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domenica 15 dicembre 2019

Sigurður Guðjónsson per il 2021 nel Padiglione dell'Islanda



L'artista Sigurður Guðjónsson è stato selezionato per il Padiglione dell'Islanda 2021


CS

Artist Sigurður Guðjónsson will represent Iceland at the Venice Biennale in 2021. Sigurður is known for his powerful video works where visual, audio and space create an organic whole. He started his exhibition career at the turn of the century on the vibrant artist-run experimental scene in Reykjavík that has fostered new art in temporary venues all over the old city. His dark and hypnotically moody videos immediately set him apart and attracted attention.

With more than twenty solo exhibitions and dozens of group shows and festival screenings, his works have found appreciative audiences around the world. Sigurður Guðjónsson was awarded the 2018 Icelandic Art Prize as Visual Artist of the Year for his 2017 exhibition Inlight in the chapel and morgue of St. Joseph’s Hospital in Hafnarfjörður and commissioned by Listasafn ASÍ. His newest work Enigma is currently scheduled for exhibitions at Kennedy Center, DC, Adler Planetarium and Carnegie Hall, among other exhibition places in 2019.

Sigurður Guðjónsson exploits the potential of time-based media to produce pieces that rhythmically engage the viewer in a synaesthetic experience, linking vision and hearing in ways that seem to extend one’s perceptual field and produce sensations never felt before. 

Sigurður Guðjónsson was born in Reykjavík in 1975. He studied at Billedskolen in Copenhagen 1998-1999, Iceland University of the Arts in 2000-2003 and Akademie Der Bildenden Kunste in Vienna in 2004.

Being selected to represent Iceland in the biennale is a great honour. Icelandic artists have participated since 1960. 


The selection for the Venice Biennale 2021 was made by Icelandic Art Center’s professional committee which is comprised of: Helga Björg Kjerúlf, Director, Ásdís Spanó, artist and Ágústa Kristófersdóttir, Director of Hafnarborg – the Hafnarfjörður Centre of Culture and Fine Art. Council guests were Heiðar Kári Rannversson, curator and artist Sigurður Árni Sigurðsson.

lunedì 25 novembre 2019

Chiude con 600.000 visitatori un'altra stupenda edizione della Biennale Arte



Eccovi il CS della Biennale che annunci la chiusura di questa bella edizione della Biennale Arte con le tante positive notizie.

CS 
Venezia, domenica 24 novembre 2019 – Si chiude oggi, domenica 24 novembre 2019, la 58. Esposizione Internazionale d’Arte organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta e curata da Ralph Rugoff, che oggi hanno incontrato i visitatori per esaminare il lascito della Mostra e tracciare le considerazioni finali su un’edizione che ha richiamato anche quest’anno una straordinaria attenzione e un grande numero di visitatori.

Durata poco più di 6 mesi, la Biennale Arte 2019 si conclude confermando i 600mila visitatori (593.616), a cui si aggiungono 24.762 presenze durante la pre-apertura.
Grande la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni rappresentano il 31% dei visitatori totali. I visitatori che hanno visto la Mostra in gruppo sono stati il 17% del pubblico complessivo.

Così il Presidente Baratta ha commentato i risultati:

Si chiude oggi la 58. Esposizione Internazionale d’Arte. Sono trascorsi ventuno anni dalla riforma della Biennale. La 58ma, con il suo titolo - May You Live In Interesting Times - ci ha invitato a considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, invito che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione generato da conformismi e paure. Un titolo che così interpretato riassume anche le stesse ragioni d’essere di una Biennale. Ma al di là del titolo anche questa Mostra, come tutte quelle che si sono susseguite negli ultimi vent’anni, da quando La Biennale di Venezia è stata riformata, è stata segnata da una particolare sensibilità al tema del rapporto con il visitatore. Tutte le Biennali, infatti, hanno mirato innanzitutto a rendere partecipe il visitatore alla riflessione sull’arte e sull’indagine che gli artisti contemporanei sviluppano continuamente su se stessi.”

“Si è mirato alla valorizzazione dell’incontro tra visitatore e opere, incontrate come nel momento del loro nascere, a promuovere l’ingaggio del visitatore, a promuovere conoscenza ma anche consapevolezza, a sviluppare rispetto e attenzione per l’autonomia dell’arte, e qui per le autonome parziali, ma trasparenti scelte del curatore. Si è interpretato il ruolo della Biennale come quello di un’Istituzione impegnata a promuovere una società libera, aperta e consapevole.”

