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giovedì 19 novembre 2020

News Biennale 2021

 


La Biennale di Venezia guarda al futuro e progetta i prossimi eventi per il 2021. Iniziando dalla nomina dei direttori dei settori danza, musica, teatro e cinema.

Per il Settore Danza è stato selezionato Wayne McGregor, coreografo e regista britannico. Il suo lavoro affonda le radici nella danza, ma abbraccia una molteplicità di ambiti che includono la tecnologia, le arti visive, il cinema, l’opera e la formazione.

Come Direttrice del Settore Musica è stata nominata Lucia Ronchetti. Compositrice e storica della musica, ha ottenuto un dottorato in musicologia all’École Pratique des Hautes Études en Sorbonne. È docente di composizione ai Ferienkurse di Darmstadt e Professore di composizione invitata presso la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst Frankfurt.

Gli autori e registi, ricci/forte sono stati nominati alla Direzione del Settore Teatro. Stefano Ricci e Gianni Forte si formano all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" con Luca Ronconi e alla New York University con Edward Albee. Nel 2005 costituiscono la compagnia omonima con cui si impongono sulla scena, non solo teatrale, nazionale e internazionale.

Si riconferma Alberto Barbera a Direttore del Settore Cinema per il  prossimo quadriennio, 2021-2024.

Ecco anche la programmazione per il 2021, apertura della Biennale Architettura (22 maggio > 21 novembre), seguiranno la Biennale Teatro (2 > 11 luglio), la Biennale Danza (23 luglio > 1 agosto), la 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (1 > 11 settembre), la Biennale Musica (17 > 26 settembre), la Biennale Arti Visive si svolgerà nel 2022.


Vediamo quindi alcuni aspetti del primo grande evento, la Biennale di Architettura, che si anticipa già ora.

Con Biennale Architettura Sneak Peek è online il progetto digitale, che durerà fino all’apertura della Biennale Architettura 2021 accompagnando i visitatori, giorno dopo giorno, alla scoperta della 17. Mostra Internazionale di Architettura (22 maggio > 21 novembre 2021), dal titolo How will we live together? a cura di Hashim Sarkis.

Una video-intervista inedita a Hashim Sarkis, condotta dallo storico e critico di architettura Luca Molinari, dà avvio al progetto che si articola secondo una programmazione giornaliera sul sito internet e le piattaforme digitali (Twitter, Facebook, Instagram, YouTube), alternando i contributi degli architetti invitati a quelli dei Paesi partecipanti: video e immagini uniche che risponderanno a 5 domande che il curatore ha posto a tutti i partecipanti.

Hashim Sarkis conduce, inoltre, un programma di 5 Podcast in lingua inglese che avranno come filo conduttore pensieri e riflessioni sull’architettura contemporanea con uno sguardo particolare alla città di Venezia, alla sua storia e al modo in cui si relaziona al tema della convivenza.

Infine, sul nuovo profilo Spotify della Biennale di Venezia, nei mesi che ci separano dall’inaugurazione, si andrà formando la colonna sonora ufficiale della Biennale Architettura 2021, una playlist composta dai brani scelti dai Partecipanti: una musica, una canzone o un componimento che ha ispirato il loro lavoro e che ne rappresenta l’identità e l’attività professionale. Sarà poi possibile visitare la Mostra accompagnati da questa speciale colonna sonora. 

Partiamo quindi, e diamo una “sbirciatina” (Sneak Peek) a quella che sarà la Biennale Architettura 2021 ! 

venerdì 23 ottobre 2020

La Biennale al tempo della Pandemia

[Viste le recenti disposizioni del Dpcm del 18 ottobre, la sessione verrà effettuata in modalità online sulla piattaforma Zoom. A breve sarà comunicato il link per partecipare.

L'evento verrà trasmesso live sulla nostra pagina Facebook.]

 

La Biennale di Venezia al Tempo della Pandemia è il secondo incontro del ciclo dei Focus del Forum dell’arte contemporanea italiana e si svolgerà online in collaborazione con S.a.L.E. Docks.

 

La Biennale di Venezia vive in una città in cui, da decenni, il numero dei turisti surclassa quello dei residenti (in costante diminuzione). Calata in questo contesto, ha saputo mantenere una leadirship globale nel suo settore, anche sfruttando la filiera del turismo internazionale che vede nella città lagunare una meta così appetibile. Un evento globale (per le relazioni culturali su che mette in moto) con una ricaduta locale che si valuta soprattutto in termini di indotto economico.


Bene. Tutto ciò poteva essere dato per scontato fino all'esplosione della pandemia, ma ora che succede? Al di là dell'urgenza di ripensare la Biennale nel momento dell'assenza dei pubblici internazionali, può il Covid 19 rappresentare un'occasione per ripensare radicalmente quell'istituzione (e le large scale exhibitions in generale) alla luce di criteri diversi da quelli dettati dall'economia culturale neoliberista? Non è forse questo il momento di trovare un coraggio istituzionale che è, tra l'altro, patrimonio storico della Biennale?


Queste sono le domande di partenza che poniamo a studios*, curatori e curatrici, artist* e lavoratori e lavoratrici della cultura.

