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venerdì 30 novembre 2018

Billy Gerard Frank campagna di crowfound per il padiglione di Grenada





Billy Gerard Frank sarà l’artista che rappresenterà Grenada con un progetto che sta cercando sostegno attraverso la piattaforma GoFundMe, sperando di raccogliere i almeno 10,000 dollari che serviranno a raggiungere i 70.000 utili per poter partecipare all’evento.

Questo il link se vuoi sostenerlo anche tu 

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giovedì 29 novembre 2018

Anna K.E. per la Georgia




Sarà l’artista Anna Edzgveradze (K.E.) a rappresentare la Georgia, iniziativa della galleria Project ArtBeat col la collaborazione curatoriale di Margot Norton, curatore del New Museum di New York.

Verrà proposto il progetto “REARMIRRORVIEW, Simulation is Simulation, is Simulation, is Simulation…,”   sulle oramai alquanto noiosette tematiche femminili, che sono il mantra alquanto in voga di questi ultimi anni, forse anche troppo spesso senza reali legami espressivi e culturali, ma questo lo scopriremo a Maggio.

mercoledì 14 novembre 2018

E.Jantsankhorol per la Mongolia

Frame video

Sarà l'artista Erdenebayar Jantsankhorol a realizzare il padiglione per la Mongolia con un'opera legata alla tradizione del canto della gola mongola, parte dell'antica tradizione di questo popolo asiatico. 

Il progetto vedrà anche il coinvolgimento di diversi artisti tra cui Carsten Nicolai. 

domenica 28 ottobre 2018

Handiwirman Saputra e Syagini Ratna per l'Indonesia



Dal JakartaGlobe è uscita la notizia che per l' Indonesia gli artisti Handiwirman Saputra e Syagini Ratna sono stati selezionati per il padiglione del 2019.

Sarà realizzata un'opera collaborativa e interattiva dal titolo Akal tak Sekali Datang, Runding tak Sekali Tiba (La ragione e il negoziato non arrivano mai solo una volta).

Curatori del padiglione Asmudjo Jono Irianto e Yacobus Ari Respati,  Enin Supriyanto sarà il direttore artistico.


sabato 27 ottobre 2018

Natascha Sadr Haghighian per la Germania


L'artista Natascha Sadr Haghighian è stata scelta per il padiglione tedesco,  artista dal forte percorso politico sostenuta dalla potente galleria Konig, che è sempre un poco una strana situazione fra apparenza e sostanza. 

sabato 20 ottobre 2018

Handiwirman Saputra e Syagini Ratna Wulan per l'Indonesia



Sarà il progetto "Akal tak Sekali Sampai, Runding tak Sekali Tiba" ha rappresentare il Padiglione Indonesia alla Biennale d'Arte di Venezia 2019. 

Si tratta di una installazione artistica realizzata dagli artisti  Handiwirman Saputra e Syagini Ratna Wulan con la collaborazione dei curatori Asmujo Jono Irianto e Yacobus Ari Respati.



Pablo Vargas Lugo per il Messico


Cenote - opera dell'artista 2018 - galleria Labor

Con l'opera "Actos de Dios" l'artista Pablo Vargas Lugo rappresenterà il Messico alla prossima Biennale 2019 . Il progetto sarà allestito nella Sala d'Armi con il supporto dell'Instituto Nacional de Bellas Artes. 



venerdì 12 ottobre 2018

Driant Zeneli per l'Albania


Driant Zeneli will represent Pavilion of Albania in 58th International Art Exhibition - La Biennale di Venezia - with the project titled “Maybe the cosmos is not so extraordinary” commissioned by Minister of Culture of the Republic of Albania and curated by Alicia Knock, curator at Center Pompidou in the Department of Contemporary Art in Paris. The title is inspired by science fiction novel of Albanian author Arion Hysenbegas, “Drejt Epsilonit të Eridanit” (“Towards Epsilon of Eridan”), first published in 1983 and republished uncensored in 2018.


