Translate

sabato 9 maggio 2015

Presentazione Volume "In Opera. Conservare e restaurare l'arte contemporanea"




alle ore 18.00


Ca' Giustinian, San Marco 1364/A, 30124 Venezia

In occasione dell’apertura al pubblico della 56esima Biennale d’Arte Contemporanea, la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Open Care – Servizi per l’Arte e Marsilio Editori hanno il piacere di presentare a Venezia in anteprima alla stampa e al pubblico, nella prestigiosa cornice di Ca’ Giustinian, storica sede della Biennale, il nuovo volume "In opera. Conservare e restaurare l’arte contemporanea".

A cura di Isabella Villafranca Soissons, Direttore del Dipartimento di Conservazione e Restauro di Open Care e pubblicato da Marsilio nell’ambito della collana “Mestieri d’Arte”, ideata e promossa dalla Fondazione Cologni, il volume intende illustrare gli ambiti d’intervento, le sfide e le opportunità di una professionalità emergente e poco conosciuta dal grande pubblico, quella del restauratore di opere contemporanee.

La presentazione a Ca’ Giustinian sarà autorevolmente condotta e moderata da Pier Luigi Vercesi, direttore di Sette. Interverranno: Cesare De Michelis, presidente Marsilio Editori; Franco Cologni, presidente Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte; Elisabetta Galasso, amministratore Delegato Open Care - Servizi per l’Arte; la curatrice del volume Isabella Villafranca Soissons; Grazia Quaroni, curatrice Fondation Cartier pour l’art contemporain; l’artista Pier Paolo Calzolari; i collezionisti Giuseppe Iannaccone e Roberto Spada.

Tibet Pavilion 2015





Black Swallow-V14




La nuova installazione site specific dell’artista umbro presenta la caratteristica imbarcazione veneziana, lunga 11 metri, corazzata e sovrastata da un cannone che si prefigge simbolicamente di proteggere l’etica dell’arte opponendosi all’assalto delle leggi del mercato e di denunciare l’uso indiscriminato della violenza nella società d’oggi.

Inaugurazione: sabato 9 maggio 2015, ore 18.00

Nei giorni di apertura della Biennale d’Arte, Cristiano Carotti (Terni, 1981) presenta Black Swallow-V14, la sua nuova installazione pubblica site specific.



Dal 9 maggio al 9 luglio 2015, lo Squero San Trovaso a Venezia sarà il palcoscenico che ospiterà un’enorme gondola armata e corazzata di 11 metri, sovrastata da un cannone. In contemporanea, nella vicina sede di El Magazen dell’Arte, saranno esposti alcuni studi preliminari e piccole opere ispirate a Black Swallow-V14.
L’iniziativa, curata da Lorenzo Respi, organizzata da Galleria Al Blu di Prussia e All Around Art, in collaborazione con El Magazen dell’Arte e associazione culturale RO.SA.M., è il primo dei tre eventi che chiuderanno idealmente il percorso di ricerca intrapreso da Cristiano Carotti nel 2012 in occasione della personale “Waterloove” alla galleria Al Blu di Prussia di Napoli, dove proprio a fine anno si terrà la mostra conclusiva della rassegna “Waterloove 2.0”.




Black Swallow-V14 è il relitto di una vecchia gondola veneziana restaurata e trasformata a mano dall’artista in un’imbarcazione da guerra, armata e blindata, che porta sullo scafo i segni inequivocabili della battaglia e della caparbia resistenza a un mondo che vuole annientarla. La volgarità della società contemporanea infatti contamina le passioni e annulla gli ideali, tenta di affondare la gondola che protegge l’etica dell’arte opponendosi all’assalto delle leggi del mercato e di denunciare l’uso indiscriminato della violenza nella società d’oggi.





Il narcisismo, l’ignoranza e la superficialità portano necessariamente molti all’esibizione dell’effimero e alla morbosa caccia allo scoop, alla strategia del tornaconto e alla “non” logica dell’omertà, alla spettacolarizzazione delle emozioni più intime e alla ricerca dei famosi quindici minuti di celebrità augurati da Andy Warhol.




“E cosa succede all’arte? Cosa fa per l’arte chi dice di amarla? - si chiede Cristiano Carotti - Di certo l’amore è anche cercare il compromesso, ma non in nome del denaro o ancor peggio dello spettacolo. La gondola armata è una mutazione genetica dell’oggetto e del suo valore rispetto al proprio contemporaneo”.
“L’arte di Cristiano Carotti è visione. Con impeccabile puntualità - sottolinea il curatore, Lorenzo Respi - la sua installazione lancia un grido sofferto, per rappresentare emblematicamente la crisi geopolitica che tocca oggi l’Italia e l’Europa nel suo rapporto con il mare. La gondola, simbolo romantico e antico della città regina delle arti, si fonde con il carro armato, per ricordarci che, oltre i canali, Venezia navigava e fu dominatrice del mare”.


Nell’immaginario collettivo la gondola veneziana è un’icona indiscussa dell’amore, l’archetipo di un’età dell’oro delle passioni, che rivive provocatoriamente armata in Black Swallow-V14. Immagine romantica da cartolina, la gondola ritrova il suo valore tradizionale e la forza dirompente della passione amorosa attrezzandosi e armandosi per combattere sul campo di battaglia della Biennale d’Arte di Venezia 2015.
Black Swallow-V14 è realizzata con il supporto tecnico di BAB LAB. Sponsor tecnici dell’evento sono CO.I.MONT. Terni e Gruppo Trasporti Bernardini Terni.
In contemporanea Allo Squero San Trovaso sarà installata anche la scultura The Bird Man di Marco Agostinelli.

Note biografiche

Cristiano Carotti è un artista umbro, nato a Terni nel 1981. Il suo lavoro spazia dalla tela ai supporti digitali, dalla carta alle animazioni video e alla scultura. Studia pittura italiana all'Accademia di Belle Arti di Terni.
Dopo la prima mostra personale alla Galleria Canovaccio di Terni, a cura di Francesco Santaniello, partecipa alla selezione finale del Premio Italian Factory 2010. Espone a Berlino per la mostra Human&Gods alla Infantellina Contemporary e il Kunst Magazine Berlin pubblica l’opera "The Birth of Venus at Burning Hotel".
A fine 2010 inizia a collaborare con la Galleria il Gianicolo. Nel 2011 allestisce la sua seconda mostra personale alla Galleria Mio Mao di Perugia dal titolo "Sospesi tra il circo e la notte". Sempre nel 2011 viene selezionato da Vittorio Sgarbi e Gianluca Marziani per il Padiglione Italia/Umbria della 54 Biennale di Venezia.




"Remember the 5th of November" è il titolo che la Mondo Bizzarro Gallery Roma sceglie per presentare il triplo solo show con le personali di Cristiano Carotti, Michele Guidarini e Blue&Joy. Il 2012 si apre con la partecipazione alla collettiva Hasta la Muerte - Fino alla Morte, a cura di Alberto Zanchetta, in anteprima all'Affordable Art Fair di Milano e poi alla Galleria Mio Mao di Perugia. Realizza il site specific “Carte da Favola” al Teatro Franco Parenti di Milano per lo spettacolo “Favola” di Filippo Timi. A giugno Gianluca Marziani cura la mostra per il cinquantenario della storica rassegna Sculture in Città dal titolo +50, scegliendo il progetto site specific "Davide e Golia" di Carotti, Pinchi e Deflorio per Piazza della libertà a Spoleto. A ottobre è invitato a partecipare al Surreality Show, Roma Officina 468, a cura di Julie Kogler e Sofia F. Miccichè. Nel 2013 Carotti dà vita a un nuovo progetto espositivo che ha inizio con due mostre personali: “Waterloove” al Blu di Prussia di Napoli e “Nothing But the Rainbows” alla Canovaccio di Terni; espone all’officina Zattere di Venezia per la seconda edizione del Surreality Show.




È tra gli artisti chiamati a partecipare al progetto ideato e promosso da Manuel Agnelli e dagli Afterhours “Hai Paura del Buio?” (Torinio, Traffic Festival - Roma, Auditorium Parco della Musica - Milano, Alcatraz). Nel 2014 partecipa con Franko B al progetto espositivo “Do not follow the White Rabbit!”, a cura di Lorenzo Respi, presentato alla seconda edizione di SetUp Art Fair a Bologna. Vive e lavora tra Terni e Roma.


Venezia, aprile 2015
Cristiano Carotti. Black Swallow V-14

Venezia, Squero San Trovaso (Dorsoduro 1097)
9 Maggio - 9 Luglio 2015

Inaugurazione: sabato 9 maggio, ore 18.00
Informazioni:

All Around Art
+39 366 52 32 551

Dansaekhwa



Événement collatéral de la 56e Exposition internationale d’Art – la Biennale di Venezia

7 MAI 2015 – 15 AOÛT 2015
Nous sommes heureux de proposer l’exposition « Dansaekhwa » en tant qu’événement collatéral officiel de la 56e Exposition internationale d’Art – la Biennale di Venezia.

Organisée par la Fondation Boghossian, la Kukje Gallery de Séoul et la Tina Kim Gallery de New York, « Dansaekhwa », dont le commissaire est Yongwoo Lee, est une exposition unique.

Le Dansaekhwa est un mouvement artistique de l’après-guerre en Corée, librement inspiré de la tradition occidentale du monochrome, et parfois traduit par « l’école du blanc ».

Les artistes Dansaekhwa ont chacun une philosophie unique, mais de nombreuses préoccupations similaires lient leurs travaux. Celles-ci incluent un idéal artistique concentré sur l’unité entre l’artiste et la nature, ainsi qu’une approche très raffinée dans le marquage des surfaces. Nombreuses de ces références prennent leurs racines dans les traditions bouddhiste et taoïste. Cette importance donnée à l’héritage culturel a été politisée au cours du 20e siècle, alors que l’identité de la Corée d’après-guerre était parcourue par des flux radicaux. C’est au cours de cette époque tumultueuse que le Dansaekhwa a évolué et aidé à donner forme à l’histoire de l’art moderne coréen.

L’exposition présente le travail des grands maîtres qui ont défini le développement du Dansaekhwa au cours des années 1970, et donne un cadre conceptuel essentiel pour apprécier l’importance du mouvement. Alors que celui-ci fait depuis peu l’objet d’un intérêt renouvelé, tant en Corée que sur la scène internationale, cette exposition arrive à point nommé pour mettre à l’honneur un groupe d’artistes dont le travail, à la fois exquis et engagé, continue à avoir une profonde influence sur l’art contemporain.

L’exposition occupe les trois étages du Palazzo Contarini-Polignac, splendide palace du 15e siècle, situé sur le Grand Canal. Yongwoo Lee, commissaire, a choisi de dédier chaque étage du palace à un artiste spécifique ou une époque particulière du mouvement. Le rez-de-chaussée est investi par une nouvelle installation sculpturale de Lee Ufan.

Informations générales
Dates : 07 mai 2015 – 15 août 2015
Presse et Preview : 5 et 6 mai 2015, 10h00 – 18h00
Vernissage : 7 mai 2015, 19h00
Lieu : Palazzo Contarini-Polignac (874 Dorsoduro, 30123 Venezia)
Curateur: Yongwoo Lee
Artistes: Chung Chang-Sup, Chung Sang-Hwa, Ha Chong-Hyun, KIM Whanki, Kwon Young-Woo, Lee Ufan and Park Seo-Bo
Contacts : Alexandra Garcia Waldman (alex@tinakimgallery.com), Maria Elena Fantoni (marlene.fantoni@gmail.com)
Contact presse : Zoe Chun (zoe@kukjegallery.com)








venerdì 8 maggio 2015

Country



This project works with collaborations between italian artist Giorgia Severi  and Aboriginal artists from different parts of Australia. Artists together for an exhibition to send messages oversease.

The artworks made from two different cutural viewpoints share the process of visual storytelling through art and facing same themes from two different cultures. 