 

Lista partecipanti (in progress):

Cristina Baldacci, Carlos Basualdo, Francesco Bonami, Emanuele Braga, Simone Capra, Jesus Carrillo, Barbara Casavecchia, Emiliano Gandolfi, Anthony Gardner, Viviana Gravano, Charles Hesche, Amin Husain e Nitasha Dillon, Caroline Jones, Vasif Kortun, Mao Mollona, Rafal Nemojevski, Zeyno Penkunlu, Ippolito Pestellini, Annalisa Sacchi, Marco Scotini, Gregroy Sholette, Vinicius Spricigo, Stefano Tomassini, Angela Vettese ...


Organizzatori:

Vittoria Martini, Phd, è storica dell’arte. Insegna storia delle mostre e delle metodologie curatoriali a Campo, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, (Torino) e Economia dell’arte a Naba – Nuova Accademia di Belle Arti (Milano). Il suo ambito di ricerca è la storia espositiva, istituzionale e contestuale della Biennale di Venezia.

Marco Baravalle fa parte del collettivo S.a.L.E Docks ed è assegnista di ricerca all'Università IUAV di Venezia per il progetto INCOMMON, In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979).

La sessione si svolgerà in italiano, ma alcuni contributi video in inglese verranno pubblicati sul blog del forum.


Focus Forum è supportato da Palaexpo.

In collaborazione con S.a.L.E. Docks

Organizzato da Vittoria Martini e Marco Baravalle

29 ottobre 2020, h 17 [online]

giovedì 15 ottobre 2020

Padiglione Nordico dedicato agli artisti lapponi

 


Il Padiglione Nordico ospiterà gli artisti Pauliina Feodoroff, Máret Ánne Sara e Anders Sunna per rappresentare aspetti delal cultura Sápmi (Lappone). 


CS

Office for Contemporary Art Norway (OCA) announced today, from the Sámi Parliament in Kárášjohka, in the Norwegian part of Sápmi, that Sámi artists Pauliina FeodoroffMáret Ánne Sara and Anders Sunna will represent Sápmi, their Sámi homeland, and transform the Nordic Pavilion into the Sámi Pavilion at the 59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia in 2022. This is an historic moment: the first time that Sámi artists are presented exclusively in a national pavilion at the Biennale Arte, and the first time the Sámi are recognised as a nation in a pavilion bearing their name.


Office for Contemporary Art Norway (OCA) announces today, from the Sámi Parliament in Kárášjohka, in the Norwegian part of Sápmi, that Sámi artists Pauliina FeodoroffMáret Ánne Sara and Anders Sunna will represent Sápmi, their Sámi homeland, and transform the Nordic Pavilion into the Sámi Pavilion at the 59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia in 2022. This is an historic moment: the first time that Sámi artists are presented exclusively in a national pavilion at the Biennale Arte, and the first time the Sámi are recognised as a nation in a pavilion bearing their name.

By appointing Feodoroff, Sara and Sunna to transform the pavilion, OCA Norway – the commissioner of the Nordic Pavilion for the Biennale Arte 2022 – aims to draw attention to the excellence of these Sámi artists, as well as the international relevance of their individual and collective histories. Their art emphasises the urgent situation experienced today by many Sámi – and other Indigenous people worldwide – concerning self-determination, deforestation, land and water governance. Specifically these Sámi artists engage with the struggle to maintain the reindeer herding and fishing that are central to their existence. The artists reflect upon these concerns by drawing from Sámi ways of being and knowing, producing work of great power. This makes them extraordinary within the art world of today.

The Sámi are the Indigenous people of the Scandinavian Peninsula and large parts of the Kola Peninsula, which today is divided between Sweden, Norway, Finland and Russia. Sápmi is the Sámi people’s own name for their homeland. The transformation of the Nordic Pavilion into the Sámi Pavilion is an act of Indigenous sovereignty that highlights the relationship of the artists to their homeland Sápmi, an area that pre-dates the concept of the Nordic region, and presents a pavilion that encompasses all of the lands and people of what was originally a borderless region. It is a symbolic reversal of colonial claims that have sought to erase Sámi land and culture.

Katya García-Antón, Director of the Office for Contemporary Art Norway, lead commissioner of the Nordic Pavilion, comments: ‘The global pandemic, the impact of climate change and worldwide calls for decolonisation are leading us all to focus on alternative possibilities for our future and that of our planet. At this pivotal moment, it is vital to consider Indigenous ways of relating to the environment and to each other. The artworks of Feodoroff, Sara and Sunna in the Sámi Pavilion present compelling visions of how these relationships operate, from a Sámi perspective. As leading voices of their generation, these artists’ works counter the impact of colonialism upon their lives and, in so doing, connect with the experiences shared by so many people, Indigenous and non-Indigenous, in our world today.’

The exhibition in the Sámi Pavilion will be curated by a group consisting of Sámi scholar Liisa-Rávná Finbog, OCA’s Director Katya García-Antón and Sámi nature guardian Beaska Niillas; assisted by Liv Brissach (OCA Project Officer) and Raisa Porsanger (Sámi artist and OCA Project Officer).

