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domenica 10 maggio 2026

Impressioni e scatti dalla Biennale di Venezia

Un’edizione della Biennale molto ricca, forse troppo, soprattutto tantissimo folclore, sembrava la fiera dei continenti più che una manifestazione d’arte. Infatti si può dire che più che arte era palpabile una sensazione naif, una rappresentazione popolare, divertente, ma poco vario. Alla fine tutto sembra molto omologato, anzi questa conferma la debolezza di molti artisti che provengono dai confini del mondo ma che ora vivono nei centri del mercato e si adattano alle sue esigenze di consumo, canalizzando le forme espressive in assodati moduli di consenso economico. 

Le narrazioni infatti oramai paiono prive di freschezza, un uso dei testi a corredo spesso di deboli elaborazioni. Si nota un gran ritorno della scultura, ma spesso in una cifra troppo “primitiva” , di alcuni padiglioni si potevano quasi unire le opere e farne uno unico per quanto si assomigliavano.

Alcune installazioni paiono ben confezionate altre molto raffazzonate, questa idea del povero ma bello non funziona più tanto, che dire, divertente. La pittura in generale di bassa qualità tecnica ma dai forti valori cromatici alquanto ovvii, anche qui la profondità dei temi pare in secondo piano, conta più un consenso di superficie, rapido, condivisibile sui social.

Come già due anni fa questa scelta popolana svuota l’arte del suo valore e la porta su percorsi troppo impalpabili di contenuti, facendola cadere nel baratro della banalità, ovviamente ci sono alcune eccezioni.

Non va tanto meglio nei padiglioni dove nel complesso sembrava a chi la sparava più grossa, dall’ “infantile”  del Giappone agli “eccessi” dell’Austria.

Più equilibrati i padiglioni di alcune nazioni come la Corea e la Spagna, non mi è dispiaciuta anche il Brasile. Per me vince su tutti lo Stato della Santa Sede, che ha saputo giocare un cifra più intima e riflessiva.

Fuori tantissime alternative, veramente troppe e quasi sempre poco interessanti, come quasi sempre le location vincono sulle opere, aggiungono, migliorano. Sicuramente da alcuni anni questa manifestazione è passata da evento culturale a evento “fieristico”, ben venga per l’economia della città, un poco meno per la cultura.

Ma oggi che cosa è ancora cultura? Via ci sarebbe da fare un grande simposio.

Comunque alla fine tantissime cose da vedere per tutti i gusti, su cui chiacchiere, giocare e far passare il tempo in modo piacevole.

Venezia val sempre una mostra!

Come sempre scrivetemi per condividere le vostre impressioni.

Buona Biennale

 
Padiglione della Santa Sede 



Padiglione Italia instazioneCON TE CON TUTTO, Chiara Camoni e Cecilia Canziani. Ph Camilla Maria Santini 

Padiglione della Turchia Installa di A Kiss on the Eyes di Nilbar Gures, 2026. Foto: Fatih Yılmaz. 

Padiglione della Turchia Installa di A Kiss on the Eyes di Nilbar Gures, 2026. Foto: Fatih Yılmaz.  

Padiglione Svizzera Installazione The Unfinished Business of Living Together, ph. Christian Beutler Keystone.

Padiglione Svizzera Installazione The Unfinished Business of Living Together, ph. Christian Beutler Keystone. 

Installa immagini di Tropical Hyperstition, 2026. © Padiglione di Panama.

Installa immagini di Tropical Hyperstition, 2026. © Padiglione di Panama.
Dana Awartani, Che le vostre lacrime non si asciughino mai, voi che piangete sulle pietre. Foto per gentile concessione dell'artista e della Commissione per le Arti Visive, Commissario del Padiglione Nazionale dell'Arabia Saudita


Dana Awartani, Che le vostre lacrime non si asciughino mai, voi che piangete sulle pietre. Foto per gentile concessione dell'artista e della Commissione per le Arti Visive, Commissario del Padiglione Nazionale dell'Arabia Saudita 





Padiglione Cuba 

Padiglione Cuba 


Padiglione ItaliaInstallazione CON TE CON TUTTO, Chiara Camoni e Cecilia Canziani. Foto di Camilla Maria Santini


International Art Exhibition – La Biennale di Venezia in 2026 Lithuanian Pavilion foto Andrej Vasilenko Courtesy Lithuanian National Museum of Art


Padiglione del Regno del Marocco alla Biennale Arte 2026. Aseṭṭa. Creato dall'artista Amina Agueznay. Courtesy Ministero della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione del Regno del Marocco © Matteo Losurdo

‘From India to Venice’ 2026, exhibition view. Courtesy: Pichvai Tradition & Beyond; photograph: Casey Kelbaugh




lunedì 4 maggio 2026

Pavlina Vagioni: Oikeiōsis



Il concetto stoico di Oikeiōsis (tradotto liberamente come parentela) ispira una mostra personale multisensoriale di nuove opere dell’artista Pavlina Vagioni, presentata dalla Fondazione di Diaspora Ellenica, in occasione della 61a Biennale Arte. 

La sua installazione crea un passaggio sensoriale dalla frammentazione alla connessione, tra cui scultura, sale e suono. L'artista, che è anche compositore e soprano di formazione classica, ha composto e cantato una colonna sonora come parte di questa installazione. 

Questo crea 'l'effetto Tartini', quando due toni suonati insieme creano un terzo tono 'fantomatico' che non è scritto, uno psicoacustico fenomeno scoperto dal compositore veneziano Giuseppe Tartini. 


Pavlina Vagioni: Oikeiōsis
Spazio Tana, Ramo de la Tana 2127/A, 30122, Venezia
opposto l'ingresso principale dell'Arsenale
6 maggio-25 ottobre, 2026 

venerdì 1 maggio 2026

Santa Sede


Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione ha annunciato i 24 artisti del Padiglione della Santa Sede alla 61ª Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il progetto, intitolato “L’orecchio è l’occhio dell’anima”, si sviluppa tra il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, a Cannaregio, e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello cn la curatela di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers con Soundwalk Collective. Una proposta che conferma l’impegno della Santa Sede nel dialogo con l’arte contemporanea, ponendo al centro un gesto essenziale: ascoltare. 


Un Padiglione ispirato a Ildegarda

Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, in collaborazione con Soundwalk Collective, il Padiglione propone nuove opere commissionate a 24 artisti, ispirate alla vita e all’eredità di Ildegarda di Bingen, proclamata santa e Dottore della Chiesa nel 2012 da Benedetto XVI. L’esposizione nasce in dialogo con la proposta curatoriale della Biennale 2026, configurandosi come una “preghiera sonora” e un invito all’ascolto contemplativo.



Il Giardino Mistico: ascolto e contemplazione

Nel Giardino Mistico, spazio monastico del XVII secolo custodito dai Carmelitani Scalzi, sono presentate nuove opere sonore di venti artisti tra musicisti, poeti e compositori, da Brian Eno a Patti Smith, da Jim Jarmusch a Meredith Monk, fino alle monache benedettine di Eibingen. Le opere dialogano con i canti e le visioni di Ildegarda attraverso voce, strumenti e silenzio. I visitatori sono invitati ad ascoltare tramite cuffie queste creazioni, realizzate con Soundwalk Collective, insieme a uno strumento site-specific che “ascolta” il giardino in tempo reale. Il collettivo, fondato da Stephan Crasneanscki e Simone Merli, integra suono, film e media misti in opere immersive e ha collaborato con artisti come Patti Smith e Jean-Luc Godard, sviluppando una ricerca sul suono come chiave di lettura dell’esperienza umana. In questo orizzonte si collocano anche le parole di Papa Leone XIV: "La logica dell’algoritmo tende a ripetere ciò che 'funziona', ma l’arte apre a ciò che è possibile. Non tutto dev’essere immediato o prevedibile".


Nel sestiere di Castello, il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice diventa uno scriptorium contemporaneo, articolato attorno a tre nuclei: un archivio vivente, la liturgia sonora delle monache di Eibingen e l’ultima opera del regista Alexander Kluge, scomparso il 25 marzo 2026 a 94 anni, autore anche del titolo del Padiglione. L’archivio, realizzato con suor Maura Zátonyi e l’Accademia di Santa Ildegarda, raccoglie testi, ricerche e materiali legati alla Santa, offrendo una biblioteca multilingue, libri d’artista di Ilda David’ e un progetto architettonico monastico di Tatiana Bilbao Estudio. Al centro della sede, l’opera finale di Kluge: una monumentale installazione di film e immagini articolata in dodici stazioni, distribuite in tre ambienti secondo la logica del restauro in corso dell’edificio.


Continuità 

La proposta a Castello rappresenta un’evoluzione del Padiglione della Santa Sede alla Biennale Architettura 2025, proseguendo il progetto “Opera Aperta” sviluppato con Tatiana Bilbao Estudio e MAIO Architects. Commissario del Padiglione è il cardinale José Tolentino de Mendonça.

FSRR a Venezia


 Isola di San Giacomo, Venezia - Inaugurazione della terza sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

 

Il 7 maggio 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugura la sua nuova sede sull’Isola di San Giacomo, nella Laguna Nord di Venezia: un centro dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca e all’ecologia, nato dal recupero dell’isola da un lungo stato di abbandono e dal restauro delle sue architetture storiche e progettato secondo principi di sostenibilità e autosufficienza energetica.

Il programma inaugurale include la mostra personale Fanfare/Lament di Matt Copson, curata da Hans Ulrich Obrist, accompagnata da una performance musicale di Oliver Leith; la collettiva Don’t have hope, be hope! con opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, con artisti tra cui Michael Armitage, Lucas Arruda, Christine Ay Tjoe, Matthew Barney, Cecily Brown, Glenn Brown, Justin Caguiat, Maurizio Cattelan, Ian Cheng, Berlinde De Bruyckere, Trisha Donnelly, Jana Euler, Sanya Kantarovsky, Anish Kapoor, Josh Kline, Sarah Lucas, Victor Man, Danielle McKinney, Albert Oehlen, Toyin Ojih Odutola, Walter Price, Enrico David, Avery Singer, Adrián Villar Rojas, Lynette Yiadom-Boakye; e il progetto fotografico Isola di San Giacomo 2022–2026. A Story in Images di Antonio Fortugno e Giovanna Silva.

Il percorso si estende anche agli spazi esterni con installazioni permanenti di Claire Fontaine, Mario García Torres, Hugh Hayden, Goshka Macuga, Pamela Rosenkranz e Thomas Schütte.

I posti per visitare l’isola il 7 maggio sono esauriti. L’apertura al pubblico avverrà progressivamente. Le modalità di visita e prenotazione saranno comunicate prossimamente.