Abbiamo apprezzato l’impegno dei paesi partecipanti cresciuti in numero (90) per lo spirito con cui hanno deciso di partecipare e hanno partecipato al grande dialogo sull’arte, che grazie alle loro scelte organizzative si sviluppa in un clima di straordinario pluralismo.”

“I visitatori sono stati ancora una volta, nonostante le difficoltà delle recenti settimane, nell’ordine di 600.000, di cui una presenza di giovani ancora in crescita. I visitatori sono diventati il partner principale della Biennale. Da essi viene un contributo decisivo per il mantenimento di condizioni di autonomia e libertà.”
“In tali difficoltà abbiamo avvertito in misura ancor maggiore la responsabilità che ci viene dall’operare in e a favore di una città che ci ospita e ci abbellisce e alla quale vorremmo sempre rendere almeno parte di quanto ci dona.”

“Ci avviamo alla chiusura. Sono in corso affollati Meetings on Art e performance sostenute dall’Arts Council England. Stasera riuniti a Ca’ Giustinian scambieremo un festoso ringraziamento con tutti quanti hanno collaborato, in Biennale, in Venezia e da tante parti del mondo, alla realizzazione della Mostra, ringrazieremo Ralph Rugoff e i suoi collaboratori e ci faremo gli auguri per i prossimi appuntamenti.”

“Presentiamo, infine, il volume Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019 che riassume tutte le Biennali d’Arte dal 1895 a quest’ultima, a cura dell’Archivio Storico della Biennale, edito dalla Biennale di Venezia (analogamente a quanto fatto due mesi fa per tutte le edizioni della Mostra del Cinema).



I NUMERI DELLA MOSTRA

79        Artisti invitati alla Mostra
90        Partecipazioni Nazionali
30        Partecipazioni Nazionali nei padiglioni storici ai Giardini
25        Partecipazioni Nazionali all’Arsenale (con Italia)
35        Partecipazioni Nazionali nel centro storico di Venezia
4          Partecipazioni Nazionali presenti per la prima volta: Ghana, Madagascar, Malesia e Pakistan. La Repubblica Dominicana ha partecipato per la prima volta con un suo padiglione alla Biennale Arte; aveva già partecipato in passato con IILA.
2          Progetti SpecialiPadiglione delle Arti Applicate in collaborazione con il Victoria and
           Albert Museum di Londra; Progetto Speciale Forte Marghera a Mestre
21        Eventi Collaterali

Tra i fenomeni interessanti, il favore col quale è stata accolta dal mondo del cinema e dello spettacolo la possibilità di visitare la Mostra da parte di personalità quali Brad PittJulie AndrewsTim RobbinsAtom EgoyanLucrecia MartelRodrigo PrietoShin’ya TsukamotoEmir KusturicaLaurie AndersonChiara Ferragni e FedezSusanna Nicchiarelli.



BIENNALE SESSIONS

Il progetto Biennale Sessions - dedicato alle Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nel settore delle arti visive e nei campi affini – ha favorito per il decimo anno consecutivo la visita della Mostra a gruppi di studenti e docenti, registrando una straordinaria partecipazione di università straniere.

69 università coinvolte di cui 19 università italiane e 50 università straniere provenienti da tutti i continenti, con 9 Università coinvolte, la Germania e il Regno Unito sono i secondi paesi per adesioni, seguiti dagli Stati Uniti d’America (7).
4.554  studenti universitari coinvolti nel progetto.



EDUCATIONAL

34.858 i giovani e gli studenti che hanno partecipato alle attività educational
1.655   gruppi
7.227   insegnanti coinvolti nelle attività educational in sede espositiva
3.729   insegnanti coinvolti nelle preview dedicate
783      scuole partecipanti di cui:
            64        scuole dell’infanzia e nidi
            117      scuole primarie
            65        scuole secondarie di I grado
            537      scuole secondarie di II grado

NOTA: Tra scuole più lontane si segnala la partecipazione della St Cuthbert’s College (Auckland) e della Burnside High School (Christchurch), entrambe dalla Nuova Zelanda. Tra le scuole secondarie estere numerose presenze dalla Germania, dall’Austria e dalla Svizzera. Il 16% dei partecipanti alle attività educational proviene dalla Provincia di Venezia, area della città metropolitana.

Un contributo importante proviene anche quest’anno dai cataloghi attivii giovani laureati, distribuiti lungo il percorso di Mostra secondo un progetto editoriale con l’obiettivo di fornire informazioni, hanno incontrato il favore e la riconoscenza dei visitatori.


COMUNICAZIONE

Oltre 5.200 i giornalisti accreditati solo nei giorni di pre-apertura, cui si aggiungono quelli che si sono via via accreditati durante i mesi di mostra.

