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Visualizzazione post con etichetta Sean Scully. Mostra tutti i post
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venerdì 8 marzo 2019

Sean Scully torna a Venezia



Sean Scully, Arles-Abend-Vincent, 2015, c. Sean Scully


Anche quest’anno torna a Venezia Sean Scully, dopo la mostra curata da Danilo Ecchera Palazzo Falier, ora  il pittore proporrà “Human” una nuova mostra di opere recenti e nuovi pezzi non visibili nella Basilica di San Giorgio Maggiore, a Venezia, durante la Biennale di Venezia, che si aprirà a maggio.

I monaci benedettini residenti a San Giorgio promuovono il dialogo tra la chiesa e gli artisti contemporanei, all'interno delle attività culturali del loro programma no-profit, il Benedict Claustra.

    "Il mio lavoro è un tentativo di liberare lo spirito" - Sean Scully

Il celebre artista astratto ha creato una serie di nuove sculture, dipinti, disegni e acquerelli direttamente ispirati all'Abbazia di San Giorgio Maggiore dei monaci, alle loro vaste collezioni miniate di manoscritti e alla chiesa benedettina del XVI secolo. Il vocabolario visivo istantaneo e riconoscibile di Scully delle strisce orizzontali e verticali, che rispecchia cinquanta anni di costante affinazione, trasformerà ogni angolo della chiesa del Rinascimento, progettato quattro secoli fa dal leggendario architetto Andrea Palladio.

L'impennata nuova scultura, Opulent Ascension, sarà situata direttamente sotto la cupola centrale della chiesa. Costruite da cornici impilate, ciascuna avvolta in colori ricchi e diversi di feltro, la scultura si innalzerà di dieci metri nell'aria come un'elaborata scala di Giacobbe, guidando l'occhio e lo spirito verso il cielo attraverso la cupola della Basilica. L'opera più alta mai creata dall'artista, Opulent Ascension incarna la convinzione di Scully che il suo lavoro possa fungere da canale tra il mondo fisico che possiamo vedere e quello trascendente a cui aspira l'anima. "Voglio rendere disponibile il viaggio dallo spirituale al fisico", scrisse Scully nel 2009, "e dal fisico allo spirituale".

La risposta di Scully a questo luogo di culto e contemplazione include una serie di disegni ad acquerello mostrati nella sagrestia di San Giorgio ispirati e informati dalla vasta collezione di manoscritti medievali illuminati conservati nella Basilica, che Scully ha trascorso del tempo studiando ed esplorando. Presentano la scrittura dell'artista, illustrati con disegni e dipinti estesi.


Nel grande coro dietro l'altare, sarà esposto un volume di pergamena di disegni ad acquerello su carta fatta a mano, compilato dall'artista per la mostra. Il libro straordinario - una luminosa testimonianza della devozione dell'artista al progetto - riecheggia il fascino e il potere dei manoscritti miniati di un'epoca passata.

Attraverso i giardini dell'abbazia e i suoi edifici adiacenti, i visitatori scopriranno una serie esaltante di opere che risuonano con la visione unica e stimolante dell'artista: da trittici dipinti e "paesaggi soul" a una stanza dedicata alle sillabe morbide dei raffinati pastelli di Scully su carta.

Otto dipinti della serie recente acclamata di Scully, Landline, adorneranno il lungo e stretto passaggio manica lunga della chiesa, portando i visitatori in un'escursione nel profondo di se stessi. Particolarmente accattivanti nel contesto di numerose opere astratte saranno i tre ritratti rivoluzionari di una nuova serie intitolata Madonna. Questo trittico è rappresentativo di un eccitante recente impulso di Scully di tornare alla figurazione dopo averlo abbandonato cinquant'anni fa ed è emblematico di quello che è un punto di riferimento e uno spettacolo trasformativo.

Prima di uscire, i visitatori incontreranno il radioso e ricco trittico Arles-Abend-Vincent 2, i cui pannelli pulsano di blu crepuscolare, ori bizantini, rossi profondi e neri lucenti. A un certo livello, il titolo del lavoro e la tavolozza audace alludono all'anima della ricerca di Vincent Van Gogh, che Scully riconosce come ispirazione chiave. A un altro livello, l'emulazione dell'architettura spirituale del trittico e la sua esposizione all'interno di San Giorgio è trasformativa nel suo potere. È difficile non vedere il dipinto - sia singolare che in triplice copiatura - come un eco del misterioso calcolo della Santissima Trinità.

Human coincide con diverse importanti mostre del lavoro dell'artista in tutto il mondo nel 2019, tra cui spettacoli di riferimento nel Museo Albertina di Vienna, nel Wadsworth Atheneum nel Connecticut, negli USA, nella National Gallery di Londra e nel Museo LWL di Münster.

La mostra è curata da Javier Molins. Un catalogo completamente illustrato accompagnerà lo spettacolo.

martedì 5 maggio 2015

Sean Scully


In occasione della 56 ° Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, la Fondazione VOLUME! con il supporto di Timothy Taylor Gallery di Londra e di Kewenig Galerie di Berlino, presenta Land Sea, una mostra di Sean Scully a cura di Danilo Eccher, allestita nella prestigiosa sede di Palazzo Falier dal 9 maggio al 22 novembre 2015

Inserita all’interno della programmazione degli eventi collaterali della Biennale, la mostra presenta una vasta selezione di lavori monumentali realizzati per l’occasione, che rappresentano la ricerca che Scully ha intrapreso negli ultimi anni, contribuendo in maniera significativa al dibattito sull’importanza dell’arte astratta nella contemporaneità.

In mostra la serie Doric (2010/13); opere ad olio su alluminio dove lo studio degli aspetti architettonici e l’approfondimento del ruolo della pittura geometrica si confrontano con le possibilità molteplici della sperimentazione cromatica. Inoltre, un numero selezionato di dipinti della serie Landline (2014) con larghe fasce orizzontali di blu e grigi che paiono librarsi una sull’altra; esplorazioni del concetto di paesaggio e di storia in una continua ibridazione di astrazione ed esperienza.

Quelle di Scully, come scrive Danilo Eccher, sono “opere che suggeriscono una dimensione poetica ma non sfuggono all’esperienza della luce, alla sua rifrangenza, alla sua dilatazione cromatica, affondando nella tradizione del colorismo veneziano e insistendo nel rigore di un concettualismo attuale”.

Il progetto veneziano ha portato l’artista a relazionarsi con i suoi ricordi legati alla città lagunare, ai colori e ai movimenti dell’acqua, ai mattoni ma anche con le suggestioni del luminismo di Tintoretto, con il tonalismo di Bellini e la materialità cromatica di Tiziano.

Il lavoro di Sean Scully è presente in numerose collezioni pubbliche come Metropolitan Museum of Art, Museum of Modern Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York; National Gallery of Art, Corcoran Gallery of Art; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, DC; Museo d’Arte Moderna di Fort Worth, Fort Worth; Tate, London; Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen K20K21, Düsseldorf; Albertina, Vienna; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Instituto Valencia de Arte Moderno, Valencia.
Sean Scully è stato eletto Accademico Reale nel 2013 è stato finalista per il Turner Prize due volte, nel 1989 e nel 1993. Una grande retrospettiva dedicata al suo lavoro è stata inaugurata presso il Museo Himalaya di Shanghai nel novembre 2014 e a Pechino nel febbraio 2015.

Nato a Dublino nel 1945, vive e lavora tra New York, Barcellona e Monaco di Baviera.


La mostra sarà visitabile dal 9 maggio al 22 novembre 2015, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18.
Si ringraziano:
Ambiente e Arte

Per info: