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Visualizzazione post con etichetta Venezia. Mostra tutti i post
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venerdì 10 aprile 2026

Etnia House of Arts

 


Apre al pubblico il prossimo 9 maggio 2026 a Venezia Etnia House of Arts, nuova piattaforma dedicata alla creazione contemporanea promossa da Etnia Eyewear Culture.

 Il progetto prende forma negli spazi dell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio, restituita alla città al termine di un articolato intervento di restauro e oggi riconfigurata come luogo di produzione, incontro e sperimentazione artistica.

Edificata a partire dal X secolo e caratterizzata da una struttura architettonica essenziale e stratificata, la Misericordia conserva tracce di epoche e funzioni diverse — da spazio religioso a luogo assistenziale, fino agli usi più recenti — configurandosi come un organismo complesso, sospeso tra permanenza e trasformazione. È proprio questa natura a renderla oggi il contesto ideale per una nuova progettualità contemporanea.

 

Nasce così Etnia House of Arts, piattaforma dedicata alla creatività del nostro tempo, al dialogo interdisciplinare e alla costruzione di una comunità temporanea di pratiche e visioni.

Dice David Pellicer, CEO and Owner di Etnia Barcelona: «Negli anni abbiamo lavorato molto con gli artisti, sino ad avvertire la necessità di creare uno spazio in cui questo dialogo potesse diventare continuo, non episodico. La Misericordia ci è sembrata il luogo giusto per farlo: uno scrigno quasi caleidoscopico dove attivare qualcosa che era già comunque presente. Etnia House of Arts nasce da questa idea: costruire un contesto in cui la visione non sia solo rappresentata ma messa in scena, attivando relazioni sorprendenti».

  

Promosso da Etnia Eyewear Culture — espressione più ampia della ricerca culturale di Etnia Barcelona — il progetto non si limita a riattivare uno spazio storico ma ne ridefinisce la funzione: la Chiesa della Misericordia diventa Etnia House of Arts un ambiente vivo, attraversabile, in cui l’arte non è soltanto esposta, ma prodotta, raccontata e resa visibile nel suo farsi.

 

Nel corso della stagione, il programma si articola in mostre, interventi site-specific, performance e appuntamenti diversi, alcuni prodotti autonomamente, altri realizzati in collaborazione con protagonisti della produzione culturale e artistica. La programmazione è studiata con l’obiettivo di configurare uno spazio in cui la temporalità del lavoro artistico si sovrappone a quella dell’esperienza pubblica. Non una sequenza di appuntamenti, ma un dispositivo continuo, aperto.

 

In questo quadro si colloca anzitutto il programma di residenze internazionali, che costituisce uno dei nuclei centrali del progetto. Gli artisti invitati sono chiamati a lavorare a partire da un elemento volutamente anomalo — l’occhiale — assunto non come oggetto funzionale, ma come superficie di traduzione, supporto minimo attraverso cui interrogare il rapporto tra visione, identità e rappresentazione.

Il processo creativo si sviluppa in relazione diretta con lo spazio della Misericordia, con la città di Venezia e con la presenza dei visitatori, che entrano in contatto non soltanto con l’opera compiuta, ma con le sue fasi di costruzione, creando un legame con l’artista. In questo senso, ogni visita si configura come esperienza situata, irripetibile.

 

In occasione dell’apertura la collaborazione con Skira darà vita a un calendario di appuntamenti e incontri con artisti e protagonisti della scena culturale, contribuendo ad ampliare il programma pubblico e a rafforzare il dialogo tra pratiche, visioni e comunità.

  

L’intervento architettonico realizzato nella Chiesa della Misericordia mantiene e valorizza le stratificazioni storiche dell’edificio, traducendo una lettura puramente conservativa attraverso l’attivazione di un dialogo tra patrimonio storico e uso contemporaneo. Il restauro è stato concepito come un processo di conoscenza e ascolto, in un confronto diretto con le specificità dell’edificio per testimoniare le intenzioni costruttive, le tecniche e le visioni che nei secoli ne hanno determinato la forma.

 

Le indagini hanno rivelato una storia più complessa del previsto, riportando alla luce elementi di grande valore — dalla copertura lignea trecentesca alle tracce decorative e a una rara finestra gotica — restituendo l’immagine di un organismo in continua trasformazione. In questa prospettiva, il progetto ha scelto di preservare e mettere in relazione le diverse stratificazioni, inclusa quella ottocentesca, come parte integrante dell’identità dell’edificio.

Un restauro articolato che restituisce allo spazio una funzione pubblica, non celebrativa ma generativa.

 

Etnia House of Arts è un progetto che si inserisce in una linea di ricerca che supera il modello espositivo tradizionale per orientarsi verso forme ibride: residenza, laboratorio, piattaforma culturale. Un luogo in cui produzione e fruizione coincidono, e in cui il pubblico non è spettatore passivo, ma parte di un sistema di relazioni.

 

In una città in cui l’arte è spesso custodita come memoria, la Misericordia torna a essere un luogo di presente.

martedì 7 aprile 2026

Diario veneziano, il progetto partecipativo di Ilya ed Emilia Kabakov

 


Si aggiunge un nuovo tassello a Diario veneziano, il progetto partecipativo di Ilya ed Emilia Kabakov, a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, che verrà presentato a Venezia in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia: la mappatura intima della città si estenderà dal piano nobile di Ca’ Tron (9 maggio – 28 giugno 2026) ai Giardini della Biennale, all’interno del Padiglione Venezia, entrando in dialogo con Note persistenti, il progetto espositivo curato da Giovanna Zabotti con Denis Isaia e Cesare Biasini Selvaggi.

In linea con il tema curatoriale In Minor Keys, il Padiglione si configura come una partitura sensibile che invita a cogliere le frequenze più profonde di Venezia: quelle che affiorano dalle sue parti sommerse, dalla materia che la sostiene, dalle narrazioni intime e dalla dimensione collettiva che la attraversa.

