venerdì 26 aprile 2019

NOTTURNO PIÚ





 
On the occasion of the 58th Venice BiennaleTHE POOL NYC gallery presents NOTTURNO PIÚ, a group show curated by Giacinto Di Pietrantonio.

There are the ones who see the nocturne in Giotto's Comet, in San Pietro’s Liberation by Raffaello, in Tintoretto's work, or even in the Two Men who contemplate the moon by David Caspar Friedrich. Others, in poetry like To the Moon by Giacomo Leopardi, in Whistler’s golden blue color, in the solar stars by Van Gogh, or in futuristic works by Balla and Boccioni. We could go back and forth from dawn to dusk in drawing up the list of artworks whose subject or setting is the night. Certainly, the night was very much courted by the romantics, an era in which the nocturne (nocturne en français) was born. First as a musical work, a form of free, sweet and moderate music that linked up with the serenade. Chopin wrote 21 Nocturnes, Beethoven cheers us with the Moonlight Sonata, even Satie and Debussy did not escape the enterprise. Even literature did not miss the night and the Nocturne as Theodor Amadeus Hoffmann or even Leopardi with the Night Song of a wandering shepherd from Asia. The invitation to the present Notturno Più exhibit is borrowed from the first cover of the Notturno book, a collection of intimist pizzini written blindfolded because of wounds by the great poet Gabriele D'Annunzio. It is in this evocative frame that we inscribed information and artists’ names for the Notturno Più exhibition. They are the ones whose work allows returning with the imagination and the memory in the night, in that space time border in which the imagination expands confidentially with the poetics of Mario Airò, Atelier Biagetti, Laura Baldassari, Bertozzi & Casoni, Michel Courtemanche, Mariella Bettineschi, Tomaso Binga, Stefano Cerio, CTRL ZAK, Eteri Chkadua, Jan Fabre, Patrick Jacobs, Ugo La Pietra, Lorenzo Marini, Maria Teresa Meloni, Alessandro Mendini, Aldo Mondino, Francesca Montinaro, Fabio Novembre, Maurizio Orrico, OVO, Paola Pivi, Sarah Revoltella, Jonathan Rider, Andrea Salvatori, Denis Santachiara, Federico Solmi, Giuseppe Stampone, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei, Alice Visentin.

Ours is not only nocturne, it’s Notturno Più. As night and nocturne are also understood in the form of Blues and Jazz; not only because of the music of the soul, but because of the possibility of jam sessions that offer above all the second. Therefore, it’s an exhibition that is free and mildly moderate, intended as a musical score and set up in a scene writing mode as Carmelo Bene liked to say. A writing - an exhibition in which each artist enters himself and his different work as a composition of a collectively diversified vision with his own unique and complex poetics. The original ones by Mario Airò, the hospitable luxury by Atelier Biagetti, or portraits from the hidden physiognomy of Laura Baldassari's lysergic painting, Bertozzi & Casoni’s ceramic realism, the plastic skill ofMichel CourtemancheMariella Bettineschi’s double feminine gaze,Tomaso Binga’s feminist alphabet, Stefano Cerio’s non-photographic places, the overturned project of CTRL ZAK, the painting testimony of the myths and everyday life of Georgia by Eteri Chkadua, the metamorphic melancholy now blue by Jan Fabre, the meticulous and silent Lilliputian dioramas of Patrick Jacobs, the critical architectural landscape reflections ofUgo La Pietra, the chromatically and futuristically mobile alphabets byLorenzo Marini, the detailed and ancient portraits by Maria Teresa Meloni, the abstract-futurist signs-decorum by Alessandro Mendini, the illuminating ironic sculptures by Aldo Mondino, the potted plants that hide sculptures of migrant environments by Francesca MontinaroFabio Novembre’s tension towards the useless, the abstract-informal paintings byMaurizio Orrico, the precariously hardcover project by OVO, the expansive sign energy of Paola Pivi, the sculptural portraits of the polarized families bySarah Revoltella, the discrete and almost invisible environmental sculptures by Jonathan Rider, the cosmic vases by Andrea Salvatori, the animated-figured project by Denis Santachiara, the exuberant, noisy and ironic works of Federico Solmi, the responsibly ethical drawings by Giuseppe Stampone, the re-reading of the daily visual codes in the light of the multidisciplinary nature of Patrick Tuttofuoco, the ironic and arrogant landscapes by Vedovamazzei, the playfully shamanic paintings by Alice Visentin.

With this diversity made of 31 artists, the exhibition is an expressive chorus of poetics, techniques, materials that form Notturno Più, where the Più (Plus)is no longer just for the night, but the day and night together, like our life, they can no longer be solitary. This is a group show, an exhibition practice in which you need to be at least in two, the one and the other. Starting a community that counts 31 others, 31 artists with countless works to us, as to them, necessary both day and night to be found in the Notturno Più.