Driant Zeneli (1983, Shkoder, Albania), lives between Milan and Tirana. In 2011 he represented Albania at the 54th International Art Exhibition – Venice Biennale. In 2008 he won the Onufri International Contemporary Art Prize, Tirana, in 2009 the Young European Artist Award Trieste Contemporanea and in 2017 MOROSO Prize, Italy. He was the artistic director of Mediterranea 18, the Young Artists Biennale from Europe and Mediterranean, taking place for the first time in 2017 between Tirana and Durres. He is co-founder of Harabel Contemporary Art Platform, Tirana.
Alicia Knock - Curator at the Centre Pompidou in the Contemporary art and Prospective Department, working at expanding the museum towards Africa and Central Europe, through both acquisitions and exhibitions. In charge of recent Duchamp Prize exhibitions (Kader Attia, Yto Barrada, Ulla von Brandenburg and Barthélémy Toguo, 2016; “The most foreign country”, women artists from the Duchamp Prize, Fondation Fernet Branca, 2017; Maja Bajevic, Joana Hadjithomas and Khalil Joreige, Charlotte Moth, Vittorio Santoro, 2017), she is also involved in the new project space of the Pompidou, Galerie 0, aiming at becoming a laboratory for new practices.

mercoledì 3 ottobre 2018

Per l'Italia David, Fumai e Moro




Il Ministro per i beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato i tre artisti selezionati dal curatore Milovan Farronato, che rappresenteranno l’Italia alla prossima Biennale Arte a Venezia in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019: sono Enrico David (Ancona, 1966); Chiara Fumai (Roma, 1978-Bari, 2017); Liliana Moro (Milano, 1961).
“Internazionalità, contemporaneità, creatività - ha dichiarato Bonisoli - sono le parole che caratterizzeranno il progetto del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia grazie al contributo di questi tre protagonisti dell’arte, le cui opere daranno vita ad una mostra originale e innovativa sotto la guida esperta di un curatore loro coetaneo”.

“Gli obiettivi di sostegno, promozione, valorizzazione dell’arte italiana della Direzione Generale Arte Architettura Contemporanee e Periferie Urbane che dirigo - afferma il Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni - sono pienamente rappresentati dai tre artisti scelti per la prossima partecipazione italiana a Venezia, che sapranno trasmettere profondità della visione e qualità della ricerca al pubblico internazionale”.

“A cavallo tra due generazioni, le opere e le biografie di Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro, sebbene molto diverse - spiega il curatore del Padiglione Italia Milovan Farronato - segnano significativi percorsi artistici contemporanei che si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente. I loro lavori spiccano per l’inestinguibile desiderio di esplorare territori in cui il quotidiano, la sopravvivenza, la tradizione e la narrazione hanno una forte presenza. Ho lavorato a stretto contatto con questi tre artisti nel corso degli anni, in occasione di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e sono felice di poter affiancare le loro pratiche in questa mostra su grande scala, che includerà lavori nuovi ma anche opere del passato“.

Il progetto artistico ed espositivo del Padiglione Italia sarà annunciato nella consueta conferenza stampa della prossima primavera.

mercoledì 26 settembre 2018

Larissa Sansours per la Danimarca


Info dal sito https://www.kunst.dk 

La Biennale di Venezia non è solo la più antica ma anche una delle più importanti e prestigiose manifestazioni di arte visiva. Più di 80 paesi partecipano con padiglioni nazionali e nel padiglione danese, il pubblico di tutto il mondo sarà in grado di provare la mostra di Larissa Sansours. La Biennale di Venezia è esposta dall'11 maggio al 24 novembre 2019.

L'artista visiva Larissa Sansour dice: "È un onore incredibile per me rappresentare la Danimarca alla Biennale di Venezia. Per me è sempre stato un grande sogno esibirmi a Giardini, ed è una sensazione molto speciale poter sviluppare una serie di nuovi lavori solo per il padiglione danese ".

Lisette Vind Ebbesen, presidente della commissione della National Art Foundation, afferma:
"Abbiamo scelto Larissa Sansour perché nella sua arte si occupa di questioni importanti non solo in Danimarca ma anche nel resto del mondo. Affronta sia le attuali questioni politiche e universali, sia quelle relative all'identità e all'affiliazione. La buona arte agisce come l'iniziatore di una conversazione e crediamo che Larissa Sansour sia in grado di farlo in un modo nella sua arte ".

Larissa Sansour
Larissa Sansour è nata nel 1973 a Gerusalemme est. Si è laureata al Maryland Institute College of Art e alla New York University, negli Stati Uniti, ed è stata ospite presso la Royal Danish Academy of Fine Arts di Copenaghen. Larissa Sansour è una cittadina danese, vive e lavora a Londra.

Larissa Sansour lavora in modo interdisciplinare con film, fotografia, installazione e scultura in opere, spesso basate su un universo di fantascienza.

