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lunedì 16 febbraio 2026

Notizie varie


Dopo una serie di polemiche il Padiglione dell'Australia vede di nuovo la partecipazione dell'artista Khaled Sabsabi col curatore  Michael Dagostino.

Il padiglione della Serbia vedrà l'intervento dell'artista Predrag Đaković, che però viene contestato da alcune associazioni. 

L'Ecuador avrà il suo primo padiglione con l'intervento di Oscar Santillán, in collaborazione con Tawna Collective, e la curatela di Manuela Moscoso.

El Salvador partecipa per la prima volta e sarà presente presso Palazzo Mora con l'artista J. Oscar Molina.

Sono intanto in corso nei Giardini i lavori per il padiglione del Qatar, progettato da Lina Ghotmeh.

Ritornano il padiglione delle Bahamas e quello dell'India.

News dal Padiglione Polonia


 Authors of the ‘Liquid Tongues’ (from left to right: Ewa Chomicka, Bogna Burska, Jolanta Woszczenko, Daniel Kotowski), 
photo by Filip Preis / Zachęta Archive 

Il progetto Liquid Tongues, curato da Ewa Chomicka e Jolanta Woszczenko, è stato selezionato per rappresentare la Polonia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2026. Realizzato dagli artisti Bogna Burska e Daniel Kotowski, con la partecipazione del Choir in Motion (Chór w Ruchu), il progetto è stato scelto dalla giuria del concorso per il Padiglione Polacco e approvato dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.

 Bogna Burska è una rinomata artista visiva e drammaturga polacca, il cui lavoro è stato presentato in importanti istituzioni in Polonia e a livello internazionale. Daniel Kotowski è un artista e performer di primo piano, noto per le sue ricerche innovative sull’esperienza e sul linguaggio delle persone sorde, con mostre nei principali centri d’arte europei.

 Liquid Tongues è un’installazione audio-video in cui il Choir in Motion (Chór w Ruchu), un gruppo composto da performer udenti e sordi, interpreta i codici di comunicazione e i canti delle balene sia in inglese parlato sia nella Lingua dei Segni Internazionale (International Sign – IS). Il progetto esplora modalità alternative di comunicazione, ispirate alle forme di vita “più-che-umane”. L’asse narrativo del lavoro è costituito da storie di perdita e ricostruzione: dalla rinascita delle culture delle balene ai tentativi contemporanei di recuperare lingue marginalizzate e narrazioni dei sistemi di comunicazione.

 L’installazione opera su più livelli: immagine (cinematografia di Magda Mosiewicz e Bogna Burska), suono (composizione di Aleksandra Gryka) ed esperienza fisica, attraverso onde acustiche che corrispondono alle impressioni delle vocalizzazioni e delle ecolocalizzazioni delle balene “franche”. La coreografia collettiva dei corpi del coro si ispira al movimento dei banchi di pesci (Alicja Czyczel).

Video sketches - Bogna Burska, video sketches for the ‘Liquid Tongues’, photos by: Magda Mosiewicz, performers: Bogna Burska, Daniel Kotowski, courtesy of the artists

Liquid Tongues veicola il concetto di Deaf Gain, secondo cui la sordità non è considerata una disabilità, ma una cultura e un’identità distinte, capaci di offrire nuove prospettive e forme di espressione. Il team del padiglione realizza una parte significativa delle riprese audio e video sott’acqua: un ambiente in cui le persone sorde possono comunicare liberamente attraverso la lingua dei segni, mentre le persone udenti producono suoni distorti. Il confine tra aria e acqua diventa uno spazio di sperimentazione comunicativa: una sorta di specchio in cui si incontrano lingue, corpi e modi di sentire differenti.

 Nel concetto curatoriale della Biennale Arte 2026, basato sulla metafora musicale delle Minor Keys (“tonalità minori”), Koyo Kouoh ha invitato a un incontro contemplativo con ciò che è delicato e generalmente trascurato: le voci più deboli, le narrazioni dimenticate, le micro-memorie. Un incoraggiamento a sviluppare forme sottili di resistenza, a creare nuove relazioni e sperimentazioni sensibili, a costruire partiture polifoniche di società fondate sull’ascolto reciproco, sul sentire e sul risuonare insieme.

Liquid Tongues sviluppa questa visione tentando di superare quelli che immaginiamo essere i limiti della comunicazione e di creare comunità soggettive che tengano conto di molteplici punti di vista: questa proposta di futuro include anche una prospettiva animale.

 Zachęta – Galleria Nazionale d’Arte è il produttore di Liquid Tongues. Da oltre settant’anni è responsabile dell’organizzazione delle mostre polacche sia all’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia sia alla Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia ed è inoltre il custode del Padiglione Polacco. I progetti che rappresentano la Polonia alle due biennali sono selezionati tramite un concorso pubblico in due fasi, da una giuria di esperti nei campi dell’arte e dell’architettura.

 

Padiglione della Polonia

61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

  Liquid Tongues

Artisti: Bogna Burska, Daniel Kotowski con la partecipazione di Choir in Motion (Chór w Ruchu), Alicja Czyczel, Aleksandra Gryka, Magda Mosiewicz

Curatrici: Ewa Chomicka, Jolanta Woszczenko

Commissaria: Agnieszka Pindera, direttrice di Zachęta – Galleria Nazionale d’Arte

Ufficio Padiglione Polacco: Michał Kubiak (vice-commissario), Anna Kowalska

 La partecipazione della Polonia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia è finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia.

Patrocinio della Zachęta: ORLEN

Main Partner espositivo: Adam Mickiewicz Institute

Partner espositivo: LAZNIA Centro d’Arte Contemporanea, Polish Institute of Linguistic Diversity, Università di Educazione Fisica di Varsavia

Con il supporto di: Istituto Polacco di Roma, Society for the Encouragement of Fine Arts