of death, which there is already enough of in the world around me,” says Lemsalu, describing her plans for the pavilion in Venice, “and even though it can be naive to think that I will be able to ditch this subject so easily, I will at least attempt to make the viewer smile – there is all the more reason to, as in Venice, death wears a carnival mask anyway.”  

Kris Lemsalu is an artist with a distinctive visual language who makes use of combined techniques and methods from ceramic, installation and performance art. The driving forces behind her work are often events and stories from her personal life, based on which the artist creates mises en scène that enable her to make wider generalisations.

Lemsalu has studied at the Estonian Academy of Arts, the Danish Design School and the Academy of Fine Arts Vienna. This year, she received an Estonian national culture award for her performances at the Performa17 art biennial in New York, the David Roberts Art Foundation’s 10th anniversary events in London and for her international exhibitions in 2017. In Summer 2018 Lemsalu will be participating at the Baltic Triennial 13 and will have a solo show at the soon-opening Goldsmith's College Gallery in London at at Secession in Vienna.

Estonia’s participation in the Venice international art biennale is organised by the Center for Contemporary Arts, Estonia and funded by the Estonian Ministry of Culture.

More information:
Maria Arusoo
Commissioner of Estonian Pavilion
maria@cca.ee


Marco Godinho per il Lussemburgo



L'artista Marco Godinho è stato selezionato per il padiglione del Lussemburgo lo segnala il Chronicle.lu 




Pauline Boudry / Renate Lorenz per la Svizzera

Swiss Presence at the 2019 Venice Biennale: Pauline Boudry / Renate Lorenz to exhibit at the Pavilion of Switzerland and Céline Eidenbenz to curate the «Salon Suisse» 2019
The curator of the Swiss Pavilion at the 58th International Art Exhibition - La Biennale di Venezia,Charlotte Laubard, appointed by the Swiss Arts Council Pro Helvetia, has announced she is developing an exhibition with artists Pauline Boudry / Renate Lorenz. Curator and art historian Céline Eidenbenz is responsible for next year’s «Salon Suisse» at the Palazzo Trevisan degli Ulivi. The 58th International Art Exhibition will be held in Venice from 11 May to 24 November 2019.
Pavilion of Switzerland at the Giardini della Biennale, Venice, built by architect Bruno Giacometti in 1951/52 © Pro Helvetia
Charlotte Laubard notes about her collaboration with Pauline Boudry / Renate Lorenz: “Challenging notions of gender, Pauline Boudry and Renate Lorenz question the norms that govern our representations and our life in society. What lends their work such force is that it moves beyond mere criticism or deconstruction. Their installations, films and performances are conceived as dispositifs capable of inventing other ways of being in the world, ones no longer split by categories of identity and binarisms. Their practice of “denormalisation” has led them to question the “agency” of artistic objects or gestures in their relationships to those who experience them. Their interest in these modalities of action is intimately linked to their desire to find a position towards the situation of withdrawal and antagonism that we are currently experiencing.
Palazzo Trevisan degli Ulivi © Pro Helvetia.
Organised by the Swiss Arts Council Pro Helvetia, the «Salon Suisse» runs concomitantly to the exhibition at the Swiss Pavilion and is now in its eighth year. The programme consists of a series of lectures, talks and cultural events, and, over several long weekends, aims to provide a meeting point for the entire duration of the Biennale. It offers an opportunity to discuss art and the Biennale in a relaxed and stimulating atmosphere. Céline Eidenbenz, Director of the Valais Art Museum, will develop the programme for the «Salon Suisse» 2019 and will host all events as Salonnière.

Curated by Ralph Rugoff, the 58th International Art Exhibition will take place in Venice from 11 May to 24 November 2019 (preview from 8–10 May 2019) at the Giardini and at the Arsenale, as well as at various venues in the city.

mercoledì 6 giugno 2018

Milovan Farronato curatore per il Padiglione Italia




Finalmente anche il nostro paese ha scelto il progetto del curatore Milovan Farronato per il padiglione nazionale, 


CS
“Sarà Milovan Farronato il curatore del Padiglione Italia alla 58. esposizione internazionale d'arte di Venezia del 2019”. Lo rende noto il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli che fa sapere come il nome di Farronato sia stato individuato al termine di una procedura di selezione a cui sono stati invitati a partecipare dieci nomi rappresentativi del panorama artistico nazionale. Il progetto è stato scelto dal Ministro nell'ambito della terna proposta dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanea e Periferie Urbane. 

Tra le dieci proposte presentate, tutte attente alle più avanzate tendenze artistiche internazionali, è stato selezionato il progetto di Farronato che si concentra su un gruppo limitato di artisti a cui verrà dato spazio per presentare le proprie opere e indagare i loro universi creativi.

“Il progetto di Farronato - ha dichiarato il Ministro Bonisoli - è molto originale e innovativo anche dal punto di vista dell’allestimento, valorizza il lavoro degli artisti e pone il Padiglione in linea con il panorama artistico internazionale”.

Milovan Farronato  é il Direttore e Curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato dal 2011 il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Assieme all’artista Paulina Olowska, ha fondato nel 2014 il simposio Mycorial Theatre a Rabka, in Polonia, che nel 2016 è migrato a San Paolo, Brasile. Ulteriori collaborazioni includono le Magazine Sessions (nel 2016) con le Serpentine Galleries di Londra. Ha inoltre concepito The Violent No! all’interno della 14esima Biennale di Istanbul nel 2015. Dal 2005 al 2012, è stato Direttore dell’organizzazione no profit Viafarini e Curatore presso DOCVA Documentation Centre for Visual Arts, Milano.

Dal 2006 al 2010 è stato Curatore Associato della Galleria Civica di Modena, per la quale ha curato nel 2006 la mostra collettiva Egomania e le personali di Ugo Rondinone e Yayoi Kusama; nel 2007, la personale di Katharina Fritsch; nel 2008, la bipersonale di Runa Islam e Tobias Putrih e nel 2009 la personale di Christian Holstad. 

È stato professore di Cultura Visiva al CLADEM, Università IUAV, Venezia, dal 2008 al 2015.

Tra le mostre curate da Farronato si ricordano Nick Mauss, Illuminated Window, La Triennale e Torre Velasca, Milano 2017; Lucy McKenzie, La Kermesse Héroïque, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2017; Si Sedes Non Is presso The Breeder Gallery, Atene, 2017.

E’ stato parte del team curatoriale del Dhaka Art Summit, 2017 e fa parte del Development Committee della Chisenhale Gallery a Londra.

Farronato è l’editore di varie pubblicazioni e i suoi testi sono stati pubblicati da Mousse Magazine, Flash Art, ATPDiary, CURA, Artribune, Tate Etc., L’Uomo Vogue, Fashion Trend, tra gli altri.

 
Di seguito si riportano i nomi dei 10 curatori invitati: Antonia Alampi; Laura Barreca; Andrea Bellini; Alfredo Cramerotti; Milovan Farronato; Luigi Fassi; Andrea Lissoni; Bruna Roccasalva; Francesco Stocchi; Roberta Tenconi.

La selezione dei curatori è stata condotta attraverso l’individuazione di personalità del settore che negli ultimi anni hanno svolto significative attività non solo nel campo della curatela delle mostre di arte contemporanea ma anche nell’ambito della ricerca.  La scelta è stata eseguita tenendo conto delle esperienze maturate in campo nazionale e internazionale, garantendo anche la presenza di giovani e affermati professionisti.
 
Roma, 6 giugno 2018 
Ufficio Stampa MiBACT

domenica 3 giugno 2018

Nida Art Colony per la Lituania



Per la Lituania sarà il collettivo Nida Art Colony



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Nida Art Colony will be representing Lithuania at the 58th Venice Biennale in 2019. This time the Colony will is going to present Sun and Sea, an opera-performance by Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte, and Rugile Barzdžiukaite.

Initially, the creation of Sun and Sea was developed during the residency at Akademie Schloss Solitude in 2016. At the end of the residency, the project was presented as a micro-opera version at Palermo gallery in Stuttgart. In the autumn of 2017, it was presented at the National Gallery of Arts in Vilnius and this year the artists were awarded with Borisas Dauguvietis Earring for innovation and originality.
Sun & Sea’s setting is a makeshift beach area, set up indoors to resemble as closely as possible a real-life, crowded beach: like a counter-monumental, anti-baroque theatre.

Contemporary society, a major character in the performance, is embodied by a number of performers in their bathing suits, lying on the ground looking up, while the audience looks down at them from above. In an apparent show of frivolity and laziness, the seaside sets the stage for the ominous topics addressed by the songs with the same nonchalance: complex subjects unfold easily, attractively. Like putting on sunglasses to witness a star dying.

In her recent book, Staying with the Trouble, Donna Haraway suggests that the worst position to take in what she calls ‘a time of trouble’, plagued as it is by extinction and climate change and so much else besides, is that of ‘depressed nihilism’: in the face of overbearing complexity, of an ocean of headlines, a repetition of alarmist clichés, the mind retreats, folds in, becomes incapable of conceiving of possible action, or of believing in the consequentiality of one’s individual life, or active life.

Haraway would say: “It matters what worlds world worlds”. This phrase, seemingly so esoteric, means simple things: it is time for the sciences to recognise the arts and humanities, and for the arts and humanities to do the same back. Only through collaboration and exchange, through new imaginaries and new forms are we perhaps likely to set the stage for more interspecies and ecological re-thinks of this fragile planet. It is key, Haraway argues, for worlds once apart (science and humanities, social sciences and geology… the list goes on) to reconnect.

The authors of opera-performance Sun and Sea are Rugile Barzdžiukaite, Vaiva Grainyte, and Lina Lapelyte

The curator Dr Lucia Pietroiusti (London) is the Public Programmes Curator at the Serpentine Galleries in London.

The commissioner of the pavillon Prof Jean-Baptiste Joly (Stuttgart) is the Founder and Artistic Director of Akademie Schloss Solitude.

Producer Dr Rasa Antanavičiūtė (Vilnius) is the Executive Director of VAA Nida Art Colony.

Remy Jungerman e Iris Kensmil per l'Olanda



Per il Padiglione Dutch ci saranno Remy Jungerman  e Iris Kensmil


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The Dutch Pavilion at the Venice Biennale functions as an important podium which embraces the occasion of national representation as an opportunity to reflect on the Netherlands’ (inter)national image vis-à-vis the current rapid transformations in Dutch society. The Mondriaan Fund is responsible for the Dutch entry.

Remy Jungerman and Iris Kensmil selected for the Dutch Pavilion in 2019

Work of visual artists Remy Jungerman (1959) and Iris Kensmil (1970), brought together by Benno Tempel for a joint presentation, has been selected as the Dutch contribution to the 58thedition of the Venice Biennale, that is to take place in 2019. The selection of this exhibition, entitled ‘The Measurement of Presence’ has been made public by the Mondriaan Fund, that was advised in that regard by an international jury.

Curator Benno Tempel (director of the Gemeentemuseum, The Hague) brings together the work of Remy Jungerman and Iris Kensmil in a presentation that has developed as a tribute to conceptual artist stanley brouwn, who passed away last year. The way in which brouwn looked at the world and how he handled his art strategically form an inspiration to generations of young artists. Jungerman and Kensmil, too, use their work to go into the necessity for artists to position themselves and to take the proper measure of the world.

Together with Jungerman and Kensmil, Tempel has developed a plan in which they present us with different visions of the notion of identity, in a presentation that offers room to reflect on our relation to the other. The jury appreciates the way in which the three artists relate to these valuable  themes and considers the exhibition in the Dutch Pavilion as an appropriate recognition of their work.

The jury selected the proposal of Benno Tempel from among seventy proposals that were submitted at the beginning of this year after an open call from the Mondriaan Fund.

The jury of the Dutch entry of 2019 consists of: Carlos Amorales (artist and participant in the Dutch Pavilion in 2003 and solo-participant in the Mexican Pavilion in 2017), Zippora Elders (freelance curator and artistic director of Kunstfort Vijfhuizen), Xander Karskens (artistic director of the Cobra Museum of Modern Art in Amstelveen and curator of the Finnish Pavilion in 2017), Mirjam Westen (conservator contemporary art in Museum Arnhem and part of the jury in 2017) and Birgit Donker (director Mondriaan Fund) as chair.

The 58th Venice Biennale will run from 11 May tot en met 24 november 2019.