Each population develops its own behaviors in relation on its own land. 
This relationship develops its own cultures , customs and tradition.
Each culture has inside itself the characters of its own Mother Land, 
so called Connection with the Country.

if you chop down a scarred tree, you should do the same to the colosseum, 
because from a cultural point of view , they have the same value: 
history, culture, architecture, customs, traditions and so on that belongs to people related to a place. 
It's the memory of human presence. 
                                                                                   
                                                                                                                                  Giorgia Severi 

Carlo D’Orta



Venerdì 8 maggio alle ore 18 l’Officina delle Zattere presenta Beyond the lens, mostra personale di Carlo D’Orta. L’esposizione, a cura di Italo Bergantini e Gaia Conti, raccoglie una selezione degli ultimi lavori del fotografo italiano tra grandi immagini, intriganti installazioni e delicate sculture di vetro.
Beyond the lens non è solo una mostra, è il racconto di un’evoluzione semantica che si realizza a partire dal mezzo fotografico.  La parte prettamente visiva, ciò che si può definire il risultato oggettivo e tangibile, ne è solo una porzione. Ciò che compone il processo creativo, che sta dietro le lenti e al di là dell’obiettivo, è quello che connette l’artista intimamente ed intuitivamente con l’oggetto del suo lavoro.
La visione è sia all’interno che all’esterno della nostra mente e l’intuizione di Carlo, la sua visione, sta nel riuscire a creare una organicità nel suo modo di operare. Chiamo in causa il criterio della “contestualità organica”, espresso dal filosofo Galvano della Volpe, che limita un testo entro dei confini all’interno dei quali ogni nuovo elemento interagisce con gli altri arricchendoli di significato. Così nel lavoro di D’Orta ogni singolo elemento, a partire dai confini del foglio fotografico, ogni slittamento di significato, determina comunque l’unità formale della narrazione, qualunque sia il medium oggetto del suo lavoro.
Il racconto fotografico è il risultato di un lavoro di ricerca armonico, un’elaborazione astratta dell’ambiente urbano che ne trasfigura le relazioni spaziali. Uno sguardo che va oltre – beyondin inglese – e disorienta lo spettatore togliendogli ogni tipo di riferimento, trasformando le architetture in trame di forme e colori. Lo stesso principio che mette in atto anche nella serie di installazioni, le (S)composizioni, nelle quali rende indipendenti dal quadro fotografico le sue componenti, riversandole nello spazio tridimensionale. La stessa tridimensionalità, de-strutturata nella forma, che si fa infine scultura.
Un sistematico lavoro di astrazione, quindi, teso non a de-strutturare l’oggetto della sua indagine – l’architettura – ma a ri-strutturarlo alla ricerca di nuove percezioni. In sostanza i lavori di Carlo D’Orta attraversano in maniera trasversale il concetto canonico di fotografia. Raccontano storie visive con una continua (s)composizione della linea narrativa, si espandono in maniera fluida nell’ambiente circostante e aprono nuovi scenari di sperimentazione ad un artista che nel panorama italiano ha sicuramente, BEYOND THE LENS – oltre le lenti – trovato la sua voce.


INFORMAZIONI
Carlo D’Orta
Beyond the lens
A cura di Italo Bergantini e Gaia Conti

Inaugurazione venerdì 8 maggio, ore 18.00
Dal 9 maggio al 14 giugno 2015, martedì – domenica, 10-18

Officina delle Zattere,
Dorsoduro 947, Fondamenta Nani – 30123 Venezia

Sweet Death




Il tema della mostra trae ispirazione dal libro di Mann, dal film di Visconti, dall’opera di Britten, ma soprattutto affronta il concetto della “morte-finitudine” intesa come decadenza e perdita valoriale nella società contemporanea, il tutto però espresso attraverso il linguaggio della gioia e del colore, tramite un approccio dolce e lezioso.


The theme of the exhibition inspired by the book of Thomas Mann, the film of Visconti, from the opera by Britten, but mainly deals with the concept of “death-finitude”understood as decline and loss of values in contemporary society, but all expressed through the language of joy and color, using a gentle approach and cuteness.





