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lunedì 18 dicembre 2023

Walton Ford all'Ateneo Veneto


 È annunciata per la primavera 2024 la prima mostra personale di Walton Ford in Italia. Artista americano tra i più talentuosi della sua generazione (1960), Ford sta preparando una grande mostra site-specific, per Venezia, incentrata su un nuovo corpus di opere concepite in stretta relazione alla collezione di una delle istituzioni più antiche e accreditate della città: l'Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Lion of God presenterà una serie di dipinti di grandi dimensioni realizzati ad acquerello che esplorano la dimensione storica, biologica e ambientale dei soggetti rappresentati nella collezione della biblioteca dell’Ateneo, in particolare la figura del leone nell’ Apparizione della Vergine a San Girolamo di Tintoretto (c. 1580). Il percorso espositivo si svilupperà su due sale dell’Ateneo Veneto, l’Aula Magna al piano terra e la Sala Tommaseo, dove l’opera di Tintoretto sarà esposta al pubblico per tutta la durata della mostra.


Lion of God è curata da Udo Kittelmann – che ha collaborato con Ford in occasione della sua retrospettiva itinerante in Europa intitolata Bestiarium (2010-11) ­– e inaugurerà durante la settimana di vernice della Biennale Arte di Venezia, rimanendo aperta sino al 22 settembre 2024.


L'artista ha descritto l'Apparizione della Vergine a San Girolamo di Tintoretto come "un intenso spunto di discussione sulla nostra relazione con il mondo naturale". Raffigurando San Girolamo in estasi, nel bel mezzo di una visione in cui la Vergine Maria discende dal cielo, il dipinto storico presenta il leone che la leggenda descrive come amico di San Girolamo dopo che quest’ultimo gli ha tolto una spina dalla zampa. L'improbabile legame tra i due personaggi è descritto in dettaglio ne  La leggenda aurea, un testo ampiamente diffuso in Europa nel tardo Medioevo e che è servito da riferimento anche per l’artista americano. Tintoretto dispiega grande maestria nella narrazione, condivisa anche da Ford, e dipinge il suo leone posizionandolo in ombra, nella parte inferiore dell’opera. Uno dei nuovi dipinti di Ford, di quasi tre metri, ribalterà l’inquadratura del pittore veneziano per mettere in primo piano l'esperienza dell'animale.


L'indagine filosofica continua di Ford sui modi in cui interagiamo e allontaniamo dalle specie animali richiama una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la terribile crisi ecologica che stiamo vivendo. Udo Kittelmann spiega così il progetto: “nella ricerca di analogie tra passato e presente, i dipinti di Walton Ford sovrappongono rappresentazioni intricate di storia naturale con una lettura critica contemporanea, includendo citazioni da fonti letterarie dei secoli passati, il tutto reso nello stile della pittura dei grandi maestri. Nei suoi lavori, che possono essere visti come una satira dell’oppressione politica e lo sfruttamento ambientale, egli mette in discussione il concetto di “sempre nuovo” e “sempre migliore”. Allo stesso tempo, Ford ha sempre posto interrogativi sulle molteplici aspettative e regole consolidate dell'estetica contemporanea. Per essere precisi, i suoi dipinti sono un racconto sull'arroganza della natura umana. Ieri, oggi e domani."


L’opera di Ford sovverte le convenzioni legate ai tentativi dell'uomo di categorizzare e interpretare il mondo naturale, attingendo a schizzi, diorami naturalistici, documenti zoologici, mitologia, favole e storia dell'arte. Pur alludendo agli studi nel campo delle scienze naturali del XIX secolo, la poetica di Ford è ampia nei suoi riferimenti, sollecitando lo spettatore a individuare questi indizi frammentari come chiavi di lettura per svelare l'evento storico o immaginario rappresentato nell'opera. Le opere dell’artista risultano anatomicamente precise per via dell’osservazione ravvicinata di esemplari tassidermizzati presenti in collezioni museali, e proiettano in modo vivido le vite, le esperienze, le osservazioni e le storie nascoste dei loro soggetti umani e animali.


In contemporanea alla mostra veneziana, la Morgan Library & Museum di New York City ospiterà (dal 12 aprile al 6 ottobre 2024) Walton Ford: Birds and Beasts of the Studio, una mostra di disegni dell'artista, organizzata da Isabelle Dervaux, curatrice e responsabile del dipartimento di disegni moderni e contemporanei di Acquavella.

Lion of God è organizzata dalla galleria Kasmin di New York e verrà allestita all’Ateneo Veneto di Venezia. Dal 1997, Kasmin ha presentato 11 mostre personali di Ford, tra cui Barbary nel 2018, un corpus di opere che esplora il destino del leone berbero del Nord Africa.

Sede:

Ateneo Veneto

San Marco, Campo San Fantin (vicino al Teatro La Fenice)

Fermata vaporetto linea N. 1: Santa Maria del Giglio o San Marco

www.ateneoveneto.org

OGR Torino e TBA21–Academy alla Biennale 2024


 Le OGR Torino collaboreranno con TBA21–Academy per la mostra Re-Stor(y)ing Oceania, a cura dell’artista Taloi Havini, che verrà inaugurata negli spazi di Ocean Space a Venezia nella primavera del 2024, in concomitanza con la 60. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia.

Il progetto espositivo – commissionato da TBA21–Academy e Artspace, Sydney e prodotto in collaborazione con le OGR Torino – comprende due nuove installazioni site-specific commissionate alle artiste indigene del Pacifico Latai Taumoepeau ed Elisapeta Hinemoa Heta e sarà visibile dal 23 marzo al 13 ottobre 2024.

Hub per la cultura e l’innovazione le OGR Torino hanno nel proprio DNA il dialogo e vedono nella collaborazione con altre istituzioni artistiche la possibilità di costruire ponti, sviluppare idee inedite e creare un ecosistema capace di potenziare e far crescere il capitale culturale, sociale ed economico.

Con questa vocazione, dopo CAROUSEL di Pablo Bronstein nel 2019 e ALLUVIUM di Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian nel 2022, le OGR Torino scelgono di tornare a Venezia e di partecipare alla produzione di una nuova mostra con TBA21–Academy e Artspace, Sydney, segnando così una nuova tappa nella loro storia di relazioni e collaborazioni, continuando a sostenere la ricerca degli artisti e confermandosi come luogo di sperimentazione e rinnovamento, radicato nel suo territorio torinese ma altrettanto aperto al mondo.

