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sabato 7 maggio 2011

Alessandro Librio - Palermo in Venice




EB&Flow present ‘Palermo in Venice’ by Alessandro Librio at the Venice
Biennale 2011 EB&Flow is delighted to present 'Palermo in Venice' an audio and video installation created by the Italian artist Alessandro Librio. The project consists of a sound landscape adorning the city of Venice as if it were a dress that the city wears. The installation will bring to the city the only element that is present in all of the cities of the world except for Venice: traffic.

The soundscape of Palermo, the city with most traffic and sound pollution in Italy will be streamed live onto the streets of Venice, played to the city through a series of speakers distributed over a 24 hour period.

The soundscape will then be mixed with the surrounding sounds of Venice and will be
streamed back live to Palermo in the Albergo Delle Povere alongside a video stream
of public reactions Venice. This culmination will also be simultaneously transmitted live to an exhibition at EB&Flow gallery in London.

About the artist Alessandro Librio was born in Sicily in 1982 and now lives in London. Librio is a sound artist whose work explores the interaction between art, music and video.

Using live performance and video installations, Librio creates projects which stem from the idea of creating a soundscape using buildings. Orientated towards improvisation, he has collaborated with diverse individuals such as Patti Smith, Michael Moore, Fred Frith, Mike Cooper, Michael Vatcher, Gino Robair and Alvin Curran.

About EB&Flow EB&Flow provides a platform to exhibit and support contemporary artists in London. The gallery occupies a converted print works across two floors in the heart of Shoreditch. Established by Margherita Berloni and Nathan Engelbrecht, at the core of EB&Flow’s ethos is the aim to build long term relationships with artists from a formative stage in their career and as their practice develops. Another founding principle is to increase access to the visual arts by running an education programme on collecting as well as artists’ professional development, artists’ talks
and guest curated projects.


EB&Flow present Palermo in Venice by Alessandro Librio

Exhibition dates and times: Saturday 4 June 2011 from 5am for 24 hours

venerdì 6 maggio 2011

CA’ASI





Dal 3 giugno al 31 luglio

CA’ASI, la maison commune d’Architecture Studio a Venezia e il Centre national des arts plastiques (CNAP) presentano l’espozione Nel Palazzo di Cristallo dal 3 giugno al 31 luglio 2011. Nel Palazzo di Cristallo presenta opere fotografiche e video di una generazione di artisti presenti nella collezione Medium Images del Centre National des Arts Plastiques.

L’espansione della città verticale avviene simultaneamente alla diffusione di nuovi supporti iconografici nella società. Nati durante la rivoluzione industriale, essi l’hanno accompagnata in tutte le evoluzioni per rappresentare la realtà fatta di tecniche che permettono di percorrere più velocemente lo spazio e di elevare l'edificio verso l’alto.

La città diventa quindi il luogo del benessere dell’umanità e, allo stesso tempo, lo scenario della sua alienazione. Contemporaneo all’invenzione del cinema, lo spazio urbano moderno si costituisce allo stesso modo di un film, attraverso sequenze, montaggi, architetture di luce.

Gli artisti contemporanei, presenti nella mostra Nel Palazzo di Cristallo, si sono impossessati dello spazio urbano e dell’architettura propria di un film, per interrogare la modernità, i suoi spazi pubblici, la sua identità, i soggetti, le singolarità, attraverso dei carnet delle città.

Posta sotto la doppia egida di Dostoevskij e di Peter Sloterdjik, Nel Palazzo di Cristallo evoca le ipotesi sulla città e le immagini create dagli artisti contemporanei.


Con : Louidgi Beltrame, Isabelle Cornaro, Alain Declercq, Julien Discrit, Philippe Durand, Didier Faustino, Dora Garcia, Ange Leccia, Laurent Grasso, Dominique Gonzalez-Foerster, Valérie Jouve, Bouchra Khalili, Florence Lazar, Charles de Meaux, Laurent Montaron, Charlotte Moth, Nicolas Moulin, Arnaud des Pallières, Marie Reinert, Maya Schweizer, Marie Voignier, Clemens von Wedemeyer.


Curatori della mostra: Pascal Beausse & Pascale Cassagnau, responsabili della collezione CNAP.

Campiello Santa Maria Nova Cannaregio 6024

www.cnap.fr
www.ca-asi.com
www.architecture-studio.fr

Anish Kapoor - Ascension




Galleria Continua e illycaffè sono lieti di presentare nel contesto degli eventi collaterali della 54. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia un’installazione di grandi dimensioni di Anish Kapoor, Ascension.

Organizzato da Arte Continua e curato da Lorenzo Fiaschi, il progetto è realizzato grazie a Galleria Continua e illycaffè, con la collaborazione della Fondazione Giorgio Cini onlus e dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore.

Anish Kapoor è senza dubbio una delle figure di maggiore rilievo nel panorama dell’arte contemporanea internazionale.

Le sue opere sono una sintesi tra materialità e spiritualità, oggetto e architettura, sono sculture dal carattere aperto, nelle quali s’instaura un dialogo tra pieno e vuoto, esterno e interno, concavo e convesso, tensione ed equilibrio, presenza ed assenza. Il vuoto come metafora della creazione assume un ruolo fondamentale nel lavoro dell’artista.

Ascension è un’installazione site-specific che materializza il paradosso della colonna di fumo: un vortice di fumo bianco si sprigiona da una base circolare posta in corrispondenza dell’incrocio fra transetto e navata della maestosa Basilica di San Giorgio Maggiore.

L’opera, realizzata per la prima volta nello spazio dell’ex cinema di San Gimignano nel 2003, in seguito è stata ospitata nelle importanti sedi di Rio de Janeiro, Brasilia (2006) e San Paolo (2007) del Centro Cultural Banco do Brasil. Nel 2007 è stata realizzata a Pechino da Galleria Continua all’interno del 798, oggi distretto artistico di grande rilevanza culturale.

Progettata da Andrea Palladio a partire dal 1565 e conclusa dal suo allievo Vincenzo Scamozzi durante la prima decade del 1600, la Basilica diventa per la prima volta scenario per un intervento artistico contemporaneo. Realizzata in uno spazio consacrato, l’opera assume una forma completamente nuova per inserirsi nell’eccezionale contesto della Basilica rispettandone la sacralità. Qui l’installazione sembra trovare il proprio luogo ideale di realizzazione, a dimostrarlo le parole stesse dell’artista Anish Kapoor: “Nel mio lavoro, ciò che è e ciò che sembra
essere molto spesso si confondono. In Ascension ad esempio, ciò che mi interessa è l’idea dell’immaterialità che diviene un oggetto, che è esattamente ciò che accade in Ascension: il fumo diventa una colonna. In quest’opera è anche presente l’idea di Mosé che seguì una colonna di fumo, una colonna di luce, nel deserto…”.

Mai un artista si è spinto così oltre nel rendere tangibile ciò che generalmente viene interpretato come vuoto.

La spiritualità strettamente connessa alla spettacolarità di quest’opera ne fanno l’installazione che meglio rappresenta quell’area della ricerca artistica contemporanea che non si accontenta di stupire, ma che vuole aprire nuove e profonde riflessioni sulle questioni più delicate che l’uomo contemporaneo sta affrontando, quali ilconflitto tra le religioni e il ruolo che l’arte può ancora sostenere per creare un territorio comune su cui confrontarsi.

Basilica di San Giorgio

Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia

Curatore: Lorenzo Fiaschi

Promotori: Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin e illycaffè

Organizzazione: Arte Continua con la Fondazione Giorgio Cini onlus e l’Abbazia di San Giorgio Maggiore

Modernikon




La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e la Fondazione Victoria - The Art of being Contemporary di Mosca presentano a Venezia, durante la 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, Modernikon . Arte contemporanea dalla Russia, a cura di Francesco Bonami e Irene Calderoni.

La mostra, realizzata con il Patrocinio del Ministero per gli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, affianca il programma 2011 delle iniziative organizzate in occasione dell’Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia e della Cultura e della Lingua russa in Italia.

La mostra Modernikon, dopo essere stata presentata a Torino alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, giunge a Venezia in un riallestimento completamente nuovo, realizzato appositamente per gli spazi della Casa dei Tre Oci. Il palazzo, situato nell'Isola di Giudecca, riapre al pubblico completamente restaurato in questa occasione. All'interno della Casa dei Tre Oci, edificio realizzato all'inizio del '900 in stile neogotico, il percorso si snoda su tre piani attraverso le sale di quella che fu l'abitazione del pittore Mario De Maria.

