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Visualizzazione post con etichetta Emilio Vedova. Mostra tutti i post
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giovedì 23 maggio 2013

Vedova - Tintoretto in attesa della Biennale


In attesa della Biennale di Venezia che inizia la prossima settimana si può fare un bel salto a vedere la mostra Vedova Tintoretto nella Scuola Grande di San Rocco.

Il giovane Emilio Vedova entra alla Scuola Grande di San Rocco a soli diciassette anni e rimane folgorato dalla visione d'insieme dello straordinario ciclo tintorettiano. Un sentimento autentico che diventerà poi un'ossessione imprimendo un segno distintivo che possiamo ritrovare nelle diverse fasi del suo percorso artistico.  

Vedova ritrova, nella fascinazione dello spazio prospettico e nella sacralità del luogo, i temi e segnali di una conversazione-lacerazione, che svela tutto l'innamoramento per un artista completo quale è Tintoretto.

La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all'arte moderna e contemporanea con il progetto San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l'opera del Maestro Manierista.

Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo.

La mostra VEDOVA TINTORETTO è un'iniziativa promossa dall'Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie con il contributo della Regione Veneto e la Cassa di Risparmio di Venezia e il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, della Provincia, del Comune di Venezia e della Fondazione di Venezia.

La mostra sarà accompagnata da un corposo catalogo di Marsilio Editori

lunedì 20 maggio 2013

Vedova e Roy Lichtenstein a Venezia


La Fondazione Vedova organizza due eventi espositivi una presso presso i Magazzini del Sale con le opere scultoree di Roy Lichtenstein, 45 opere realizzate fra il 1965 e il 1997, provenienti dalla Roy Lichtenstein Foundation. 

Mentre negli Spazi Vedova si svolgerà la mostra di opere del ciclo "... cosiddetti carvenali..." di Emilio Vedova fra il 1977 e il 1991, curata da Germano Celant e Fabrizio Gazzarri. 

lunedì 6 maggio 2013

Vedova / Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco


La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, apre, per la prima volta, all'arte moderna e contemporanea con il progetto: San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto.


Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento, e per la prima volta saranno esposte le sue opere che testimoniano il profondo legame che il giovane Vedova sentiva verso l’opera di Tintoretto fino alla maturità dei lavori più recenti, in una mostra realizzata in collaborazione da Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, in colaborazione con Civita Tre Venezie.



Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant, Fabrizio Gazzarri e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo quasi lo spettatore possa rivivere e percepire lo sguardo attento e sensibile che provocò Vedova in quella situazione di forte attrazione mentre il ciclo degli Oltre verrà installato nella Sala Terrena tra le colonne della navata centrale. 

domenica 1 maggio 2011

Anselm Kiefer “Salt of the Earth” + “....in continuum” Emilio Vedova




La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova dal 1 Giugno al 30 Novembre presenta, in contemporanea, due straordinarie e singolari mostre curate da Germano Celant. Salt of the Earth di Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei, che ha realizzato un’installazione espressamente per il Magazzino del Sale, lo spazio restaurato da Renzo Piano per la Fondazione. Nell’ex Studio di Emilio Vedova sarà invece presentato “…in continuum”, l’imponente ciclo costituito da 116 tele, la maggior parte in bianco e nero, realizzate nel 1987/1988. Con queste due nuove esposizioni la FondazioneEmilio e Annabianca Vedova prosegue il suo percorso di dialogo in parallelo, iniziato lo scorso anno con “Louise Bourgeois: the Fabric Works” ed “Emilio Vedova Scultore”, tra l’opera dell’artista veneziano e quella dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea.