Curato dall'artista Taloi Havini il progetto espositivo di Re-Stor(y)ing Oceania accosta performance, scultura, poesia e movimento attraverso una visione curatoriale guidata da un metodo ancestrale di chiamata e risposta che l’artista impiega come mezzo per ricercare solidarietà e affinità in tempi di incertezza, in cui vere e proprie minacce alla vita ci impongono di rallentare i ritmi, opporsi all’estrazione e avere riverenza per la vita degli Oceani.

giovedì 7 dicembre 2023

Cosmic Garden



The exhibition emerges from an ongoing fertile exchange between acclaimed Indian artists Madhvi and Manu Parekh, and Karishma Swali, artistic director of the Mumbai-based Chanakya School of Craft — a non-profit institute committed to the emancipation of women through craft.

Marking the Foundation’s inaugural showcase in Venice, Cosmic Garden pays homage to the pluralistic beauty of India’s artisanal legacies and indigenous art traditions, and it features an array of paintings and sculptures by Madvhi and Manu Parekh, as well as their metamorphosis into a third interdisciplinary medium — hand-embroidery — an art form refined over millennia.

Karishma Swali and 320 highly-skilled artisans from Chanakya conceptualised and interpreted the textile re-imaginings through meticulous needlework embroidery and handcrafting techniques, utilising organic materials like raw linen, jute, silk, and cotton. The result becomes a true artistic statement: a practice based on a dialogue that reinvents the role of the artist and the artisan, blurring the boundaries between art and craft.

Held at Salone Verde - Art & Social Club, and curated by Maria Alicata and Paola Ugolini, Cosmic Garden shines light on the vital role of local communities in showcasing their material culture and preserving the rich, diverse essence of Indian traditions.

The Chanakya Foundation and Karishma Swali Present
Madhvi and Manu Parekh, curated by Maria Alicata and Paola Ugolini

giovedì 30 novembre 2023

Eimear Walshe per l' Irlanda


 Image: Production still: Eimear Walshe, Ireland at Venice. Photo © Faolán Carey


Sarà l'artista Eimear Walshe a rappresentare il Padiglione dell'Irlanda per la prossima Biennale, presso gli spazi dell'Arsenale di Venezia 


CS

Following an open call by Culture Ireland in partnership with the Arts Council Ireland, Eimear Walshe has been selected to represent Ireland at Biennale Arte 2024 with Sara Greavu and Project Arts Centre as the curator.

Walshe’s extraordinary work speaks of and from a precarious generation, and proposes new ways to claim a sense of kinship, place and love. They offer a new cultural synthesis that links our contemporary moment to the past — particularly gendered and sexual legacies related to land and housing activism in Ireland, including the compromises made at the end of the 1880s, and the statecraft of the early 20th century.

On being selected, Walshe remarked: “I’m very proud to be representing Ireland at Venice this coming April. My practice is deeply enriched by being embedded in Ireland, in a place and with people so beloved to me. My work is never me alone. So many people have contributed their skills, advice, and raw muscle to the project. This collaborative work aims to demonstrate the intertwinement of histories and solidarities, complicities and betrayals between people as they navigate colonisation and displacement.”

Walshe’s exhibition for Venice draws on the global tradition of earth building, representations of collective labour and home-making, and Ireland’s mechanisms of tenant eviction and the privileging of private property, both before and after the revolutionary period. 

The work includes a multi-channel video installation featuring a group of performers led by the choreographer Mufutau Yusuf, an opera entitled ‘Romantic Ireland’ composed by Amanda Feery for which the artist has written the libretto, and an immersive sculpture scaled to invoke a domestic space. Made in the shadow of the ongoing housing crisis in Ireland, it becomes, variously, a building site of possibility, a wrestling ring for Ireland’s generational and class antagonisms, a space of tender care, and a structure made into a cold ruin by the social death of eviction. 

Curator Sara Greavu comments: “The International Art Exhibition of La Biennale di Venezia offers an incredible opportunity to connect the ideas, practices and urgencies of contemporary art in Ireland to those of artists, thinkers and publics internationally. We are so thrilled to work with Eimear for Ireland’s representation in Venice. The pavilion of Ireland at Venice will resonate within the larger framework of Adriano Pedrosa 60th Biennale Arte 2024, as it draws our attention to our own social and material lives, transforming our understanding of ourselves.”

“Eimear is one of the most exciting and innovative artists of their generation. It’s not an exaggeration to say that they’ve almost single-handedly redefined the urgencies of being an artist living and working in Ireland right now.” 
— Matt Packer, Director / CEO, EVA International

After Venice, Walshe’s exhibition will tour nationally, returning to locations and communities across Ireland that have helped to incite and foster the making of the work.

Eimear Walshe representing Ireland at the 60th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, Curated by Sara Greavu and Project Arts Centre
Commissioning body: Culture Ireland in partnership with the Arts Council Ireland
Press view days: 17 April 2024 – 19 April 2024
Exhibition dates: 20 April 2024 – 24 November 2024
Location: Irish Pavilion, Artiglierie Arsenale

martedì 28 novembre 2023

Manal AlDowayan per l'Arabia Saudita

 


L'artista saudita Manal AlDowayan è stata scelta dalla Commissione per le arti visive del Ministero della Cultura dell'Arabia Saudita per rappresentare l'Arabia Saudita alla prossima sessantesima Biennale di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre 2024. 

Attivo da due decenni, AlDowayan attraverso una pratica spesso partecipativa che comprende la fotografia, suoni, sculture e installazioni hanno indagato le tradizioni saudite, la politica sociale e la memoria collettiva, nonché la rappresentazione e lo status delle donne. È conosciuta soprattutto per la sua installazione del 2011 Suspended Together, uno stormo di uccelli in fibra di vetro stampati con documenti di autorizzazione. Appesi a metà volo, commentano le restrizioni imposte alle donne saudite che desiderano viaggiare senza un compagno maschio.


Dal sito della Saudi Gazette 
RIYADH — Renowned Saudi artist Manal Al Dowayan has been selected to represent Saudi Arabia at the prestigious 60th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, scheduled from April 20 to Nov. 24, 2024.
The Saudi Pavilion, commissioned by the Ministry of Culture’s Visual Arts Commission, will feature Al Dowayan's impactful contemporary artwork.


Al Dowayan, recognized as one of Saudi Arabia’s leading contemporary artists with a global presence, explores diverse mediums such as photography, sound, sculpture, and participatory practice. Her art delves into themes of tradition, collective memory, and the representation of women. Serving as a critical observer of cultural and social transformations in her homeland, Al Dowayan's work navigates the intersection of personal and societal realms.

Her decades-long practice has resonated globally, fostering connection and engagement. Al Dowayan is celebrated for participatory installations like Suspended Together (2011) and Esmi-My Name (2012), where workshops allowed thousands of Saudi women to reflect on social customs regarding women's roles.

Expressing her thoughts on the opportunity, Al Dowayan said, “The Biennale Arte 2024 presents a rare opportunity to represent where I stand in my practice, positioned in the context of my community, my country, and the world as a whole.”

In her recent performance, "From Shattered Ruins, New Life Shall Bloom" at the Solomon R. Guggenheim Museum in New York in August 2023, Al Dowayan invited visitors to navigate a space adorned with totems carrying porcelain rolls filled with texts and images reflecting narratives surrounding women. In a collective gesture of protest against historical control, participants destroyed the scrolls, symbolizing solidarity in the face of fragmented actions and the need for a multipolar approach to support women worldwide.

Dina Amin, CEO of the Visual Arts Commission, expressed pride in showcasing Al Dowayan's work on the international stage, stating, “At the Visual Arts Commission, our goal is to bring to the forefront the talent that resides within our country and to look for ways to nurture, amplify, and celebrate it on local, regional, and international stages.”

This marks Saudi Arabia’s fourth participation in La Biennale di Venezia, with the third National Pavilion featuring women artists. Details about Al Dowayan’s installation reflecting on the Biennale Arte’s theme, "Foreigners Everywhere," curated by Adriano Pedrosa, will be announced later.

mercoledì 22 novembre 2023

News dal Dutch Pavilion for the Biennale Arte 2024


 

The Dutch Pavilion at the Biennale Arte 2024

For the Dutch National participation in the 60th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, the Cercle d’Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) collective – in collaboration with artist Renzo Martens and curator Hicham Khalidi – will present new artworks as part of their ongoing commitment for the plantation of Lusanga to be freed, regenerated and transformed back into sacred forests, as well as their commitment to a greater project of spiritual, ethical and economic reckoning. The exhibition will be on display from 20 April 2024 until 24 November 2024 at the Rietveld Pavilion in Venice and simultaneously in the White Cube in Lusanga (DRC).

By twinning the White Cube – the previously established museum by Martens and CATPC – in Lusanga with the Rietveld Pavilion in Venice a level playing field has been created by and for CATPC: this is what they see as their next step.

For both the Venice and Lusanga exhibitions CATPC will create new artworks from the earth of the last remaining patches of forest surrounding the plantation which will subsequently be cast in the raw materials extracted from the plantation. Ced’art Tamasala, on behalf of CATPC:


“Each sculpture carries the seed that will bring back the sacred forest. Ultimately functioning as conduits, these sculptures will allow for a shared equitable future for all humans, making it possible for us to reclaim our stolen lands, to reforest them and to welcome the post-plantation and sacred forest.”

Diviner’s Figure representing Belgian Colonial Officer, Maximilien Balot, 1931

In anticipation of the simultaneous exhibition in Venice and Lusanga, CATPC are petitioning again for the temporary return of Balot, a sculpture held sacred to their community originally made to protect them against the plantation regime. CATPC believes in restoring balance and correcting past injustices once the sculpture has been returned. The sculpture is currently held in the collection of the Virginia Museum of Fine Arts (VMFA).

According to CATPC it must be noted that many western museums have been constructed and financed with profits extracted from plantations. They believe that now is the time for museums and art institutes throughout the western world to support reconciliation and actively engage with indigenous communities as they reclaim their land and restore and reconnect to their sacred forests. If the ancestral sculpture named Balot is returned to the plantation – even temporarily – their movement will be greatly strengthened.


The Judgement of the White Cube

In CATPC’s latest, as yet unreleased performance film The Judgement of the White Cube, the White Cube – all white cubes- is taken hostage and judged. As it stands trial before the community, the white cube is sentenced to ask for forgiveness and to bring back the ancestral sculpture of Balot.

Ced’art Tamasala:

“We aim for a scenario in which the sweat and fruits of plantation labour are transformed from impure stains into tools for repair. The process of exhibiting and expressing our ideas in these fruits that we have produced, enables us –CATPC– to buy back confiscated land, to regenerate the sacred forest and to allow for a peaceful coexistence between humans and nature.”

Martens and Khalidi proposed to involve CATPC in the Dutch entry for the Biennale Arte 2024. They will use the Dutch entry for a presentation by CATPC and elaborate in the catalogue on the story behind this choice. The Dutch entry is commissioned by the Mondriaan Fund.


giovedì 9 novembre 2023

Lista dei progetti selezionati come Evento Collaterale della Biennale Arte 2024



Giardini 2019_Foto Andrea Avezzu, Courtesy of La Biennale di Venezia


Sono 30 i progetti selezionati come Evento Collaterale dal curatore della 60. Esposizione Internazionale d’Arte Adriano Pedrosa. La mostra, dal titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, è organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Roberto Cicutto.

Gli Eventi Collaterali, promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia. Propongono un'ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono le Mostre Internazionali della Biennale di Venezia.
 
L’edizione di quest’anno presenta progetti provenienti da Bangkok, Barcellona, Berlino, Cincinnati, Cleveland, Gangneung-si, Gottinga, Gwangju, Hannover, Palestina, Hong Kong, Lagos, Londra, Long Beach, Macao, Madrid, Mumbai, New York, Parigi, San Juan, Seul, Solingen, Taipei, Toronto, Venezia, Wakefield, Varsavia, Wonju-Si.