La mostra esplora una scena giovane e in divenire, presentando al pubblico le più nuove ed interessanti ricerche artistiche di un Paese che solo di recente si è proposto sulla scena internazionale. Il sistema dell’arte contemporanea in Russia si è formato negli anni Novanta, in concomitanza con gli estremi rivolgimenti politici e sociali seguiti alla caduta dell’Unione Sovietica. In quel periodo molti artisti hanno considerato l’arte uno strumento d’intervento sociale, un mezzo per agire direttamente sulla realtà, nella grande tradizione dell’avanguardia storica. La nuova arte aveva connotazioni politiche e un’estetica radicale, caratterizzata dal gusto per la provocazione e lo scandalo. Oggi l’arte contemporanea russa è entrata in una nuova fase della sua evoluzione, come ha dichiarato Anatoly Osmolovsky, uno tra i più interessanti e influenti artisti russi. L’idea della pratica artistica come forma di azione diretta ha lasciato spazio a un approccio più riflessivo che mette al centro l’opera d’arte, riconsiderando l’eredità modernista e le sue ambizioni di rinnovamento sociale ed estetico. Il titolo della mostra, Modernikon, fonde il riferimento al moderno con la più classica delle forme artistiche russe, è una parola sospesa tra presente e passato, tra l’idea di un’immagine che vuol essere nuova e attuale e, al contrario, la mitologia di un progetto culturale superato. Gli artisti in mostra puntano lo sguardo su questo luogo sospeso, creando immagini caratterizzate da una forte impronta autoriflessiva. Alcuni, tra cui lo stesso Osmolovsky, Dmitry Gutov, Victor Alimpiev, Vladimir Logutov, Stas Shuripa rivendicano lo spazio di un discorso artistico autonomo, di un’opera d’arte indipendente dalla rappresentazione della realtà, esplorando le potenzialità di ogni mezzo espressivo e di ogni genere artistico, da quelli più tradizionali quali pittura e scultura a quelli contemporanei come il video e l’installazione. Altri artisti percorrono una strada differente, recuperando immagini passate e ricaricandole di dinamismo e materialità. Alexandra Galkina, Yakov Kazhdan, Anna Parkina, David Ter-Oganyan si appropriano di un immaginario artistico riconoscibile, dal Suprematismo e Costruttivismo alla cinematografia sovietica d’avanguardia, per crearne uno del tutto nuovo, che parla del proprio tempo, di pressanti questioni politiche e sociali. Queste emergono più direttamente nel lavoro di artisti quali Olga Chernysheva, Sergey Bratkov, Alina Gutkina, che pur con linguaggi molto differenti esprimono un’urgenza di racconto della realtà, dall’umanità post-sovietica alla giovane scena underground alla poesia della vita quotidiana, immagini-documento che interrogano se stesse e il proprio statuto di verità. Un’opera in mostra, realizzata da Arseny Zhilyaev, riassume simbolicamente questo percorso. Creando un monumento-archivio dell’avanguardia radicale degli anni Novanta, Zhilyaev crea una mitologia dell’artista di ieri e, allo stesso tempo, apre il discorso ad un nuovo spazio di creazione rivoluzionaria. L’esposizione include 20 artisti, alcuni dei quali già conosciuti sulla scena internazionale e altri emergenti, che lavorano in una molteplicità di mezzi espressivi, dalla pittura alla scultura, al video alla fotografia all’installazione. Oltre ad opere già esistenti sono incluse numerose nuove produzioni commissionate per l’esposizione.



La mostra è accompagnata da un ampio catalogo, pubblicato da SRR Press, che contiene la documentazione delle opere e saggi di critici italiani e russi.



LISTA DEGLI ARTISTI IN MOSTRA

Victor Alimpiev, Mosca, 1973. Vive e lavora a Mosca.

Alexandra Auerbakh, Mosca, 1985. Vive a lavora a Mosca.

Sergey Bratkov, Kharkiv, Ucraina,1960. Vive e lavora a Mosca.

Olga Chernysheva, Mosca, 1962. Vive e lavora a Mosca.

Alexandra Galkina, Mosca, 1982. Vive e lavora a Mosca.

Dmitri Gutov, Mosca, 1960. Vive e lavora a Mosca.

Alina Gutkina, Mosca, 1985. Vive a Mosca

Iced Architects (Igor Bury - Pavlodar (Kazakhistan) 1961; Ilya Voznesensky - Mosca 1970; Alexei Kononenko - Kiev (Ucraina) 1968; Mikhail Leiken - Volgograd 1962; Vera Samorodova - Shcherbinka (Regione moscovita) 1974; Sergey Sitar - Mosca 1969) Vivono e lavorano a Mosca.

Yakov Kazhdan, Mosca, 1973. Vive e lavora a Mosca.

Elena Kovylina, Mosca, 1971. Vive e lavora a Mosca.

Andrey Kuzkin, Mosca, 1971. Vive e lavora a Mosca.

Vladimir Logutov, Samara 1980. Vive e lavora a Samara.

Anatoly Osmolovsky, Mosca, 1969. Vive e lavora a Mosca.

Anna Parkina, Mosca, 1979. Vive e lavora a Mosca.

Pavel Pepperstein, Mosca, 1966. Vive e lavora a Mosca

Anastasia Ryabova, Mosca, 1985. Vive a Mosca

Sergey Sapozhnikov / Albert Pogorelkin, Rostov-on-Don, 1984. Vivono e lavorano a Mosca

Stanislav Shuripa, South Sakhalinsk (Isola dell’Estremo Oriente appartenente alla Russia), 1971. Vive e lavora a Mosca.

Ter-Oganyan David, Rostov-on-Don, 1981. Vive e lavora a Mosca.

Zhilyaev Arseny, Voronezh, 1984. Vive e lavora a Mosca e a Goteborg.

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Inaugurazione:
Martedì 31 maggio 2011, ore 18.30

Sede:
Casa dei Tre Oci
Sestiere Dorsoduro-Giudecca 43-Venezia

Orario e biglietti:
Ingresso libero. Mar-Dom 10-18.
Servizio gratuito di mediazione culturale

BIENNALIST AT THE VENICE BIENNALE




for 2011 we have the

BIENNALIST CAMP /

CRITICAL RUN DAILY /

PENETRATIONS /

PHOTOGRAPHY CALLING /

FLASH MOB ABOUT EMERGENCIES /

RUMORS ART /

we will work on the thematic "ILLUMInations .

and include immediatly on the spot emergencies following www.emergencyrooms.org

and more

FEMINIST AND GAY ISSUES THE IMPORTANCE OF THE OTHERS




Nicola Ruben Montini invited the Greek artist Olympia Polymeni to show her works in his home/studio Space4828 of Venice. The two artists first met at Central Saint Martin's College in London, where they focused their interest on gender studies, a research area not covered by the academic system in their native Countries, Italy and Greece.

Feminist and gay issues, The Importance of the others is an open studio perceived as dialogue between the works of two artists who defines themselves as gay activist and a feminist artist.

The statement of the exhibition is the margin between the two works in which both artists have resorted to use cinematic references to explicit their research: the videos Sorry (by NRM) and Beware of the Cross (by O.P.).

Part of the performative research of NRM incorporates the language of feminist performance addressing to issues related to homosexuality, in an attempt of re-enacting the subversive intent and searching for the crudity of the radical feminist direct language, with paradoxical results. In her paintings and sculptures Olympia Polymeni does not appear assertive in telling the women’s condition but rather seems to find the screen of formality and tone of blunt aesthetic "more diplomatic" and allusive. In both cases, it problematizes the machismo as a discourse on violence. Subverting a balance of power becomes an exercise in elegance and sometimes shamelessness.

Chiara Trivelli

All works by Olympia Polymeni are Courtesy of Sartorial Contemporary Art Gallery (London).

http://www.space4828.com

It is a live-work studio in Venice, Italy, where I, as a performance artist, curator and resident, curate shows, talks, screenings and events related to contemporary art. It aims to create a platform for discussion and research on contemporary art, with a focus on emerging trends from around the world.

cerchi un posto per pernottare nei giorni della Biennale...




Coniglioviola art group and the non-profit organization Kaninchen-haus are promoting the international OPEN CALL for the 1st edition of Pirate Camp that will take place in Venice during the 54th International Art Exhibition La Biennale di Venezia.
“The Stateless Pavillion” is the title and theme of the 1st Pirate Camp: an invitation to focus on the theme of extraterritoriality seen as a natural and necessary condition for being-an-artist. A theme which finds it symbolical representation in the project’s two key-figures: the pirate and the encamped. The status of not-belonging-to-any-place (wheter real, common, cultural or symbolical), living on the edge, on the one hand consigns the artist to a condition of marginality, on the other it grants him a privileged point of view in representing and discussing the world.

The statelessness theme earns a special meaning when related to the context of La Biennale di Venezia, whose absolute peculiarity resides in the representation of national identities.

The Stateless Pavillion theme will develop as follows:

*) the 16 pirate-camp artists will be invited to develop specific art projects related to the theme
*) the 16 pirate-camp artists will follow a dedicated seminar with relevant guests which will also be open to an external public audience.
1.Requirements
The competition is open to artists from all over the world between 20 and 35 years old, currently working in the specific sector of visual arts, without restrictions of approach or medium.
2.Place of Residence
The “Pirate Camp” program has a peculiar nature as a residency and takes place in a campsite.
The first Pirate Camp will host 16 international artists in as many pirate-tents.
Each and everyone of the 16 selected artists will be able to design the inside of the tent according to his/her work and identity.
3.Site, Length and Period of Stay
For the first stage of the program, the Pirate Camp will be held in Venice.
The exact place where the camp will rise will be announced on 31st of May.
The period of stay is between May 31 and June 6, 2011 during the opening of the 54th Biennale di Venezia.
4.Activities
“THE STATELESS PAVILLION” seminar.
meetings and discussions with the press, the public and the art professionals.
5.Reward
Each artist selected by the open call will be given: 1 tent to set up and personalize inside, coverage of travel expenses, breakfast (at least…).
6.Requested Documents
1. artist’s contact details
2. artist’s personal details and studies
3. artist’s profile including: CV and a letter of motivation
4. a selection of significant artworks (you can upload from a minimum of 5 to a maximum of 10 jpeg images and, optionally, a maximum of 3 links to your video/audio projects)
5. copy of an ID document/passport or a valid stateless document.
Incomplete applications will not be taken into consideration.
On submitting the application, the candidate agrees to the terms and conditions of the call itself: consent for the use of personal details, consent for reproduction by any means of his/her artwork in order to publish it or/and advertise the event itself.
7.Way of application and selection criteria
In order to APPLY the candidate has to LOGIN/REGISTER on pirate-camp.org website and has to fill the on-line participation form with the requested documents.
Every project and/or artwork sent by the candidate will be stored in the archives of the pirate-camp project and may be used only to promote the event itself.
The selection board will adopt the following criteria to evaluate the applications:
quality of the submitted works, relevance to the theme of the open call.
8.Deadlines
The application deadline is Sunday May 8, 2011
Selected applicants will be announced, via e-mail and website, by May 15, 2011.
9. Infos
For furher informations you can contact us using the on-line form.
APPLY NOW!

mercoledì 4 maggio 2011

Padiglione Russo




Andrei Monastyrski e Collective Actions sono faranno una installazione appositamente per il Padiglione Russo alla Biennale di Venezia 54PthP.