Spector Books @ bruno (Olaf Nicolai and Tobias Zielony book signing)




08.05.2015
Spector Books @ bruno (Olaf Nicolai and Tobias Zielony book signing)

A special evening with Spector Books, Olaf Nicolai, and Tobias Zielony in unison with the vernissage of the 56th Edition of the Venice Art Biennale. The artists will be present for the book signing.

About the books presented:



Olaf Nicolai, Heidi Specker: Le pigment de la lumière
Olaf Nicolai developed the work Le pigment de la lumière for the reconstructed Master’s Houses in Dessau. It involved coating the walls with marble dust with varying degrees of granulation to create a geometrical pattern, thus producing a subtle relief that responds to the changing light conditions. In this work, Nicolai continues to pursue his artistic interest in grappling with the formal concept of camouflage, since, to begin with, the wall surfaces are almost invisible to the viewer. Heidi Specker gives Le pigment de la lumière a heightened sense of presence in her photography. Her pictures direct the gaze of the viewer to the contouring and the interplay of surface and space — a reflective phenomenon that is a calculated part of Nicolai’s wall surfaces. In Nicolai and Specker’s joint publication, an aesthetic intervention in the reconstructed space is further extrapolated using the medium of photography presented in book form.
Olaf Nicolai (*1962 in Halle / Saale, Germany) professor at the Academy of Fine Arts Munich.
Heidi Specker (*1962 in Damme, Germany) professor at the Academy of Visual Arts Leipzig.



Olaf Nicolai: Escalier du Chant
How can songs reflect political events? How does a song become a political song? The artist Olaf Nicolai invited eleven international composers to write songs that reference political events which were of current relevance to them. Without prior announcement, a total of 58 songs were performed as a-cappella pieces on twelve Sundays in 2011 on the central staircase of the Pinakothek der Moderne in Munich. Visitors to the museum found themselves as actors in a staged performance for brief instances of time. The publication “Escalier du Chant” presents excerpts from the songs and commentaries by the composers in the form of 58 music sheets; the accompanying booklet contains various photographs of the performances. Including songs by: Tony Conrad, Georg Friedrich Haas, Georg Katzer, Liza Lim, Samir Odeh-Tamimi, Enno Poppe with Marcel Beyer, Rolf Riehm, James Saunders, Elliott Sharp, Mika Vainio, Jennifer Walshe.

-

Olaf Nicolai: Noms de Guerres
"Noms de Guerres" was created as a textual piece in 36 parts. The verbal material for this series of poems derives from a study of post-1945 military campaigns and consists exclusively of the codenames employed for specific campaigns. Brief explanatory notes on each of the designated operations can be found in the final section of the book.



Tobias Zielony: Trona. Armpit of America
»Berlin-based photographer Tobias Zielony has visited the small, ramshackle Californian chemistry city because it is ›possibly the worst place in America, if not the world‹, to quote a blog; his pictures show a small town entirely in the grasp of producers, dealers and consumers of a crystalline drug that keeps people on their toes for days and lets them age decades in the course of a mere few months. Chemists call it methamphetamine, addicts call it ›crystal‹, or ›meth‹, or both; politicians call it the new American pandemic.« Peter Richter in Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung

-

Tobias Zielony: VELE
“Le Vele di Scampia” is a futuristic housing estate in northern Naples and a Camorra battlefield. Conceived by Francesco di Salvo in the late seventies and widely recognised for their urbanistic, “Le Vele” (The Sails) were squatted by mafia families even before completion. Today the building complex is a symbol of the Camorra’s power in the Naples region and a key centre of European drug trafficking. Matteo Garrone shot his movie “Gomorra” based on the Novel by Roberto Saviano on the site in 2008. Tobias Zielony’s film “Le Vele di Scampia” from 2009 originates in this very place. Seven thousand single images, shot at night with a digital single-lens reflex camera, are used to create nine minutes of animation film. The book “Vele” is based on this animation film with a selection of 287 single images.