In occasione della 58esima Biennale di Venezia la galleria THE POOL NYC presenta NOTTURNO PIÚ, un group show a cura di Giacinto Di Pietrantonio.
C’è chi vede il notturno nella cometa di Giotto, o chi ne la Liberazione di San Pietro di Raffaello, oppure chi quasi in tutta l’opera di Tintoretto, o anche nei Due uomini che contemplano la luna di David Caspar Friederich o poeticamente in Alla Luna di Giacomo Leopardi, quando non nella cromia blu dorata di Whistler, oppure chi nelle stelle solari di Van Gogh, o nelle opere dei futuristi Balla e Boccioni. Potremmo andare ancora avanti e indietro dall’alba al tramonto e da lì nella notte di nuovo verso l’alba nello stendere la lista delle opere d’arte che hanno come soggetto o ambientazione la notte dall’alba dell’umanità a oggi. Certamente la notte è stata molto corteggiata dai romantici, epoca in cui nasce il notturno (nocturne en français), come opera per prima musicale, una forma di musica libera, dolce e moderata che si riallacciava alla serenata: Chopin ne scrisse 21, Beetohoven ci allieta con la sonata Chiaro di luna, anche Satie e Debussy non si sottrassero all’impresa. Ma anche la letteratura non si è fatta mancare la notte e il notturno come Theodor Amadeus Hoffmann oppure ancora Leopardi con il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia e, per chi non lo sa, l’invito della presente mostra Notturno Più è mutuato dalla prima copertina del libro Notturno una raccolta di pizzini intimistici scritti a mano con gli occhi bendati a causa di ferite dal vateGabriele d’Annunzio. È in questa grafica evocativa che abbiamo inscritto informazioni e nomi degli artisti della mostra Notturno Più. Sono sulle cui opere poter tornare con l’immaginazione e il ricordo nella notte, in quello spazio tempo di confine in cui l’immaginazione si allarga confidenzialmente con le poetiche di Mario Airò, Atelier Biagetti, Laura Baldassari, Bertozzi & Casoni, Michel Courtemanche, Meriella Bettineschi, Tomaso Binga, Stefano Cerio, CTRL ZAK, Eteri Chkadua, Jan Fabre, Patrick Jacobs, Ugo La Pietra, Lorenzo Marini, Maria Teresa Meloni, Alessandro Mendini, Aldo Mondino, Francesca Montinaro. Fabio Novembre, Maurizio Orrico, OVO, Paola Pivi, Sarah Revoltella, Jonathan Rider, Andrea Salvatori, Denis Santachiara, Federico Solmi, Giuseppe Stampone, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei, Alice Visentin.
Ma il nostro non è solo notturno è Notturno Più, in quanto la notte e il notturno sono intesi anche nella forma del Blues e del Jazz; non soltanto perché musica dell’anima, ma per la possibilità di jam session che offrono soprattutto la seconda. Dunque, si tratta di una mostra che è di forma libera e dolcemente moderata, intesa come uno spartito musicale e allestita in modalità di scrittura di scena come amava dire Carmelo Bene. Una scrittura – mostra in cui  ogni artista entra ed è mostrato con la sua e per la sua opera differente e diversa per componimento di una visione collettivamente diversificata con le proprie poetiche uniche  e complesse come quelle originarie di Mario Airò,  del lusso ospitale dell’Atelier Biagetti, o i ritratti dalla fisiognomica nascosta della pittura lisergica di Laura Baldassari, il realismo ceramico di Bertozzi & Casoni, l’abilità plastica di Michel Courtemanche, il doppio sguardo femminile di Mariella Bettineschi, l’alfabeto femminista diTomaso Binga, i non luoghi fotografici di Stefano Cerio, il progetto rovesciato di CTRL ZAK, la pittura testimonianza dei miti e della quotidianità della Georgia di Eteri Chkadua, la malinconica metamorfica ora blu di Jan Fabre, i minuziosi e silenti diorami  lillipuziani di Patrick Jacobs, le critiche riflessioni architettoniche paesaggistiche di Ugo La Pietra, gli alfabeti cromaticamente e futuristicamente mobili di Lorenzo Marini, i dettagliati e studiati all’antica ritratti delle foto di Maria Teresa Meloni, i segni-decoro astratto-futuristi di Alessandro Mendini, le illuminanti ironiche sculture diAldo Mondino, le piante in vaso che nascondono sculture di ambienti migranti di Francesca Montinaro. La progettualità tirata verso l’inutile diFabio Novembre,  i dipinti astratto-informali di Maurizio Orrico, il progetto precariamente cartonato di OVO, l’energia espansivamente segnica diPaola Pivi, i ritratti scultorei delle famiglie polarizzate di  Sarah Revoltella,le discrete e quasi invisibili sculture ambientali di Jonathan Rider, i vasi cosmici di Andrea Salvatori, il progetto animato-figurato di Denis Santachiara, le esuberanti, chiassose e ironiche opere di Federico Solmi,  i disegni responsabilmente etici di Giuseppe Stampone, la rilettura dei codici visivi quotidiani alla luce della multidisciplinarità di Patrick Tuttofuoco, gli ironici e strafottenti paesaggi di Vedovamazzei,  le pitture giocosamente sciamaniche di  Alice Visentin.
Con queste diversità di 31 artisti la mostra è una coralità espressiva di poetiche, tecniche, materiali che formano quel Notturno Più, dove quel più che non è più solo quello della notte, ma del giorno e della notte insieme che, come la nostra vita, non possono essere più solo solitari, anche perché questo è ungroup show, una pratica espositiva in cui bisogna essere almeno in due, l’uno e l’altro, per dirsi tale, iniziando quella comunità dell’arte che qui conta 31 altri, 31 artisti dalle innumerevoli  opere a noi, come a loro, necessarie sia di giorno che di notte da trovare nel Notturno Più.

 NOTTURNO PIÚ  curated by Giacinto Di Pietrantonio 
8 May - 15 June, 2019 

Opening Reception: May 7th, from 6 to 9 pm 

THE POOL NYC at PALAZZO CESARI MARCHESI
Campo Santa Maria del Giglio  Calle Rombiasio 2539 Venezia

WHERE:
THE POOL NYC at PALAZZO CESARI MARCHESI
Campo Santa Maria del Giglio
Calle Rombiasio 2539 Venezia. Vaporetto Stop: GIGLIO
 
WHEN:
Opening Reception: Tuesday, May 7th from 6 to 9 pm 
May 8 - June 15 2019
Open daily: 11-7 pm 

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