Ecco come la stampa ha definito ‘La Biennale di Venezia’ e commentato la Biennale Arte 2019:
The Venice Biennale is the world’s biggest and most influential survey of what artists currently make of the times we live in.” - Scott Reyburn, The New York Times

The Biennale is arguably the most prestigious exhibition in the world, filled with history and also cloaked in myth. And it has changed a great deal over the years. […] The often-repeated answer is that it’s “the Olympics of the art world,” which captures some of the international spirit of the affair but requires a great deal more explanation. That’s because the Venice Biennale is unlike any other art biennale in existence. Rather than being just a single big show organized by one lucky artistic director, it is a wild, freewheeling festival composed of numerous elements—a smorgasbord of art that not even the most voracious glutton could hope to consume.” - Andrew Russeth, Artnews

The Venice Biennale is the world's most prestigious art show, a symbol, and this has kept it alive across countless other biennials and art fairs all over the globe.” - Daghild Bartels, Neue Zürcher Zeitung

 I 79 artisti di tutto il mondo scelti da Rugoff per la proposta A all’Arsenale e la proposta B al Padiglione centrale ai Giardini ci raccontano un mondo in cui di cose da mettere a posto ce n’è davvero tante... Ogni visitatore può costruirsi la propria narrazione... una sorta di grande tela di ragno in cui farsi intrappolare.” - Rocco Moliterni, La Stampa

Viviamo in tempi così, dove è più facile lamentarsi e pensare al peggio, ma è pur sempre il migliore dei mondi possibili e questa mostra ci restituisce l'idea di un'arte contemporanea che il suo tempo lo sa ancora interpretare.” - Luca BeatriceIl Giornale

The most cogent portrait of contemporary art in years.” - Laura Cumming, The Observer / The Guardian

The 2019 Venice Biennale is a passage of unforgettable, stark contrasts, cacophonies and whispers, light and darkness: visual dramas laying bare sociopolitical faultlines as no other international art event can.” - Jackie Wullschläger, Financial Times

I have come here because everyone who loves art wants to be here. But I’ve also come here because I’m curious about the language Rugoff speaks… his exhibition is strangely fun, polished, anodyne and engaging.”  - Philip Kennicott, The Washington Post

Web e Social Media

Sito ufficiale www.labiennale.org
2.009.454        utenti dall’11 maggio al 23 novembre (+32,06% rispetto al 2017)
3.284.774        sessioni dall’11 maggio al 23 novembre (+41,16% rispetto al 2017)
9.530.316        visualizzazioni di pagina             dall’11 maggio al 23 novembre (+37,56% rispetto al 2017)

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YOUTUBE BIENNALE CHANNEL
Iscritti al 24 novembre 29.600



La 58. Esposizione Internazionale d’Arte è realizzata anche con il sostegno di SwatchPartner della manifestazione.

Main Sponsor della manifestazione è illycaffè.

Sono sponsor Artemide, JTI (Japan Tobacco International)Vela-Venezia Unica, Seguso Vetri d'Arte e Trenitalia Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP.

Si ringrazia il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono La Biennale, la Città di Venezia, la Regione del Veneto, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, la Marina Militare.

Un ringraziamento va ai Donors e agli Enti e Istituzioni internazionali, importanti nella realizzazione della 58. Esposizione.

In particolare i nostri ringraziamenti vanno a Ralph Rugoff e a tutto il suo team.

Si ringraziano, infine, tutte le grandi professionalità della Biennale applicate con grande dedizione alla realizzazione e alla gestione della Mostra.

mercoledì 6 novembre 2019

Marco Fusinato per l'Australia 2021


Il Consiglio culturale del governo dell'Australia ha annunciato che Marco Fusinato rappresenterà il paese nella cinquantanovesima edizione della Biennale di Venezia, che inizierà nel maggio 2021. 

Fusinato è un artista poliedrico che si muove su diversi fronti da quello artistico a quello musicale.

Affiancherà in veste di curatore Alexie Glass-Kantor, direttore esecutivo di Artspace.


CS

As Commissioner for Australia, the Australia Council is pleased to announce Marco Fusinato and Alexie Glass-Kantor have been selected as the artist and curator for Australia’s representation at the 59th International Art Exhibition of la Biennale di Venezia (Biennale Arte 2021). Fusinato’s exhibition will be presented at the Australian Pavilion within the historic Giardini della Biennale precinct from May to November 2021.