Lista dei progetti
 
Above Zobeide (titolo provvisorio)
Macao Museum of Art (Istituzione organizzatrice), Macao
 
All African Peoples' Consulate (titolo provvisorio)
The Africa Center e Open Society Foundations (Istituzione organizzatrice), New York
 
Anchor in the Landscape (titolo provvisorio)
Artists and Allies of Hebron (Istituzione organizzatrice), Hebron/Berlino
 
Andrzej Wróblewski. In First Person (titolo provvisorio)
Starak Family Foundation (Istituzione organizzatrice), Varsavia
 
Berlinde De Bruyckere: City of Refuge III (titolo provvisorio)
Abbazia di San Giorgio Maggiore - Benedicti Claustra Onlus (Istituzione organizzatrice), Venezia
 
Borincano Lament (titolo provvisorio)
Consolato REM Brega (Istituzione organizzatrice), San Juan
Catalonia in Venice_ Bestiari (titolo provvisorio)
Institut Ramon Llull (Istituzione organizzatrice), Barcellona
 
Cosmic Garden (titolo provvisorio)
Chanakya Foundation (Istituzione organizzatrice), Mumbai
 
Daring to Dream in the World of Constant Fear (titolo provvisorio)
Victor Pinchuk Foundation (Istituzione organizzatrice), Londra
 
Dichotomy ?? ?? jerba (titolo provvisorio)
Kunstpalast Düsseldorf (Istituzione organizzatrice), Solingen
 
Ernest Pignon-Ernest – untitled (titolo provvisorio)
Fondation Louis Vuitton (Istituzione organizzatrice), Parigi
 
Ewa Juszkiewicz. Un ballo in maschera (titolo provvisorio)
Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso – FABA (Istituzione organizzatrice), Madrid
 
Futuring Global Asias (titolo provvisorio)
Asymmetry Art Foundation e Asia Forum (Istituzione organizzatrice), Londra
 
Grand Hotel (titolo provvisorio)
Art Museum at the University of Toronto (Istituzione organizzatrice), Toronto
 
Jim Dine - Dog on the Forge (titolo provvisorio)
Kunsthaus Goettingen (Istituzione organizzatrice), Gottinga
 
Josèfa Ntjam: swell of spæc(i)es (titolo provvisorio)
LAS Art Foundation (Istituzione organizzatrice), Berlino
 
La Maison de la Lune Brûlée (titolo provvisorio)
Fondation d'Entreprise Wilmotte e Hansol Foundation of Culture (Istituzioni organizzatrici), Parigi, Wonju-Si
 
Madang, 30th Anniversary Archive Exhibition of the Gwangju Biennale (titolo provvisorio)
Gwangju Biennale Foundation (Istituzione organizzatrice), Gwangju
 
Mirror Stage (titolo provvisorio)
Kestner Gesellschaft (Istituzione organizzatrice), Hannover
 
Passengers in transit (titolo provvisorio)
Centre of Contemporary Art Lagos – CCA (Istituzione organizzatrice), Lagos
 
Peter Hujar: Portraits in Life and Death (titolo provvisorio)
The Ukrainian Museum (Istituzione organizzatrice), New York
 
Quartetto/suivre le fil (titolo provvisorio)
Fondazione dell'Albero d'Oro (Istituzione organizzatrice), Venezia


Seundja Rhee: Towards the Antipodes (titolo provvisorio)
Korean Research Institute of Contemporary Art – KoRICA (Istituzione organizzatrice), Gangneung-si
 
Shahzia Sikander: Collective Behavior (titolo provvisorio)
Cincinnati Art Museum e Cleveland Museum of Art (Istituzioni organizzatrici), Cincinnati, Cleveland
 
The Endless Spiral (titolo provvisorio)
Museum of Latin American Art – MOLAA (Istituzione organizzatrice), Long Beach
 
The Spirits of Maritime Crossing (titolo provvisorio)
Bangkok Art Biennale Foundation (Istituzione organizzatrice), Bangkok
 
The Sweet Mistery (titolo provvisorio)
Yorkshire Sculpture Park (Istituzione organizzatrice), Wakefield
 
Trevor Yeung: I wish I were irreplaceable. Hong Kong in Venice (titolo provvisorio)
Hong Kong Arts Development Council e M+ West Kowloon Cultural District Authority (Istituzioni organizzatrici), Hong Kong
 
Yoo Youngkuk (titolo provvisorio)
Yoo Youngkuk Art Foundation (Istituzione organizzatrice), Seul
 
Yuan Goang-Ming Everyday War (titolo provvisorio)
Taipei Fine Arts Musuem of Taiwan (Istituzione organizzatrice), Taipei
 
 
 
Sito web ufficiale: www.labiennale.org
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2024 #StranieriOvunque #ForeignersEverywhere

mercoledì 8 novembre 2023

A Anna Maria Maiolino e Nil Yalter il Leoni d’Oro alla carriera

 

Sono stati attribuiti all’artista brasiliana (italiana di nascita),  Anna Maria Maiolino e all’artista turca (risiedente a Parigi) Nil Yalter i Leoni d’Oro alla carriera della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere (Giardini e Arsenale, 20 aprile – 24 novembre 2024).

 

La decisione è stata approvata dal Cda della Biennale presieduto da Roberto Cicutto, su proposta di Adriano Pedrosa, Curatore della 60. Esposizione.


 

La cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2024 si terrà sabato 20 aprile 2024 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. La Mostra aprirà al pubblico nello stesso giorno alle ore 11.


 

“Questa decisione è particolarmente significativa - ha dichiarato Adriano Pedrosa - alla luce del titolo e del contesto della Mostra, incentrata su artisti che hanno viaggiato e migrato tra Nord e Sud, Europa e altri Paesi, o viceversa. La mia scelta, in tal senso, ricade su due artiste straordinarie e pionieristiche, nonché migranti, che incarnano in molti modi lo spirito di Stranieri Ovunque - Foreigners EverywhereAnna Maria Maiolino (Scalea, Italia, 1942; vive a San Paolo, Brasile), emigrata dall’Italia al Sud America, prima in Venezuela e poi in Brasile, dove oggi vive, e Nil Yalter (Cairo, Egitto, 1938; vive a Parigi, Francia), turca, trasferitasi dal Cairo a Istanbul e infine a Parigi, dove risiede.”


 

Entrambe le artiste parteciperanno per la prima volta alla Biennale Arte nel 2024Maiolino con una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la serie delle sue sculture e installazioni in argilla; Yalter con una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua opera iconica Topak Ev, collocate nella prima sala del Padiglione Centrale.

