Un padiglione installativo realizzera l'artista Koo Jeong A per il padiglione della Corea del Sud.
Curatela di Jacob Fabricius e Lee Sun-hee
Un padiglione installativo realizzera l'artista Koo Jeong A per il padiglione della Corea del Sud.
Curatela di Jacob Fabricius e Lee Sun-hee
Il Padiglione tedesco, per ora ha reso noto il nome della curatrice da Çağla Ilk , direttrice della Kunsthalle Baden-Baden.
Il Padiglione Svizzera vedrà l'artista brasiliano/svizzero Guerreiro do Divino Amor con un progetto dal titolo Super Superior Civilizations, sul tema del nazionalismo, curatore è l'italiano Andrea Bellini.
CS
Upon recommendation by the jury, the Swiss Arts Council Pro Helvetia has commissioned Swiss-Brazilian artist Guerreiro do Divino Amor to take over the Swiss Pavilion for the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. His monumental project "Super Superior Civilizations" explores the imageries of political mythologies and their usage.
"Super Superior Civilizations" poses a critical view of the visual language presented in national political myths, and explores their cultural charge, their hierarchization, and their use. In his compelling approach, Guerreiro do Divino Amor ties together different narratives with virtuosity, irony, and humor. Through these layers of connectivity, he effectively carves out the diverse entanglements of our globalized existence that have been impacted by aspects such as postcolonial distortion.
With his work at the Swiss Pavilion, Guerreiro do Divino Amor writes another chapter in his monumental saga «Superfictional World Atlas», which he has been working on since 2005. He chose Andrea Bellini, who currently oversees the Centre d'Art Contemporain and the Biennale de l'Image en Mouvement in Geneva, to curate the project’s gestation. In the summer of 2022, Andrea Bellini curated Guerreiro do Divino Amor’s exhibition «Superfictional Sanctuaries» at the Centre d'Art Contemporain.
Kapwani Kiwanga è l'artista che interverrà nel padiglione del Canada, opera principalmente con fotografie e sculture.
Sarà l'artista Anna Jermolaewa, di origini russe ma ora residente in Austria a realizzare il prossimo intervento alla Biennale di Venezia 2024, che si aprirà il 20 aprile 2024.
Si tratta della 60ª edizione di questo prestigiosa e longevo evento e il Padiglione Austria avrà un progetto speciali di questa artista che opera fra le politiche di non violenza e l'ironia.
La Lituania ha scelto per il suo padiglione il duo Pakui Hardware, costituito da Neringa Cerniauskaite e Ugnius Gelguda
Il comitato di selezione presieduto da Chiara Parisi, Catherine Colonna, Ministro per l'Europa e gli Affari Esteri e Rima Abdul Malak, Ministro per la Cultura, ha scelto Julien Creuzet per rappresentare la Francia alla 60° Biennale di Venezia del 2024.
The selection committee unanimously chose Julien Creuzet: "for his work, where poetry infuses a multiplicity of practices with strength and generosity: sculpture, text, video, music, performance, even new technologies. These different elements are used to construct immersive and multisensory worlds animated by whispering memories. His singular work and his gift for oral literature are informed by creolisation, bringing together a diversity of materials, stories, forms and gestures. The questions raised by his works will have particularly significant resonances with the issues of our time at the French Pavilion in Venice. Julien Creuzet has also been chosen for the horizons he draws, venturing beyond the opposition between identity and universality, demonstrating that, in the midst of his art, poetic and artistic resonances trace answers that are as beautiful, joyful and restorative as they are unexpected. "
Julien Creuzet is a visual artist, video maker, performer and poet, born in 1986 in Le Blanc Mesnil. He lives and works in Montreuil. He spent most of his childhood in Martinique. His early years in the Caribbean, at the crossroads of African, Indian and European cultures, have left their mark on a body of work where the fusion of imaginary worlds plays a central role. He studied at the École Supérieure d'Arts & Médias de Caen/Cherbourg and the École Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Lyon, and graduated from Le Fresnoy - Studio National des Arts Contemporains in 2013. He teaches at the Beaux-Arts de Paris.