Le azioni collettive gruppo (i suoi membri sono Nikita Alexeev, Elena Elagina, Georgy Kizevalter, Igor Makarevich, Andrei Monastyrski, Panitkov Nikolai, Sergei Romashko, e Sabine Hänsgen; Nikita Alexeev e Georgy Kizevalter lasciato il gruppo nel 1983 e 1989 rispettivamente) è stata fondata da Monastyrski nel 1976 e continua il suo lavoro fino ad oggi.

Boris Groys, curatore della mostra, ritiene che "è stato il primo esempio in Russia, del tipo di arte che porta lo spettatore fuori dal suo abituale stato passivo e gli offre un ruolo attivo nella creazione di un evento artistico. "


tutte le info al sito http://www.ruspavilion.ru

Mobility & Memory



Questa è la terza partecipazione del Macao Museum of Art, sotto l’egida del Civic and Municipal Affairs Bureau, alla 54. Esposizione Internazionale d’ Arte – la Biennale di Venezia. Il tema scelto dagli artisti di Macao è “Mobility & Memory”: in un contesto di rapida evoluzione, come possiamo affrontare l’abbandono dei nostri vecchi valori culturali e l’impatto con il nuovo?

Artisti: Edgar André Borrego Martins, James, Chu Cheok Son, Alice Kok, João Jorge Magalhães and Mafalda Vilaça Botelho

Organizzazione: Macau Museum of Art, under the Civic and Municipal Affairs Bureau of Macau, P.R. China

Curatore: Ng Fong Chao

Sede: Arsenale, Campo della Tana, Castello 2126/A, 30122 Venezia

Inaugurazione: 2 giugno alle 16.00

www.artmuseum.gov.mo - www.artecommunications.com

Neoludica




Arte e gioco: in quante forme si può declinare questa relazione? L’arte è un gioco, diceva Duchamp, e i giochi sono arte. L’ingresso dei videogiochi nella danza delle Muse ha arricchito ulteriormente questa relazione: i videogiochi sono un’arte, e hanno avuto, negli ultimi anni, un impatto determinante sulle altre arti: dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti visive. Si collocano al crocevia tra forme produttive e culturali molto differenti, ed è proprio l’anomalia di questo incontro/ scontro che li rende terribilmente interessanti. Neoludica è un evento che vuole esplorare a fondo queste relazioni.

Artisti: Alessandra Rigano e Federico Castronuovo ‘Serenata’, Auriea Harvey e Michael Samyn ‘Tale of Tales’, Lorne Lanning e Sharry McKenna ‘Oddworld’, Paolo Della Corte, Marianna Santoni, Nino Mustica, Mikayel Ohanjanyan, Samuele Arcangioli, Massimo Giuntoli, Gabriella Parisi, Matteo Bittanti + IOCOSE, Marco Brambilla, Tonylight, Marco Cadioli, Mauro Ceolin, Damiano Colacito, Eva & Franco Mattes, Les Liens Invisibles, Molleindustria, Antonio Riello, Federico Solmi, Santa Ragione, Stefano Spera, Carlo Zanni, Miltos Manetas, Vjvisualoop, Tibe, Jan Vormann

Organizzazione: E-Ludo Lab, Musea

Curatori: Debora Ferrari, Luca Traini, Andrea Ferrari, Ambra Bonaiuto, Salvatore Mica, Matteo Bittanti, Domenico Quaranta, Elena Di Raddo, Alessandra Coppa, Mauro Nicolini

Sedi: Sala dei Laneri, Santa Croce 113/A, 30135 Venezia, 1 Giugno - 27 Novembre

Centro Culturale Candiani, 30174 Venezia - Mestre, 1 Giugno – 31 Ottobre

www.neoludica.it

FROG-TOPIA HONG-KORNUCOPIA




L’artista cinese Frog King utilizza la “rana” come suo simbolo e alter ego. Frog-topia è lo spazio mentale in cui egli colloca i suoi valori artistici. L’artista – che vive a Hong King, Cina, e si esibisce a livello internazionale – utilizza Frog-topia come mezzo per trascendere le convenzioni artistiche presenti in ogni forma di comunicazione.


FROG-TOPIA HONG-KORNUCOPIA

Artista: Kwok Mang-Ho (A.K.A. Frog King)

Commissario: Wong Ying-Wai, Wilfred

Organizzazione: Hong Kong Arts Development Council

Curatori: Benny Chia, Tsang Tak-Ping And Wong Shun-Kit

In collaborazione con: Hong Kong Fringe Club

Co-organizzazione a Venezia: Arte Communications

Sede: Arsenale, Campo della Tana, Castello 2126 – 30122 Venezia

Partecipazione di Andorra



Il Governo di Andorra partecipa per la prima volta, attraverso il proprio Ministero della Cultura, alla 54a Esposizione d’Arte-Biennale di Venezia. E lo fa per mezzo delle creazioni di due artisti andorrani, la cui opera si esprime sotto un comune denominatore: “l’analisi degli aspetti legati alla soglia della percezione”.

L’artista Helena Guàrdia, per via di fotografie manipolate con delle tecniche vicine a quelle dell’artigianato, mette in questione l’attegiamento degli spettatori passivi.

Francisco Sánchez solleva, con i propri dipinti, l’argomento dell’importante sfasamento tra tecnologia e persone. Anzi, il più grande della storia.

Il termine generale ILLUMInazioni proposto da Brice Curiger, Direttrice della presente edizione della Biennale, va alla ricerca della connessione tra le molteplici partecipazioni alla mostra. Gli artisti andorrani aggiungono ormai, alla polisemia di quel termine, la poetica accezione “creare nuova vita oppure nuovi significati”.


ANDORRA – Oltre la visione

Artisti: Helena Guàrdia Ribó, Francisco Sánchez Sánchez

Curatori: Paolo De Grandis, Josep M. Ubach Bernada

Commissario: Pedro de Sancristóval y Múrua

Sede: Chiesa di San Samuele, Campo San Samuele, 30124 Venezia

Inaugurazione: 2 giugno alle 18.30

www.artecommunications.com

ANITA SIEFF Psyche

ANITA SIEFF Psyche
Ca' Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna Sala 10
4 giugno – 21 agosto 2011

In concomitanza con la 54 Biennale di Venezia il Museo di Ca' Pesaro ospita presso la sala 10 una video installazione di Anita Sieff.

L'elemento pervasivo nei video sperimentali di Anita Sieff è Amore, entità che l'artista definisce come l'invisibile motore di ogni cosa in quanto principio di integrazione. L'indagine che l’artista ci sottopone in questa installazione audio-video si misura con il mito di Eros e Psiche per esplorare la natura del sensibile che può solo essere scoperta sviluppando una diversa attenzione. L’intento di Sieff è, da una parte, mettere in gioco l'apparente egemonia dell'esperienza del vedere ponendo in risalto la percezione attraverso il sentire, l'invisibile come parametro, dall’altra, investigare la dimensione della sincronicità in quanto sostiene che sia nello stato psichico interiore, che in quello fisico, esteriore, si esprima la stessa realtà. “La realtà è cibernetica e ottuplice, comprende corpo e mente, spaziotempo e cyberspazio” è quanto afferma la docente nel video. E' un’indagine nella natura della dimensione percettiva e si situa in quello spazio indefinito che sfugge alla razionalità della mente. Nel far risaltare la differenza tra visibile e sensibile-invisibile l'artista sottolinea la difficoltà che l'essere umano ha di prestare attenzione a ciò che rimanda all'essenza delle cose e la sua incapacità di fidarsi di ciò che si dischiude come un più vero e ampio significato. L'installazione video e audio si ispira al viaggio di Psyche nell'Ade e lo svela come viaggio nell'inconscio, una dimensione dove il sé, Psiche, scopre il proprio valore "essenziale" e quindi la sua implicita volontà di essere proiettata nel mondo. Eros ne è il principio di germinazione. Trovare se stessi e il coraggio di scegliere, anche se questo significa fare un viaggio negli inferi, o nell’inconscio, diventa quindi il modo per riannodare con la propria origine e per emanciparci. La ricerca artistica di Anita Sieff pone sempre in primo piano l’urgenza dell’incontro con il proprio destino personale, in quanto implicita destinazione. Psiche viene accompagnata dalla propria famiglia in lutto su un’altura da cui lei, vestita da sposa, si allontanerà con coraggio, incedendo con un bellissimo abito nuziale verso l’ignoto, fino a sparire alla loro vista. Sarà questa esperienza assolutamente anomala e personale a consentirle di incontrare Eros e di riunirsi con la propria natura divina nel matrimonio sacro.

Il video apre con la dichiarazione: ”Non vedere non significa necessariamente non sapere” e rimanda all’infinita complessità della psicologia umana di azzerare il dispositivo di verifica razionale mentale per farsi attraversare dall’esperienza del conoscere.

Le riprese di questo viaggio negli inferi fatte a Ca’ Pesaro hanno come sfondo il ciclo Il Poema della Vita Umana (La Luce, Le Tenebre, L’Amore, La Morte e Cariatidi) realizzato da Giulio Aristide Sartorio per il Salone Centrale all’Esposizione di Venezia del 1907.

La parte relativa agli effetti speciali dell'installazione è a cura dello sponsor tecnico EDI Effetti Digitali Italiani Milano.

Catalogo: Il Canneto Editore, con testi di Giulio Alessandri, Pierluigi Basso, Giuliana Conforto, Marco Ferraris, Silvio Fuso.

Sede: Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce, 2076, Venezia
Orario: 10/18 (biglietteria 10/17); chiuso lunedì

TRA - EDGE OF BECOMING




Venezia, Palazzo Fortuny
4 giugno - 27 novembre 2011

La Fondazione Musei Civici di Venezia e la Fondazione Vervoordt presentano TRA. EDGE OF BECOMING - una mostra curata nei minimi dettagli che espone più di 300 opere presso Palazzo Fortuny, esplorando i collegamenti trasversali tra luoghi, storia, patrimonio creativo ed esperienza universale. L'esposizione sarà aperta al pubblico dal 4 giugno al 27 novembre 2011.