 

 


NOTE BIOGRAFICHE

 

Anna Maria Maiolino nasce il 20 maggio 1942 a Scalea, in Italia, per poi emigrare con la famiglia a Caracas, in Venezuela nel 1954, pochi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lì studia alla Escuela de Artes Visuales Cristóbal Rojas, tra il 1958 e il 1960, anno in cui si trasferisce a Rio de Janeiro, in Brasile, dove frequenta i corsi liberi di pittura, scultura e xilografia de la Escola Nacional de Belas Artes. Passa a dedicarsi a questa tecnica che le permette di connettersi con la xilografia popolare praticata del nord est del Brasile; la utilizzerà per diversi anni proprio perché intrisa di critica sociale.

L’artista si dichiara un’autodidatta. Attraverso la frequentazione della Escola de Belas Artes e degli artisti di Rio, Maiolino entra a far parte del noto movimento artistico brasiliano chiamato Nova Figuração, una reazione all’astrazione degli anni Sessanta contaminata da inflessioni pop, che rispecchiano anche il duro clima politico del Paese durante i primi anni della dittatura militare (1964-1985). In quel periodo Maiolino continua a sviluppare il proprio linguaggio e le proprie competenze, frequentando i famosi corsi d’arte tenuti da Ivan Serpa (1923-1973) presso il Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro. Nel 1964 tiene la prima mostra personale alla Galeria G a Caracas e nel 1967 partecipa alla storica esposizione Nova Objetividade Brasileira a Rio de Janeiro. Tra il 1968 e il 1971 Maiolino vive a New York. Nell’ultimo anno, su indicazione di Luis Camnitzer, riceve una borsa di studio presso The Pratt Graphics Center e pratica la tecnica di incisione su metallo, acquaforte, allargando i propri orizzonti artistici a vari media e alla poesia sperimentale. I suoi dipinti e le sue incisioni degli anni Sessanta sono piuttosto radicali, poiché combinano l’immaginario pop con il repertorio tipico della Nova Figuração, concentrandosi su personaggi e narrazioni politiche, oltre che su riferimenti personali, corporei e familiari.

Tra gli anni Settanta e Ottanta Maiolino comincia a dedicarsi all’arte performativa e, nel 1981, mette in scena il suo sorprendente Entrevidas, in cui decine di uova sono sparse sul pavimento e sfidano l’artista a percorrere lo spazio come fosse un “campo minato”, tenendo conto della fragilità e della precarietà dell’uovo, simbolo della vita stessa. All'inizio degli anni Novanta intraprende la lavorazione dell’argilla, segnalando una nuova attenzione per l’espressione gestuale e sensoriale, il fatto a mano e il rapporto con la materia terra, l’argilla, materiali elementari in sculture e rilievi che perdurano fino a oggi.

Per la 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia Maiolino presenterà una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la serie di sculture e installazioni in argilla. Si tratterà della sua prima partecipazione alla Biennale Arte.

Nel corso della sua carriera, Anna Maria Maiolino ha tenuto numerose mostre di rilievo e retrospettive, tra cui quelle all’Instituto Tomie Ohtake di San Paolo (2022), al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, alla Whitechapel Art Gallery a Londra (2019), al Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2017), alla Fundació Antoni Tàpies a Barcellona (2010) e al Drawing Center di New York (2002). Ha partecipato, tra l’altro, alla Biennale di Lione (2017), alla Biennale di Gwangju (2014), alla Biennale di San Paolo (2010, 1998, 1991, 1994, 1967), alla Biennale di Sydney (2008) e alla Biennale dell’Avana (1984). Le sue opere sono presenti nelle collezioni del Castello di Rivoli (Torino), della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, del Museo d’Arte Moderna di Bologna, del Museum of Modern Art a New York, del Museum of Contemporary Art di Los Angeles, del Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand, del Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro, della Tate nel Regno Unito.

 


Nil Yalter è un'artista turca nata al Cairo, in Egitto, il 15 gennaio 1938 e trasferitasi a Parigi nel 1965, dove vive tuttora. È considerata una pioniera del movimento artistico femminista mondiale. Yalter non ha mai ricevuto un'istruzione formale nel campo delle arti visive e, come autodidatta, ha condotto una costante ricerca sulle proprie pratiche e aree di interesse che vanno dalla pittura al disegno, dal video alla scultura all’installazione. La sua carriera artistica è iniziata nel 1957, quando ha tenuto la sua prima mostra presso l'Istituto Culturale Francese di Mumbai, in India. Tuttavia, è durante gli anni Sessanta che approfondisce la sua pratica.

Dopo essersi trasferita a Parigi nel 1965, l'opera di Yalter inaugura un capitolo davvero radicale e pionieristico, poiché inizia ad affrontare temi sociali, in particolare legati all'immigrazione e alle esperienze femminili, in un'esplorazione e in uno sviluppo davvero unici delle pratiche artistiche concettuali. Nel 1973, Yalter crea l'innovativa installazione Topak Ev, esposta in una mostra personale al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris. L'anno successivo presenta un'opera video fondamentale, The Headless Woman, che affronta il tema della liberazione sessuale delle donne e dell'oggettivazione orientalista delle donne mediorientali. Un'altra opera singolare del 1974 è La Roquette, Prison de Femmes (realizzata con Judy Blum e Nicole Croiset), che presenta le testimonianze di un'ex detenuta del famoso carcere femminile francese. La sua opera Temporary Dwellings, esposta per la prima volta nel 1977, approfondisce la vita dei lavoratori migranti raccontata dalle donne. Nel 1980 Yalter presenta per la prima volta un altro lavoro molto radicale, costituito da una videoproiezione personale e una conferenza dal titolo Rahime, Femme Kurde de Turquie al Centre Georges Pompidou di Parigi. Gli anni Novanta segnano per Yalter un periodo di esplorazione creativa e di riconoscimenti, durante il quale sperimenta i media digitali.

In occasione della 60. Esposizione Internazionale d'Arte, Yalter presenterà una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua iconica opera Topak Ev (1973), collocata nella prima sala del Padiglione Centrale dei Giardini. Questa sarà la prima partecipazione dell'artista alla Biennale Arte.

Nil Yalter ha tenuto mostre retrospettive e personali al Ludwig Museum di Colonia, all'Hessel Museum of Art di Annandale-on-Hudson, a New York, al Musée d'Art Contemporain du Val-de-Mame, in Francia, al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, al Centre Georges Pompidou di Parigi e in molte altre sedi. Ha partecipato, tra le altre, alla Biennale di Sharjah (2023), alla Biennale di Berlino (2022), alla Biennale di Gwangju (2014), alla Biennale di Istanbul (2013), alla Biennale di San Paolo (1979), alla Biennale di Parigi (1977). Le opere di Yalter sono presenti nelle collezioni dell'Istanbul Modern, del Centre Pompidou di Parigi, del F.N.A.C. Fonds National d'Art Contemporain in Francia, della Tate nel Regno Unito, del Museum Ludwig di Colonia, del Museo Reina Sofia di Madrid e di molti altri.


 

Sito web ufficiale: www.labiennale.org

Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2024 #StranieriOvunque #ForeignersEverywhere

giovedì 5 ottobre 2023

Robert Zhao Renhui per il Padiglione di Singapore

 Image: Robert Zhao Renhui and Haeju Kim, 2023. Artist and Curator of the exhibition at the Singapore Pavilion 
at the 60th International Art Exhibition–La Biennale di Venezia. Photo: Courtesy of Robert Zhao.


CS

Artist Robert Zhao Renhui and curator Haeju Kim to represent Singapore at Biennale Arte 2024

Singapore Art Museum (SAM) is pleased to announce the appointment of Singaporean artist Robert Zhao Renhui and curator Haeju Kim as the artistic team for the Singapore Pavilion at the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Recognising the museum’s expertise as a leading contemporary art institution in Southeast Asia, SAM has been commissioned by the National Arts Council to organise the Singapore Pavilion for this edition.
Image: Robert Zhao Renhui and Haeju Kim, 2023. Artist and Curator of the exhibition at the Singapore Pavilion at the 60th International Art Exhibition–La Biennale di Venezia. Photo: Courtesy of Robert Zhao.

Robert Zhao Renhui is an interdisciplinary Singaporean artist whose work has been exhibited in biennales and institutions around the world. Working in installation, photography, video and sculpture, Zhao explores the complex relationships between nature and culture, with an interdisciplinary approach to constructing layered narratives of the natural world, uncovering the experiences of the beings and objects that constitute the living world and enrich our collective existence.

Haeju Kim is a Senior Curator at SAM who focuses on contemporary art practices in Singapore, Southeast Asia and Asia. Her curatorial approach emphasises the consideration of the body, time and memory as key elements, while also engaging with topics including ecological perspectives, locality and its planetary connection, and questions of coexistence through her research.


National Arts Council
The National Arts Council champions the arts in Singapore. By nurturing creative excellence and supporting broad audience engagement, our diverse and distinctive arts inspire our people, connect communities and profile Singapore internationally. We preserve our rich, cultural traditions as we cultivate accomplished artists and vibrant companies for the future. Our support for the arts is comprehensive – from grants and partnerships to industry facilitation and arts housing. The Council welcomes greater private and corporate giving to and through the arts so that together we can make the arts an integral part of everyone’s lives. For more information on the Council’s mission and plans, please visit www.nac.gov.sg.

Pavilion of Singapore 
60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia
Sale d’Armi, Arsenale, Venice

mercoledì 4 ottobre 2023

Abdullah Al Saadi al UAE Pavilion

Photo By Ismail Noor of Seeing Things  

L'artista Abdullah Al Saadi rappresenterà la UAE alla prossima edizione della Biennale di Venezia, con la curatela di Tarek Abou El Fetouh



Photo By Daryll Borja of Seeing Things

CS

Abdullah Al Saadi to represent the UAE in an exhibition curated by Tarek Abou El Fetouh at the Biennale Arte 2024

Biennale Arte 2024 will mark our thirteenth exhibition at La Biennale di Venezia. The National Pavilion UAE’s committee has appointed Emirati artist Abdullah Al Saadi to represent the UAE in a solo exhibition at the 60th International Art Exhibition. For this participation, Al Saadi selected Tarek Abou El Fetouh to curate his upcoming exhibition set to open in April 2024. For full details on the upcoming participation of the UAE at La Biennale di Venezia, 

With less than two months left before Aridly Abundant concludes, please look out for upcoming talks and workshops lead by the curator Faysal Tabbarah and contributors of the accompanying publication across our social media channels.

The National Pavilion UAE issued an open call for proposals for the curation of the UAE’s upcoming exhibition at the Biennale Architettura 2025. We would like to thank everyone who submitted their proposals. Shortlisted applicants will be contacted by the National Pavilion UAE in November 2023 to discuss next steps. 

In other news, we are looking forward to this year’s edition of Abu Dhabi Art, which features Mohamed Ahmed Ibrahim, National Pavilion UAE’s 2022 Featured Artist, as the fair’s visual campaign artist who will be creating a new work for “Commissioned works in Cultural Sites” as part of the fair alongside National Pavilion UAE’s 2019 artist Nujoom Al Ghanem.



Aridly Abundant exhibition’s accompanying publication, In Plain Sight: Scenes from Aridly Abundant Landscapes, is now available for sale

 The National Pavilion UAE’s current exhibition, Aridly Abundant, curated by Faysal Tabbarah, investigates what architectural possibilities can become possible when we reimagine arid landscapes as spaces of abundance.

The exhibition’s accompanying publication, In Plain Sight: Scenes from Aridly Abundant Landscapes, co-edited by Faysal Tabbarah and Meitha Almazrooei, is available for purchase online and at the La Biennale bookstores. Conceived as a travelogue, the publication is a reference to travel and expedition literature which has historically portrayed arid environments in a homogenous manner as spaces devoid of life.

The travelogue includes research by the curatorial team, as well as photographs, scientific essays, travel stories, fiction, and poetry contributed by academics, architects, artists, geographers, and researchers based in the region.


Contributors to the publication include Ahmed Makiya, Geographer and Editor; Alia Al Sabi, Writer and PhD candidate; Aziza Al Chaouni, Associate Professor of Architecture at the University of Toronto’s John H. Daniels Faculty of Architecture, Landscape, and Design and the founding principal of the design practice Aziza Chaouni Projects; Deepak Unnikrishnan, Author; Dalal Musaed Alsayer, Assistant Professor of Architecture at Kuwait University; Ibrahim Nehme, writer and multimedia creator; Kevin Mitchell, Professor of Architecture at the American University of Sharjah; Mohammed Mahmoud Al Naggar, Egyptian Architect and Writer; Omar Khaled Abdel Ghaffar, JD-PhD candidate at Harvard University; Rand Abduljabbar, Artist, Writer, and Researcher; Reem Falaknaz, Photographer; Samar Halloum, Architect and Researcher; and Wesam Al Asali, Assistant Professor at IE School of Architecture and Design.

Aridly Abundant exhibition is on show until 26 November 2023 in Venice and is also available to view online via a virtual tour available on the National Pavilion UAE website.

Calling the next generation of UAE’s cultural practitioners to join National Pavilion UAE’s Venice Internship

Our landmark Venice Internship is an exciting one-month opportunity for students and young professionals to assist with the UAE's exhibition at La Biennale di Venezia, which is set to take place from 20 April to 24 November 2024. Apply for the program and be part of a tremendous networking opportunity and a hands-on experience which enables you to engage fluently with the content of the exhibition in Venice. To learn more about the internship program and eligibility criteria, we invite you to visit our website. You can also meet the team in person and learn first-hand about the program by registering in the following information session:

Date: 22 October 2023

Time: 15:00

Venue: Miza, Abu Dhabi

Register here.

Where to find National Pavilion UAE in the coming months

Photo By Ismail Noor of Seeing Things 


Where to find National Pavilion UAE in the coming months

In the coming months, members of our team, as well as past and present curators, will be participating in talks and events across the UAE, as follows:

8-10 October, catch the team at Creative Careers Days at Jameel Arts Centre

23 October,17:00, Talk, Aridly Abundant curated by Faysal Tabbarah at American University of Sharjah

22-26 November, catch the team at Abu Dhabi Art at Manarat Al Saadiyat

22 November, 18:30,Talk; Abdullah Al Saadi and Tarek Abou El Fetouh at Abu Dhabi Art at Manarat Al Saadiyat

To stay up to date with ongoing activities and talks, make sure to follow us on Twitter and Instagram.

Massimo Bartolini e Luca Cerizza per il Padiglione Italia


 Il Ministero della Cultura ha nomitato l'artista Massimo Bartolini e il curatore Luca Cerizza per ili  Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia 2024, selezionato fra una rosa di candidati pervenuti a seguito del bando pubblico, partecipavano alla selezione  Lorenzo Balbi, Ilaria Bonacossa, Lucrezia Cippitelli (e Davide Quadrio), Jacopo Crivelli Visconti (in cooperazione con Marcella Beccaria, Giovanni Carmine, Alfredo Cramerotti, Arturo Galansino), Ilaria Gianni, Luigia Lonardelli, Luca Lo Pinto, Matteo Lucchetti e Paola Nicolin.


Il curatore lavorerà in stretto contatto con il nuovo direttore generale Angelo Piero Cappello sul tema della "comunità".

martedì 8 agosto 2023

Yang Peiken per Hong Kong

'Hong Kong Arts Development Council hanno annunciato che Yeung Pei-keng (nella foto a sinistra) rappresenterà Hong Kong alla 60a Biennale di Arti Visive di Venezia, e Zhou Wanyun ( nella foto a destra) sarà il curatore. Fotografia: He Zhaonan. Immagine gentilmente concessa da M+. 


Selezionato dallo staff del museo M+, Yang Peiken, rappresenterà Hong Kong alla prossima 60ma Esposizione Internazionale d’Arte-La Biennale di Venezia, che si inaugurerà il prossimo 20 aprile e durerà fino al 24 novembre 2024. La mostra sarà curata da Olivia Chow del museo M+ e supportata da M+ e dall'Hong Kong Arts Development Council. 



Situato nel distretto culturale di West Kowloon, il primo museo globale asiatico di cultura visiva contemporanea, M+ e l'Hong Kong Arts Development Council (ADC) hanno annunciato che l'artista Yang Pui-keng rappresenterà Hong Kong alla 60a Biennale di Arti Visive di Venezia. Questa volta la mostra personale di Yang Peikeng sarà curata da Zhou Wanyun, assistente curatore di arti visive presso M+. Artisti e curatori sono selezionati congiuntamente da M+ e HKADC.

Questa nuovissima mostra site-specific parteciperà alla mostra periferica della più importante piattaforma internazionale di arte contemporanea del mondo, la Biennale di Arti Visive di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre 2024. Questa mostra è la sesta volta che M+ e HKADC si uniscono per partecipare a questo evento artistico internazionale.In precedenza, le due parti hanno partecipato agli artisti di Hong Kong Li Jie, Tsang Kin-wah, Yang Jiahui, Tse Shu-ni e Tsui Shi-ki ha tenuto mostre personali alla Biennale e ogni mostra è stata molto acclamata, con risposte entusiaste da parte del pubblico internazionale.

Proprio come nelle ultime cinque collaborazioni tra M+ e HKADC, dopo la conclusione della Biennale di Venezia, il pubblico di Hong Kong ha avuto l'opportunità di apprezzare le opere di Yang Peikeng a Hong Kong. La Response Exhibition si terrà a M+ nel 2025. Questa è la seconda volta che M+ tiene una mostra di risposta di artisti di Hong Kong che partecipano alla Biennale di Venezia dalla sua apertura nel 2021.

Anya Hua, Direttrice del Museo M+, ha sottolineato l'importanza della continua collaborazione tra M+ e HKADC: "Siamo profondamente grati di poter unire le mani con il nostro partner di lunga data, l'HKADC, per partecipare alla Biennale di Venezia di Arti visive per la sesta volta. M+ e l'HKADC Bureau Jun si impegnano a portare artisti, curatori e la loro visione creativa di Hong Kong sulla scena internazionale e risuonare a livello internazionale. Non vedo l'ora di assistere al continuo sviluppo della partnership tra le due parti in ispirando nuove direzioni attraverso la mostra personale di Yang Peikeng.Fra il team M+ sono lieto che l'eccezionale e giovane curatore Zhou Wanyun, dopo essere stato assistente curatore della Biennale di Venezia nel 2019, sia stato selezionato come curatore della mostra personale di Yang Peikeng questo L'importante ruolo di culla e il contributo dei talenti curatoriali”.