Nella sequenza di ambienti che accompagnano il visitatore attraverso quattro dimensioni simboliche della città (sommersa, domestica, mitologica e collettiva), il percorso espositivo si articola in altrettanti interventi artistici interdisciplinari in dialogo fra loro: le sculture di Alberto Scodro, che indagano i processi invisibili della materia e rimandano alla dimensione del mondo sommerso, risuonano con la composizione sonora immersiva di Dardust, sviluppata con Paolo Fantin, H-Farm e Cisco, e con i lavori inclusi nel progetto Artefici del Nostro Tempo, dedicato alle espressioni emergenti delle nuove generazioni di artisti. All’interno di questa partitura polifonica, la dimensione domestica e relazionale trova una delle sue espressioni più significative in Diario veneziano di Ilya ed Emilia Kabakov, che costituisce il cuore del progetto collettivo ideato dal duo con la partecipazione dei veneziani, in un percorso che unisce il Padiglione Venezia e Ca’ Tron.

 Tre anni dopo la scomparsa di Ilya Kabakov, Venezia accoglie uno dei progetti più emblematici della coppia, in arte e nella vita: un’opera monumentale e partecipata che si configura come un autoritratto corale della città. Curato da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, Diario veneziano prende forma a Ca’ Tron – sede dell’Università Iuav affacciata sul Canal Grande – dove il piano nobile viene trasformato in un grande dispositivo narrativo, e prosegue al Padiglione Venezia, ricomponendo l’unità del progetto in dialogo con il percorso di Note persistenti.

Non una mostra su Venezia, ma una mostra con Venezia: questo il presupposto che guida l’intero lavoro. Circa 500 abitanti della città metropolitana, appartenenti a diverse generazioni, contesti sociali e aree urbane, hanno contribuito scrivendo una pagina di diario in cui narrano il proprio legame con la città e prestando un oggetto personale capace di rappresentarlo. Frammenti di vite, memorie e desideri si raccolgono così in una costellazione di storie che restituisce la complessità sociale e affettiva della laguna.

 Come dichiara Emilia Kabakov: “Dalle storie raccolte emerge quanto Venezia sia densa di persone che lavorano duramente per mantenere non solo la città, ma un senso di comunità raramente riscontrabile nell’era digitale. In un momento in cui le differenze politiche, economiche e religiose sembrano insormontabili, Venezia è un faro di speranza: l'esempio di ciò che accade quando i vicini si sostengono a vicenda, condividendo la responsabilità di custodire la propria casa per le generazioni future”.

Esposti in una serie di vetrine tematiche e accompagnati dalle storie affidate dai partecipanti, gli oggetti collezionati – utensili, ricordi, tracce minime del quotidiano e del futuro – diventano vere e proprie “camere di risonanza” di esistenze, trasformando l’opera in un dispositivo di ascolto collettivo. In linea con la poetica dei Kabakov e con la loro idea di “installazione totale”, l’esperienza non si limita alla visione, ma si configura come uno spazio immersivo in cui la dimensione individuale si intreccia con quella universale.

Come racconta Cesare Biasini Selvaggi: "Gli oggetti che abbiamo chiesto ai veneziani di prestarci non sono infatti semplici ready-made, ma “camere di risonanza” di esistenze. Sono orsacchiotti, utensili, frammenti di biografie minime che, messi insieme, compongono una mappa del sentimento, dove l’arte smette di essere un oggetto da guardare per diventare un diario affettivo collettivo, ricordandoci che essere protagonisti significa, prima di tutto, essere insieme”.

 


ILYA ED EMILIA KABAKOV

Ilya (Dnepropetrovsk, USSR, 1933-Long Island, USA, 2023) ed Emilia (Dnepropetrovsk, USSR, 1945) Kabakov hanno iniziato il loro sodalizio artistico alla fine degli anni ’80 e si sono sposati nel 1992. Insieme hanno dato vita a una prolifica produzione di 'installazioni totali' e altre opere concettuali che affrontano i temi dell'utopia, del sogno e della paura, riflessi della condizione umana universale. Il loro lavoro è presente nelle collezioni dei principali musei del mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, il MoMA di New York, il MAXXI di Roma, il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, la Collezione Reale di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti e molti altri. La rivista ArtNews ha annoverato i Kabakov tra i dieci artisti viventi più importanti al mondo.

Ilya Kabakov è scomparso nel maggio 2023; Emilia continua a portare avanti e realizzare i loro progetti.


domenica 15 marzo 2026

David Salle - Painting in the Present Tense La Galleria di Palazzo Cini

 

Mime, 2026, Oil, acrylic, Flashe and charcoal on archival UV print on linen Image 182.9 x 236.2 x 3.8 cm (72 x 93 x 1.5 in) Frame 195 x 248.3 x 7 cm (76.77 x 97.76 x 2.76 in)© David Salle / ARS New York. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul. Photo: John Berens.

In concomitanza con la Biennale Arte 2026 e in occasione della sua prima mostra personale nella città, l’esposizione di David Salle alla Galleria di Palazzo Cini estende l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dell’artista newyorkese come strumento per svelare e ricalibrare la logica della pittura. La mostra è curata da Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, ed è sostenuta dalla galleria Thaddaeus Ropac. Concentrando il suo modello di IA sui precedenti Tapestry Paintings (1989–91) – una serie di opere basate su arazzi imperiali russi del XVIII secolo che erano a loro volta interpretazioni di dipinti italiani del XVI e XVII secolo – Salle crea nuovi dipinti che collassano tempo, medium e luogo. Pur rimanendo profondamente legato alla tradizione secolare della pittura su tela, Salle ha adottato con rapidità le nuove tecnologie all’interno della propria pratica. La sua recente collaborazione con l’intelligenza artificiale può essere vista, in parte, come un atto di resistenza all’idea che l’IA sostituirà la creatività umana. Come egli stesso spiega: «Un modo per sovvertire una tecnologia egemonica è cooptarla per i propri fini.»

Salle è all’avanguardia nella produzione di immagini con l’intelligenza artificiale dal 2022, quando ha iniziato a sviluppare un modello personalizzato addestrato principalmente sui contenuti del proprio lavoro. Il suo obiettivo non era esternalizzare il ruolo dell’artista o del pensatore, ma introdurre una forza destabilizzante nella propria arte. Come afferma l’artista: «per uscire da me stesso.» La macchina non dipinge né disegna nulla; distorce e decostruisce lo spazio compositivo per poi riassemblarne i frammenti in un nuovo insieme sintetico. Salle presenta così un corpus di opere che affronta direttamente l’ansia centrale del nostro tempo: quale parte della capacità umana di espressione sopravviverà all’ascesa di un’intelligenza artificiale autonoma e autodidatta?