Marco Fusinato has led a distinguished career as a contemporary Australian artist and musician. Combining gallery practices and live performance, Fusinato works extensively across installation, photography, performance, recording, and publishing. Throughout his practice, he has challenged power structures and authority, confronting conventions of conformity and consumerism, aiming to provoke and resist the status quo. Marco Fusinato lives and works in Melbourne.

Alexie Glass-Kantor is one of Australia’s most highly regarded curators, currently the Executive Director of Artspace in Sydney and the curator of Encounters for Art Basel Hong Kong.

Australia Council CEO Adrian Collette AM said: “We are excited to announce Marco Fusinato and Alexie Glass-Kantor as Australia’s representatives at Biennale Arte 2021 and look forward to the realisation of this work that will reflect the richness of Australia’s creativity. Representing Australia at la Biennale di Venezia offers one of the most significant international opportunities for Australian contemporary visual artists. Australia’s continued participation at Venice maintains our commitment to Australian contemporary visual arts and artists and connecting Australian and global audiences.”

Fusinato said he was honoured to be selected to represent Australia at the Biennale Arte 2021. “It’s an immense privilege to have been chosen from among such a high calibre of shortlisted artists to present my work at the prestigious Biennale Arte 2021. I look forward to working with Alexie Glass-Kantor to present my work at this unparalleled international platform,” he said.

The 2021 artistic team was chosen through an open call for applications, assessed by an independent expert panel of visual arts professionals. The Venice Selection Panel for 2021 comprised Rhana Devenport, Juliana Engberg, Kelly Gellatly, Julie Gough and Aaron Seeto.

The Australia Council is Commissioner for Australia’s National Participation at the Biennale Arte 2021. 




Marco Fusinato is an artist and musician whose work has taken the form of installation, photographic reproduction, performance and recording. His work has been presented in many exhibitions, including ‘All the World’s Futures’, the 56th International Art Exhibition of the Venice Biennale, (Venice 2015); ‘The Imminence of Poetics’, 30th Sao Paulo Biennale, (Sao Paulo 2012); ‘SUPERPOSITION: Art of Equilibrium and Engagement’, the 21st Biennale of Sydney, (Sydney 2018); ‘The National 2017: New Australian Art’, Museum of Contemporary Art Australia, (Sydney 2017). His work was also included in ‘Soundings: A Contemporary Score’, the first ever exhibition of sound at the Museum of Modern Art, (New York 2013) and ‘Sonic Youth: Sensational Fix’ (2008-2010) a travelling exhibition around European museums of artists who have collaborated with the NYC rock band Sonic Youth.
Fusinato has held regular solo exhibitions at Anna Schwartz Gallery since 2006, a selection being ‘This is Not My World’ (Melbourne 2019); ‘Mass Black Implosion’ (Melbourne 2017); ‘The Infinitives’ (Sydney 2015); ‘There is No Authority’ (Sydney 2012); and ‘Noise & Capitalism’ (Melbourne 2010).
As a musician, Fusinato explores the idea of noise as music, using the electric guitar and mass amplification to improvise intricate, wide-ranging and physically affecting frequencies. His ongoing series of durational noise-guitar performances ‘Spectral Arrows’ – described as a monumental aural sculpture – was first performed at the 2012 Glasgow International Arts Festival and has since been performed in museums and theatres worldwide. He also performs regularly in the experimental music world, primarily as a solo artist.
Fusinato’s first recordings were released in 1996 and over the decades has released many other recordings, primarily on vinyl format, a selection being; ‘Ripping Skies’ (No Fun, USA) 2009; ‘Ambianxe’ (Spring Press, USA) 2010; ‘L’Origine/TEMA’ (Bocian Records, Poland) 2013; ‘Spectral Arrows: Rotterdam’ (De Player, Netherlands) 2013; ‘Spectral Arrows: Venice’ (Bocian Records, Poland) 2017; Marco Fusinato + Striborg, ‘Extended Breakdown’ (theblackesthole, Australia) 2019 and ‘Spectral Arrows: Melbourne’ (theblackesthole, Australia) 2019.
Fusinato was recently nominated for two prestigious awards, the Nam June Paik Art Centre Prize, South Korea (2018) and the Nasher Prize, Dallas, USA (2017). He was the recipient of an Australia Council for the Arts Fellowship in 2016.
Marco Fusinato is represented by Anna Schwartz Gallery, Melbourne.