Negli ultimi anni, Larissa Sansour ha avuto più importanti mostre personali a livello internazionale, più recentemente a Dar El-Nimr a Beirut. La sua mostra "In futuro mangiavano con i migliori porcellana" è stato mostrato a Liverpool, Roma, Cardiff, Copenhagen, Nottingham, Dubai, Madrid e Londra, e la mostra "Nazione Estate" è stato dimostrato a Roma, Gerusalemme, Copenhagen, Wolverhampton , Turku e Parigi.

State Art Foundation e Venice Biennale
Il comitato Danish Arts Foundation progetto di sostegno per le arti visive, in qualità di Commissario per il Padiglione Danese alla Biennale di Venezia è responsabile della nomina l'artista che rappresenterà la Danimarca e finanzia il padiglione danese a Venezia.

Il comitato di supporto al progetto per le arti visive è composto da: Lisette Vind Ebbesen (presidente), Peter Land (vicepresidente), Charlotte Fogh, Jane Jin Kaisen e Søren Assenholt.

Il curatore olandese Nat Muller è stato nominato curatore per la mostra nel padiglione danese.

Oltre ai padiglioni nazionali, consiste Biennale di Venezia anche una grande mostra nel 2019 è curata da Ralph Rugoff, mostrando più di 100 artisti internazionali sotto il titolo "Possiate vivere nella Interessante Times".

sabato 15 settembre 2018

giovedì 6 settembre 2018

Jos de Gruyter e Harald Thys per il Belgio






Dal sito https://www.flandersartsinstitute.be

Artist duo Jos de Gruyter and Harald Thys will represent Belgium at the 58th Venice Biennale in 2019. The project ‘MONDO CANE’ will be curated by Anne-Claire Schmitz (La Loge).

Jos de Gruyter (b. 1965) and Harald Thys (b. 1966) live and work in Brussels. They have formed an artist duo since the late 1980s. Their photos, installations, drawings, objects, performances and videos are permeated by black humour, (self-)reflection, overlapping realities, fiction and repressed history, and toy with ideas of superficiality and banality.

De Gruyter and Thys have exhibited their work in institutions such as Kunstverein München, Munich (2017); MoMA PS1, New York (2015); Raven Row, London (2015); Kunsthalle Wien, Vienna (2014); M HKA, Antwerp (2013); Kunsthalle Basel, Basel (2010). They have also taken part in the main exhibition of the Venice Biennale in 2013 ‘Il Palazzo Enciclopedico / The Encyclopedic Palace’, curated by Massimiliano Gioni. De Gruyter and Thys are represented by galerie dépendance, Brussels

Anne-Claire Schmitz (b. 1981, Belgium) is the founding director and curator of La Loge, a Brussels-based non-profit space that started its activities in 2012. Since its opening La Loge has developed projects with Sophie Nys, Roe Ethridge & Zin Taylor, Kate Newby, Peter Hutton, UP, Emily Wardill, Shana Moulton, Michael Beutler, Gareth Moore and Arvo Leo among others. Prior to this, she was a curator at Witte de With, Centre for Contemporary Art, in Rotterdam. In 2012 WIELS invited her to co-curate, with Elena Filipovic, the exhibition Un-Scene II, a triennial project intended to present a panorama of the Belgian artistic scene. Alongside her work at La Loge, she was the Belgian consultant for Europe Europe a group show curated by Hans Ulrich Obrist, Thomas Boutoux and Gunnar B. Kvaran and curator of Individual Stories – Collecting as portrait and methodology with Luca Lo Pinto and Nicolaus Schafhausen at Kunsthalle Wien. Recently she curated Les Bons Sentiments, the exhibition of the 19th Fondation d’entreprise Ricard Prize in Paris.

The jury consisted of Guillaume Désanges (curator and art critic), Anne Pontegnie (curator and art critic), Katerina Gregos (curator), Sébastien Ricou (gallerist), Bernard Marcelis (representative of the ‘Commission consultative des Arts plastiques’), Eva Wittocx (curator, among others of the Belgian Pavilion in 2017), Cis Bierinckx (curator).