Seguendo la scia della trilogia ARTEMPO (2007), ACADEMIA (2008) e IN-FINITUM (2009) acclamata a livello internazionale, TRA. EDGE OF BECOMING (2011) raccoglie la ricca eredità di Mariano Fortuny, le ispirazioni wabi di Axel Vervoordt, le riflessioni del pensatore economista Bernard Lietaer, dello scienziato Eddie de Wolf e dell'architetto Tatsuro Miki (Taro), con lo scopo di creare un'esperienza estetica, intellettuale ed illuminante per incoraggiare il visitatore a guardare il mondo attraverso l'arte.

La mostra trasformerà i quattro piani di Palazzo Fortuny in un percorso espositivo dove il dialogo e l'interazione tra le opere, il visitatore ed il medesimo spazio è di fondamentale importanza. Alcuni degli
artisti più importanti al mondo avranno il loro posto all'interno dell'esposizione, tra questi Marina Abramovic, Miquel Barcelò, Eduardo Chilida, Fernand Léger e Kazuo Shiraga. Alcuni artisti hanno realizzato le loro opere appositamente per questa mostra, come Massimo Bartolini, Maurizio Donzelli, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Hiroshi Sugimoto, Kim Soo-Ja, Gunther Uecker e Carl Michael von Hausswolff.

L'Atelier di Mariano Fortuny, al primo piano del Palazzo, e tre sale laterali del secondo piano che saranno aperte per la prima volta per ospitare parte di questa eccezionale esposizione.

Il titolo della mostra TRA è stato scelto per i suoi tanti significati. In primo luogo, può essere letto al contrario per formare la
parola “art”. Se considerato preposizione, il suo significato è proprio “nel mezzo” ed “ all'interno”, ed evoca allo stesso modo qualcosa che va “oltre” o “in avanti”. TRA è termine di uso comune anche in molte parole del Sanscrito come “mantra”, “tantra”, “yantra”. Mantra è la traduzione letterale della frase
“veicolo o strumento del pensiero” ovvero l'uomo pensante, e tra, ovvero strumento o mezzo. “Tantra” è l'antico sistema di conoscenza che collega l'energia sessuale e cosmica. “Yantras” sono i segni ed i disegni che fungono da canali conduttori della guarigione energetica.

TRA mette in relazione l'idea di purificazione attraverso una trasformazione rituale e creativa. Costituisce anche lo spazio tra due dimensioni ed evidenzia il momento di passaggio verso nuove esperienze. In questo senso, TRA si collega anche alla nozione giapponese di “ma” che indica il vuoto, uno spazio positivo tra due oggetti. Il sottotitolo della mostra, EDGE OF BECOMING (“Soglie del divenire”), si riferisce al vuoto che conduce ai possibili poteri dell'energia. TRA. THE EDGE OF BECOMING ricerca l'equilibrio guaritore e l'interazione creativa che spiega ogni inizio.

Gli artisti in mostra Marina Abramovic, Carla Accardi, Giovanni Anselmo, Janine Antoni, Adolphe Appia, Bae Bien-U, Ida Barbarigo, Miquel Barcelò, Matthew Barney, Massimo Bartolini, Davide Benati, Gerrit Adriaensz Berckheyde, Bertozzi e Casoni, Alberto Biasi, Ali-ghiero Boetti, Otto Boll, Vincenzo Bonomini, Monica Bonvicini, Davide Boriani, ıMichaël Borremans, Tania Bruguera, Peter Buggenhout, Alberto Burri, Jean-Marie Bytebier, Francesco Candeloro, Fernando Garbellotto, Felice Casorati, Vincenzo Castella, Chen Zhen, Pieter Claeissins, Antoni Clavé, Francesco Clemente, Niccolò Codazzi, Gianni Colombo, Dadamaino, Berlinde De Bruyckere, Pieter De Hooch, Riccardo De Marchi, François de Nomé, Filippo De Pisis, Gabriele De Vecchi, Olivier Dollinger, Désirée Dolron, Maurizio Donzelli, Piero Dorazio, 2 Marcel Duchamp, Pablo Echaurren, Luciano Fabro, Lara Favaretto, León Ferrari, Lucio Fontana, Mariano Fortuny y Madrazo, Mariano Fortuny y Marsal, Franciabigio, Adam Fuss, Cristina Garcia Rodero, Alberto Giacometti, Raimund Girke, Anthony Gormley, Francisco Goya, Gotthard Graubner, Cao Guimarães, Henri-Joseph Harpignies, Gary Hill, Sadaharu Horio, Ilya & Emilia Kabakov, Wassily Kandinsky, Tanyu Kano, Anish Kapoor, Kcho, Paul Klee, Susan Kleinberg, Osamu Kokufu, Jannis Kounellis, Mitsuko Kuebli, Luisa Lambri, Walter Leblanc, Fernand Léger, Osvaldo Licini, Robert Longo, Heinz Mack, Alberto Magnelli, Robert Mallet-Stevens, Man Ray, Piero Manzoni, Enzo Mari, RaΠaela Mariniello, Alberto Martini, Gordon Matta-Clark, Sebastián Matta, Fausto Melotti, Ana Mendieta, Marisa Merz, Meekyoung Shin, Sabrina Mezzaqui, Domi Mora, Mattia Moreni, Michel MouΠe, Saburo Murakami, Esther Giles Nampitjinpa, Shirin Neshat, Rivane Neuenschwander, Louise Nevelson, Renato Nicolodi, Mario Nigro, Francesco Nonino, Hans Op de Beeck, Roman Opalka, Giulio Paolini, Lygia Pape, Giuseppe Penone, Otto Piene, Giovanni Battista Piranesi, Hugo Pratt, Kichizaemon Rakú, Araya Rasdjarmrearnsook, Gerhard Richter, Auguste Rodin, Bernardí Roig, Mark Rothko, Doris Salcedo, Remo Salvadori, Alberto Savinio, Jan Schoonhoven, Richard Serra, Conrad Shawcross, Fujiko Shiraga, Kazuo Shiraga, Kimsooja, Jesús Rafael Soto, Ettore Spalletti, Dominique Stroobant, Hiroshi Sugimoto, Antoni Tàpies, Pascale Marthine Tayou, Marco ıTirelli, Celestino Turletti, James Turrell, Luc Tuymans, Günther Uecker, Giuseppe Uncini, Camiel Van Breedam, Joos Van Cleef, Alex Van Gelder, Emilio Vedova, Jef Verheyen, Giorgio Vigna, Nanda Vigo, Carl Michael von HausswolΠ, Carl Julius von Leypold, Harmen Willemsz Wieringa, Maaria Wirkkala, Gao Xingjian, Jiro Yoshihara

I curatori
Il team di curatori di TRA. EDGE OF BECOMING è composto da Daniela Ferretti, Rosa Martinez, Francesco Poli ed Axel Vervoordt

La musica
Il musicista, compositore e professore belga Mireille Cappelle ha creato appositamente per TRA un'architettura sonora, ispirata dalle idee e concetti che stanno dietro l'esposizione. Collaboratore di lunga data della Fondazione Vervoordt e del Palazzo Fortuny, Cappelle ha anche creato Anello per Artempo, Naga per Academia e Sunyata per In-finitum. Riferendosi a TRA. EDGE OF BECOMING Cappelle commenta: “Le architetture sonore sono destinate ad esistere in spazi che vibrano all'unisono.

Rappresentano una riflessione uditiva per tutto ciò che è presente. Ogni visitatore che entrerà in questo spazio diventerà parte di questa architettura con la sua respirazione, le sue parole, i suoi passi...”.

Un cofanetto contenente i brani musicali delle tre esposizioni sarà disponibile presso Palazzo Fortuny.

Il catalogo TRA sarà accompagnata da un catalogo riccamente illustrato pubblicato in inglese, italiano e francese dallo Studio Luc Derycke and MER Paper Kunsthalle, Ghent ed in collaborazione con Skira per la distribuzione italiana. Il catalogo, edito da Axel Vervoordt, conterrà alcuni saggi di Francesco Poli, professore presso l'Università di Torino e Milano, critico d'arte e specialista dell'Arte Povera, di Rosa Martinez, curatrice professionista, critica d'arte e consulente artistica internazionale e di Axel Vervoordt, presidente della Fondazione Vervoordt. I cataloghi con copertina morbida contenenti saggi ed immagini saranno risponibili prima dell'apertura della mostra.

La Fondazione Bevilacqua La Masa eventi nei giorni della Biennale




La Fondazione Bevilacqua La Masa presente in concomitanza alla Biennale di Venezia per quattro interessanti iniziative nelle sue diverse strutture attive nella città di Venezia, dimostrando un positivo raro fermento artistico.

La prima iniziativa è presso Palazzetto Tito si svolgerà la mostra di Enrico David dal titolo “Repertorio Ornamentale” curata da Milovan Farronato . Si tratta della prima personale in Italia di questo artista ancotano che per diversi anni ha lavorato a Londra con importanti riscontri, come la recente partecipazione alla finale del Turner Prieze. Il suo lavoro si incentra sulla corporeità e sui suoi misteri, cosa che spiega la frequente comparsa nei suoi quadri di manichini memori di sapore surrealista: tutto nasce dal corpo, sembra dirci l'artista, con le sue più basse e le sue più alte aspirazioni. Di conseguenza, l'artista si interessa allo spazio abitato in quanto luogo nel quale il corpo vive: uno spazio che da sempre l'umanità ha cercato di rendere accogliente attraverso ornamenti.