Curator Biography
Alexie Glass-Kantor is a curator, cultural producer and advocate for the arts. She is currently the Executive Director of Artspace, Sydney, supporting the commissioning of contemporary art, publishing initiatives, and research residencies for artists and curators. Since 2015 she has led the opportunity for collaborative co-commissioning projects and touring exhibitions, including: Justene Williams with Performa 15; Tracey Moffat and Gary Hillberg Montages: The Full Cut tour to nineteen regional galleries with Museums & Galleries NSW (M&GNSW); Nicholas Mangan with Chisenhale Gallery; VOLUME: Another Art Book Fair 2015 and 2017 with Printed Matter Inc. and Perimeter Books; Angelica Mesiti with Art Sonje Centre, Proto Cinema and Kunsthalle Tbilisi; Helen Johnson with the ICA London; Keg de Souza with Griffith University Art Museum; Ramesh Mario Nithyendran with the Dhaka Art Summit (DAS); Sovereign Words with DAS and the Office for Contemporary Art Norway; Köken Ergun with the Australian War Memorial and Proto Cinema; Just Not Australian with Sydney Festival and M&GNSW; Mel O’Callaghan with Le Confort Moderne, Museum of Contemporary Art & Design (MCAD) Manila and UQ Art Museum; and upcoming Taloi Havini with DAS and Sydney Festival 2020.
She conceived two significant survey exhibitions: 52 ARTISTS 52 ACTIONS co-curated by Artspace, which utilised social media, commissioning, and symposia to examine socially-engaged practice through mapping art-as-action across Asia and was accompanied by a publication with Thames & Hudson; and 21:100:100 one hundred sound works by one hundred artists a survey of sound works co-curated with Emily Cormack, Marco Fusinato and Oren Ambarchi at Gertrude Contemporary and presented with Melbourne Festival and MONA. With Natasha Bullock, Glass-Kantor co-curated Parallel Collisions: 12th Adelaide Biennial of Australian Art at the Art Gallery of South Australia. She was the curator for Nicholas Mangan for the SITE international Biennial, Lucky Number 7, SITE Santa Fe in 2008. In 2020 she will co-curate with Michelle Newton an Artspace Pavilion Project for the Gwangju Biennale.
Since 2015 she is the curator for Encounters for Art Basel Hong Kong, the sector dedicated to large-scale installations. For Encounters she has developed new works with artists Lee Bul, Elmgreen & Dragset, Joël Andrianomearisoa, Mit Jai Inn, Brook Andrew, Nyapanyapa Yunupingu, Ulla von Brandenburg, Tony Albert, Shinji Ohmaki, and others.
Glass-Kantor holds various board positions including Chair, Contemporary Art Organisations Australia; Academic Board, National Art School; Advisory Board, Monash University, Curatorial PhD Program; Council Member, Sydney Culture Network; Ambassador, University of NSW Art & Design; and Council Member, Advisory Board, MCAD, De La Salle College of Saint Benilde. She regularly contributes to public programs and symposiums, recently chairing three-editions of We The People’s, We The Arts in partnership with the Embassy of Switzerland in Pakistan and the UNIC, and is a Jury Member for the Advance Awards. 

giovedì 26 settembre 2019

Yuki Kihara per la Nuova Zelanda




Mentre sta per concludersi un’edizione tranquilla della Biennale di Venezia ecco già da parte della Nuova Zelanda l’indicazione dell’artista che parteciperà all’edizione del 2021, sarà l’artista Yuki Kihara.

CS

The Arts Council of New Zealand Toi Aotearoa is pleased to announce interdisciplinary artist Yuki Kihara as New Zealand’s artist for the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia presented in 2021.


Yuki is renowned for delving into the complexities of postcolonial histories in the Pacific and interrogating Western misinterpretations from the perspective of Fa’afafine (Samoan for ‘in the manner of a woman’ broadly understood as the LGBTIQ+ in the Western context) community which she belongs to in Sāmoa.

The Arts Council is also pleased to announce Natalie King as the curator for New Zealand’s participation. Currently Enterprise Professor at the University of Melbourne, Natalie has extensive curatorial experience in contemporary art across Australia, Asia-Pacific and Europe. She was the curator of Tracey Moffatt’s acclaimed exhibition for the Australian pavilion at the Biennale Arte 2017.

Arts Council Chair, Michael Moynahan says, “Yuki Kihara will be the first artist of Pacific descent to represent New Zealand at the Biennale Arte. This is a significant moment, not only for Yuki, but for the legacy of the New Zealand presentation.”

“Yuki has built a strong reputation for work that is engaging, visually striking and topical. Her presentation will speak to the shared histories between Aotearoa and the Pacific, illuminating alternative voices through a focus on Yuki’s homeland Sāmoa.”

In response to her official appointment to represent New Zealand at Biennale Arte 2021 Yuki says, “The glass ceiling has been shattered. This moment is so much bigger than me, especially for the Pacific art community. I am humbled by this opportunity and the platform that enables me to further amplify my practice.”