-

Tobias Zielony: Jenny, Jenny
Tobias Zielony’s recent photo series started with a chance encounter. A conversation with a young couple on a Berlin subway train led Zielony to suggest to photograph them. At the next stop they took a few quick shots on the platform. She told him that she could always be found around here, and he could come back anytime to take more pictures. “Here?” — “I walk the street, right around the corner!” They meet again, Zielony first portrays her and then also her fellow prostitutes and friends. The result is the 40 part series “Jenny Jenny”. It is not documentary: Tobias Zielony avoids the journalistic impetus for certainty and truth. To him, the authenticity of the subject is as relevant as the question of the objectivity of the documentary image: both are never free of dramatic elements. The book is published on occasion of the exhibition “Tobias Zielony: Jenny Jenny” in the Berlinischen Galerie.


Spector Books publishes books in the intersection of art, design and theory.
www.spectorbooks.com

Textiles Exhibition




Curating Practices Course - IUAV University of Venice Visual Arts


Magazzini Ligabue -  Dorsoduro 1827 - 30123, Venezia


Opening 8th of May 2015, h 3:00 pm   8 > 14 May 2015

_______________________________________________

As if it was a weave composed by different hands, as if it was a text written in different moments, Text(iles) tries to investigate the different textile uses, to reflect over its structure, weave and connections.

Building a multi-disciplinary expositionary proposal based on entanglement, the show wants to reflect on the current state of art in relation to craft, on the contrast of forms and languages which inform textile’s position in visual arts.

Each kind of variation, method and the creation of original works, helps to re-contextualize a practice linked to an ancient tradition and imaginary body.


Come una trama tessuta a più mani, un testo scritto a più riprese, Text(iles) intende interrogarsi sui differenti usi del tessile, sulla sua struttura, trama e relazioni.
Costruendo una proposta espositiva multidisciplinare basata sul metodo dell’intreccio, il fine è il confronto con differenti forme e linguaggi che aiutino a mettere a fuoco il ruolo della materia tessile nell’ambito delle arti visive; le variazioni nei punti di vista e la creazione di prodotti inediti nella forma, nel linguaggio e nel messaggio, cercano di ricontestualizzare una pratica legata ad un immaginario prettamente tradizionale.


AMEDEO ABELLO | FAIG AHMED | POLLY APFELBAUM | DENNIS BALK | WALTER VAN BEIRENDONCK | GEORGIA BETTOJA | ARIANNA CALLEGARO | MARIO CARUANA | GABRIELE GLOCKLER | GLI IMPRESARI | JOSEPH KOSUTH | CORALLA MAIURI | MILTOS MANETAS | FEDERICA MARANGONI | RAÚL MARTINEZ | CARMELO NICOTRA | VLADIMIR RADUNSKY | PETRA MARIA GRUNERT SINGH | SULLTANE TUSHA | ROSEMARIE TROCKEL | OUTILEENA UOTILA | SERENA VESTRUCCI | JAN WADE | BERNARD WILHELM

Graphic Concept: Amedeo Abello

Curated by: Giulia Meloni | Stefano Mudu | Claudio Piscopo
Concept by: Cornelia Lauf
Communication by: Valeria Calzolari

e-flux journal at the 56th Venice Biennale




e-flux journal has been invited to participate in the Venice Biennale this year. For our contribution we’ve decided to address e-flux journal and its readership as the supercommunity. Under this premise we will create a single issue of the journal spanning four months from May to August, with one piece of writing released each day. 
Departing from our usual essayistic format, the contents of this issue will include poetry, short fiction, plays and screenplays, as well as other epistolary forms by nearly one hundred authors. These contributions will be discussed and debated on our new platform e-flux conversations
Supercommunity is an umbrella for several sub-themes, such as PLANETARY COMPUTING (IS THE UNIVERSE ACTUALLY A GIGANTIC COMPUTER?)CORRUPTION: EVERYBODY KNOWS… (with Natasha Ginwala); THE SOCIAL COMMONS: CITIZENS IN THE SHADE, ALIENS IN THE SUN (with Raqs Media Collective); COSMOS (with Boris Groys); THE ART OF WORKPOLITICS OF SHINE (with Tom Holert); CUBA: THE FADING OF A SUBCONTINENTAL DREAM(with Coco Fusco); APOCALYPSIS (with Pedro Neves Marques); and last but not least, “ART.”
On Friday, May 8 at 14.45h, join Julieta Aranda, Brian Kuan Wood, and Anton Vidokle as well as guest editor Natasha Ginwala for an opening event at the Arena, located in the Central Pavilion in Giardini.
The opening event will be followed by a reception at the Greenhouse at Giardini from 16.30 to 18h. 
We look forward to seeing you there!
This special issue of e-flux journal is published in cooperation with Wuhan Art Terminus (WH.A.T.). Selected texts will appear in Chinese and English on its online platform WH.A.T. TEXT. Generous support for the issue has been provided by Remai Modern Art Gallery of Saskatchewan, where a symposium around the topics in this issue will be held in fall 2015. Many thanks to Microclima at Serra dei Giardini for distribution of the print version of e-flux journal in Venice. 