Nella Galleria di piazza San Marco, si svolgerà la mostra del gruppo artistico Xijing Men, composto da Chen Shaoxiong (Shantou, 1962, Cina), Tsuyoshi Ozawa (Tokyo, 1965, Giappone) e Gimhongsok (Seoul, 1964, Corea). Il collettivo opera da circa cinque anni ed è tra le realtà emergenti più attive nel contesto artistico asiatico. La rassegna è organizzata con l'associazione non profit Arthub Asia ed è curata da Beatrice Leanza. La parola Xijing significa “capitale dell'Ovest”, un'invenzione geopolitica che accomuna in modo fittizio Beijing (capitale del Nord), Nanjing (capitale del Sud) e Tokyo/Dongjing (capitale dell’Est). Il progetto Xijing è concepito come un'esplorazione in cinque capitoli aperti ed è frutto di una ricerca che diparte dall’ambito letterario della geografia fantastica e della cartografia di immaginazione. In mostra, un'installazione in grande scala e una serie di video documenti dove la storia, la politica, l'economia e la composizione urbana si intrecciano a raccontare il luogo chiamato Xijing.

Sempre negli stessi spazi, ma nelle vetrine della galleria, si realizzerà anche l'iniziativa Terrarium For Two Publishers, un allestimento con le pubblicazioni di Three Star Books e Thea Westreicht/Ethan Wagner Publications. L'installazione progettata dall'artista tailandese Rirkrit Tiravanija che resterà visibile fino al primo luglio, é un terrarium nel quale i libri di entrambi gli editori sono confortevolmente annidati. Il terrarium é una ripresa della lunga storia della vetrina nell'arte – degli acquari di Jeff Koons e Damien Hirst, e delle investigazioni naturalistiche dell'artista Mark Dion. Anche la possibilità di esibire libri come parte di un'installazione ha una ricca ascendenza. Artisti da Heimo Zobernig a Vito Acconci hanno progettato esposizioni di libri nell'ultimo decennio. L'attuale installazione segna la seconda collaborazione per gli editori francese e americano, nonché la scelta di un artista con il quale entrambi gli editori hanno lavorato.

Conclude le proposte della Fondazione Bevilacqua La Masa l’Open Studios – Atelier BLM 2011 che avrà corso dal 31 Maggio al 5 GIU con l’ apertura degli atelier per giovani artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa.
Sono 12 giovani artisti: Nico Angiuli, Lia Cecchin, Nebojša Despotovi?, Nina Fiocco e Nicola Turrini, Martino Genchi, Giovanni Giaretta, Alessandra Messali, Andrea Napolitano, Luca Pucci, Chiara Trivelli, Aleksander Velišjek, Serena Vestrucci. Che hanno operato nell'area triveneta e che hanno lavorato per un anno nelle sedi di Palazzo Carminati e dell'ex convento dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca
Infatti ogni anno la Fondazione assegna tramite un bando di concorso dodici studi d’artista che possono essere impiegati da giovani talentuosi come atelier personali. Questi spazi diventano luoghi di sperimentazione creativa, di contaminazione artistica e intellettuale, di confronto diretto con colleghi e con la critica del settore, attraverso l'org. di visite di curatori e operatori del settore provenienti da istituzioni internazionali di arte contemporanea. Gli artisti hanno la possibilità di presentare le proprie ricerche e le proprie modalità di lavoro al pubblico generale, aprendo gli studi almeno due volte durante l'anno di assegnazione, che si conclude con una mostra finale. Supportano questa la Moleskine, che con i suoi taccuini accompagna gli atelier BLM e contribuisce al progetto per il quarto anno consecutivo. E Stonefly che, con il progetto Stonefly cammina con l'arte, sostiene il lavoro dei 12 assegnatari degli studi offrendo, inoltre, un premio acquisto.

Ulteriori informazioni al sito http://www.bevilacqualamasa.it

Biennale a vendere ...




Per un strano meccanismo la Biennale di Venezia che era nata come una fiera artistica, in cui le opere si potevano vendere durante la rassegna, dagli anni 60 si è trasformata in un evento solamente espositivo simil culturale.

Ma in questi ultimi decenni lentamente si è tornati al commercio. In questi recenti anni alcune gallerie degli artisti selezionati, hanno aperto momentanei uffici per la vendita in riservati appartamenti del centro veneziano.

Recentemente già alcuni lavori ancora prima di essere “visti” son già stati venduti come quello di Yael Bartana artista israeliana ma che rappresenterà il Padiglione Polacco come indicato dall’inserto Arteconomy del Sole24 di sabato scorso, e di cui la Galleria di riferimento Annet Gelink conferma il sold out.

Pare quindi sensato domandarsi se non sarebbe più utile e realistico ritornare alla vendita diretta all’interno della Biennale stessa, in modo tale da far ricadere poi i costi dell’evento stesso sui privati che fanno queste attività e che già spesso devono coprire i costi di produzione, riconoscendone anche un merito.

Così si potrebbe alleggerire l’esborso del sistema pubblico che potrebbe dirottare queste risorse per altri eventi culturali e sarebbe più chiaro il rapporto tra cultura e mercato.

lunedì 2 maggio 2011

Dal 1562 a oggi… si incammina la Biennale di Venezia




Per dare avvio all’evento ILLUMInazioni, coordinato da Bice Curiger nei giorni scorsi sono state rese pubbliche le tre opere del pittore veneziano Jacopo Robusti detto Tintoretto (1518–1594) che faranno parte della 54. Esposizione Internazionale d’Arte e che saranno poste nel Padiglione Centrale ai Giardini. Esse sono

- l’Ultima Cena (proveniente dalla Basilica di San Giorgio Maggiore),
- il Trafugamento del corpo di San Marco e la Creazione degli Animali (entrambe conservate presso le Gallerie dell’Accademia).

Tintoretto ha dipinto il Trafugamento del corpo di San Marco per la Sala Capitolare della Scuola Grande di San Marco tra il 1562 e il ’66. La Creazione degli animali è stata realizzata tra il 1551 e il ‘52 per l’Albergo della Scuola della Trinità come parte di un ciclo ispirato alle storie della Genesi. Infine, la grande tela raffigurante l’Ultima Cena è stata dipinta per la Basilica di San Giorgio Maggiore, ed è una delle ultime e più significative opere del Tintoretto.

Ha dichiarato Bice Curiger: “Questi dipinti di Tintoretto, uno degli artisti più sperimentali nella storia dell’arte italiana, esercitano un fascino particolare per la loro luce estatica, quasi febbrile, e per il loro approccio temerario alla composizione che capovolge l’ordine classico e definito del Rinascimento. Le opere giocheranno un ruolo di primo piano nella mostra, instaurando un rapporto artistico, storico ed emozionale con il contesto locale”.


È stata inoltre nominata la Giuria internazionale della 54. Esposizione Internazionale di Arte che risulta così composta:
Hassan Khan (Egitto) - Presidente della Giuria, artista visivo e musicista sperimentale, vive e lavora a Il Cairo.

Carol Yinghua Lu (Cina), curatrice indipendente e critica d’arte, collabora con diverse testate internazionali come Frieze, Contemporary e Today Art.

Letizia Ragaglia (Italia), curatrice e specializzata in museologia e arte contemporanea, dirige il Museion, Museo d’Arte Contemporanea di Bolzano.

Christine Macel (Francia), scrittrice, critica d’arte, dal 2000 è curatrice capo presso il Centre Pompidou di Parigi.

John Waters (Stati Uniti d’America), cineasta, attore, scrittore, artista e collezionista d’arte, è docente di “Cinema e sottoculture” presso la European Graduate Schoolin Svizzera.

La Giuria assegnerà i seguenti premi ufficiali: Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale; Leone d’oro per il miglior artista della Mostra ILLUMInazioni; Leone d’argento per un promettente giovane artista della Mostra ILLUMInazioni.

Leoni d'oro a Sturtevant e Franz West

A Sturtevant e Franz West i Leoni d’oro alla carriera della 54. Esposizione Internazionale d’Arte


Venezia, 2 maggio 2011 – Sono stati attribuiti all’artista americana Sturtevant e all’artista austriaco Franz West i Leoni d’oro alla carriera della 54. Esposizione Internazionale d’Arte - ILLUMInazioni (Venezia, Giardini e Arsenale, 4 giugno - 27 novembre 2011).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta della Direttrice Bice Curiger, con la seguente motivazione: “per l’unicità e la particolare attualità del loro contributo all’arte contemporanea, e per aver sviluppato un’opera ricca e piena di forza, che invita a vedere la produzione artistica in connessione ad altri ambiti intellettuali”.

Il riconoscimento sarà consegnato ai due artisti ai Giardini della Biennale sabato 4 giugno 2011, alle ore 12, nel corso della premiazione e inaugurazione della mostra.



Sturtevant è nata nel 1930 a Lakewood, nell'Ohio (Usa). Vive e lavora a Parigi.

La sua carriera artistica è unica e affascinante per aver sviluppato un’opera estremamente coerente, letteralmente “all’ombra” delle più importanti sperimentazioni e correnti artistiche del XX secolo. I suoi lavori hanno sollevato le questioni dell’originalità e della paternità dell’opera, molto prima che questi temi fossero oggetto di un intenso dibattito in filosofia e nella teoria letteraria.

Anticipatrice dell’arte concettuale, Sturtevant ha creato repliche dei lavori di artisti quali Marcel Duchamp, Frank Stella, Andy Warhol, Joseph Beuys e, più recentemente, Felix Gonzalez-Torres o Paul McCarthy. È solo a partire dagli anni ottanta che il suo lavoro è entrato nel dibattito artistico, conquistandosi un’eccezionale reputazione negli ultimi anni, particolarmente attraverso lo sviluppo recente della sua opera - presentata nel 2010 al Musée d’Art Moderne de la ville de Paris -che include anche video e performance.



Franz West è nato a Vienna nel 1947, dove vive e lavora.