Michael Moynahan has been appointed Commissioner for the Biennale Arte 2021, in compliance with the rules of the Biennale which require Commissioners for official country pavilions to be members of the national governing body. The Commissioner’s role is crucial in supporting the delivery of the exhibition and provides significant ambassadorial support to the project.

Seventeen high-calibre proposals were received for New Zealand’s presentation at the Biennale Arte 2021. They were assessed by a Selection Advisory Panel, chaired by Michael Moynahan.

The Selection Advisory Panel for the Biennale Arte 2021 comprised:

Lisa Reihana, NZ artist for the Biennale Arte 2017
Karl Chitham, Director, The Dowse Art Museum, Lower Hutt
Nina Tonga, Curator Contemporary Art, Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa, Wellington
Mami Kataoka, Deputy Director and Chief Curator, Mori Art Museum, Tokyo
Dame Jenny Gibbs, New Zealand at Venice Commissioner 2019
Leigh Melville, Head of New Zealand at Venice Patrons
Christina Barton, Director, Adam Art Gallery, Wellington
Remco de Blaaij, Director, Artspace, Auckland
Anthony Byrt, Art Critic, Writer and Journalist.
The Biennale Arte is the world’s largest and most prestigious international contemporary art exhibition, attended by key curators, writers and collectors. It opens every two years in late May and runs for approximately six months. It involves more than 80 countries and attracts over 30,000 key international curators, critics, collectors and artists to the three-day Vernissage (preview) period alone.

Creative New Zealand’s financial commitment for the 2021 presentation will be $800,000 over two financial years.

New Zealand has exhibited at the Biennale Arte since 2001. New Zealand artists who have exhibited are: Jacqueline Fraser and Peter Robinson (2001); Michael Stevenson (2003) et al. (2005); Judy Millar and Francis Upritchard (2009); Michael Parekowhai (2011); Bill Culbert (2013); Simon Denny (2015); Lisa Reihana (2017) and Dane Mitchell (2019).

The 2021 announcement follows New Zealand’s highly successful exhibition Post hoc by Dane Mitchell at the Biennale Arte 2019 which attracted widespread international acclaim, and has had 56,263 visitors to date. Post hoc is currently open to the public until 24 November.  

giovedì 18 luglio 2019

Future Generation Art Prize 2019 a Venezia



Anche quest'anno il PinchukArtCentre con la Victor Pinchuk Foundation presentano  le opere di 21 giovani artisti selezionati da 17 paesi, per la quinta edizione del Future Generation Art Prize - il premio artistico globale per artisti di 35 anni o più giovani. Fondato nel 2009, il 2019 segna il decimo anniversario della fondazione del premio.

La mostra quest'anno avrà corso presso Palazzo Ca 'Tron dall'11 maggio al 18 agosto 2019.

 I 21 artisti esposti, scelti tra 5.800 voci, includono il vincitore del Future Generation Art Prize 2019, l'artista lituana Emilija Škarnulytė, e i vincitori del Premio Speciale, Gabrielle Goliath (Sudafrica) e Cooking Sections (Regno Unito).




Inoltre ci sarà un nuovo lavoro degli altri artisti selezionati, tra cui: Monira Al Qadiri (Kuwait), Yu Araki (Giappone), Korakrit Arunanondchai (Tailandia), Kasper Bosmans (Belgio), Madison Bycroft (Australia), Alia Farid (Kuwait ), Rodrigo Hernández (Messico), Laura Huertas Millán (Colombia), Marguerite Humeau (Francia), Eli Lundgaard (Norvegia), Taus Makhacheva (Russia), Toyin Ojih Odutola (Nigeria), Sondra Perry (Stati Uniti), Gala Porras- Kim (Colombia), Jakob Steensen (Danimarca), Daniel Turner (Stati Uniti), Anna Zvyagintseva (Ucraina) e artisti collettivi Basel Abbas e Ruanne Abou-Rahme.

La mostra propone opere già esistenti e nuovi pezzi ideati dagli artisti selezionati che si confrontano col Palazzo Ca 'Tron e la sua storia.

Molte delle opere mettono in discussione l'interpretazione della conoscenza, conducendoci verso un modello suggerito di una futura archeologia o di un'archeologia del futuro. Come sarà percepito il presente oggi tra 100 o 1000 anni? Come potrebbe essere l'umanità? Come sarà vissuto il mondo?

Dove molte di queste domande proiettano preoccupazioni e proposte per il domani, altre opere si confrontano con urgenti dilemmi irrisolti del mondo di oggi. Quale posto hanno le tradizioni culturali locali in un mondo globalizzato? Come sopravvivono i valori in un'epoca tecnologica che travolge il nostro senso della tradizione? Come ci si identifica in un'epoca in cui i modelli nazionalistici sembrano essere in disaccordo con le comunità globalizzate?



Quelle domande risuonano più forti a Palazzo Ca'Tron, situato sul Canal Grande, e di proprietà dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia dal 1972. È un centro per l'insegnamento e il pensiero principalmente sul tema della pianificazione urbana. Risalente alla fine del XVI secolo, il palazzo porta il nome di Tron, una delle famiglie più nobili e potenti di Venezia. La collaborazione tra l'università e il Future Generation Art Prize ci consente di unire la missione di entrambe le istituzioni: potenziare le generazioni future.

La mostra Future Generation Art Prize @ Venice 2019 è curata da Björn Geldhof, direttore artistico del PinchukArtCentre e Tatiana Kochubinska, curatrice della piattaforma di ricerca presso PinchukArtCentre.

I vincitori sono stati annunciati  al PinchukArtCentre, lo scorso febbraio 2019, scelti dalla rosa dei candidati di una prestigiosa giuria internazionale composta da Pablo León de la Barra, Curatore presso Large, America Latina, Solomon R Guggenheim Museum and Foundation (New York) ; Björn Geldhof, direttore artistico, PinchukArtCentre (Kiev); Gabi Ngcobo, curatore, 10 ° Biennale di Berlino; Tim Marlow, direttore artistico, Royal Academy of Arts (Londra); e Hoor Al Qasimi, Presidente, Sharjah Art Foundation e International Biennial Association.











martedì 9 luglio 2019

Mostre alla Fondazione Querini Stampalia





 La Fondazione Querini Stampalia propone per la stagione estiva parallela alla Biennale una varietà di eventi espositivi.

Ci sono l’interessante indagine sul lavoro artistico di Jörg Immendorff col titolo "Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die" con la curatela di Francesco Bonami.

Nell'area Scarpa della fondazione è ospita la prima retrospettiva dell'artista Luigi Pericle (Basilea 1916-Ascona 2001), un protagonista della pittura europea del secondo Novecento, riemerso dopo anni di dimenticanza e ora al centro di un grande progetto di recupero critico e filologico.




 Iniziativa che allinea 50 opere, fra dipinti su tela e su masonite, oltre a chine su carta degli anni Sessanta e Settanta, frutto di un lavoro inesausto di riflessione sul linguaggio della pittura e sul segno intuitivo come manifestazione di spinte interiori e di una indagine visionaria attraverso gli strati più reconditi della coscienza.

Nelle sale degli spazi espositivi scorre un omaggi all’artista Roman Opałka, con l'evento "Dire il tempo" curato di Chiara Bertola.

Intervallato da un nucleo di opere di Mariateresa Sartori (Venezia, 1961), che con l’artista aveva intessuto in città una intensa frequentazione.

Interessata alle neuroscienze, alla musica e al linguaggio, i suoi lavori instaureranno un dialogo con le opere di Opałka, attraverso la ricerca comune sui temi della memoria, della durata, della contingenza, e la condivisa ricerca di un visibile in grado di esprimere l’invisibile.





 



giovedì 4 luglio 2019

Emilio Isgrò alla Fondazione Cini di Venezia


Emilio Isgrò: Il Cristo cancellatore, 1968, china su libro tipografico in box di legno e plexiglass. 
Installazione per 38 elementi, CM 34 x 50 x cad. Collezione Centre George Pompidou


La Fondazione Giorgio Cini presenta per la stagione autunnale una nuova, ricca antologica dedicata a un grande artista italiano. La mostra è organizzata con Archivio Emilio Isgrò e propone opere dagli anni Sessanta a oggi in un’ambientazione che trasformerà in modo inedito gli spazi espositivi


La stagione espositiva della Fondazione Giorgio Cini propone per l’autunno una nuova, importante antologica: Emilio Isgrò, dal 14 settembre al 24 novembre 2019. L’esposizione, a cura di Germano Celant, in collaborazione con l’artista e l’Archivio Emilio Isgrò, si propone come un attraversamento e un’ampia ricognizione nel suo percorso creativo e estetico a partire dagli anni Sessanta a oggi. Una ricca esposizione che si dipana dalle prime cancellature di libri, datate 1964, e continua con le poesie visuali su tele emulsionate e le Storie rosse, per arrivare agli imponenti e articolati testi cancellati nei volumi storici de L’Enciclopedia Treccani, 1970, fino a quelli etnici dei Codici ottomani, 2010. 

Il viaggio sperimentale e linguistico di Isgrò, in maniera inedita e spettacolare, sarà inscritto in una ambientazione architettonica inglobante e avvolgente. Le sale dell’Ala Napoleonica della Fondazione, arricchite da pareti trasversali e diagonali, utilizzate per spezzare e modificare lo spazio quasi fossero linee su un foglio, funzioneranno infatti da supporti cartacei che veicoleranno un’enorme e nuova operazione di cancellatura, condotta ancora una volta su materiale letterario, così da far entrare il pubblico in un grande libro, modificato visualmente dall’artista.

La scelta del testo che scorrerà sulle superfici dell’involucro espositivo è caduta sul romanzo Moby Dick di Herman Melville, così da sottintendere un transito fantastico nella pancia di un cetaceo, quello del cancellare parole e scritte che ha reso celebre Isgrò: “Il tema che affronto per questa mostra alla Fondazione Cini di Venezia, città dove nel 1964 nacquero le prime cancellature, non può che essere quello del linguaggio. Per questo mi è parso necessario ricorrere alla tradizione biblica filtrata dal Moby Dick, il meraviglioso romanzo di Melville - spiega Emilio Isgrò - Sarà l’opera cancellata di Melville a contenere quindi tutte le altre e chi entra alla mostra si lascerà accompagnare nel ventre della balena, ovvero il ventre del linguaggio mediatico che copre con il rumore il proprio reale e disperante silenzio”.

La mostra si avvale della presenza di lavori provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, tra cui spiccano Il Cristo cancellatore, 1968, installazione composta di 38 volumi cancellati, dal Centre Pompidou di Parigi; Carta geografica, 1970, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Storico, libro cancellato del 1972, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; la monumentale carta geografica cancellata Weltanschauung, 2007, lunga 9 metri, del Centro d’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; quattro preziose opere dalla Collezione Gallerie d’Italia; Poesia Volkswagen, 1964, dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma; la Storia rossa La corsa di Alma, 1969, dal Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno; e il Corpus Iustinianeum, cancellato in sei volumi, del 2018. 

L’antologica è accompagnata da un volume, pubblicato dalla casa editrice Treccani, che include, oltre a pagine cancellate dal Moby Dick e a un’intervista tra l’artista e il curatore, un’ampia cronologia illustrata che approfondisce e documenta il percorso personale e professionale di Isgrò. 

Mostra realizzata con il contributo di Intesa Sanpaolo – Direzione Arte, Cultura e Beni Storici nell’Ambito di Progetto Cultura

Emilio Isgrò
Pittore e poeta - ma anche romanziere, drammaturgo e regista - Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale. Isgrò ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali nell’ambito delle cosiddette seconde Avanguardie degli anni Sessanta, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977), oltre che ad altre importanti rassegne al MoMA di New York nel 1992 e alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia nel 1994 e le antologiche al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato nel 2008, alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma nel 2013 e a Palazzo Reale di Milano nel 2016. Nel 1998, ha realizzato un Seme d’arancia per la sua città natale. Nel 2011 realizza per l’Università Luigi Bocconi l’opera Cancellazione del debito pubblico e per Expo Milano 2015 una scultura in marmo di sette metri d’altezza, Il Seme dell’Altissimo. 
Iniziatore delle “cancellature” di testi, applicate su enciclopedie, manoscritti, libri, mappe e anche su pellicole cinematografiche, Isgrò ha fatto di questa pratica il perno di tutta la sua ricerca.
Nel 2017 espone a Londra e Parigi e lo stesso anno, tre sue importanti opere (tra cui la celebre installazione de Il Cristo cancellatore del 1969) sono entrate a far parte della collezione permanente del Centre George Pompidou di Parigi. L’anno si conclude con Fondamenta per un’arte civile alla Triennale di Milano; un’intera giornata dedicata all’artista che lo vede protagonista della presentazione del suo ultimo libro, Autocurriculum, edito da Sellerio; dell’inaugurazione della mostra I multipli secondo Isgrò, promossa dal Gruppo Treccani, e infine della cerimonia di collocazione permanente de Il Seme dell’Altissimo negli spazi antistanti la Triennale. 
Nel 2018 Isgrò inaugura l’opera Monumento all’Inferno, realizzata appositamente per l’Università IULM di Milano. In aprile espone in Belgio alla MDZ Art Gallery, in una doppia personale che lo vede protagonista insieme a Christo. In estate apre Lettere, mostra dialogo tra l’artista e Osvaldo Licini presso il Centro Studi Casa Museo Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado.