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giovedì 9 aprile 2026

Padiglione Turchia

Nilbar Güreş, Nilbar Güreş, 2025, matita e rossetto su carta


 l Padiglione Turchia alla 61. Mostra Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia presenta Un Bacio sugli Occhi di Nilbar Güreş, nota per il suo confronto poetico, critico e arguto, attraverso una vasta gamma di media, con i simboli culturali, le disuguaglianze sociali e le questioni identitarie.

Curata da Başak Doğa Temür, l’esposizione riunisce opere esistenti e nuove produzioni che spaziano tra scultura, installazione, pittura e opere a tecnica mista su carta e tessuto. Un Bacio sugli Occhi prende spunto dall'espressione turca Gözlerinizden öperim, una formula di commiato comunemente usata alla fine di una lettera.

L’esposizione del Padiglione Turchia è coordinata da Istanbul Foundation for Culture and Arts (İKSV) con il contributo del Ministero della Cultura e del Turismo, sotto gli auspici del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Turchia, co-sponsorizzata da Trendyol Art e sostenuta dalla compagnia aerea partner Turkish Airlines, con il supporto alla produzione di SAHA Association. La Fondazione Vehbi Koç fornisce inoltre supporto editoriale per la preparazione del catalogo della mostra.






Nel suo testo in catalogo, la curatrice Başak Doğa Temür introduce così la mostra:

“L’esposizione si articola attraverso relazioni spaziali piuttosto che seguire una narrazione lineare. Le opere rimangono vicine al suolo, si appoggiano, pendono o galleggiano nell’aria. Invece di guidare lo spettatore da un'opera all'altra, l’esposizione lo invita a rallentare e a prendere consapevolezza della propria posizione corporea in relazione allo spazio e agli altri. Muoversi attraverso la mostra diventa una negoziazione tra distanza e prossimità, vulnerabilità e resistenza. 

Nilbar Güreş lavora con una vasta gamma di media, attingendo dall'esperienza vissuta per affrontare, attraverso le sue opere, questioni legate al genere, alla migrazione e all'appartenenza. La sua pratica si focalizza su situazioni modellate da spostamenti forzati, razzismo, xenofobia e discriminazione basata sulla religione e sul credo, e su come queste condizioni influenzino la vita quotidiana, i corpi e le relazioni. Materiali quali tessuto, capi di abbigliamento, oggetti domestici e forme organiche rivestono un ruolo centrale nel suo lavoro. Questi materiali sono portatori di storie personali e collettive e vengono modificati attraverso gesti di cura, umorismo e resistenza. L'intimità e la tensione politica coesistono, consentendo alla vulnerabilità di manifestarsi senza connotazioni di passività”.


Il testo curatoriale di Başak Doğa Temür è disponibile su turkiyepavilion26.iksv.org.

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