giovedì 7 maggio 2015

PIZZA PAVILION - Venice Biennale #56




PIZZA PAVILION - Venice Biennale #56

Alma Alloro / Anthony Antonellis / Rachael Archibald /
Kim Asendorf & Ole Fach / Paul Barsch /
Dineo Seshee Bopape / Matteo Ceretto Castigliano / 
Debora Delmar / Jack Fisher / Luc Fuller / Shiyu Gao /
Jason Hirata / Tilman Hornig & Anselm Ruderisch /
Sascha Hundorff / Simona Lamparelli / Lorna Mills / 
Yorgos Sapountzis / Sydney Shen / Santiago Taccetti

Grand Opening: May 7, 8pm May 7 - Nov. 22, 2015

@ 'Pizza Al Volo', Campo Santa Margherita, Venezia, Italia

www.pizzapavilion.net

OSI+TIVE MAGAZINE FIRST ISSUE LAUNCH @ BRUNO BOOKSHOP



07.05.15 — 6 PM
Positive Magazine @bruno Bookshop Venice
Calle de l'Avogaria, 1621/A Venice Italy

Positive Magazine is glad to present for the first time the issue number 1 of the magazine at Bruno Bookshop in Venice, in contemporary with the Vernissage of the 56th Edition of the Venice Art Biennale.

About the Magazine:
Positive Magazine speaks about photos, stories, reportages, every fragment that tells what’s happening in the world through different points of view.
It's on line with 3 different editions, International, Italian and Berlin.

At the presentation we will introduce our team, the process about how we created the magazine and much more!

Inside the first issue:

Cover story with Paul Watson, Sea Shepherd founder

Photos by:
Tommaso Protti, Alessandro Simonetti, Giacomo Cosua, Guido Gazzilli, Andrea Francesco Berni, Kostantinos Kartelias, Andrea de Fusco, Paolo Colaiocco, Petra Fantozzi, Jonnie Craig, David Urbanke, Stefano Venturi, Jordi Ruiz Cirera, Beniamino Barrese, Sara Cimino

Texts by:
Elisabetta Carli, Mattia Fontanella, Andrea Santoro, Andrea Ratti, Stefano Guerrini, Michela Canessa, Francesco Alò, Cyrill Gutsch, Eugenia Gotti, Enrico Mancini, Roberta de Monte, Riccardo del Fabbro, Laila Borlak, Silvia Halfer

Interviews:
Terry Gilliam, Damien Chapelle, Themis Panou, Milene Larsson, Mattia Zoppellaro, Christian Pellizzari, Sonya Kydeeva, Another Studio, Avandi Studio

———

In collaboration with:
Parley for The Ocean
ECC Berlin
Art and the Planet
Crashbag
Badtaste.it

Flood - Ugo Carmeni



La precisione dello sguardo e i colori nell’impronta dell’artefatto, ch’è la fotografia, inevitabilmente del presente dove la luce segna il futuro.
Živa Kraus

The accuracy of the eye and the colors in the impression of the artifact, namely photography, inevitably of the present where light marks the future.
Živa Kraus