I Tapestry Paintings originari incarnavano un aspetto chiave dello stile di Salle: la simultaneità. I dipinti italiani del XVI e XVII secolo – raffiguranti narrazioni bibliche, ritratti di corte, nature morte e altre scene di genere – erano stati tradotti con maestria in lana e seta dai tessitori russi. Salle ritradusse queste composizioni di arazzi in pittura su tela, creando i gruppi di immagini liriche che sono diventati il segno distintivo della sua arte. L’artista introdusse inoltre pannelli separati incastonati nella superficie della tela, inseriti a filo per interrompere l’architettura compositiva dei dipinti e fornire motivi e tempi contrastanti. Tutti gli elementi della composizione – lo sfondo arazzo dipinto, la sovrapittura lirica, le immagini inserite – devono essere considerati insieme, vissuti nella loro simultanea presenza nel presente.

In questa mostra, i Tapestry Paintings di Salle subiscono un’ulteriore e più profonda trasformazione. Filtrate attraverso il modello di intelligenza artificiale di Salle, le figure e le scene già tradotte due volte dai loro contesti italiani originari vengono ora deformate in astrazioni fantasmagoriche “all-over”. Pur completamente trasformate, conservano il DNA dei dipinti originali di Salle e quello del loro remoto materiale storico-artistico di partenza. I disegni vengono quindi stampati su tela, stabilendo il terreno su cui interviene l’artista nel presente. Reagendo intuitivamente, Salle corregge, attacca o amplifica ogni pixel stampato con il proprio pennello, introducendo allo stesso tempo un ulteriore strato di immagini dipinte con colori ad alto contrasto e alta luminosità. Una tecnologia antichissima – la pittura a olio – viene così fatta coesistere con una contemporanea.

Nel risultato finale, cortigiani, nudi, monarchi e cavalieri in armatura allucinati dall’intelligenza artificiale competono sul piano pittorico con frammenti di pubblicità di moda, pile di tazze da tè e altri oggetti di natura morta. Realtà simulate e realtà dipinte si scontrano e si intrecciano, generando giustapposizioni fluide che resistono a ogni identità temporale o geografica.

Tutto nella pittura esiste al presente. I tempi passati della storia dell’arte risuonano attraverso il dipinto anche se sono racchiusi al suo interno.
–– David Salle
 
Se l’intelligenza artificiale può scansionare, metabolizzare e fare la media di enormi flussi di materiale visivo – facendo di fatto ciò che Salle ha fatto nella pittura nel corso della sua carriera – la rete neurale della macchina inizialmente non possedeva alcuna comprensione dei valori pittorici fondamentali, come contorni, bordi o rapporti tonali. Salle ha dotato la macchina degli equivalenti digitali di questi valori: ad esempio il modo in cui una pennellata può definire un bordo ed essere allo stesso tempo un elemento espressivo autonomo. Conferendo all’IA questa capacità rudimentale di traduzione, Salle le ha consentito di assumere il ruolo di partner creativo junior. L’intelligenza artificiale agisce così come una sorta di doppio agente che si muove liberamente tra passato e presente, tra reale e fantastico, remixando il lavoro dell’artista in modi spesso sorprendenti, bizzarri o addirittura sovversivi. «La macchina viola le regole della rappresentazione senza soffrire di sensi di colpa», afferma l’artista.

Secoli di storia dell’arte si inseguono mentre l’intelligenza artificiale si insinua nella circolarità della logica pittorica di Salle. La mimesi – ragion d’essere dell’IA ma anche pretesto dello stesso pittore – viene spinta ai suoi limiti come forza generativa nell’arte, in quella che Salle definisce una sorta di “ventriloquismo”. L’artista esplora fino a che punto può spingersi l’imitazione prima di andare in corto circuito, prima che il rapporto tra la cosa e la sua descrizione collassi nel nonsenso.

A Palazzo Cini il processo circolare di Salle incontra un ulteriore contesto storico-artistico. Le gallerie inferiori del palazzo ospitano dipinti rinascimentali italiani e oggetti d’arte decorativa, tra cui arazzi risalenti al XV secolo e oltre, mentre le gallerie superiori sono dedicate all’arte contemporanea. L’ambientazione stessa diventa un’eco dell’impulso storicizzante dei dipinti, producendo la sensazione di un’infinita mise en abyme.

In un mondo in cui immagini inautentiche vengono prodotte attivamente per manipolare e distorcere la realtà, la proposta di Salle di uno spazio pittorico realmente malleabile assume un carattere di urgenza. La sua collaborazione con la macchina è diventata una sfida: in gioco vi è la capacità dell’artista, come egli stesso afferma, di “strappare il significato alla direzione verso cui l’intelligenza artificiale lo sta conducendo, riportandolo nelle mani dell’uomo”.

Informazioni sull’artista

Nato nel 1952 in Oklahoma, Salle vive e lavora a Brooklyn, New York. Ha studiato al California Institute of the Arts dal 1970 al 1975, dove è stato allievo dell’artista concettuale John Baldessari. Spesso citato come esempio di Postmodernismo, Salle è diventato famoso negli anni ‘80 come figura di spicco della Pictures Generation. La prima mostra personale di Salle si è tenuta al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam nel 1983, seguita da una retrospettiva a metà carriera nel 1987 al Whitney Museum of American Art di New York, che in seguito è stata ospitata dal Museum of Contemporary Art di Chicago e dal Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Nel 1999, una retrospettiva della sua produzione pittorica è stata inaugurata allo Stedelijk Museum di Amsterdam e successivamente trasferita al Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien di Vienna, al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino e al Guggenheim Museum di Bilbao.

Successive mostre dedicate all’opera di Salle sono state allestite al Museo de Arte Contemporáneo de Monterrey (2000), alla Kestner Gesellschaft di Hannover (2009), al Centro de Arte Contemporáneo de Málaga (2016) e alla Brant Foundation di Greenwich (2021). 
Pur essendo principalmente un pittore, Salle è stato attivo anche nel campo delle arti performative, disegnando scenografie e costumi per la coreografa Karole Armitage. Le loro collaborazioni teatrali sono state rappresentate nei teatri lirici di tutto il mondo, tra cui il Metropolitan Opera di New York, la Brooklyn Academy of Music di New York, il Citizens Opera House di Boston, l'Opéra national de Paris, la Deutsche Oper Berlin e l’Opéra Comique di Parigi. Nel 1986 Salle ha ricevuto una borsa di studio Guggenheim per il suo lavoro nel teatro. Nel 1995 ha diretto il film Search and Destroy, prodotto da Martin Scorsese e interpretato da John Turturro, Christopher Walken e Griffin Dunne.