Julien Creuzet has presented his work in numerous solo exhibitions, including recently at LUMA Arles (2022); Camden Arts Center, London (2020); CAN Centre d'Art Neuchâtel, Switzerland (2019); VR Arles Festival as part of the extramural exhibition of the Palais de Tokyo at the Rencontres d'Arles (2018); Fondation d'Entreprise Ricard and Bétonsalon - Centre d'Art et de Recherche, Paris; NaMiMa gallery of the École Nationale Supérieure d'Art et de Design de Nancy (2016) and Frac Basse-Normandie, Caen (2015). His work has also been presented in numerous group exhibitions: "Aujourd'hui aura lieu", extramural exhibition of the Palais de Tokyo as part of the 12th Gwangju Biennale (2018); "Le centre ne peut tenir", Lafayette Anticipations, Paris, 2018; "A Cris Ouverts" 6th edition of the Ateliers de Rennes, Biennale d'Art Contemporain (2018); at the Rencontres de Bamako, 11th African Photography Biennale (2017); at the 14th Lyon Biennale (2017); at the Frac Pays de la Loire (Carquefou, 2016) and at La Galerie, Centre d'Art Contemporain (Noisy-le-Sec, 2015).
He is the winner of the Étant Donnés 2022 prize organised by the Villa Albertine and the Comité Professionnel des Galeries d'Art, the BMW Art Journey 2021 Prize and was nominated for the 2021 Marcel Duchamp Prize. He is represented by High Art (Paris), Andrew Kreps Gallery (New York), Document (Chicago).
The French Pavilion at the Biennale di Venezia - International Art Exhibition is operated by the French Institute on behalf of the Ministry of Europe and Foreign Affairs and the Ministry of Culture.
Il Cda della Biennale di Venezia si è riunito oggi, giovedì 15 dicembre e, su proposta del Presidente Roberto Cicutto, ha deliberato di nominare Adriano Pedrosa Direttore del Settore Arti Visive, con lo specifico incarico di curare la 60. Esposizione Internazionale d’Arte che si svolgerà nel 2024.
Adriano Pedrosa (Brasile) è dal 2014 il Direttore Artistico de Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand – MASP, in Brasile.
È stato curatore aggiunto della 24. Bienal de São Paulo (1998), curatore responsabile delle mostre e delle collezioni al Museu de Arte da Pampulha, Belo Horizonte (2000-2003), co-curatore della 27. Bienal de São Paulo (2006), curatore di InSite_05 (San Diego Museum of Art, Centro Cultural Tijuana, 2005), direttore artistico della 2. Trienal de San Juan (2009), curatore del 31. Panorama da Arte Brasileira-Mamõyaguara opá mamõ pupé (Museu de Arte Moderna, San Paulo, 2009), co-curatore della 12. Biennale di Istanbul, curatore del Padiglione di San Paolo alla 9. Biennale di Shanghai (2012).
Al MASP Pedrosa ha curato numerose mostre, tra cui le personali dedicate ai lavori di Tarsila do Amaral, Anna Bella Geiger, Ione Saldanha, Maria Auxiliadora, Gertrudes Altschul, Beatriz Milhazes, Wanda Pimentel e Hélio Oiticia, così come il ciclo di mostre dedicate a Storie diverse: Histories of Childhood (2016), Histories of Sexuality (2017), Afro Atlantic Histories (2018), Women’s Histories, Feminist Histories (2019), Histories of Dance (2020), Brazilian Histories (2022).
È stato premiato con il 2023 Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence, conferitogli dal Central for Curatorial Studies del Bard College di New York.
Pedrosa è laureato in legge alla Universidade Estadual di Rio de Janeiro e ha conseguito un master in Arte e scrittura critica al California Institute of the Arts. I suoi scritti sono stati pubblicati, tra gli altri, in Arte y Parte (Santander), Artforum (New York), Art Nexus (Bogotá), Bomb (New York), Exit (Madrid), Flash Art (Milano), Frieze (Londra), Lapiz (Madrid), Manifesta Journal (Amsterdam), Mousse (Milano), Parkett (Zurigo), The Exhibitionist (Berlino).
Dichiarazione del Presidente Cicutto:
“La scelta di Adriano Pedrosa come curatore della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è il frutto di un processo partito dall’esperienza maturata con il lavoro fatto da Cecilia Alemani. Ritengo fondamentale partire da quanto emerge dalla Mostra precedente (è successo anche con la nomina di Lesley Lokko, dopo la Mostra Internazionale di Architettura curata da Hashim Sarkis) per orientarci nella scelta successiva.
Pedrosa, stimato curatore e direttore dell’importante Museo de Arte de São Paulo in Brasile (realizzato dall’architetta italiana Lina Bo Bardi), è conosciuto per competenza e originalità nel concepire le sue mostre con occhio attento alla contemporaneità, muovendosi da un punto di osservazione del mondo che non può prescindere dalla natura del proprio luogo di appartenenza. Questo, anziché restringere la sua visione, la estende a un confronto indispensabile perché oggi sempre di più la Biennale affronti l’arte contemporanea non per farne un catalogo dell’esistente ma per dare forma a contraddizioni, dialoghi, apparentamenti senza i quali l’arte rimarrebbe una enclave priva di linfa.
Ringrazio tutto il Consiglio di amministrazione della Biennale per avermi accompagnato in questa scelta.”
Da parte sua Pedrosa ha commentato:
"Sono onorato e riconoscente per questo prestigioso incarico, soprattutto come primo latino-americano a curare l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, e di fatto il primo a risiedere nell'emisfero sud del mondo.
La Biennale è sicuramente la piattaforma più importante per l'arte contemporanea nel mondo, ed è per me una sfida entusiasmante e una responsabilità intraprendere questo progetto. Non vedo l'ora di portare gli artisti a Venezia e di realizzare i loro progetti, nonché di lavorare con il grande team della Biennale. Per questa opportunità unica, sono grato al Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, e al Consiglio di amministrazione dell'Istituzione."
Il Cda ha deliberato anche le date della 60. Esposizione Internazionale d’Arte che si terrà da sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024 (pre-apertura 17-19 aprile).
Il "Padiglione Sámi" proposto nello spazio dei padiglione nordico è forse stato il progetto più stimolante fra i tanti. Un raro caso che ci invita a riflettere sulla bellezza della varietà e uscire dall'omologazione del "sistema arte contemporanea".
Le fantasiosi sale del Museo di Palazzo Grimani ospitano la mostra “The Flaying of Marsyasù” con le recenti opere di Mary Weatherford .
Per il Padiglione Sud Africa una proposta minimale con tre forme artistiche legate dalla quotidianità, mitologia e fantasia. Opere di Lebohang Kganye, Roger Ballen e Phumulani Ntuli.
Guarda al futuro il Padiglione della Grecia con l’intervento di Loukia Alavanou, con l’uso di visori virtuali.
Forse il Padiglione austriaco è quello più surrealista fra i padiglioni dei Giardini, con le opere di Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl .
Francis Alÿs al Padiglione del Belgio crea una coralità di giochi “innocenti” che manifestano la gioia di vivere ma anche come si formano le consuetudini sociali.
Al Padiglione Nazionale Emirati Arabi Uniti ci accolgono i lavori di Mohamed Ahmed Ibrahim raccolti sotto il titolo "Between Sunrise and Sunset". Elaborazione cromatica dei riflessi solari nella terra dell'artista.
Il progetto video Close Watch di Pilvi Takala al Padiglione della Finlandia pondera sul commercio e sulle sue dinamiche, discreto, forse un poco noiosetto.
Un progetto molto minimalista, forse troppo, e architettonico il lavoro di Ignasi Aballí per il Padiglione Spagna, piccole variazioni dimensionali, per ri-percepire gli spazi.
Il Padiglione Polacco alla Biennale di Venezia 2022 porta l'artista rom Małgorzata Mirga-Tas che riflette sugli affreschi astrologici di Palazzo Schifanoia a Ferrara, realizzando fantastiche "tappezzerie"
Małgorzata Mirga-Tas, Re-enchanting the World, exhibition view, Polish Pavilion at the Biennale Arte 2022. Photo: Daniel Rumiancew.
Come sempre questo padiglione si caratterizza per l'incontro fra arte e tecnologia e anche questa volta si conferma come quello più avveniristico, il progetto dell'artista Yunchul kim, è supportato dal gruppo Hunday.