È uno dei più importanti artisti contemporanei che opera nell’ambito della scultura, ma anche del collage e dell’installazione. I suoi primi lavori sono stati creati intorno all’idea di “Passstücke” (o “Adaptives”), piccole sculture maneggiabili che si completano a contatto del corpo dello spettatore. L’interpretazione di queste opere è rintracciabile nei concetti di “nevrosi” e “protesi”. Allo stesso tempo il suo lavoro affronta un linguaggio estetico che, puntando all’indefinito e all’obsoleto, si collega alle teorie sul corpo, alla psicoanalisi, alla letteratura e alla filosofia in modo spesso grottesco e “disordinato”.

Franz West è indubbiamente un grande innovatore nella scultura, che ha sviluppato come un metalinguaggio, dando rilievo alle sue affinità con le forme organiche e il mobilio. Nel 1992 Franz West ha esposto nel Padiglione austriaco alla Biennale di Venezia. Nel 2010 ha tenuto una grande esposizione itinerante al Museo Ludwig di Colonia, al MADRE - Museo d'Arte contemporanea DonnaREgina di Napoli e alla Kunsthaus Graz.

Days of Yi




Yi Zhou parteciperà alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte con una mostra personale collaterale intitolata “Days of Yi”, organizzata dal Museum of Contemporary Art di Shanghai in collaborazione con Arte Communications. La mostra, curata da Achille Bonito Oliva e Johnson Chang con il coordinamento di Paolo De Grandis, sarà allestita presso lo spazio espositivo “Spiazzi", Castello 3865, Arsenale, Venezia.

Days of Yi ritrae il viaggio di un artista multimediale, le cui opere spaziano dal 2003 al 2011, proponendo i primi lavori con visioni e sogni giovanili di un mondo apocalittico risalenti al 2003 per giungere all’interpretazione del 2011 della guerra e della pace rispetto a un nuovo futuro. La mostra tende a sottolineare un itinerario personale dalle prime visioni giovanili inconsce e tetre dei disastri universali e della natura, ripercorrendo momenti transitori di ricerca personale dell’identità attraverso l’oscuro tunnel del viaggio di ciascuno, fino a raggiungere la luce e la speranza attraverso una migliore comprensione di sé e del futuro nel regno dell’età adulta. L’opera sarà costituita da un pavone vivo, una bottiglia piena di riso e 8 video.

Come affermato dal curatore Achille Bonito Oliva: “La sua opera è frutto di un linguaggio multimediale, la sintesi di cinema, animazione digitale, fotografia, scultura, pittura, disegno e musica contemporanea. In tal modo, anche attraverso il video, l’opera diventa la capacità di rappresentare il tempo nello spazio, di cogliere i transiti scorrevoli della vita dentro una visione frammentaria che riesce a cogliere il presente senza dimenticare il passato, in un dialogo tra diverse culture, Oriente e Occidente. Una sofisticata e sorprendente memoria letteraria permette a Yi Zhou di creare riferimenti alla “Divina Commedia” di Dante Alighieri, al “Decamerone” del Boccaccio, alla storia di Nostalgio degli Onesti, fino ad arrivare al recupero della comicità del “Naso” di Gogol. Tali riferimenti sono felicemente assorbiti da un linguaggio visivo che coglie l’idea di trama (tutta occidentale) intrecciata con uno scorrevole concetto di tempo circolare (tutto orientale)”.



Informazioni sull’artista: Giovane artista cinese che vive tra Parigi e Shanghai, Yi Zhou rappresenta la nuova generazione di artisti di talento sfaccettati e interdisciplinari. Yi Zhou crea installazioni multimediali che abbinano film visionari, animazione 3D, fotografie, scultura, pittura, disegni e composizioni di musica contemporanea. Le sue opere sono presenti a tutte le biennali attualmente organizzate, nonché a tutte le mostre d’arte contemporanea del mondo. È stata nominata tre volte al Sundance Film Festival. I suoi film esplorano il limite tra sogno e realtà, immaginazione e follia, verità e menzogna, vita dopo la morte.

Curatori: Achille Bonito Oliva, Critico d’arte italiano, autore di saggi sull’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’università “La Sapienza”, dagli anni Ottanta organizza anche varie mostre. Nel 1993 ha diretto la 45. edizione della Biennale di Venezia intitolata “Punti cardinali dell’arte” e ha curato alla Biennale di Venezia le seguenti mostre: “Sei stazioni per artenatura. La natura dell’arte” (1978), “Aperto ‘80” (1980) con Harald Szeemann e “Ubi Fluxus Ibi Motus” (1990). Achille Bonito Oliva ha creato un movimento artistico che ha chiamato egli stesso “Transavanguardia”, ossia oltre l’avanguardia, movimento che alla fine degli anni Settanta e negli anni Ottanta si è diffuso in Europa occidentale rifiutando l’arte concettuale e reintroducendo l’emozione nella pittura e nella scultura.

Johnson Chang, curatore, cofondatore dell’Asia Art Archive a Hong Kong, cofondatore del capitolo di Hong Kong dell’AICA, docente ospite della China Art Academy, si occupa attivamente di mostre cinesi in veste di curatore dagli anni Ottanta ed è stato pioniere della partecipazione dell’arte cinese alle mostre internazionali, strumentale dunque per l’affermazione dell’immagine internazionale dell’arte contemporanea cinese degli anni Novanta. Tra le sue mostre ricordiamo la prima partecipazione di Hong Kong alla Biennale di Venezia nel 2001.

Commissario: Paolo De Grandis, presidente di Arte Communications, opera dal 1984 in campo artistico per valorizzare l’arte contemporanea e agevolare la realizzazione di condizioni strutturali che possano stimolare lo sviluppo della produzione artistica contemporanea, della creazione e della ricerca. Grazie all’esperienza acquisita negli anni attraverso scambi internazionali con enti governativi, istituzioni e musei, Arte Communications ha condotto varie attività incentrate sulla presentazione di nuovi paesi alla Biennale e, dal 1995 a oggi, ha organizzato e/o coordinato 81 mostre, di cui 40 partecipazioni nazionali.

Organizzazione: Museum of Contemporary Art, Shanghai
Co-organizzatore: Arte Communications

Artista: Yi Zhou

Commissario: Paolo De Grandis

Curatori: Achille Bonito Oliva, Chang Tsong-zung

Musiche di: Ennio Morricone
Coordinatore: Carlotta Scarpa

Collaboratori: Francesca Romana Greco, François Leturcq, Laetitia GADAN, Yiting Ruan, Yu Chen

Sponsor: CLARINS, Galerie Jerome de Noirmont

Sede: Spiazzi, Castello 3865, Arsenale, Venezia

Vernissage: 1-2-3 giugno 2011 / 10.00 – 19.00 / Inaugurazione ufficiale: 3 giugno 2011
Apertura al pubblico: 4 giugno - 27 novembre 2011 / 10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì escluso il 6 giugno, il 15 agosto e il 21 novembre)
Siti Internet: www.yizhouvenicebiennale.org www.yi-yo.net www.artecommunications.com

domenica 1 maggio 2011

Le proposte contemporanee dei Musei Veneziani.



In concomitanza con la rassegna della Biennale di Arti Visive la Fondazione Musei Civici di Venezia coordinano sempre nei loro diversi spazi interessanti eventi paralleli.

Quest’anno sono previste presso Ca' Rezzonico, stupendo Museo del Settecento veneziano, la mostra “Barry X Ball. Portraits and Masterpieces”. Essa presenta una ventina di installazioni distribuite sui tre piani del museo: ritratti di personalità del mondo dell’arte realizzati in marmi inconsueti e spesso ispirati alla ritrattistica antica e le prime tre sculture della serie Masterpieces. Di queste, Purity ed Envy sono state tratte per mezzo della scansione digitale in 3D dai marmi omonimi di Antonio Corradini e di Giusto Le Court esposti nel museo veneziano, mentre Sleeping Hermaphrodite rielabora il celebre Ermafrodito del Louvre, opera romana del periodo ellenistico su un letto realizzato dal giovane Bernini.
Le installazioni di Barry X Ball presentate nel museo tendono a creare una sincronia tra le opere contemporanee e l’allestimento delle sale, in modo da esaltare la qualità dei dettagli e dei singoli pezzi, sottolineare cromie e forme comuni, guardare all’antico con uno sguardo contemporaneo e vedere ancora una radice antica a fondamento dell’arte contemporanea.



Sullo storico/contemporaneo la proposta a Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte moderna, con le opere di Pier Paolo Calzolari ideata fra l’artista e Silvio Fuso con Daniela Ferretti. Saranno presentati tra l’androne e il secondo piano di Ca’ Pesaro 25 opere dell’artista, realizzate tra il 1968 e oggi. Mentre sulla facciata del Museo, tra le acque del Canal Grande, sarà collocata la scultura Struttura ghiacciante del 1990.
La mostra offre una rara opportunità di osservare la pluralità dell’opera di Calzolari e la sua capacità di coniugare i linguaggi formali più diversi.

Info : www.museiciviciveneziani.it

Anselm Kiefer “Salt of the Earth” + “....in continuum” Emilio Vedova




La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova dal 1 Giugno al 30 Novembre presenta, in contemporanea, due straordinarie e singolari mostre curate da Germano Celant. Salt of the Earth di Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei, che ha realizzato un’installazione espressamente per il Magazzino del Sale, lo spazio restaurato da Renzo Piano per la Fondazione. Nell’ex Studio di Emilio Vedova sarà invece presentato “…in continuum”, l’imponente ciclo costituito da 116 tele, la maggior parte in bianco e nero, realizzate nel 1987/1988. Con queste due nuove esposizioni la FondazioneEmilio e Annabianca Vedova prosegue il suo percorso di dialogo in parallelo, iniziato lo scorso anno con “Louise Bourgeois: the Fabric Works” ed “Emilio Vedova Scultore”, tra l’opera dell’artista veneziano e quella dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea.

Da cosa nasce la scelta di mettere in contatto due mondi apparentemente lontani, seppur in qualche modo tra loro comunicanti? Qual’è stata la logica di intrecciare, seppur metaforicamente, le loro rispettive scritture? Innanzitutto entrambi gli artisti hanno spinto l’arte verso un territorio di purificazione: Vedova cercando di rigenerare un segno o un gesto che rimaneva però sempre uno “spurgo” di vita e Kiefer aspirando a trovare un punto zero, seppur tragico e orrendo, da cui partire per “purgare” la sua palette. Seppur collocate in due ambienti diversi e indipendenti, Kiefer nel Magazzino del Sale e Vedova nel suo studio alle Zattere, le loro ricerche indicano comunque l’intenzione di mettere in crisi le forme codificate: un’iconoclastia tesa alla speranza di trovare una condizione primaria della pittura: un doppio pellegrinaggio, fisico e mentale, che tende al recupero di una forza e di un’energia nuove.

Il titolo dell'esposizione “Salt of the Earth” di Anselm Kiefer fa riferimento all'interesse dell'artista per il processo alchemico, in cui il sale è una componente. Secondo Kiefer, per risvegliarsi dal suo passato e per trovare una nuova dimensione spirituale, l'essere umano deve attraversare diversi stadi di mutazione e l'arte è lo strumento per facilitare questo trapasso e questa rinascita verso una nuova conoscenza del mondo. Per tale ragione l'artista fa ricorso, nei suoi dipinti e nelle sculture, a materiali e procedimenti simbolici come il piombo e l'elettrolisi, l'oro e lo stesso sale. Al tempo stessola vetrina che all’entrata accoglie il pubblico contiene una stufa o un forno, mezzo di trasmutazione e sublimazione della materia, ma anche immagine di una tragica dissoluzione, quella dei forni crematori, da Auschwitz a Dachau. La polarità tra sublimazione e dissoluzione trova un suo punto di equilibrio in un altro elemento dell’intervento di Kiefer al Magazzino del Sale, un insieme spaziale e architettonico, “Das Salz der Erde” (2011), che consiste in una struttura al cui interno pendonofotografie di paesaggi su lastre di piombo sottoposte ad un processo di elettrolisi, che le ha coperte di una patina verde: un colore che sottende la speranza e annuncia l’unione degli opposti. Lo spazio del Magazzino sarà simbolicamente chiuso dall’immagine del triangolo iniziatico che sovrasta il grande quadro “Salz, Merkur, Sulfur” (2011). L'installazione oltre a trovare eco in questo storico contenitore architettonico, è un riflettere sui luoghi attraversati, pieni delle stesse memorie ed esperienze saline e mutanti, quanto costituisce un’ulteriore metafora dell’arte come continua forza attiva, un passo verso le possibili costellazioni del conoscere se stessi.

116 grandi tele di Emilio Vedova formano "... in continuum" (1987/1988), un'opera corale, imponente e drammatica, concepita per esprimere in un’estrema tensione espressiva una visione poetica frammentata, sincopata e transitoria. Attaverso una sovrapposizione anche casuale dei dipinti, che ne costituiscono il pensiero portante, “... in continuum” è una sorta di accumulo "senza inizio e senza fine": l`occasionalità dei contatti e le infinite possibili combinazioni costringono lo sguardo a un incessante movimento per cogliere quell'inesauribile energia. Una stratificazione spettacolare e straordinaria che l'artista ha prodotto nell'arco di un anno. Bianco su nero e nero su bianco “...in continuum” è un muro di partiture che si fondono e si confondono a formare un concerto dove, invece dei suoni “visivi”, le immagini si intrecciano le une con le altre a strutturano insiemi sempre diversi. Nello Studio dell'artista, dove i piani pittorici delle grandi tele ricomposte entrano l'uno nell'altro, occultandosi ed esaltandosi, si crea una profondità infinita ed aleatoria, una materializzazione della forza pittorica del proprio mondo interiore. Nell'antico squero che l’artista aveva scelto per il proprio lavoro, il bianco e il nero ininterrottamente mutevoli di "... in continuum" richiamano da un lato la mobilità dell'acqua su cui Venezia stessa vive e si rispecchia, dall'altro restituiscono in una drammatica tensione residui arcaici, immagini infrante, sedimenti profondi. "... Acqua/plasma - mobilità ambigua - Flusso... continuo..." - "Specchi... echi infiniti, rimandi visivi, memorie, vertigini precipiziali", come Vedova stesso scriveva.

www.fondazionevedova.org

PERSONAL STRUCTURES




As part of La Biennale di Venezia 2011, "Personal Structures" presents 28 artists from 5 continents, representing 12 countries, brought together in an extraordinary combination. Established artists next to artists whose oeuvre is less known. What they have in common is a dedication to the concepts Time - Space and Existence.

Each artist presents recent artworks, either site-specific, especially made for this exhibition, or coming directly from the artist's studio. Their strong statements give each of the 24 rooms in Palazzo Bembo a very specific atmosphere. Four rooms will present a combination of two artists. The exhibition shows a broad variety of artistic media, such as: videos, sculptures, paintings, photos, installations with light, wallpaper and performance.

Since the participating artists have their origin in diverse cultures and are of very different age, Time - Space and Existence are highlighted from unusual points of view. PERSONAL STRUCTURES therefore will stimulate a more conscious relation from the spectator towards his daily surrounding and help to enlarge the spectator's awareness for his/her own personal Existence as a human being within a specific Space and Time.

The exhibition PERSONAL STRUCTURES is part of an international art project. It was initiated in 2002 by the Dutch artist Rene Rietmeyer, who noticed that even in the most distant corners of the world, there are artists working with Time - Space and Existence, thereby expressing themselves in a very personal way. This observation led to the idea of bringing several of these artists together in publications, exhibitions and symposia.

The invited artists for 2011 are:
Marina Abramovic (RS), Carl Andre (US), Herman de Vries (NL), Toshikatsu Endo (JP), Johannes Girardoni (US), Peter Halley (US), Joseph Kosuth (US), Melissa Kretschmer (US), Lee Ufan (KR), Ma Jun (CN), Tony Matelli (US), Judy Millar (NZ), Tatsuo Miyajima (JP), Francois Morellet (FR), Hermann Nitsch (AT), Roman Opalka (FR), Thomas Pihl (NO), Miriam Prantl (AT), Andrew Putter (ZA), Arnulf Rainer (AT), Rene Rietmeyer (NL), Yuko Sakurai (JP), Sasaki (JP), SEO (KR), Lawrence Weiner (US), Maik Wolf (DE), Xing Xin (CN), Zou Cao (CN)

Palazzo Bembo will be home of the exhibition PERSONAL STRUCTURES. The Palazzo is located in front of the Rialto Bridge, facing the Grand Canal.

The exhibition can be visited at the 900 m2 second floor of Palazzo Bembo, 4 June until 27 November 2011.

other info : http://www.venice-exhibitions.org/

Padiglione Rumeno: PERFORMING HISTORY




After twenty years of contradictory transition toward democracy, in the Eastern European contemporary art, the moralizing neoliberal paradigm has generated a counter-paradigm that aims to accommodate the structural discontinuity of the East, questioning the very legitimacy of the project of modernity with renewed understanding and a heightened degree of responsibility.

With the intention of articulating a nuanced position and of contributing to this ongoing effort of re-evaluation, Performing History aims to highlight the manifest specificity of Eastern Europe Avant-garde through a trans-generational dialogue structured around the idea of art as an alternative, unrestricted and obstinate performance of history.

The project focuses on the essential role played by the work of Ion Grigorescu (born in 1945), an iconic figure of the avant-garde attitude in Romania, in the re-reading of history. Grigorescu made an invaluable contribution to the shaping of a critical consciousness capable of articulating a genuinely universal critique in rationalist-discursive, performative and artistic terms. A forerunner of the conceptual and performative use of the body as an artistic medium in Romania since the early '70s, Grigorescu is also one of the very few Romanian artists who have radically and conceptually illustrated contemporary concerns in perfect synchronicity with his time. His actual artistic discourse, that re-contextualizes older works in relation with new ones, is in itself an ongoing reevaluation of history.

Describing an arch over time, the younger artists Anetta Mona Chişa & Lucia Tkáčová reactivate historical references and convert them into new meanings and experiences, forging liaisons between generations and probing critical and ethical continuity. The two artists have been working together since 2000. Their work attempts to bring to a more global consciousness a state of constant introspection, of curiosity in exploring the world they live in, and of the complex relationship between the individual and the collective in contemporary society.

The catalogue, will be a special issue of the Idea arts+society magazine, edited by the author and theorist Bogdan Ghiu—who had an essential input in the project since inception. The editorial concept charts the evolution of the arts within the political and philosophical framework of a region undergoing a process of self-reinvention. Critics, curators, art historians, sociologists, philosophers from the former Eastern block were invited to contribute.


In collaboration with Vasile Dâncu and The Romanian Institute for Assessment and Strategy (IRES) a sociological project of interaction with the audience will be developed. The aim of the study is to identify—within the European context—the Westerners' perceptions on the East in general and on communism in particular, but also to assess the recollection of communism and the stereotypes referring to capitalism from the Easterners' point of view.


Maria Rus Bojan is an art critic and curator who lives and works in Amsterdam. She has been a curator at the Art Museum of Cluj, and the general director of the Sindan Cultural Foundation in Bucharest. She curated several international exhibitions, including "GENE.ET.RATIO ULTIMA RATIO" (2005, Centro Parraga Murcia, Spain), "Ready Media" (2008, NIMK Amsterdam, Contemporary Art Museum, Belgrade), "Locked-In" (2008, Casino Luxembourg), "Strategies for Concealing" (2008, C-Space Beijing), and "Tales of the Unexpected" (2010, Art Rotterdam). Since 2010, she has been the director of the curatorial and international program of Art Rotterdam.

Ami Barak is an independent curator and art critic based in Paris. He has curated numerous international exhibitions in the past few years, for instance "House Trip", ArtForum Berlin (Berlin, 2007); "Can Art Do More?" (Jerusalem 2008); "Re-construction", Young Artists Biennale (Bucharest 2008); "Elixirs of Panacea" Palais Benedictine (Fecamp 2010), among many others. His most recent curatorial project was "Art for the World: City of Forking Paths", the Sculpture Project of the Expo Boulevard at the World Expo Shanghai 2010. He is currently a Lecturer at the Paris Sorbonne I University, works as an art adviser, and is a permanent collaborator for the magazine IDEA arts+society.

Bogdan Ghiu is a writer, journalist, and essayist based in Bucharest. He has published an impressive number of books on literature, philosophy, poetry, media theory, and literary criticism. He has written essays on art, communication, and the post-modern world. He studied under Jacques Derrida, and has also translated most of the French theorists into Romanian, including Derrida, Foucault, Deleuze, and Bourdieu.


Artists:
Ion Grigorescu, Anetta Mona Chişa & Lucia Tkáčová

Curators:
Maria Rus Bojan and Ami Barak
With the special collaboration of the writer Bogdan Ghiu

Commissioner:
Monica Morariu
Deputy Commissioner:
Alexandru Damian

Padiglione Macedone




LEAP

Republic of Macedonia is represented by two projects at the 54. International Art Exhibition in Venice– La Biennale di Venezia. One of them is the installation LEAP, which should take place in Palazzo Pesaro Papafava in Venice.

LEAP is a story based on the ideas of the German philosopher Friedrich Nietzsche about man's struggle to surpass himself, the possibility to grow beyond himself, to leap beyond the limits of reality he himself creates. It can also be understood as a metaphor of the current conditions in Macedonia and the world.

The installation consists of three complex, hyper-realistic and larger than life size sculptures of the same man in three situations. The connection between the sculptures—a man carrying himself, a man leaping over himself and a man rising above himself—is man's eternal strife to transcend himself. The author of these sculptures is Žarko Bašeski.

Žarko Bašeski (1957) graduated from the Faculty of Fine Arts in Skopje in 1988. He got his M.A. at the same institution in 1998. In 2000, he was appointed assistant professor of sculpting, sculpting techniques and drawing and in 2005 he became associate professor, while currently he works as a full professor at the same Faculty.

Bašeski is a sculptor whose monumental bronze sculptures stand on several city squares in his country, such as the statue of Alexander the Great (Prilep) and the horseman sculptures of the Macedonian national heroes Goce Delčev and Dame Gruev, in the capital city centre (Skopje).

In his project LEAP, Bašeski's turns towards the ordinary man. By returning to the man and man's body as the main subject of his sculptures, Bašeski is trying to pose the question of the meaning of human existence. Bašeski's man, like Nietzsche's, is in a constant struggle to go beyond himself—he is an acrobat, juggling his own body, walking the tight rope across the universe.

Sculptures of men as the highest expression of the power of a civilization have always represented gods and heroes, but Bašeski's sculptures portray a common everyday man who takes the role of a superhuman in his efforts to surpass himself. The three sculptures are an attempt to comment the possibility of man to excel at this very moment when the world is at a turning point and he stands at the edge of an abyss, among the ruins of History, Religion and Art, in the "desert of the real" (Baudrillard) he himself has created.


For more information:
baseskiatvenice.com
zarkobaseski.com


Supported by:
The Ministry of Culture of the Republic of Macedonia
Cultural Center "Marko Cepenkov" – Prilep

ILEANA SONNABEND. UN RITRATTO ITALIANO


ILEANA SONNABEND. UN RITRATTO ITALIANO
29 maggio - 2 ottobre, 2011


Ileana Sonnabend (Bucarest 1914 – New York 2007), gallerista e collezionista, fu la prima moglie di Leo Castelli. La mostra si focalizza sulla componente italiana della Collezione Sonnabend, non pittura e scultura esclusivamente italiane, bensì opere di artisti internazionali la cui arte rimanda a tradizioni e paesaggi italiani.

Filo conduttore dell’esposizione è l’amore di Ileana Sonnabend per l’Italia, espresso nel corso di un’intera vita dedita al collezionismo. In mostra un ricchissimo nucleo di opere costituito da dipinti, sculture e fotografie di grandi artisti italiani e internazionali.

Insieme ai grandi maestri dell’arte povera come Pistoletto, Paolini, Zorio, Calzolari, Merz e Anselmo, saranno presenti lavori di Fontana, Rotella, Ontani e degli esponenti della Pop Art italiana Festa e Schifano. Non mancheranno artisti americani come Twombly, Haas, Morris e Koons, e fotografi internazionali come Höfer, Esser, Sugimoto e i Becher.

Pino Pascali. Ritorno a Venezia



In occasione della 54. Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennale di Venezia, la Fondazione Museo Pino Pascali, in collaborazione con la Regione Puglia, promuove una mostra-evento che rende omaggio a Pino Pascali, Premio per la Scultura ne La Biennale del 1968: un alto riconoscimento che ha consacrato ufficialmente l’artista pugliese (Bari 1935 - Roma 1968) nella storia dell’arte contemporanea e oggi riconosciuto tra i più importanti innovatori dei linguaggi del Novecento.

Il progetto “Pino Pascali. Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea”, a cura di Rosalba Branà e Giusy Caroppo, presenta un percorso espositivo in tre sezioni, allestite nella cornice di Palazzo Bianchi Michiel sul Canal Grande.

La mostra dedicata a PINO PASCALI: coordinata da Anna D’Elia e accompagnata da testi di Chris Bennett, Marco Giusti, Simonetta Lux, Pietro Marino, Jessica Morgan, Marco Tonelli, esperti autorevoli dell'artista pugliese, presenta sculture e opere bi-dimensionali poco note al grande pubblico, carte, collage, scenografie, suddivisi per aree tematiche, dedicate all'Acqua, all'Africa, alle Armi. La Fondazione espone per la prima volta i 'cimeli', testimonianze uniche per una più profonda e privata ricostruzione biografica dell'artista. In mostra anche una serie di fotografie di Luigi Ghirri, il grande fotografo italiano, scomparso nel 1992, dedicate a Polignano a Mare, la cittadina pugliese di cui erano originari i genitori di Pascali e dove l’artista è sepolto.

IL PREMIO PINO PASCALI DAL 1997 AL 2011 è una mostra di ricognizione della storia recente del Premio, conferito a personalità dell’arte di rilievo internazionale dallo spirito pascaliano, sperimentatore, aperto alla contaminazione dei linguaggi.

PUGLIA: SGUARDO CONTEMPORANEO presenta un saggio di opere della collezione della Fondazione, che illustrano la realtà artistica di area pugliese promossa dal Museo, e di progetti specifici editi per “Intramoenia Extra Art nei castelli e palazzi storici di Puglia”, esperimento di museo temporaneo diffuso, volto ad una nuova modalità di turismo culturale.


ESPOSITORI E PARTECIPANTI:

Pino Pascali: Pino Pascali, Claudio Abate, Luigi Ghirri, Domingo Milella

Il premio Pino Pascali dal 1997 al 2011: Achille Bonito Oliva, Giovanni Albanese, Marco Giusti,

Studio Azzurro, Lida Abdul, Adrian Paci, Jan Fabre, Jake & Dinos Chapman, Bertozzi & Casoni

Puglia: Sguardo Contemporaneo: Cristina Bari, Stefano Cagol, Miki Carone, Daniela Corbascio, Claudio Cusatelli,

Guillermina de Gennaro, Giulio De Mitri, Gao Brothers, Michele Giangrande, Iginio Iurilli, Giampiero Milella,

Massimo Ruiu, Virginia Ryan, Francesco Schiavulli, Carlo Michele Schirinzi, Giuseppe Teofilo, Bill Viola


Curatori generali: Rosalba Branà, Giusy Caroppo

Coordinatore sezione “Pino Pascali”: Anna D’Elia

Coordinatore esecutivo: Antonio Frugis


INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO:

Sede: Palazzo Michiel dal Brusà, Strada Nova 4391/A, Cannaregio, Venezia

Fermata vaporetto: Ca’ d’Oro

Servizio gondola: Rialto/ Ca’ d’Oro

Periodo di apertura e orari: dal 1 giugno al 1 agosto 2011 – dalle ore 11.00 alle 19.00 – lunedì chiuso

Ingresso gratuito

Preview: 1-2-3-giugno 2011-04-27

Evento inaugurale: venerdì 3 giugno 2011, ore 18/23 – interviene il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola

Padiglione Taiwan




Curator Amy Cheng Artists Hong-Kai Wang, Yu-Hsien Su
Sound Library/Bar:
Designer Kuo-Chang Liu Content researchers and organizers Tieh-Chih Chang, Jeph Lo
Performing Artists: Fujui Wang, Chi-Wei Lin, DJ @llen

Sede Palazzo delle Prigioni

The Heard and the Unheard - Soundscape Taiwan explores Taiwans social soundscape. Sound, as protagonist of the exhibition, appears both in its role as a medium and as a metaphorical site for political actions. By adopting sound as both substance and aesthetic form, the exhibition explores the non-mainstream cultural context of contemporary Taiwanese society through the work of two artists and the inclusion of the Sound Library/Bar.

Hong-Kai Wangs (b.1971) Music While We Work investigates the collective experience of listening and recording at a specific social space of labor and production. Wang collaborates with an over 100-year old sugar factory and invites a group of retired workers and their spouses to return to the historic industrial site. Through recording workshops they learn to take charge of the microphone and to later record sounds found at their former workplace.

Yu-Hsien Su's (b.1982) Sounds of Nothing is about the lives of common people, including foreign boatmen, a scavenger and a vagrant. Invited participants make their own music and Su compiles their recordings into albums under his newly-launched label indi-indi. The albums, with peoples unpracticed, dissonant or improvised music, highlight the existence of individuals and provide a metaphor for different voices in society.

The audio-visual installation and documentation presented in the Sound Library/Bar outline the evolution of local history by providing a narrative of the sound of social movements and of sound production since the lifting of martial law in 1987. The preview features performances by sound/performing artists Fujui Wang, Chi-Wei Lin and DJ @llen.