In 2019 the French-speaking Community will be in charge of the Belgian Pavilion at the Venice Biennale. In the light of the partnership agreement for culture between the Flemish Community and the French-speaking Community, the selected project is a reflection of the collaboration between Belgium’s two largest communities.


giovedì 23 agosto 2018

Mark Justiniani per le Filippine





Ecco il progetto di Mark Justiniani per il Padiglione delle Filippine 

The Philippine Pavilion will present Island Weather curated by Tessa Maria Guazon at the 2019 Venice Art Biennale. The Pavilion features artist Mark Justiniani, who is known for his immersive large-scale installations and site-specific art. 
The announcement was made by the National Commission for Culture and the Arts (NCCA), the Department of Foreign Affairs (DFA) and the Office of Senator Loren Legarda, the government agencies responsible for the Philippines’ participation in Venice. 
Island Weather explores the myriad ways by which the island can be perceived and imagined: by evoking its geophysical characteristics, reflecting on how humans regard it as a place of origin, refuge, respite, or a location that may refer to the nation itself. 
Three thematic approaches shape the exhibition: (1) Island Voyage alludes to travels and grand designs referencing lighthouses built during the colonial period and places that combine both fantasy and myth; (2) Local Forecast: Turbulent Weather gestures towards features of the lighthouse to construct an experience of viewing and being seen; and (3) Piers and Ports expands the artist’s investigation of vision and its role in the construction of truth.

Justiniani’s works to be presented at the Philippine Pavilion are informed by his long-standing interest in vision and optics, and the structures of space and time. Through these works, the artist is keen to redefine the aesthetic experience not only through form but by way of historical reference and reflections. 
This speaks to his work with activist groups and artist initiatives in the 1980s and 90s, including Abay (Artist ng Bayan) and the collective Sanggawa (1994). From social realist leanings to magical realist strains, his practice has evolved and grown into multi-media configurations that seek to explore the nature and reality of perception. 
Justiniani received the CCP Thirteen Artists grant in 1994. He has held numerous solo and group exhibitions in the Philippines and abroad. 
About the Curator
Tessa Maria Guazon is a curator and Assistant Professor at the Department of Art Studies, UP Diliman. Her research and curatorial interests span contemporary art and the public sphere, art production, and cultural programs in Asian cities, and developing a research-driven and art historically informed curatorial practice. She is the principal researcher for Manila of the Southeast Asia Neighborhoods project for the Urban Knowledge Network Asia and the International Institute of Asian Studies, Leiden (2017-2020), as well as the coordinator for exhibitions and curatorial analysis of the Philippine Contemporary Art Network, University of the Philippines (UP) Vargas Museum.
Her recent curatorial projects include: Lawas,site-specific art projects in UP  Diliman, and Consonant Forms, Resonant Practice: Women Winners of the Philippine Art Awards and the ASEAN Art Awards at the Yuchengco Museum, both in 2018; and Plying the Seas, Divining the Skies at the Kuandu Museum of Art, Taipei in 2017. 
Open Call Deliberations 
A panel of jurors deliberated on the submitted curatorial proposals last July 20, 2018 at the NCCA Building in Intramuros, Manila. The open call for curatorial proposals was launched on January 17, 2018 with a deadline set on May 24, 2018. The Philippine Arts in Venice Biennale (PAVB) Coordinating Committee received a total of 12 proposals.
The jury was composed of NCCA Chairman Virgilio S. Almario, Dr. Apinan Poshyananda, Dr. June Yap, Imelda Cajipe-Endaya, and Senator Loren Legarda, the principal advocate of the project.
Almario, National Artist for Literature, is the Chairman of the NCCA and the Chairman of the Komisyon sa Wikang Filipino (KWF) and is a prolific writer and critic. 
Poshyananda is the Artistic Director of the Bangkok Art Biennale.  He has curated in various international exhibitions including the Asia-Pacific Triennale, Istanbul Biennale, Johannesburg Biennale, Sao Paulo Biennale, Sydney Biennale, and Venice Biennale.
Yap is the Curatorial Director of Singapore Art Museum and the former Guggenheim UBS MAP Curator, South and Southeast Asia.
Endaya has gained recognition in contemporary art for her works focused on identity, gender, race, nation, migration, displacement, and globalization.
Legarda, a three-term senator who chairs the Senate Committees on Finance, Foreign Relations, and Climate Change, is a staunch advocate of the arts and culture. 
58th Venice Art Biennale
For the 58th International Art Exhibition (2019), the Board of La Biennale di Venezia has appointed Ralph Rugoff as the curator. Rugoff has been the Director of the Hayward Gallery of London since 2006. Recently, La Biennale di Venezia announced that the58th International Art Exhibition will be titled May You Live in Interesting Times, a phrase of English invention that has long been mistakenly cited as an ancient Chinese curse that invokes periods of uncertainty, crisis and turmoil; “interesting times”, exactly as the ones we live in today.
The Philippine Pavilion in Venice will open to the public on May 11, 2019 and will run until November 24, 2019.

