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martedì 7 aprile 2026

Washwasha - Padiglione Nazionale degli Emirati Arabi Uniti


Il Padiglione #UAEinVenice annuncia Washwasha , una mostra collettiva curata da Bana Kattan. Washwasha considera il suono come un archivio vivente, che custodisce memoria, emozioni e storie tramandate di generazione in generazione. 

Riunendo artisti le cui pratiche abbracciano diverse generazioni, la mostra riflette la profondità, la continuità e la natura in continua evoluzione della vita creativa negli Emirati Arabi Uniti. 

Attraverso questa esposizione, il Padiglione guarda al futuro, invitando il pubblico internazionale a confrontarsi con pratiche plasmate dall'esperienza vissuta, dalle storie condivise e dal dinamico tessuto culturale degli Emirati Arabi Uniti.


Giornate di apertura al pubblico: dal 9 maggio al 22 novembre 2026



CS

Il Padiglione Nazionale degli Emirati Arabi Uniti annuncia Washwasha, una mostra di prossima apertura curata da Bana Kattan, curatrice e vicedirettrice delle mostre del Guggenheim Abu Dhabi Project, e da Tala Nassar, assistente curatrice. La mostra riunisce gli artisti Mays Albaik, Jawad Al Malhi, Farah Al Qasimi, Alaa Edris, Lamya Gargash e Taus Makhacheva, le cui opere esplorano i paesaggi sonori contemporanei degli Emirati Arabi Uniti, plasmati da migrazione, transitorietà e legami di lunga data con la terra.

Washwasha è una traslitterazione fonetica della parola araba che significa "sussurrare" e che evoca forme di comunicazione sottili, spesso intime e selettive. Gli artisti prendono spunto dal concetto di washwasha per esplorare temi come la migrazione, la tecnologia, le storie orali e il rapporto tra linguaggio, corpo e identità. Questi temi riflettono le condizioni di vita di molti che plasmano e sono plasmati dal panorama culturale degli Emirati Arabi Uniti. All'interno della mostra, le opere includono registrazioni di storie immateriali, preservandole pur riconoscendone l'intrinseca elusività. Alcune opere contemplano i suoni che accompagnano i paesaggi urbani e le evoluzioni tecnologiche e architettoniche che li trasformano continuamente, mentre altre considerano le sfide della cattura del suono e della memoria in relazione alla migrazione e alla comunicazione. La mostra riflette su come i cambiamenti infrastrutturali, siano essi architettonici, tecnologici o sociali, abbiano trasformato il modo in cui le comunità ascoltano e vengono ascoltate.

Queste storie rivelano gli Emirati Arabi Uniti non come una forma culturale fissa, ma come uno spazio plasmato dalla mobilità, dalla corrispondenza e da forme di ascolto stratificate attraverso la terra e il mare. Mettendo a confronto le prime pratiche sonore collettive con le culture dell'ascolto contemporanee mediate dalla tecnologia, la mostra riflette su come i cambiamenti infrastrutturali negli Emirati Arabi Uniti, siano essi architettonici, tecnologici o sociali, abbiano trasformato il modo in cui le comunità ascoltano e vengono ascoltate.

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