Salle è anche uno scrittore e critico prolifico, i cui saggi e interviste sono stati pubblicati su Artforum, Art in America, The New York Times, T: The New York Times Style Magazine e The Paris Review, oltre che in numerosi cataloghi di mostre e antologie. Collabora regolarmente con The New York Review of Books. La sua acclamata raccolta di saggi critici, How to See: Looking, Talking, and Thinking about Art, è stata pubblicata da W.W. Norton nel 2016.

Salle è membro della National Academy of Design e dell’American Academy of Arts and Letters. 

sabato 28 febbraio 2026

61 Biennale di Arti Visive Venezia



Ecco il recente comunicato dallo staff di curatori della Biennale, molto interessante, ma rimango perplesso che non sia stato invitato nessun artista del nostro paese, veramente siamo messi così male ?

Sono 111 i partecipanti – tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni – provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo Kouoh privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane. Osservando realtà attive a Salvador, Dakar, San Juan, Beirut, Parigi e Nashville, la Curatrice ha immaginato come l’ingegnosità e la tensione sperimentale di ciascuno possa incontrarsi con quelle di altri artisti e movimenti, anche senza relazioni dirette. In Minor Keys si propone così di restituire e ampliare questa geografia relazionale, intessuta nel corso di una vita e fondata sull’incontro.

Gli artisti
Pio Abad
Born 1983, Manila, Philippines. Lives in London, UK.
 
Philip Aguirre y Otegui
Born 1961, Schoten, Belgium. Lives in Antwerp, Belgium.
 
Akinbode Akinbiyi
Born 1946, Oxford, UK. Lives in Berlin, Germany.
 
Laurie Anderson
Born 1947, Chicago, IL, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Fabrice Aragno
Born 1970, Neuchâtel, Switzerland. Lives in Lausanne, Switzerland.
 
arms ache avid aeon:
Nancy Brooks Brody
                 Born 1962, New York City, NY, USA, D. 2023.
 
Joy Episalla
Born 1957, Bronxville, NY, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Zoe Leonard
Born 1961 Liberty, NY, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Carrie Yamaoka
Born 1957, Glen Cove, NY, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
fierce pussy
                 Founded 1991, New York City, NY, USA.
 
Jo-ey Tang
Born 1978, Hong Kong, China. Lives in New York City, NY, USA.
 
Kader Attia
Born, 1970, Dugny, France. Lives in Berlin, Germany and Paris, France.
 
Sammy Baloji
Born 1978, Lubumbashi, Democratic Republic of the Congo. Lives in Brussels, Belgium and Lubumbashi, Democratic Republic of the Congo.
 
Ranti Bam
Born 1985, Lagos, Nigeria. Lives in Paris, France and Lagos, Nigeria.
 
Alvaro Barrington
Born 1983, Caracas, Venezuela. Lives in London, UK.
 
Éric Baudelaire
Born 1973, Salt Lake City, UT, USA. Lives in Paris, France.
 
Sabian Baumann
Born 1962, Zug, Switzerland. Lives in Zurich, Switzerland.
 
blaxTARLINES KUMASI
Founded 2015, Kumasi, Ghana.
 
Beverly Buchanan
Born 1940, Fuquay, NC, USA. D. 2015.
 
Seyni Awa Camara
Born 1945, Oussouy, Senegal. D. 2026.
 
Nick Cave
Born 1959, Chicago, IL, USA. Lives in Chicago, IL, USA.
 
Carolina Caycedo
Colombian, born 1978, London, UK. Lives in Los Angeles, CA, USA and Caguas, Puerto Rico.
 
Annalee Davis
Born 1963, St. Michael, Barbados. Lives in St. George, Barbados.
 
BuBu de la Madeleine
Born 1961, Osaka, Japan. Lives in Nara, Japan.
 
Dawn DeDeaux
Born 1952, New Orleans, LA, USA. Lives in New Orleans, LA, USA.
 
Nolan Oswald Dennis
Born 1988, Lusaka, Zambia. Lives in Johannesburg, South Africa.
 
Denniston Hill
Founded 2008, Glen Wild, NY, USA.
 
Bonnie Devine
Born 1952, Toronto, Canada. Lives in Toronto, Canada.
 
Godfried Donkor
Born 1964, Accra, Ghana. Lives in London, UK and Accra, Ghana.
 
Marcel Duchamp
Born 1887, Blainville-Crevon, France. D. 1968.
 
Edouard Duval-Carrié
Born 1954, Port-au-Prince, Haïtï. Lives in Miami, FL, USA.
 
Torkwase Dyson
Born 1973, Chicago, IL, USA. Lives in Beacon, NY, USA.
 
rana elnemr
Born 1974, Hannover, Germany. Lives in Cairo, Egypt.
 
Theo Eshetu
Born 1958, London, UK. Lives in Berlin, Germany and Rome, Italy.
 
Rachel Fallon (with Alice Maher)
Born 1971, Dublin, Ireland. Lives in Dublin, Ireland.
 
G.A.S. Foundation
Founded 2023, Lagos and Ijebu Ode, Nigeria.
 
Sofía Gallisá Muriente
Born 1986, San Juan, Puerto Rico. Lives in Puerto Rico.
 
Adebunmi Gbadebo
Born 1992, Livingston, NJ, USA. Lives in Philadelphia, PA and Newark, NJ, USA.
 
Leonilda González
Born 1923, Minuano, Uruguay. D. 2017.
 
Linda Goode Bryant
Born 1949, Columbus, OH, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Joana Hadjithomas & Khalil Joreige
Born 1969, Beirut, Lebanon. Lives in Beirut, Lebanon and Paris, France.
Born 1969, Moussaitbeh, Lebanon. Lives in Beirut, Lebanon and Paris, France.
 
Alexa Kumiko Hatanaka
Born 1988, Toronto, Canada. Lives in Toronto, Canada; New York City, NY, USA; and Japan.
 
Ayrson Heráclito
Born 1968, Macaúbas, Bahia, Brazil. Lives in Salvador, Bahia, Brazil.
 
Clarissa Herbst & Dominique Rust
Born 1959, Crailsheim, Germany. Lives in Zurich, Switzerland.
Born 1960, Basel, Switzerland. Lives in Zurich, Switzerland.
 
Nicholas Hlobo
Born 1975, Cape Town, South Africa. Lives in Johannesburg, South Africa.
 
Carsten Höller
Born 1961, Brussels, Belgium. Lives in Stockholm, Sweden; Biriwa, Ghana; and Tuscany, Italy.
 
Sohrab Hura
Born 1981, Chinsurah, India. Lives in New Delhi, India.
 
Alfredo Jaar
Born 1965, Santiago, Chile. Lives in Lisbon, Portugal.
 
Mohammed Joha
Born 1978, Gaza, Palestine. Lives in Marseille, France.
 
Michael Joo
Born 1966, Ithaca, NY, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Nina Katchadourian
Born 1968, Stanford, CA, USA. Lives in New York City, NY, USA and Berlin, Germany.
 
Bodys Isek Kingelez
Born 1948, Kimbembele Ihunga, former Belgian Congo, now Democratic Republic of the Congo. D. 2015.
 
Sandra Knecht
Born 1968, Buus, Switzerland. Lives in Buus, Switzerland.
 
Marcia Kure
Born 1970, Kano State, Nigeria. Lives in Princeton, NJ, USA; Abuja, and Kaduna, Nigeria.
 
Natalia Lassalle-Morillo (in collaboration with Gloria Morillo)
Born 1991, San Juan, Puerto Rico. Lives in San Juan, Puerto Rico.
 
Florence Lazar
Born 1966, Paris, France. Lives in Paris, France.
 
Dan Lie
Born 1988. Lives in Berlin, Germany.
 
Werewere Liking
Born 1950, Mgombas, Cameroon. Lives in Abidjan, Côte d'Ivoire.
 
lugar a dudas
Founded 2004, Cali, Colombia.
 
Daniel Lind-Ramos
Born 1953, Loiza, Puerto Rico. Lives in Loiza, Puerto Rico.
 
Alice Maher
Born 1956, Tipperary, Ireland. Lives in County Mayo, Ireland.
 
Maria Magdalena Campos-Pons & Kamaal Malak
Born 1959, Matanzas, Cuba Lives in Nashville, TN, USA.
Born 1962, Philadelphia, PA, USA. Lives in Nashville, TN, USA.
 
Senzeni Marasela
Born 1977, Thokoza, South Africa. Lives in Johannesburg, South Africa.
 
Guadalupe Maravilla
Born 1976, San Salvador, El Salvador. Lives in New York City, NY, USA.
 
Manuel Mathieu
Born 1986, Port-au-Prince, Haïtï. Lives in Montreal, Canada and Paris, France.
 
Georgina Maxim
Born 1980, Harare, Zimbabwe. Lives in Harare and Mutare, Zimbabwe.
 
Tiona Nekkia McClodden
Born 1981, Blytheville, AR, USA. Lives in Philadelphia, PA, USA.
 
Big Chief Demond Melancon
Born 1978, New Orleans, LA, USA. Lives in New Orleans, LA, USA.
 
Avi Mograbi
Born 1956, Tel Aviv. Lives in Lisbon, Portugal.
 
Wangechi Mutu
Born 1972, Nairobi, Kenya. Lives in New York City, NY, USA and Nairobi, Kenya.
 
 Nairobi Contemporary Art Institute (NCAI)
Founded 2020, Nairobi, Kenya.
 
Eustaquio Neves
Born 1955, Juatuba, Brazil. Lives in Diamantina, Brazil.
 
Tuấn Andrew Nguyễn
Born 1976, Sài Gòn, Việt Nam. Lives in Hội An, works in Hồ Chí Minh City, Việt Nam.
 
Tammy Nguyen
Born 1984, San Francisco, CA, USA. Lives in Easton, CT, USA.
 
Otobong Nkanga
Born 1974, Kano, Nigeria. Lives in Antwerp, Belgium, and Uyo, Nigeria.
 
Kaloki Nyamai
Born 1985, Nairobi, Kenya. Lives in Nairobi, Kenya.
 
Temitayo Ogunbiyi
Born 1984, Rochester, NY, USA. Lives in Lagos, Nigeria.
 
Pauline Oliveros
Born 1932, Houston, TX, USA. D. 2016.
 
Kambui Olujimi
Born 1976, Brooklyn, New York City, NY, USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Hagar Ophir
Born 1983, Jerusalem. Lives in Berlin, Germany.
 
Uriel Orlow
Born 1973, Zurich, Switzerland. Lives in Lisbon, Portugal; London, UK; and Basel, Switzerland.
 
Ebony G. Patterson
Born 1981, Kingston, Jamaica. Lives in Kingston, Jamaica and Chicago, IL, USA.
 
Rajni Perera & Marigold Santos
Born 1985, Colombo, Sri Lanka. Lives in Toronto, Canada.
Born 1981, Manila, Phillipines. Lives in Calgary, Canada.
 
Thania Petersen
Born 1980, Cape Town, South Africa. Lives in Cape Town, South Africa.
 
Alan Phelan
Born 1968, Dublin, Ireland. Lives in Dublin, Ireland.
 
 Johannes Phokela
 Born 1966, Johannesburg, South Africa. Lives in Johannesburg, South Africa.
 
Léonard Pongo
Born 1988, Liège, Belgium. Lives in Brussels, Belgium and Kinshasa, Democratic Republic of Congo.
 
Walid Raad
Born 1967, Chbanieh, Lebanon. Lives in Medusa, NY, USA.
 
Mohammed Z. Rahman
Born 1997, London, UK. Lives in London, UK.
 
RAW Material Company
Founded 2008, Dakar, Senegal.
 
Tabita Rezaire
Born 1989, Paris, France, 1989. Lives in Cayenne, French Guiana.
 
Guadalupe Rosales
Born 1980, Redwood City, CA, USA. Lives in Los Angeles, CA, USA.
 
Yo-E Ryou
Born 1987, Seoul, South Korea. Lives in Seoul and Jeju Island, South Korea.
 
Khaled Sabsabi
Born 1965, Tripoli, Lebanon. Lives in Sydney, Australia.
 
Rose Salane
Born 1992, New York City, NY, USA.  Lives in New York City, NY, USA.
 
Issa Samb
Born 1945, Dakar, Senegal. D. 2017.
 
Amina Saoudi Aït Khay
Born 1955, Casablanca, Morocco. Lives in Sousse, Tunisia.
 
Carrie Schneider
Born 1979, Chicago, IL USA. Lives in New York City, NY, USA.
 
Hala Schoukair
Born 1957, Beirut, Lebanon. Lives in Beirut, Lebanon.
 
Berni Searle
Born 1964, Cape Town, South Africa. Lives in Cape Town, South Africa.
 
Mmakgabo Mmapula Helen Sebidi
Born 1943, Marapyane, South Africa. Lives in Johannesburg, South Africa.
 
Wardha Shabbir
Born 1987, Lahore, Pakistan. Lives in Lahore, Pakistan.
 
Yoshiko Shimada
Born 1959, Tokyo, Japan. Lives in Chiba, Japan.
 
Himali Singh Soin & David Soin Tappeser
Born 1987, New Delhi, India. Lives in London, UK and New Delhi, India.
Born 1985, Bonn, Germany. Lives in London, UK and New Delhi, India.
 
Buhlebezwe Siwani
Born 1987, Johannesburg, South Africa. Lives in Amsterdam, Netherlands and Cape Town, South Africa.
 
Cauleen Smith
 Born 1967, Riverside, CA, USA. Lives in Los Angeles, CA, USA.
 
Vera Tamari
Born 1944, Jerusalem, Palestine.  1944. Lives in Ramallah, Palestine.
 
Tsai Ming-liang
Born 1957, Kuching, Malaysia. Lives in New Taipei City and Taipei, Taiwan.
 
Victoria-Idongesit Udondian
Born 1982, Uyo, Nigeria. Lives in Lagos, Nigeria and New York City, NY, USA.
 
Celia Vásquez Yui
Born 1960, Pucallpa, Peru. Lives in the Peruvian Amazon, Pucallpa, Peru.
 
Kemang Wa Lehulere
Born 1984, Cape Town, South Africa. Lives in Cape Town, South Africa.
 
Kennedy Yanko
Born 1988, St. Louis, MO, USA. Lives in Miami, FL, USA.
 
Raed Yassin
Born 1979, Beirut, Lebanon. Lives in Beirut, Lebanon and Berlin, Germany.
 
Sawangwongse Yawnghwe
Born 1971, Shan State Burma. Lives in Zutphen, Netherlands and Chiang Mai, Thailand.
 
Billie Zangewa
Born 1973, Blantyre, Malawi. Lives in Johannesburg, South Africa.
 
 
PADIGLIONE DELLE ARTI APPLICATE
Progetto Speciale della Biennale di Venezia e Victoria and Albert Museum, London
 
Gala Porras-Kim*
Born 1984, Bogotá, Colombia. Lives in Los Angeles, CA, USA and London, UK. 
 
* Nella sezione non competitiva


giovedì 27 novembre 2025

Alma Allen per gli USA

 Alma Allen (foto di Ana Hop, per gentile concessione di American Arts Conservancy)

L'artista, autodidatta,  Alma Allen rappresenterà gli Stati Uniti alla prossima Biennale di Venezia del 2026


Today, the Department of State announced the selection of The American Arts Conservancy (AAC) to represent the United States at the 61st Venice Art Biennale.  The 2026 U.S. Pavilion exhibition ‘Alma Allen: Call Me the Breeze’ was organized by Commissioner Jenni Parido, founder of the American Arts Conservancy, and curator Jeffrey Uslip.  It will present artworks that highlight Allen’s alchemical transformation of matter and explore the concept of “elevation,” both as a physical manifestation of form and as a symbol of collective optimism and self-realization, furthering the Trump Administration’s focus on showcasing American excellence.  The artist, Alma Allen, will create several new site-responsive sculptures, including one for the U.S. Pavilion’s outdoor forecourt.

The Bureau of Educational and Cultural Affairs supports and manages the official U.S. participation at Venice Arts and Architecture Biennales to showcase the excellence of American art and culture on the world stage.

venerdì 28 febbraio 2025

Jenna Sutela per la Finlandia


Jenna Sutela (left) and Stefanie Hessler. 
Photo: Matteo de Mayda for Frame Contemporary Art Finland

 Sarà l'artista Jenna Sutela a rappresentare la Finlandia alla 61a Biennale Internazionale d'Arte di Venezia nel 2026 con la curatela di da Stefanie Hessler, direttrice dello Swiss Institute (SI) di New York, selezionata e sostenuta dalla Frame Contemporary Art Finland


CS


Artist Jenna Sutela has been selected to exhibit in the Pavilion of Finland at the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, in 2026. The exhibition is curated by Stefanie Hessler, Director of Swiss Institute (SI) in New York, and commissioned and produced by Frame Contemporary Art Finland.

In her work, Jenna Sutela explores biological and computational processes, from the human microbiome and planetary ecosystems to language and code. Her sculptures, installations, and sound pieces frequently include chance elements and evolving structures: they are both live and alive. Often working in dialogue with scientists, Sutela seeks to move beyond individualism and anthropocentrism to consider interrelationships at all scales.

The selection was made following an open call organised by Frame, which received 128 exhibition proposals. The jury consisted of Charles Esche, Director of the Van Abbemuseum, Asrin Haidari, Curator of the Moderna Museet, Anna-Riikka Hirvonen, Director of the Oulu Art Museum, and Artist Outi PieskiJuha Huuskonen, the CEO of Frame and Commissioner of the Pavilion of Finland, chaired the jury.

The jury was impressed by Jenna Sutela and Stefanie Hessler’s exhibition proposal, which builds on their long-term artistic collaboration. They recognized Sutela’s distinctive and multidisciplinary practice, which explores the fluid boundaries between natural and technological systems. The jury also highlighted how Sutela and Hessler’s visionary practices engage with the social and environmental complexities shaping our existence. The jury expressed confidence that the duo will create a topical and artistically compelling exhibition for the Pavilion of Finland.

Artist

“I really appreciate the chance to present new work and to continue collaborating with Stefanie at the Venice Biennale. I’m particularly pleased to create an installation for the special pavilion by Alvar and Elissa Aalto,” Jenna Sutela says.

Jenna Sutela is a Finnish artist based in Berlin. Sutela’s work has been presented internationally, including at the Castello di Rivoli, Turin (2025); Centre d’Art Contemporain Genève (2024); Swiss Institute, New York (2023); Helsinki Biennale (2023); Haus der Kunst, Munich (2022); Kiasma Museum of Contemporary Art, Helsinki (2022); Shanghai Biennial (2021); Liverpool Biennial (2021); Kunsthall Trondheim (2020); Serpentine Galleries, London (2019); and Moderna Museet, Stockholm (2019). Sutela has been a visiting artist at La Becque, MIT, and Callie’s Berlin.

Curator

Stefanie Hessler is a curator, writer, and the Director of Swiss Institute (SI) in New York. Her work centers artists and ideas through new commissions, transdisciplinary collaborations, and experimental formats, often focusing on ecologies, technologies, and their social intersections.

“I am thrilled to continue my collaboration with Jenna Sutela on the occasion of the Finnish Pavilion at the 61st Venice Biennale,” Stefanie Hessler says. “Jenna and I met in 2016 in Helsinki and have worked together on numerous occasions – most recently for her new commission Vermi-Sibyl (2023) as part of Spora at Swiss Institute. I look forward to curating her upcoming work, especially in the context of next year’s Biennale under the direction of Koyo Kouoh.”

Previously Hessler served as the Director of Kunsthall Trondheim in Norway. Her selected projects as an independent curator include the 17th Momenta Biennale: Sensing Nature, Montreal; Rising Tides/Down to Earth, Gropius Bau, Berlin; Joan Jonas: Moving Off the Land II, Ocean Space, Venice; the symposium Practices of Attention, 33rd Bienal de São Paulo; and the 6th Athens Biennale. Hessler is the author of Prospecting Ocean (MIT Press) and has edited over a dozen volumes.

Commissioner

The exhibition in the Aalto Pavilion of Finland is commissioned and produced by Frame Contemporary Art Finland. Frame, an advocate for Finnish contemporary art, supports international initiatives, facilitates professional partnerships, and encourages critical development of the field through grants, visitor programmes, residencies, seminars and talks, and exhibition collaborations.

The exhibition is supported by the Finnish Ministry of Education and Culture. The Oulu2026 European Capital of Culture is the main partner of the exhibition.

Press Inquiries

Rosa Kuosmanen, Head of Communications
T +358 50 4653462

lunedì 6 maggio 2024

Mark Bradford a Venezia

 


Fra i tanti progetti presentati in questi giorni a Venezia questo sicuramente è fra i più sensati, si tratta di una iniziativa di lungo respiro realizzata da Mark Bradford con la Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri, che supera di gran lunga una serie di proposte pompose ma con contenuti molto limitati. 

CS

La collaborazione fra l'artista statunitense e la cooperativa veneziana inizia nel 2016, mentre l’artista era a Venezia per preparare la sua partecipazione alla 57° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, come rappresentante degli Stati Uniti d’America.

Bradford voleva un rapporto con la città che andasse oltre il circuito dell’arte e cercando nel tessuto sociale ha incontrato il progetto di Rio Terà dei Pensieri. Incuriosito e stimolato dai racconti sulle attività della cooperativa, ha voluto visitare personalmente i laboratori in carcere, incontrare i detenuti e le detenute e condividere alcune fasi del loro lavoro, fino alla decisione di partecipare in prima persona a questo progetto.

L’artista ha sfruttato il palcoscenico mondiale della Biennale per mettere in luce e sostenere un modello di cooperazione sociale che interviene nel contesto penitenziario attraverso la creazione di opportunità lavorative per i detenuti e per chi torna in libertà.

Da questo incontro è nato Process Collettivo, un progetto che si basa sul principio di ascolto e sul principio di offerta: a partire dall’ascolto dei bisogni della comunità reclusa – bisogno di lavoro, certo, ma anche bisogno di “essere visti” e di aumentare l’interesse verso di sé –  incrementare l’ offerta di una più vasta gamma di esperienze ed opportunità per questa stessa comunità.

Per mettere in pratica questi principi servono iniziative pratiche, ed è su questo terreno che è iniziata la collaborazione, aprendo un punto vendita dei prodotti fatti in carcere, in centro a Venezia. Un luogo dove i detenuti oltre che produttori, sono diventati essi stessi promotori, trovando spazi e momenti di condivisione con l’esterno.

Oggi il lavoro in carcere è diventato una realtà diffusa su quasi tutto il territorio nazionale e l’idea che anche in carcere si possano realizzare esperienze lavorative di qualità, che offrono la possibilità alle persone recluse di avere spazi di libertà, confronto e soddisfazione, è entrata a far parte della normalità: si tratta di un cambiamento culturale che la cooperativa Rio Terà dei Pensieri contribuisce a diffondere.




giovedì 22 giugno 2023

Biennale Arte 2024 / Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere

Adriano Pedrosa e Roberto Cicutto Foto di Andrea Avezzù Courtesy of La Biennale di Venezia



Venezia, 22 Giugno 2023 – Il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, e il Curatore della 60. Esposizione Internazionale d’Arte, Adriano Pedrosa, annunciano oggi il titolo e il tema della Biennale Arte 2024, che si svolgerà dal 20 aprile al 24 novembre 2024 (pre-apertura 17, 18, 19 aprile) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.


Al via nella stessa giornata anche il secondo bando Biennale College Arte, il cui workshop avrà inizio dal prossimo autunno 2023. L’obiettivo è quello di affiancare all’Esposizione Internazionale d’Arte un laboratorio di ricerca e sperimentazione, per lo sviluppo e la produzione di progetti artistici di artiste/i emergenti under 30.



 Il titolo e il tema della Biennale Arte 2024

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Il titolo è tratto da una serie di lavori realizzati a partire dal 2004 dal collettivo Claire Fontaine, nato a Parigi e con sede a Palermo. Le opere consistono in sculture al neon di vari colori che riportano in diverse lingue le parole “Stranieri Ovunque”. L’espressione è stata a sua volta presa dal nome di un omonimo collettivo torinese che nei primi anni Duemila combatteva il razzismo e la xenofobia in Italia.