L’interesse nei confronti del rapporto spazio/tempo è al centro della ricerca di Carmeni, che sceglie i colori partendo anche da sollecitazioni letterarie; il verde di Garcia Lorca ma anche le intuizioni di Lewis Carroll, scrittore e matematico. Così Carmeni è architetto, ricercatore, fotografo e sperimentatore. Ma anche cartografo – nel vero senso della parola, avendo analizzato in profondità mappe geografiche – tracciando attraverso il lavoro su uno scatto fotografico, le parti che vanno messe in rilievo, quelle che possono sfocare, con il risultato di una nuova ‘geografia fotografica’, è il caso di dire. L’importante è che al cartografo si affianchi sempre l’esploratore, e a Carmeni piace l’idea di rendere l’osservatore anche esploratore. Non ci interessa più, quindi, il precetto di cosa deve fare la fotografia con Carmeni, ma cosa riesce a fare una fotografia. E dunque torniamo all’inizio. “Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo dal come la usa”. Ernst Haas. Preciso, quanto una percezione.

Matteo Gardonio Ducrocq

The interest in the relationship between space and time is at the heart of his research. Sometimes Carmeni chooses his colors on the basis of literary inputs; the green of Garcia Lorca, or the intuitions of the writer and mathematician Lewis Carroll. Thus, Carmeni is an architect, a researcher, a photographer, and an experimenter. But he is also a cartographer – in the true sense of the word, as testified by his in-depth analyses of geographic maps – when working on a snapshot and selecting what to highlight and what to blur in order to outline what we can call a new “photographic geography”. What matters the most is that the cartographer should always be accompanied by the explorer, and Carmeni likes the idea of turning the observer into a kind of explorer. We are therefore no longer interested in what Carmeni’s photography should to, but in what it can do. And thus we are back to the starting point. “We should never judge a photographer by the type of film used, but only by how he uses it”. Ernst Haas. Exact as a perception.

Matteo Gardonio Ducrocq



Giovedì 7 maggio 2015 alle ore 18.00 verrà inaugurata la mostra UGO CARMENI flood

La mostra durerà dal 7 maggio al 9 agosto 2015 dalle ore 11.00 alle ore 19.00 – chiuso il sabato

From May 7th to August 9th 2015 11 am - 7 pm – closed on Saturday

IKONA VENEZIA
International School of Photography
Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2909
ikonavenezia@ikonavenezia.com
www.ikonavenezia.com
T / F +39 041 5289387

VISIT-Stipendiat Stefano Cagol bei der Biennale in Venedig




Für sein Fotografie-Projekt „The Body of Energy“ ist er ein halbes Jahr lang quer durch Europa gereist, nun genießt er ein Heimspiel: Stefano Cagol, Stipendiat des VISIT-Programms der RWE Stiftung, stellt im Vorfeld der internationalen Kunstausstellung den aus „The Body of Energy“ hervorgegangenen Bildband vor. 

Ausgerüstet mit einer Thermografie-Kamera hat Cagol (geb. 1969) zehn verschiedene Länder bereist – von Nord-Norwegen bis nach Gibraltar. Das Ergebnis sind einzigartige Bilder, die scheinbar hinter Aktionen und Landschaften blicken, indem sie offen legen, wie viel (Wärme)energie ihnen innewohnt.

Im Vorfeld der Eröffnung des Deutschen Pavillon auf der Biennale hofft er die Energien des Publikums auch auf sich lenken zu können und lädt zur Book-Preview. Wir sind dabei - nicht nur, weil die Stiftung auch einer der Förderer des Pavillons ist.


Rotten DICE




Assembly in General at the Garden of Pallazo Zenobio on May 7  ore 20 


featuring: 

Nora Turato (I'm with her records)
Young Boys Dance Group (Natalie Abbott, Nils Amadeus Lange,Vincent Riebeek, Manuel Scheiwiller)
SUN (optimistic epic pop)
Pakui Hardware
Xui Poxui aka Požemis

taken care of by:
Robertas Narkus, Rainyr Askher, Lithuanian Pavilion at Venice Biennale 2015 and Garibaldi Laser Foundation.