Da cosa nasce la scelta di mettere in contatto due mondi apparentemente lontani, seppur in qualche modo tra loro comunicanti? Qual’è stata la logica di intrecciare, seppur metaforicamente, le loro rispettive scritture? Innanzitutto entrambi gli artisti hanno spinto l’arte verso un territorio di purificazione: Vedova cercando di rigenerare un segno o un gesto che rimaneva però sempre uno “spurgo” di vita e Kiefer aspirando a trovare un punto zero, seppur tragico e orrendo, da cui partire per “purgare” la sua palette. Seppur collocate in due ambienti diversi e indipendenti, Kiefer nel Magazzino del Sale e Vedova nel suo studio alle Zattere, le loro ricerche indicano comunque l’intenzione di mettere in crisi le forme codificate: un’iconoclastia tesa alla speranza di trovare una condizione primaria della pittura: un doppio pellegrinaggio, fisico e mentale, che tende al recupero di una forza e di un’energia nuove.

Il titolo dell'esposizione “Salt of the Earth” di Anselm Kiefer fa riferimento all'interesse dell'artista per il processo alchemico, in cui il sale è una componente. Secondo Kiefer, per risvegliarsi dal suo passato e per trovare una nuova dimensione spirituale, l'essere umano deve attraversare diversi stadi di mutazione e l'arte è lo strumento per facilitare questo trapasso e questa rinascita verso una nuova conoscenza del mondo. Per tale ragione l'artista fa ricorso, nei suoi dipinti e nelle sculture, a materiali e procedimenti simbolici come il piombo e l'elettrolisi, l'oro e lo stesso sale. Al tempo stessola vetrina che all’entrata accoglie il pubblico contiene una stufa o un forno, mezzo di trasmutazione e sublimazione della materia, ma anche immagine di una tragica dissoluzione, quella dei forni crematori, da Auschwitz a Dachau. La polarità tra sublimazione e dissoluzione trova un suo punto di equilibrio in un altro elemento dell’intervento di Kiefer al Magazzino del Sale, un insieme spaziale e architettonico, “Das Salz der Erde” (2011), che consiste in una struttura al cui interno pendonofotografie di paesaggi su lastre di piombo sottoposte ad un processo di elettrolisi, che le ha coperte di una patina verde: un colore che sottende la speranza e annuncia l’unione degli opposti. Lo spazio del Magazzino sarà simbolicamente chiuso dall’immagine del triangolo iniziatico che sovrasta il grande quadro “Salz, Merkur, Sulfur” (2011). L'installazione oltre a trovare eco in questo storico contenitore architettonico, è un riflettere sui luoghi attraversati, pieni delle stesse memorie ed esperienze saline e mutanti, quanto costituisce un’ulteriore metafora dell’arte come continua forza attiva, un passo verso le possibili costellazioni del conoscere se stessi.

116 grandi tele di Emilio Vedova formano "... in continuum" (1987/1988), un'opera corale, imponente e drammatica, concepita per esprimere in un’estrema tensione espressiva una visione poetica frammentata, sincopata e transitoria. Attaverso una sovrapposizione anche casuale dei dipinti, che ne costituiscono il pensiero portante, “... in continuum” è una sorta di accumulo "senza inizio e senza fine": l`occasionalità dei contatti e le infinite possibili combinazioni costringono lo sguardo a un incessante movimento per cogliere quell'inesauribile energia. Una stratificazione spettacolare e straordinaria che l'artista ha prodotto nell'arco di un anno. Bianco su nero e nero su bianco “...in continuum” è un muro di partiture che si fondono e si confondono a formare un concerto dove, invece dei suoni “visivi”, le immagini si intrecciano le une con le altre a strutturano insiemi sempre diversi. Nello Studio dell'artista, dove i piani pittorici delle grandi tele ricomposte entrano l'uno nell'altro, occultandosi ed esaltandosi, si crea una profondità infinita ed aleatoria, una materializzazione della forza pittorica del proprio mondo interiore. Nell'antico squero che l’artista aveva scelto per il proprio lavoro, il bianco e il nero ininterrottamente mutevoli di "... in continuum" richiamano da un lato la mobilità dell'acqua su cui Venezia stessa vive e si rispecchia, dall'altro restituiscono in una drammatica tensione residui arcaici, immagini infrante, sedimenti profondi. "... Acqua/plasma - mobilità ambigua - Flusso... continuo..." - "Specchi... echi infiniti, rimandi visivi, memorie, vertigini precipiziali", come Vedova stesso scriveva.

www.fondazionevedova.org