The project also benefits from an international group of advisers consisting of Wiradjuri interdisciplinary artist and scholar Brook Andrew (Artistic Director of NIRIN, 22nd Biennale of Sydney 2020; Associate Professor, Fine Art, Monash University; and Enterprise Professor in Interdisciplinary practice. The Faculty of Fine Arts and Music, University of Melbourne) and Anishinaabe curator (Art Gallery of Ontario, Turtle Island/Canada), artist and educator Wanda Nanibush.

Artists:
Pauliina Feodoroff (b. 1977) is a Skolt Sámi theatre director, artist and nature guardian from Keväjäu´rr, in the Finnish part of Sápmi, and Suõ´nnjel, in the Russian part of Sápmi. Feodoroff has advocated for Sámi water and land rights in her previous role as President of the Saami Council and as an artist working to combine various fields of knowledge at the intersection of ecological conservation, theatre and film. In 2018 her cross-disciplinary project What Form(s) Can an Atonement Take used Sámi land-care practices, bringing together local and scientific knowledge to protect the waters and surrounding lands of the Njâuddam river in the Finnish part of Sápmi.

Máret Ánne Sara (b. 1983) is a Northern Sámi artist from Guovdageaidnu in the Norwegian part of Sápmi. She is known for experimenting with a range of materials and approaches that make visible the political and social issues affecting the Sámi people. Her works are often made from materials deriving from the sustainable practice of her reindeer-herding family, including reindeer bones, hides and intestines. Her installation Pile o’ Sápmi, composed of 400 reindeer skulls and legal documents, was showcased at documenta 14 in Kassel, 2017. The installation was recently purchased by the National Museum of Norway in Oslo.

Anders Sunna (b. 1985) is a Northern Sámi artist from Kieksiäisvaara, in the Swedish part of Sápmi. Sunna’s politically charged artworks narrate the history of the oppression of the Sámi people and specifically address his family’s five-decade long struggle for their land rights as forest reindeer herders. With powerful imagery and political satire, his paintings, graffiti, sculptures and installations depict how abuse of authority and power lead to the exploitation of land and natural resources, forced displacement, and racial persecution of Sámi people. Sunna was recently commissioned to make a site-specific mural for the 22nd Biennale of Sydney, NIRIN, 2020. The work made connections between the colonial project of Captain Cook and the issues faced in Sápmi.

Following the Sámi custom of learning from elders of the community, the artists will benefit from the individual guidance of the following elders: Feodoroff, will be guided by Sámi educator and professor emerita Asta M. Balto; Sara by reindeer herder and Sámi knowledge bearer Káren E. M. Utsi; and Sunna by Sámi professor of law and juoigi (practitioner of joik, the Sámi musical practice) Ánde Somby.

Commissioner
As a co-commissioner of the Nordic Pavilion in Venice, Office for Contemporary Art Norway (OCA) takes the curatorial lead of the Pavilion in 2022. OCA is a hybrid arts foundation, supporting artists based in Norway and Sápmi, founded in 2001 by the Norwegian Ministries of Culture and Foreign Affairs. OCA’s work focuses on two areas: curating (exhibitions, research trips, publications and discursive programmes), as well as funding and support (providing grants, research trips and residency schemes) to foster a two-way exchange with the international arts scene. Under the direction of Katya García-Antón, OCA has launched a deep engagement with the North – turning conventional thinking on its head to see this northern region and the Indigenous lands of Sápmi as a tipping point of thinking around urgent issues within the arts, such as the environment and social justice. OCA’s programme works to forge creative alliances that dismantle colonial and canonical pasts and presents, including those within its own institutional structures, in order to imagine new forms of being and doing for the future.

The Nordic Pavilion
The Nordic Pavilion, designed by Norwegian architect Sverre Fehn, was completed in 1962 and has since been a space for collaboration between three nations: Finland, Norway and Sweden. The co-commissioners from Sweden and Finland for the Nordic Pavilion at the 59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia are Gitte Ørskou, Director of the Moderna Museet in Stockholm, Sweden and Leevi Haapala, Director of the Museum of Contemporary Art Kiasma / The Finnish National Gallery in Helsinki, Finland.

Simone Leigh per gli USA

 

Sarà Simone Leigh , una scultrice di colore che opera a Brooklyn a rappresentare gli Stati Uniti alla prossima Biennale di Venezia nell'aprile 2022.

Artista abbastanza nota, nella scuderia di Hauser & Wirth. che realizza grandi opere su temi sociali e sulla condizione femminile delle donne di colore.


Info dal sito della sua galleria Hauser & Wirth.

Simone Leigh’s practice incorporates sculpture, video, and installation; all are informed by her ongoing exploration of black female-identified subjectivity. Leigh works in a mode she describes as auto-ethnographic. Her objects often employ materials and forms traditionally associated with African art; her performance-influenced installations create spaces where historical precedent and self-determination commingle.

Leigh was born in 1967 in Chicago, Illinois. Recent projects and exhibitions include the Whitney Biennial (2019) at the Whitney Museum of American Art, New York; ‘Trigger: Gender as a Tool and as a Weapon’ (2017) at the New Museum of Contemporary Art, New York; ‘Psychic Friends Network’ (2016) at Tate Exchange, Tate Modern, London; ‘The Waiting Room’ (2016) at the New Museum of Contemporary Art, New York; ‘The Free People’s Medical Clinic’ (2014) a project commissioned by Creative Time; a public installation presented by The Studio Museum in Harlem at Marcus Garvey Park, New York; and a solo exhibition at the Hammer Museum, Los Angeles (2017).

Leigh is the first artist to be commissioned for the High Line Plinth; her monumental sculpture ‘Brick House’ was unveiled in April 2019. Leigh’s work was featured in ‘Loophole of Retreat’, a major exhibition at the Guggenheim Museum, New York, to commemorate her achievements as the winner of the Hugo Boss Prize 2018.

martedì 29 settembre 2020

Mohamed Ahmed Ibrahim per la UAE

 


Selezionato Mohamed Ahmed Ibrahim per rappresentare la UAE alla prossima edizione della Biennale di Venezia, che si svolgerà nel 2022.


CS

Ground-breaking painter, sculptor and land artist Mohamed Ahmed Ibrahim will represent the United Arab Emirates at the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, in an exhibition to be curated by Maya Allison (Executive Director of The New York University Abu Dhabi Art Gallery) for the National Pavilion UAE.

Ibrahim is known for being one of the UAE’s earliest experimental artists and an influential member of the UAE’s now-historic avant-garde art community, which formed in the early 1980s. Through his form-led practice and handcrafted works, he responds to his environment with keen affinity for the natural landscapes of the UAE. Major institutions have acquired his work including the British Museum, Centre George Pompidou, Sharjah Art Foundation, Art Jameel, and Barjeel Art Foundation. His work was included in the Kochi-Muziris Biennial 2016 and numerous solo and group exhibitions internationally.

This exhibition marks a move toward a more artist-led approach: the National Pavilion UAE first appointed Ibrahim, following which he nominated Allison to curate the project. Allison is one of the leading experts on the contemporary UAE art scene, where she and Ibrahim had already formed a strong working relationship across several projects, including with The NYU Abu Dhabi Art Gallery’s But We Cannot See Them: Tracing a UAE Art Community 1988-2008.

The 59th International Art Exhibition of la Biennale di Venezia will be held between 23 April 2022 and 27 November 2022, under the artistic direction of Cecilia Alemani.

lunedì 17 agosto 2020

Le muse inquiete

 


Per festeggiare i 125 anni di attività la Biennale di Venezia, presenta la mostra Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, che si terrà al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale da sabato 29 agosto fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dall’Archivio Storico della Biennale – ASAC.


I CURATORI

La mostra è curata per la prima volta da tutti i Direttori dei sei Settori artistici che hanno lavorato insieme per ripercorrere, attraverso le fonti uniche dell’Archivio della Biennale e di altri archivi nazionali e internazionali, quei momenti in cui La Biennale e la storia del Novecento si sono intrecciate a Venezia.


Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura) hanno attinto non solo ai materiali dell’Archivio Storico della Biennale e dell’Istituto Luce-Cinecittà e Rai Teche, ma anche ai documenti degli archivi della Galleria Nazionale Arte Moderna di Roma, Fondazione Modena Arti Visive, Archivio Ugo Mulas, Aamod-Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio Cameraphoto Arte Venezia, IVESER Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea, Peggy Guggenheim Collection, Fondazione Ugo e Olga Levi, Centro Sperimentale di Cinematografia Roma, Tate Modern London.


DICHIARAZIONE DI ROBERTO CICUTTO

Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto, nel presentare la mostra ha espresso la sua gratitudine per “la generosa adesione che i Direttori, lo staff dell’Archivio Storico e lo staff della Biennale tutta hanno dato alla costruzione – in parallelo con gli impegni relativi alle Mostre e ai Festival – di un progetto che rafforza ancor più La Biennale come laboratorio permanente di ricerca delle arti contemporanee, motore indispensabile di indagine sul presente e sul futuro e strumento strategico di sviluppo anche economico per la società contemporanea.”


LA MOSTRA

I direttori hanno selezionato per questa mostra testimonianze, filmati rari e opere e costruito percorsi di ricerca che si soffermano su quei momenti in cui il passato dell’Istituzione veneziana si è intersecato agli eventi della storia globale, manifestando e generando fratture istituzionali, crisi politiche ed etiche, ma anche nuovi idiomi creativi.


La mostra si articola nelle sale del Padiglione Centrale in un itinerario che attraversa le sei discipline: dagli Anni del Fascismo (1928-1945) alla guerra fredda e ai nuovi ordini mondiali (1948-1964), dal ’68 alle Biennali di Carlo Ripa di Meana (1974-78), dal Postmoderno alla prima Biennale di Architettura fino agli anni ’90 e l’inizio della globalizzazione.


In un periodo di instabilità globale che solo negli ultimi mesi ha visto alternarsi catastrofi ecologiche, nuove pandemie e rivoluzioni sociali, La Biennale di Venezia si distingue così non solo come luogo di produzione e riflessione delle tendenze più innovative delle principali discipline artistiche contemporanee, ma conferma anche il suo ruolo di testimone privilegiato di molteplici cambiamenti, drammi e crisi sociali susseguitisi dalla fine dell’Ottocento a oggi, registrando come un sismografo i sussulti della storia.


Il progetto di allestimento della mostra è a cura di Formafantasma.


Foto dai profili social della Biennale 




martedì 16 giugno 2020

Novità al Padiglione del Belgio


Image: (L) Hilde Teerlinck, Director of the Han Nefkens Foundation. (R) Francis Alÿs, Peshmerga embed, Mosul, 2016.


Director of the Han Nefkens Foundation Hilde Teerlinck will curate the work of artist Francis Alÿs for the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, both representing the region of Flanders within the Belgian Pavilion for the 2022 event.

"What does it mean to make art while cities such as Nimrud and Palmyra are being destroyed? If the logic of ISIS is 'destroy in order to exist' then does this mean that we must create in order to survive? Is art only a means with which to transcend the catastrophe of war?"  Francis Alÿs, 4 November 2016


From October to November 2016 Francis Alÿs was embedded as an artist with the Kurdish Army in Mosul, Iraq. Each day he recorded his impressions, notes and sketches in his diary. Since then he has returned seven times to Iraq. Alÿs’ oeuvre is characterised by his integrity and respect for the communities and people depicted within his works, who struggle every day for survival and with whom he feels closely involved. He searches for those chance moments that balance between the banal, everyday life and a deeper consciousness of existence. These experiences are crystallised visually within his work. Alÿs was selected thanks to his unique artistic language, which he uses to communicate his personal experiences not documented in his journals.

Hilde Teerlinck and Francis Alÿs’ project proposal for the Belgian Pavilion within the context of The Venice Bienniale provides the perfect setting to frame the questions that arise within Alÿs’ work and can be seen as a case study that evokes the compelling role of the artist to reveal the invisible and the inexpressible. The presentation will be a tale of hope.

Francis Alÿs was born in 1959 in Antwerp and has lived in Mexico city since 1986. Hilde Teerlinck was born in 1966 in Bruges, and today lives and works in Barcelona where she is the Director of the Han Nefkens Foundation.

lunedì 18 maggio 2020

La Biennale cambia le date per Arte e Architettura


 

Già una volta la Biennale di Arti Visive aveva cambiato anno, mi ricordo che era stato fatto per andare verso l'anno del centenario e fu spostata di un anno negli anni dispari (fu prima quella del 1993 diretta da ABO per poi passare a J.Clair per i 100 anni), ora si ritorna negli anni pari. 


La Biennale di Venezia comunica che la 17. Mostra Internazionale di Architettura – How will we live together? – curata da Hashim Sarkis, che avrebbe dovuto svolgersi a Venezia dal 29 agosto al 29 novembre 2020, è stata posticipata al 2021, da sabato 22 maggio a domenica 21 novembre.

Di conseguenza, la 59. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Cecilia Alemani, che avrebbe dovuto svolgersi nel 2021, è stata a sua volta posticipata al 2022durerà 7 mesi e si terrà da sabato 23 aprile a domenica 27 novembre.

 

La decisione di posticipare a maggio 2021 la Biennale Architettura è una presa d’atto dell’impossibilità di procedere - nei limiti di tempo prefissati – nella realizzazione di una mostra così complessa e di respiro mondiale, a causa del persistere di una serie di difficoltà oggettive dovute all’emergenza sanitaria internazionale in corso.

 

Il perdurare di tale situazione fino a oggi ha compromesso definitivamente l’organizzazione della mostra nella sua completezza, pregiudicando la realizzazione, il trasporto e la presenza delle opere e di conseguenza la qualità della mostra stessa. La Biennale, sentito anche il curatore Hashim Sarkis, nel rispetto delle difficoltà degli architetti invitati, dei paesi, delle istituzioni, degli eventi collaterali partecipanti, ringraziandoli per gli sforzi finora profusi, ha deciso di posticipare l’apertura della Mostra Internazionale di Architettura al 2021, ma con la durata originaria di sei mesi, dal 22 maggio al 21 novembre.

 

La Biennale di Venezia conferma la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera dal 2 al 12 settembre; il 48. Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella dal 14 al 24 settembre; il 64. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele, dal 25 settembre al 4 ottobre; il 14. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard dal 13 al 25 ottobre.

 

“Gli ultimi giorni - ha dichiarato il Presidente Roberto Cicutto - hanno chiarito la realtà che abbiamo di fronte. Con il massimo rispetto per il lavoro svolto da tutti, gli investimenti fatti dai partecipanti e considerando le difficoltà incontrate da tutti i paesi, le istituzioni, le università, gli studi di architettura, insieme all'incertezza della mobilitazione delle opere, dei viaggi e in virtù delle nuove misure in materia di Covid-19 che sono state e saranno adottate, abbiamo deciso di ascoltare coloro che, e sono la maggioranza, hanno richiesto il rinvio della Biennale di Architettura. Ho ricevuto molti messaggi che auspicavano un rinvio al 2021.

Ora prevediamo di aprire la 17. Biennale di Architettura nel maggio 2021 e di concederle una durata più lunga fino a novembre, come era in programma prima della pandemia. Tuttavia l’Architettura sarà presente a Venezia in autunno grazie alle  numerose iniziative che manterranno al centro della scena la domanda, più attuale che mai, di "How will we live together?".

 

“Sono profondamente colpito dalla perseveranza di tutti i partecipanti soprattutto negli ultimi tre mesi, ha dichiarato Hashim Sarkis. Spero che la nuova data di apertura consenta loro di riprendere fiato per completare il lavoro con il tempo e il vigore che merita. Non avevamo previsto tutto questo. La domanda che avevo posto "Come vivremo insieme?" e la ricchezza delle risposte dei partecipanti non erano state pensate per affrontare la crisi che stiamo vivendo, ma eccoci qui. Siamo in qualche modo fortunati perché  saremo ben attrezzati per affrontare le conseguenze immediate e a lungo termine della crisi nell’edizione 2021 della Biennale Architettura. Il tema ci offre la possibilità di rispondere alla pandemia anche nell’immediato, e per questo torneremo a Venezia nei prossimi mesi per una serie di attività dedicate all'architettura.”

 

Venezia, 18 maggio 2020

 

 

 

Sito web ufficiale della Biennale di Venezia www.labiennale.org

Facebook: La Biennale di Venezia

Twitter: @la_Biennale

Instagram: labiennale

Youtube: BiennaleChannel

 

lunedì 2 marzo 2020

Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl per l'Austria


Sarà il duo composto da Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl a rappresentare l'Austria alla prossima Cinquantanovesima Biennale di Venezia, che si svolgerà da maggio a novembre del 2021. 

La proposta di creare nel padiglione una grande wunderkammer di materiale ha affascinato la giuria di selezione. 


venerdì 28 febbraio 2020

Melanie Bonajo per l'Olanda



Dopo il cambio temporaneo di spazi il Padiglione dell'Olanda comunica che sarà l'artista Melanie Bonajo a rappresentare il paese il prossimo anno. 

Gli spazi, che ospiteranno un video dell'artista, saranno quelli della Chiesetta della Misericordia nel quartiere Cannaregio di Venezia.


CS

Dutch Entry 59th Venice Biennale

Artist: Melanie Bonajo
Curatorial team: Maaike Gouwenberg, Geir Haraldseth and Soraya Pol
Commissioned by Mondriaan Fund
Location Dutch pavilion: Chiesetta della Misericordia in Venice

The artist selected to represent the Netherlands at the Venice Biennale in 2021 is Melanie Bonajo. A broad-based international jury selected Bonajo from a long list of artists and curators who had applied to take part in earlier versions of the biennale. Those selected were invited to submit an overall plan within a short space of time. A month later, these plans were presented to the jury, which was unanimous in determining that Melanie Bonajo would be representing the Netherlands. Bonajo will be working with a curatorial team consisting of Maaike Gouwenberg, Geir Haraldseth and Soraya Pol. Bonajo’s work will be presented at the Chiesetta della Misericordia in the Cannaregio neighbourhood in Venice.

In making its choice, the jury took not only the quality of the work into consideration, but also the impact that it will have on the international stage that is the Venice Biennale. The jury is confident that Bonajo will create a presentation that both impresses and inspires.

Members of the jury for the Dutch contribution to the 2021 Venice Biennale are: Kate Bush (curator Tate Modern), Stijn Huijts (director Bonnefantenmuseum), Hicham Khalidi (director Jan van Eyck Academy), Franziska Nori (director Frankfurter Kunstverein), Ugochukwu-Smooth Nzewi (curator MoMA – Museum of Modern Art, New York), Fatos Üstek (director Liverpool Biennale), Rieke Vos (curator Het HEM), and non-voting chairperson Eelco van der Lingen (director Mondriaan Fund).

For the 59th Venice Biennale, Bonajo will produce a new film, which will be presented together with a publication in an extensive, wide-ranging setting. Quoting from the plan for the project: ‘In Venice, Bonajo takes charge of the [human] body and hauls it up out of the claws of capitalism. Mel* absorbs you into The New Intimacy Movement. She challenges you to recognize and explore the body anew, as a means of connection, intimacy, touch and safety. You are swept along in adventures that stimulate all the senses: feeling is a form of intelligence, thinking through touch.’

Location of the Dutch pavilion in 2021
The Mondriaan Fund recently announced that the Dutch presentation for the 59th Venice Biennale would take place at a new location in the city. From among a number of options, Melanie Bonajo selected the Chiesetta della Misericordia, a deconsecrated 13th-century church. Director Eelco van der Lingen is delighted: ‘An exciting artist in an exciting location. The Chiesetta della Misericordia is a splendid building in the middle of the city. I am looking forward to seeing how that relates to the splendid work of Melanie Bonajo.’

For 2021, the Mondriaan Fund wants the Dutch presentation to take place outside the Rietveld Pavilion and the Giardini. Van der Lingen hopes to establish a new point of reference for the future. ‘For us, it is good to step out of our comfort zone and take a look around at what freedoms being outside the walls of the pavilion can generate. This also offers the Dutch contribution the opportunity to conceive a plan that does not have to take Rietveld, the pavilion, or the Giardini into account.’ The Mondriaan Fund has meanwhile invited Estonia to make use of the Rietveld Pavilion for the 2021 Venice Biennale.  

giovedì 20 febbraio 2020

L'Olanda apre all'Estonia



 
Nel 2021, i Paesi Bassi lasceranno il padiglione Rietveld, la sede storica ai Giardini della Biennale d'Arte di Venezia. Questo approccio unico rompe con una lunga tradizione e segna una rivalutazione dell'intero processo che circonda l'ingresso olandese. Una mossa radicale di Eelco van der Lingen, direttore del Fondo Mondriaan che organizza l'evento.
 