Zhou Huixin, amministratore delegato dell'Hong Kong Arts Development Council, ha anche sottolineato l'importanza della cooperazione tra M+ e HKADC nella partecipazione alla 60a Biennale di Arti Visive di Venezia: "Dal 2001, l'HKADC ha partecipato alle mostre periferiche di la Biennale di Venezia delle arti visive. Promuovere a livello globale gli eccezionali risultati dell'arte contemporanea di Hong Kong. Abbiamo stabilito una profonda relazione con M + nelle ultime cinque collaborazioni. Con la conoscenza professionale e l'atteggiamento serio del museo, abbiamo presentato mostre acclamate e attività correlate. Questa esperienza renderà la mostra personale dell'artista di Hong Kong Yeung Pui-hang affascinante e attraente per il pubblico internazionale e locale".

Do-yen Cheng, vicedirettore e curatore capo di M+ ha spiegato le ragioni dietro la selezione di questi due artisti e curatori per rappresentare Hong Kong alla Biennale di Venezia: "Attraverso installazioni d'arte fantasiose e liriche, Yeung Pei-keng evoca tenerezza e armonia in il cuore del pubblico.La fragilità, esprimendo la sua osservazione dell'esistenza fugace delle cose quotidiane e del rapporto a lungo termine tra uomo e natura, tocca profondamente il cuore del pubblico.Le sue opere sono strettamente legate ai tempi in cui viviamo e le emozioni che stiamo vivendo. Mi fa molto piacere che Zhou Wanyun possa curare le opere di Yang Peikeng. Zhou Wanyun è una collega fidata e contemporanea di Yang Peikeng. Ha una comprensione delicata e acuta delle sue opere. Con la sua partecipazione alla Mostra di Venezia Biennale e M+ Con una vasta esperienza, sarà in grado di presentare e interpretare appieno il suo lavoro a un pubblico internazionale”.

L'artista Yeung Pui-keng è molto felice di avere l'opportunità di rappresentare Hong Kong in una mostra collaterale a Venezia: "La Biennale di Venezia è una mostra d'arte contemporanea di fama mondiale, e ho l'opportunità di rappresentare la mia città natale, Hong Kong, in modo che i miei nuovi lavori possono essere mostrati al pubblico In questo momento, sono davvero grato Dopo l'epidemia, mentre il mondo sta gradualmente tornando alla vita pre-epidemia e si sta abituando a interagire e comunicare in modi nuovi, posso presentare i miei nuovi lavori ispirati da ambienti interculturali e circostanti in questo momento, è molto significativo diffondere la mia visione all'estero e stabilire connessioni con il mondo dell'arte internazionale. Non vedo l'ora di lavorare con il team M+ guidato da Zhou Wanyun".

Zhou Wanyun, curatore della mostra del 2024 e assistente curatore di arti visive a M+, ha dichiarato: "Sono molto felice di poter curare la mostra degli artisti di Hong Kong alla Biennale di arti visive di Venezia, e non vedo l'ora con umiltà. Dopo la mostra collaterale della 58a Biennale di Arti Visive di Venezia, sono molto entusiasta di essere il curatore e di collaborare con Yang Peikeng; ho seguito da vicino la sua coerente e intricata pratica artistica di installazione sin dalla sua infanzia. Questo è un eccellente opportunità per noi di realizzare la visione audace e innovativa della vita a Venezia di Yang Peikeng, e spero che questa mostra risuoni con il pubblico internazionale".

M+ e HKADC stanno pianificando una serie di programmi pubblici a Hong Kong, collegando le esperienze e le prospettive internazionali di artisti e curatori con la scena artistica contemporanea di Hong Kong in rapido sviluppo.

A proposito di Yang Peikeng Yang Peikeng (nato a Dongguan nel 1988) ora vive e lavora a Hong Kong e spesso attraverso le sue opere esplora la logica interna del rapporto tra le persone. Ha un forte interesse per l'ecologia vegetale e l'orticoltura e usa spesso il nome di estetica per disporre con cura oggetti, foto, animali e piante nelle sue opere a tecnica mista per esprimere le sue opinioni sulla natura creata dall'uomo. Yang Peikeng spesso proietta scene percettive e intellettuali su vari sostituti biologici nelle sue opere, trasformando la propria esperienza sociale in favole complesse, esplorando così fallimenti e difetti, e infine mettendo in discussione il modo in cui i sistemi chiusi sopprimono e creano emozioni e stato comportamentale. 

Yang Peiheng ha partecipato a numerose mostre locali e internazionali, tra cui Singapore Biennale (2022), Kathmandu Triennial (2022), Lyon Biennale (2019), Dublin EVA Ireland International Biennale (2018), Bangladesh 4th Dhaka Art Summit (2018) e la decima Biennale di Shanghai (2015). Le sue opere sono state esposte anche in istituzioni di tutto il mondo, tra cui Paris Museum of Modern Art (2022), Hong Kong Tai Kwun Museum of Contemporary Art (2022), Dubai Jameel Arts Centre (2022), Kiev PinchukArtCentre (2021), Hong Kong M+ (2021), Shanghai Power Station of Art (2021), Hong Kong Para Site Art Space (2020) e Cologne Sculpture Park (2020). Yang Peikeng terrà una mostra personale presso Gasworks, Londra, nel settembre 2023. È stato selezionato per il Sigg Prize (2023), il Future Generation Art Prize (2021) e il BMW Art Journey award (2015). 

Le sue opere sono raccolte da Centre Pompidou a Parigi, Sculpture Park a Colonia, Museum of Modern Art a Parigi, Kadist Art Foundation a Parigi e San Francisco, FRAC Alsace in Francia e M+ a Hong Kong.

A proposito di Zhou Wanyun  Zhou Wanyun è curatore e artista a Hong Kong, ed è attualmente Assistant Curator of Visual Arts presso M+. Ha collaborato alla curatela di mostre, libri e programmi con vari artisti, tra cui “Narini. Malani: In Search of Disappearing Blood" (2012/2022), "Narini. Malani: Vision Flow" (2021), "Shunie Tse: Participants and Things" (2020), e in rappresentanza di Hong Kong nel 58° "Soonie Tse: Participants , Hong Kong in Venice" (2019), mostra periferica della Biennale di Arti Visive di Venezia 2019. Ha gestito l'inaugurale M+ International Committee for Visual Art, ha acquisito opere dall'Asia e da altre regioni e ha contribuito molto alla creazione di collezioni di arti visive. Prima di entrare a far parte di M+, è stata responsabile di vari lavori curatoriali presso lo spazio artistico Para Site di Hong Kong (2015–2017) e The Works Art and Design Festival a Edmonton, Canada (2010–2014).