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giovedì 18 aprile 2019

Looking for Utopia

Una delle sale di Novecento



“I progetti migliori di un artista sono quelli non realizzati.”
Jan Fabre

Una mostra che mette in scena le utopie degli artisti, i progetti mai realizzati, i sogni di opere che non vedranno mai la luce o destinate per loro costituzione a trattare il tema dell’incompiuto e dell’impossibile. L’anima più nascosta e preziosa del pensiero dell’artista.

Una dimora suggestiva e intima nel cuore di Venezia, nascosta dalla folla e dai consueti itinerari, che svela le sue meraviglie e suoi segreti poco alla volta, accogliendo i visitatori in saloni eclettici, tra tessuti preziosi, arredi etnici e richiami che rimandano allo stile unico di Mariano Fortuny.

Su questi elementi nasce "Looking for Utopia", il progetto espositivo patrocinato dall'Institut Français e curato da Bianca Cerrina Feroni e Melania Rossi, che lavorano per la prima volta a quattro mani per dar vita ad un percorso che si snoda attraverso gli spazi comuni del piano terra e del piano nobile di Novecento. 

Una mostra composta quasi integralmente da opere inedite, talvolta site specific, che apre le porte nei giorni di Biennale e permette di accedere ad uno degli interni più autentici e di carattere della laguna, di proprietà di Heiby e Gioele Romanelli, già conosciuti per Hotel Flora e Casa Flora.

Disegni, collage, fotografie, maquette e piccoli bozzetti scultorei sono alcuni dei mezzi di cui gli artisti selezionati per la mostra “Looking for Utopia” si sono serviti per “fermare” e “formare” un’idea. Il fil rouge che lega i lavori in mostra è l’aspetto progettuale e l’ispirazione che precede la genesi delle opere, il mondo parallelo in cui queste hanno il grado massimo di sublimazione possibile: la non concretezza, il non compiuto, l’idea pura e libera perché ancora appartenente all’universo delle infinite possibilità della creazione.

Nello spazio utopico, e dunque in questa mostra che intende esplorarlo, si collocano anche alcune opere finite che mostrano il tema dell’utopia declinandolo nelle sfide della contemporaneità: i confini, le migrazioni, la trasmissione del sapere, la fugacità delle immagini nell’epoca dell’istantaneità ne sono esempi.

Un piccolo nucleo di opere moderne provenienti da collezioni private aggiunge valore al progetto, ampliando l’orizzonte di riflessione e creando un ponte tra le rivoluzioni culturali del Novecento e i giorni nostri. Tra le opere storiche ritroviamo le incisioni di Hans Bellmer che mostrano la volontà paradossale di dar forma al desiderio e le incisioni di Cécile Reims che immagina dei corpi in mutazione.

Lo slancio alla base di questi progetti utopici mostra allo stesso tempo la possibilità e l'impossibilità di una nuova relazione con il mondo. Luoghi utopici in cui riflettere sulla nostra società in piena ridefinizione, che danno impulso all’azione e al confronto con la realtà per immaginare nuove strade.




LOOKING FOR UTOPIA
A cura di Bianca Cerrina Feroni e Melania Rossi

Francesco Arena - Jean Bedez - Hans Bellmer - Elisabetta Benassi - Gérard Berréby - Elvio Chiricozzi - Félicie d’Estienne d’Orves - Jan Fabre - Sophie Ko - Damien MacDonald - Maud Maffei - Simone Pellegrini - Cécile Reims - Pietro Ruffo - Delphine Valli - Antonello Viola

Novecento, San Marco 2683/84, Venezia

Special Opening alla presenza degli artisti: 9 maggio 2019 ore 18.30, ingresso su invito
Mostra: 10 maggio - 8 luglio 2019, tutti i giorni 11.00-19.00, ingresso libero


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