L'innovazione è essenziale in un evento come la biennale secondo van der Lingen: 'È bello deviare di volta in volta da uno schema, senza negare ciò che abbiamo fatto in passato o ciò che faremo in futuro. Contrassegnando una rottura con il passato, possiamo ricalibrare e creare un nuovo punto di partenza ".

Dal 1954, i Paesi Bassi presentano ogni due anni la loro partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia nel padiglione Rietveld, un edificio modernista situato nei Giardini - dove vari paesi hanno i loro padiglioni nazionali. Ora, Van der Lingen sta rompendo con questa tradizione. “È stato spesso detto che i Giardini riflettono un precedente equilibrio di poteri, ma nessun paese rinuncia al suo posto sul palco principale della biennale. Allo stesso tempo, è bene per noi uscire dalla nostra zona di comfort per una volta ed esplorare la libertà fuori dalle mura del padiglione. Ciò offre anche all'entrata olandese l'opportunità di elaborare un piano che non deve tener conto del contesto di Rietveld, del padiglione o dei Giardini. ”

 
Ingresso estone nel padiglione olandese

Per l'edizione 2021 il Fondo Mondriaan ha invitato l'Estonia a utilizzare il padiglione olandese Rietveld nel cuore dei Giardini. L'Estonia espone all'evento dal 1997. Tuttavia, dal momento che dal 1996 non è possibile costruire nuovi padiglioni nei Giardini, le giovani nazioni non possono accedere a questo centro della biennale. La mostra dell'Estonia sarà organizzata dal Center for Contemporary Arts (CCA), che affitterà l'edificio dalla Fondazione Rietveld Pavilion di Venezia. In precedenza, la CCA aveva organizzato mostre di successo in varie località della città durante la biennale.

 
Fondo Mondriaan

Il fondo Mondriaan, il fondo pubblico per l'arte visiva e il patrimonio culturale nei Paesi Bassi, è responsabile per l'ingresso olandese. La presentazione è finanziata dal bilancio internazionale che il fondo riceve dal Ministero dell'istruzione, della cultura e della scienza.
La biennale inizia nel maggio 2021. Non appena la procedura relativa all'iscrizione nel 2021 sarà completata, il fondo annuncerà chi rappresenterà l'ingresso olandese e la sede alternativa.

 


EnglisH

In 2021, the Netherlands will leave the Rietveld Pavilion, its usual home in the Giardini at the Venice Art Biennale. Instead, it is temporarily stepping off the main stage of the world’s largest international visual arts event and will be exhibiting elsewhere in the city. This one-off approach breaks with a long tradition and marks a reevaluation of the entire process surrounding the Dutch entry. A radical move by Eelco van der Lingen, director of the Mondriaan Fund which organizes the entry.
 
Innovation is essential at an event such as the biennale according to van der Lingen: ‘It’s good to deviate from a pattern from time to time, without negating what we have done in the past or what we will be doing in the future. By marking a break with the past, we can recalibrate and create a new starting point.’
Since 1954, the Netherlands presents its entry for the Venice Art Biennale biannually in the Rietveld Pavilion, a modernistic building located in the Giardini – where various countries have their national pavilions. Now, Van der Lingen is breaking with this tradition. “It’s often been said that the Giardini reflects a former balance of powers, but no country gives up its place on the main stage of the biennale. At the same time, it’s good for us to step out of our comfort zone for once and explore the freedom outside the walls of the pavilion. This also gives the Dutch entry the opportunity to come up with a plan that doesn’t need to take into account the context of Rietveld, the pavilion, or the Giardini.”
 
Estonian entry in Dutch pavilion
For the 2021 edition the Mondriaan Fund has invited Estonia to use the Dutch Rietveld Pavilion at the heart of the Giardini. Estonia has been exhibiting at the event since 1997. However, due to the fact that since 1996 no new pavilions can be built in the Giardini, young nations cannot gain access to this centre of the biennale. Estonia’s exhibition will be organized by the Center for Contemporary Arts (CCA), which will rent the building from the Foundation Rietveld Pavilion Venice. Previously, the CCA organized successful exhibitions at various locations in the city during the biennale.
 
Mondriaan Fund
The Mondriaan Fund, the public fund for visual art and cultural heritage in the Netherlands, is responsible for the Dutch entry. The presentation is financed from the international budget that the fund receives from the Ministry of Education, Culture, and Science.
The biennale begins in May 2021. As soon as the procedure surrounding the 2021 entry is complete, the fund will announce who will represent the Dutch entry and the alternative location.
 
www.venicebiennale.nl


mercoledì 12 febbraio 2020

Sonia Boyce per la Gran Bretagna



Per il padiglione del Regno Unito è stata selezionata l'artista Sonia Boyce, nota soprattutto per una intensa produzione di spicco nella scena artistica britannica negli anni '80, che riflette sui concetti di razza, società e genere. 



CS

The British Council is pleased to announce that Sonia Boyce OBE RA has been announced to represent Great Britain at the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia in 2021. The exhibition will run from May – November 2021 and will feature a major solo exhibition of new work from the artist.
Sonia Boyce is known for her highly innovative and experimental approach to art-making, using performance and audio-visual elements in her work. Since the 1990s, her practice has become increasingly improvisational and collaborative, inviting a broad cross-section of participants to come together and speak, sing or move in relation to the past and the present.
On accepting the British Council commission, Sonia Boyce commented:
“You could have knocked me down with a feather when I got the call to tell me I had been chosen to represent Britain at the Venice Biennale 2021 - it was like a bolt out of the blue. Obviously, I’m extremely honored, excited – and nervous. I’m eager to start this creative journey, exploring the experience with others who agree to work with me along the way.”
Emma Dexter, British Council Director Visual Arts, Commissioner of the British Pavilion and Chair of the British Pavilion Selection Committee, said:
“The British Council is thrilled to announce that Sonia Boyce has been commissioned to represent the UK at the Biennale Arte 2021. We are eagerly anticipating her exhibition, where collaboration, improvisation and dialogue will undoubtedly play a key role. Boyce’s work raises important questions about the nature of creativity, questioning who makes art, how ideas are formed, and the nature of authorship. At such a pivotal moment in the UK’s history, the Committee has chosen an artist whose work embodies inclusiveness, generosity, experimentation and the importance of working together”.
The British Council has been responsible for the British Pavilion at La Biennale di Venezia since 1937, showcasing the best of the UK's artists, architects, designers and curators. These exhibitions, and the British Council’s Venice Fellowships initiative introduced in 2016, help make the British Pavilion a major platform for discussion about contemporary art and architecture.
Later this year, the British Council will appoint an Associate Curator to work alongside Sonia Boyce and the British Council team to develop the exhibition. This post will be generously supported by Shane Akeroyd and offers mid-career curators a unique professional opportunity to work with a leading British artist on a global platform.
#BritishPavilion

giovedì 6 febbraio 2020

Pilvi Takala per la Finlandia



Il sito Frame ha annunciato che sarà Pilvi Takala ha rappresentare la Finlandia alla prossima Biennale del 2021. Supportata dalla curatela di Christina Li.

CS

Artist Pilvi Takala has been selected to exhibit in the Pavilion of Finland at the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Curated by Christina Li, the exhibition will be commissioned and produced by Frame.
“I am thrilled to be making a new work for the Pavilion of Finland in Venice. My practice is slow, requiring a long research process, so I am especially grateful to Frame for approaching me for a proposal well in advance. The fact that I could start researching early on means I don’t have to make any compromises due to lack of time and can be more ambitious about what I’m making,” says Takala.
“We are very pleased to be working with Pilvi Takala. She is an artist with a very special artistic practice. This exhibition will give her the opportunity to further develop her unique view on the world,” says Frame’s Director and Commissioner of the Pavilion of Finland Raija Koli. “I’m also happy to have curator Christina Li on board our journey towards the exhibition in 2021. Her perspective and her previous work with Pilvi puts her in a perfect place of collaboration.”


Artist

Pilvi Takala divides her time between Berlin and Helsinki. Her video works are based on performative interventions in which she researches specific communities in order to process social structures and question the normative rules and truths of our behaviour in different contexts. Her works show that it is often possible to learn about the implicit rules of a social situation simply through its disruption.
Takala’s work has been shown at MoMA PS1, New Museum, Palais de Tokyo, Museum of Contemporary art Kiasma, Kunsthalle Basel, Manifesta 11, CCA Glasgow, International Film Festival Rotterdam, HotDocs, Witte de With, and the 9th Istanbul Biennial.
Takala won the Dutch Prix de Rome in 2011, the Emdash Award in 2013, and the Finnish State Prize for Visual Arts in 2013.


Curator

Christina Li is a curator and writer working in Hong Kong and Amsterdam. She was the Curator-at-Large at Spring Workshop, Hong Kong, where she served as the Director between 2015 and 2017. At Spring, she curated projects such as A Collective Present (2017), Wu Tsang: Duilian (2016), and Wong Wai Yin: Without Trying (2016). Her most recent exhibition, Dismantling the Scaffold (2018), was the inaugural exhibition at Tai Kwun Contemporary, Hong Kong.
As a writer, she has contributed to publications including Artforum, Art Review Asia, LEAP, Parkett, Spike, and Yishu Journal of Contemporary Art. She was the curator of Hong Kong’s participation with Shirley Tse at the 58th Venice Biennale 2019 and is currently working on a special project marking the occasion of the 50th anniversary of Art Basel with Kasper Koenig, and Hamza Walker.
“Having closely followed Pilvi Takala’s uncompromising practice for more than a decade, I am thrilled and humbled to have the opportunity to further our conversions in this forthcoming collaboration, and to bring Pilvi’s daring vision into fruition for this occasion,” says Li.


Commissioner

The exhibition in the Pavilion of Finland is commissioned and produced by Frame Contemporary Art Finland. Frame, an advocate for Finnish contemporary art, supports international initiatives, facilitates professional partnerships, and encourages critical development within the field through grants, visitor programmes and residencies, seminars and talks, exhibition collaborations and network platforms.
Frame has a varying practice for selecting artists featured at the Venice Biennale. For the 2021 Venice Biennale, Frame invited both the artist and curator. For the 2017 and 2019 biennials, Frame invited proposals in open calls.
The exhibition is supported by the Finnish Ministry of Education and Culture.