Tamás Waliczky per l'Ungheria




Sarà Tamás Waliczky ad allestire il Padiglione dell'Ungheria, come ci segnala il Budapest Times : "Waliczky’s “Cameras” exhibition, which was submitted for the Hungarian Pavilion at the Venice Biennale, explores the wide range of possibilities of visual perception. The title refers to imaginary cameras, which Waliczky began designing in 2016, and it also touches on the fact that cameras affect our lives in an array of complex and sometimes almost unnoticeable ways...



lunedì 13 agosto 2018

Martin Puryear per gli Stati Uniti


Guardian Stone - 2001-3 Granite (Matthew Marks Gallery)


Sarà l'artista Martin Puryear a rappresentare gli Stati Uniti alla prossima Biennale, i primi twitter sono iniziati con Jerry Saltz e diffusi da diversi media, poi il 14 Agosto è stata data notizia ufficiale.


L'ufficializzazione è giunta dal Dipartimento di Stato per gli affari educativi e culturali degli Stati Uniti e dal Madison Square Park Conservancy, ente che curerà il padiglione statunitense alla prossima Biennale che si svolgerà dall'11 Maggio al 24 Novembre 2019.




mercoledì 18 luglio 2018

lunedì 16 luglio 2018

Biennale Arte 2019 - May You Live in Interesting Times



Oggi è stato reso pubblico il titolo della prossima edizione della Biennale curata da Ralph Rugoff, sarà  May You Live in Interesting Times.

La rassegna si svolgerà dall' 11 maggio al  24 novembre 2019 - la vernice sarà 8, 9 e 10 maggio.

CS

Venezia, 16 luglio 2018 – Il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, e il curatore della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, Ralph Rugoff, hanno incontrato oggi la stampa a Ca’ Giustinian per presentare la Biennale Arte 2019, che si svolgerà dall’11 maggio al 24 novembre 2019 (vernice 8, 9 e 10 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.

La 58. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà May You Live in Interesting Times, da un antico detto cinese che si riferisce a periodi di incertezza, crisi e disordini, “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo.
Ralph Rugoff spiega così la sua scelta:
«In un'epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di "fatti alternativi" mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento.»
«La 58. Esposizione Internazionale d'Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell'arte che includa sia il piacere che il pensiero critico.»
«Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli.»
«May You Live in Interesting Times cercherà di offrire al suo pubblico un'esperienza a tutto tondo, che è propria del profondo coinvolgimento, trasporto e apprendimento creativo resi possibile dall’arte. Questo vorrà dire coinvolgere i visitatori in una serie di incontri che saranno essenzialmente ludici, perché è quando giochiamo che siamo più compiutamente "umani". Significherà anche curare gli aspetti del formato della Mostra, ove possibile, per far sì che sia in linea con il carattere dell'arte che verrà presentata.» (Vedi in allegato la dichiarazione completa)
   
Da parte sua il Presidente Paolo Baratta ha dichiarato:

«Oggi, il 16 luglio 1998, la nuova Biennale uscita dalla riforma nominava Harald Szeemann come primo curatore della nuova Biennale. La scelta fu suggerita dalla stessa storia dell’istituzione. L’Esposizione d’Arte era tradizionalmente il risultato della composizione di diverse mostre, ciascuna col suo tema e i suoi curatori. Nel 1980 una di queste sezioni fu denominata Aperto, nome che di per sé racchiudeva l’idea di un’atmosfera diversa, appunto aperta al mondo, a suo tempo curata, tra gli altri, anche da Szeemann. Non a caso la sua prima Biennale del 1999 si chiamò dAPERTutto, la cellula del 1980 diventava così la Mostra Internazionale.»
«Con l’incarico a Ralph Rugoff abbiamo voluto portare ulteriore contributo e chiarezza formale all’idea coltivata in tutti questi vent’anni sul ruolo della Biennale e, in particolare, della Mostra d’Arte.»
«Noi siamo fedeli al principio che l’istituzione deve essere una macchina del desiderio volta a tenere sempre alto e fermo il bisogno di vedere di più, di quel vedere di più nel quale ci aiuta l’arte. Ma allo stesso tempo la Biennale deve essere il luogo nel quale il singolo visitatore sia fortemente cimentato nel confrontarsi con l’opera d’arte. L’istituzione, i luoghi, le opere convocate dal Curatore, la loro dislocazione nello spazio, il clima che l’istituzione sa creare, tutto deve concorrere a costruire condizioni favorevoli perché il visitatore si senta ingaggiato di fronte alla singola opera che incontra, quasi fosse su una pedana per un incontro di scherma.» 


Dichiarazione di Ralph Rugoff - Curatore della 58. Esposizione Internazionale d’Arte
May You Live in Interesting Times

In un discorso della fine degli anni Trenta del secolo scorso, il parlamentare britannico Sir Austen Chamberlain invocò un antico anatema cinese di cui era venuto a conoscenza grazie a un diplomatico britannico di stanza in Asia, che curiosamente recitava: 'Che tu possa vivere in tempi interessanti'. "Non vi è alcun dubbio che l’imprecazione ci abbia colpito", osservò Chamberlain. "Passiamo da una crisi all'altra, in un susseguirsi di traumi e disordini."
Questa breve storia sembra oggi di un’attualità quasi sconcertante, in tempi in cui i notiziari annunciano una crisi dopo l’altra. Ma in un'epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di "fatti alternativi" mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento. In questo esempio specifico, si dà il caso che non sia mai esistita un "antico anatema cinese", nonostante i politici occidentali lo citino nei loro discorsi da oltre un secolo. Questa espressione, pur essendo frutto dell’immaginazione, un surrogato culturale, un ennesimo "orientalismo" occidentale, ha avuto però un effetto reale nella retorica e nel dibattito pubblico. Tale artefatto di incerta natura, sospetto ma anche ricco di significati, apre a potenziali percorsi di approfondimento che vale la pena perseguire, soprattutto in questo momento storico in cui i "tempi interessanti" che invoca sembrano essere di nuovo con noi. Per questo la 58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia prenderà il titolo da un falso anatema.
May You Live in Interesting Times includerà senza dubbio opere d'arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti, alle istituzioni e alle relazioni dell'"ordine postbellico". Riconosciamo però fin da subito che l'arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica. Per esempio, l'arte non può fermare l'avanzata dei movimenti nazionalisti e dei governi autoritari, né può alleviare il tragico destino dei profughi in tutto il pianeta (il cui numero ora corrisponde a quasi l'un percento dell'intera popolazione mondiale).
In modo indiretto, tuttavia, forse l'arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi 'tempi interessanti'. La 58. Esposizione Internazionale d'Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell'arte che includa sia il piacere che il pensiero critico. La Mostra si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni. Un'arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili, e di
destreggiarsi fra modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda. Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli. Il loro lavoro, animato da curiosità sconfinata e intelligenza di spirito, ci spinge a guardare con sospetto a tutte le categorie, i concetti e le soggettività che sono dati per indiscutibili. Ci invita a considerare alternative e punti di vista sconosciuti, e a capire che "l'ordine" è ormai diventato presenza simultanea di diversi ordini.
May You Live in Interesting Times prenderà sul serio il potenziale dell'arte di indagare cose di cui non siamo già a conoscenza – cose che potrebbero essere off-limits, sottotraccia o inaccessibili per varie ragioni. Metterà in risalto opere d'arte che esplorano l'interconnessione fra fenomeni diversi, opere affini all'idea affermata da Leonardo da Vinci e da Vladimir Il'ič Lenin che ogni cosa è connessa con tutte le altre.
May You Live in Interesting Times nasce dalla convinzione che l'arte interessante crea forme con un carattere e una definizione particolari, che ci fanno interrogare su come definiamo i nostri confini culturali. Un'intelligente attività artistica richiede la creazione di forme che mettano in risalto ciò che le forme stesse nascondono e le funzioni alle quali ottemperano. La Mostra metterà l’accento sull’arte che sta tra le categorie, e che mette in discussione le ragioni del nostro pensare per categorie.
May You Live in Interesting Times cercherà di offrire al suo pubblico un'esperienza a tutto tondo, che è propria del profondo coinvolgimento, trasporto e apprendimento creativo resi possibile dall’arte. Questo vorrà dire coinvolgere i visitatori in una serie di incontri che saranno essenzialmente ludici, perché è quando giochiamo che siamo più compiutamente "umani". Significherà anche curare gli aspetti del formato della Mostra, ove possibile, per far sì che sia in linea con il carattere dell'arte che verrà presentata.
Infine, May You Live in Interesting Times sarà fondata sulla convinzione che la felicità umana deriva da conversazioni reali, perché in quanto animali sociali siamo spinti a creare, trovare significati e metterci in relazione l’uno con l’altro. In questa luce, la Mostra si proporrà di sottolineare l'idea che il significato delle opere d'arte non risiede tanto negli oggetti quanto nelle conversazioni – prima fra l'artista e l'opera d'arte, poi fra l'opera d'arte e il pubblico, e poi fra pubblici diversi. In fin dei conti, la Biennale Arte 2019 aspira a questo ideale: ciò che più conta in una mostra non è quello che viene esposto, ma come il pubblico possa poi servirsi dell'esperienza della mostra per guardare alla realtà quotidiana da punti di vista più ampi e con nuove energie. Una mostra dovrebbe aprire gli occhi delle persone a modi inesplorati di essere al mondo, cambiando così la loro visione di quel mondo.
Ralph Rugoff



Nota biografica Ralph Rugoff
Ralph Rugoff è direttore della Hayward Gallery di Londra dal 2006. Aperta nel 1968, la Hayward Gallery è considerata fra le gallerie d’arte pubbliche più importanti del Regno Unito. Nel 2015 Rugoff è stato il direttore artistico della XIII Biennale di Lione, dal titolo La vie moderne.
Tra il 1985 e il 2002 ha scritto di arte e critica culturale per vari periodici, riviste di arte e quotidiani, tra cui Artforum, Frieze, Parkett, il Financial Times, il Los Angeles Times, il Los Angeles Weekly; ha anche pubblicato una raccolta di saggi, Circus Americanus (1995), che esplora fenomeni culturali dell’ovest americano.
Nello stesso periodo inizia a lavorare come curatore indipendente, organizzando mostre come Just Pathetic (1990) e Scene of the Crime (1997). Già direttore del CCA Wattis Institute (2000-2006) del California College of the Arts di San Francisco, negli ultimi 11 anni ha curato numerose mostre collettive alla Hayward Gallery, tra cui The Painting of Modern Life (2007), Psycho Buildings (2008), The Alternative Guide to the Universe (2013) e The Infinite Mix (2016); ha curato inoltre importanti retrospettive e personali di Ed Ruschka, Jeremy Deller, Carsten Holler, Tracey Emin, George Condo e Andreas Gursky.



La 58. Esposizione Internazionale d’Arte presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. Anche per questa edizione si prevedono selezionati Eventi Collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro esposizioni e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la 58. Esposizione .


Sito web ufficiale della Biennale Arte 2019: www.labiennale.org  
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2019 #MayYouLiveinInterestingTimes





domenica 15 luglio 2018

Lea Cheang - Taiwan


Taro's mushroom - transmediale 2017


L'artista Lea Cheang rappresenterà Taiwan 


CS

Artist Shu Lea Cheang to Represent Taiwan at 2019 Venice Biennale │ Press

Date:2018/07/12 - 2018/12/31 


Artist Shu Lea Cheang to Represent Taiwan at 2019 Venice Biennale


Taipei Fine Arts Museum (TFAM) is delighted to announce Shu Lea Cheang as the sole artist, representing Taiwan at the 58th International Art Exhibition, Venice Biennale 2019. She is the first woman artist to be selected since Taiwan began holding single-artist exhibitions at the Venice Biennale. The nominating committee was composed of a variety of professionals including independent curators, performing arts planners, artists, and art critics, affording broader room for debate and inspiration.

Taipei Fine Arts Museum director Ping Lin remarks: “The Venice Biennale is an international platform. Once every two years, we gather the Taiwanese contemporary art world together to imagine what this platform can be. In recent years Taiwanese artists and art institutions have elevated their participation in the global art community, generating a more refined and complex network of connections. For this reason, the nominating committee employed a greater level of strategic thinking, coloring their artist recommendations with stronger overtones of global strategy. Shu Lea Cheang, a pioneer of net art, not only in Taiwan but around the world, emerged as the first choice.”

Cheang remarks: “Since my net art work BRANDON (1998-1999), a trajectory charged with detours and deviations has teleported me to Palazzo delle Prigioni, Venice, where crimes and punishment are revisited in a 16th century prison setting. My growing up in Taiwan was much associated with a tightly controlled society under Taiwan's martial law (1949-1987). My return to Taiwan after decades of living abroad has exposed me to a liberated, intricate and generous new generation with whom I have only now begun to become acquainted. To be representing Taiwan in its current complex state is a tremendous task, and I am grateful to be accompanied on this venture by the visionary curator Paul B. Preciado and the dedicated VB team at the Taipei Fine Arts Museum.”

Contemporary Net Art Pioneer
Shu Lea Cheang (1954-) grew up in Taiwan and established her own distinctive perspective of art while living in the West, quickly carving out a terrain of her own in the internet world. Considering herself a “digital nomad,” her artistic footprints span Asia, Europe and North America. Her work encompasses such forms as net art installation, feature-length films, and art actions, in which she explores and rethinks the middle ground between technology and humanity in the era of globalization, repeatedly engaging in dialectic on social and political issues such as gender and body politics, ethnic and cultural diversity, history, and the environment.

The works of Shu Lea Cheang have always revolved around the nature of electronic/digital technology, emphasizing collective participation and intervention. In the 1980s Cheang was active in the production of independent videos and grass-roots television programs, as well as documenting the street demonstrations taking place at the time in New York. She also began working in video art, launching her career as an artist. In the 1990s she began to explore net art, creating installations combining computer programs and video interaction that connected virtual networks with real spaces. She also started a series of creative, performance and action projects. Her work BRANDON (1998-1999) was the first web art commissioned and collected by the Solomon R. Guggenheim Museum in New York. Since 2000 she has anchored her works in the scenario of a post-netcrash age, developing a science fiction narrative as a countervailing force amidst the chorus of optimism about the future of the internet. Cheang’s work initiates an alternative imagining of the internet beyond its essential function as digital communication technology, transforming it into an artistic medium of collective creation, and inviting viewers to enter its milieu to discuss contemporary social issues. By creating collective experiences that cross cultures and bridge the virtual and real worlds to promote the redistribution of ideas with the aim of achieving genuine social action, she manifests the concept of contemporary art as a form that spans physical boundaries in the digital age.

International Curation
To strengthen the international connections of the exhibition and open up multiple dialogues with the global art community, Taipei Fine Arts Museum and Shu Lea Cheang jointly agreed to invite the Spanish philosopher Paul B. Preciado (1970-) to serve as curator, in light of his apprehension of the creative context and the tacit understanding he has formed with the artist through long-term cooperation. Preciado earned a Ph.D. in Philosophy and Theory of Architecture from Princeton University and studied under Jacques Derrida in New York City. Preciado is today one of the leading thinkers in the fields of gender, sexuality, and body studies, following the steps of Michel Foucault and Judith Butler. He has taught at Université Paris VIII-Saint Denis and at New York University, served as Head of Research at the Museum of Contemporary Art of Barcelona, and was Curator of Public Programs for documenta 14 in 2017. With his solid reputation as academic scholar and curator, Preciado’s visionary projects dovetail with the Shu Lea Cheang’s creative background, lending the upcoming exhibition an interpretive approach able to penetrate the tension of the artworks.

Preciado states: “We are living through a moment of planetary transformation with the advent of artificial intelligence, sophisticated warfare technologies, genetic engineering, and global internet. This is a paradigm shift only comparable to the one that took place with the invention of the printing press and global colonization. The political and poetic potentiality of this moment is as big as the risks of building new forms of oppression and exclusion. We need new grammars and new images in order to forge a new subjectivity, to invent new ways of feeling and desiring. I see Shu Lea Cheang’s work as one of the most powerful creative and experimental tools to navigate this transition. Bringing together many underground traditions, from transfeminism, queer and anti-racist politics, as well as science fiction narrative, video art, and performance, Shu Lea Cheang’s work is a reflection on what it means to be free, to act freely within contemporary society. The historic halls of the Palazzo delle Prigioni Venice, the former prison of the Palazzo Ducale, are an exquisite site to think about the conditions of contemporary subjection, about the constructed limits between normalcy and deviancy, as well as to imagine new emancipatory practices.”

Further information on Shu Lea Cheang can be found at: http://mauvaiscontact.info



58th Venice Biennial Taiwan Pavilion
Exhibition period: May 11, 2019 – November 24, 2019
Venue: Palazzo delle Prigioni, Venice, Italy