Adriano Pedrosa illustra cosi` la sua scelta:


«Il contesto in cui si colloca l’opera è un mondo pieno di crisi multiformi che riguardano il movimento e l’esistenza delle persone all’interno di Paesi, nazioni, territori e confini e che riflettono i rischi e le insidie che si celano all’interno della lingua, delle sue possibili traduzioni e della nazionalità, esprimendo differenze e disparità condizionate dall’identità, dalla cittadinanza, dalla razza, dal genere, dalla sessualità, dalla libertà e dalla ricchezza. In questo panorama, l’espressione Stranieri Ovunque ha (almeno) un duplice significato. Innanzitutto vuole intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri.»

«(…)  In occasione della Biennale Arte 2024 si parlerà di artisti che sono essi stessi stranieri, immigrati, espatriati, diasporici, émigrés, esiliati e rifugiati, in particolare di coloro che si sono spostati tra il Sud e il Nord del mondo.»

«La figura dello straniero sarà associata a quella dell’estraneo, dello stranger, dell’estranho, dell’étranger, e pertanto la Mostra si svilupperà e si concentrerà sulle opere di ulteriori soggetti connessi: l’artista queer, che si muove all’interno di diverse sessualità e generi ed è spesso perseguitato o messo al bando; l’artista outsider, che si trova ai margini del mondo dell’arte, proprio come l’autodidatta o il cosiddetto artista folk; e l’artista indigeno, spesso trattato come uno straniero nella propria terra. La produzione di tali artisti sarà il fulcro della Biennale Arte e costituirà il Nucleo Contemporaneo dell’Esposizione. (…) La Mostra presenterà anche un Nucleo Storico composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo. (…) Inoltre, una sezione speciale del Nucleo Storico sarà dedicata alla diaspora degli artisti italiani nel mondo nel corso del XX secolo. A quegli italiani che hanno viaggiato e si sono trasferiti all’estero costruendo le loro vite e carriere professionali in Africa, Asia, America Latina, così come nel resto d’Europa, integrandosi e radicandosi con le culture locali che spesso hanno svolto un ruolo significativo nello sviluppo delle narrazioni del Modernismo al di fuori dell’Italia.»


«La stessa Biennale Arte, in quanto evento internazionale con numerose partecipazioni ufficiali da parte di diversi Paesi – conclude Pedrosa - ha sempre rappresentato una piattaforma per mettere in mostra opere di stranieri provenienti da tutto il mondo. Così, la Biennale Arte 2024 sarà una celebrazione dello straniero, del lontano, dell’outsider, del queer e dell’indigeno. Speriamo di accoglierli tutti a Venezia nel 2024.» (Vedi in allegato la dichiarazione completa)


Da parte sua il Presidente Roberto Cicutto ha dichiarato:

«Adriano Pedrosa è un curatore brasiliano e direttore del MASP, Museo di San Paolo realizzato dall’architetta di origine italiana Lina Bo Bardi. Si è contraddistinto per originalità e innovazione, anticipando temi e linee curatoriali poi seguite da altre mostre in tutto il mondo.

Cambiare il punto di vista attraverso cui raccontare l’arte contemporanea credo sia ciò che una istituzione di rilevanza internazionale come La Biennale di Venezia debba fare. E qui non si tratta solo di un punto di vista estetico ma anche geografico, come quando al cinema si riprende la stessa scena in controcampo.

Questa è la 60esima edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea nell’arco di 128 anni dalla prima, e non c’era mai stata una curatrice o un curatore proveniente da un paese dell’America Latina. La partecipazione di artiste e artisti sudamericani alla Biennale è sempre stata nutrita. Ma diverso è quando a invitare è un curatore che ha radici nella stessa cultura e ha sviluppato nel corso degli anni uno sguardo globale. La sua ricerca è anche focalizzata su artiste e artisti che, pur provenienti da culture e mondi diversi, hanno saputo mantenere sentimenti, caratteri ed esperienze della loro cultura d’origine ovunque si trovino.  

Mi piace che in questa Mostra ci sia la presenza di opere realizzate nel secolo scorso che oggi vengono considerate punti di riferimento per le nuove generazioni. E all’interno di questo movimento ritroveremo molti nomi italiani.

Adriano Pedrosa si cimenterà con la seconda edizione del College Arte, apertosi nel 2022 con Cecilia Alemani, un’attività cui La Biennale tiene moltissimo.

Sono certo che la 60. Esposizione Internazionale d’Arte e il suo curatore sapranno emozionare e colmare (come ha detto la curatrice della 18esima edizione della Biennale Architettura Lesley Lokko) quelle falle nella storia dell’arte con molte presenze finora trascurate.»

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia.

Da oggi, 22 giugno, è online il formulario per la presentazione delle proposte di progetti quali Eventi Collaterali, promossi da enti e istituzioni internazionali senza scopo di lucro, operanti nel campo dell’arte che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia, qualora selezionati.



 Biennale College Arte

Il bando internazionale Biennale College Arte, pubblicato proprio oggi sul sito della Biennale www.labiennale.org, resterà aperto per cinque settimane, da giovedì 22 giugno fino a lunedì 24 luglio 2023.

Il bando è riservato a giovani artiste/i emergenti under 30 provenienti da tutto il mondo (che non abbiano compiuto 31 anni alla data di scadenza di presentazione delle domande), che abbiano già preso parte ad almeno una mostra collettiva e abbiano presentato almeno una mostra personale in spazi espositivi riconosciuti in ambito nazionale e/o internazionale.

Saranno selezionati 12 progetti e le/gli artiste/i saranno invitate/i a partecipare a un workshop di 10 giorni dedicato allo sviluppo dei progetti proposti, che si svolgerà a Venezia nel mese di ottobre 2023.

Il workshop, che alternerà momenti individuali e di gruppo, sarà condotto da Adriano Pedrosa, Direttore del Settore Arti Visive della Biennale, assieme a curatori e artisti, tutor e mentori direttamente impegnati allo sviluppo dei progetti con i partecipanti.

Al termine del workshop le/gli artiste/i avranno a disposizione 3 settimane per lavorare sui progetti e consegnare una proposta finale. Sulla valutazione dei materiali Adriano Pedrosa selezionerà un massimo di quattro progetti, che potranno accedere a un contributo massimo di 25.000 euro per la realizzazione del lavoro.

Le opere saranno presentate, fuori concorso, nel contesto della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque / Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa.