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giovedì 15 ottobre 2020

Simone Leigh per gli USA

 

Sarà Simone Leigh , una scultrice di colore che opera a Brooklyn a rappresentare gli Stati Uniti alla prossima Biennale di Venezia nell'aprile 2022.

Artista abbastanza nota, nella scuderia di Hauser & Wirth. che realizza grandi opere su temi sociali e sulla condizione femminile delle donne di colore.


Info dal sito della sua galleria Hauser & Wirth.

Simone Leigh’s practice incorporates sculpture, video, and installation; all are informed by her ongoing exploration of black female-identified subjectivity. Leigh works in a mode she describes as auto-ethnographic. Her objects often employ materials and forms traditionally associated with African art; her performance-influenced installations create spaces where historical precedent and self-determination commingle.

Leigh was born in 1967 in Chicago, Illinois. Recent projects and exhibitions include the Whitney Biennial (2019) at the Whitney Museum of American Art, New York; ‘Trigger: Gender as a Tool and as a Weapon’ (2017) at the New Museum of Contemporary Art, New York; ‘Psychic Friends Network’ (2016) at Tate Exchange, Tate Modern, London; ‘The Waiting Room’ (2016) at the New Museum of Contemporary Art, New York; ‘The Free People’s Medical Clinic’ (2014) a project commissioned by Creative Time; a public installation presented by The Studio Museum in Harlem at Marcus Garvey Park, New York; and a solo exhibition at the Hammer Museum, Los Angeles (2017).

Leigh is the first artist to be commissioned for the High Line Plinth; her monumental sculpture ‘Brick House’ was unveiled in April 2019. Leigh’s work was featured in ‘Loophole of Retreat’, a major exhibition at the Guggenheim Museum, New York, to commemorate her achievements as the winner of the Hugo Boss Prize 2018.

martedì 29 settembre 2020

Mohamed Ahmed Ibrahim per la UAE

 


Selezionato Mohamed Ahmed Ibrahim per rappresentare la UAE alla prossima edizione della Biennale di Venezia, che si svolgerà nel 2022.


CS

Ground-breaking painter, sculptor and land artist Mohamed Ahmed Ibrahim will represent the United Arab Emirates at the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, in an exhibition to be curated by Maya Allison (Executive Director of The New York University Abu Dhabi Art Gallery) for the National Pavilion UAE.

Ibrahim is known for being one of the UAE’s earliest experimental artists and an influential member of the UAE’s now-historic avant-garde art community, which formed in the early 1980s. Through his form-led practice and handcrafted works, he responds to his environment with keen affinity for the natural landscapes of the UAE. Major institutions have acquired his work including the British Museum, Centre George Pompidou, Sharjah Art Foundation, Art Jameel, and Barjeel Art Foundation. His work was included in the Kochi-Muziris Biennial 2016 and numerous solo and group exhibitions internationally.

This exhibition marks a move toward a more artist-led approach: the National Pavilion UAE first appointed Ibrahim, following which he nominated Allison to curate the project. Allison is one of the leading experts on the contemporary UAE art scene, where she and Ibrahim had already formed a strong working relationship across several projects, including with The NYU Abu Dhabi Art Gallery’s But We Cannot See Them: Tracing a UAE Art Community 1988-2008.

The 59th International Art Exhibition of la Biennale di Venezia will be held between 23 April 2022 and 27 November 2022, under the artistic direction of Cecilia Alemani.

lunedì 17 agosto 2020

Le muse inquiete

 


Per festeggiare i 125 anni di attività la Biennale di Venezia, presenta la mostra Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, che si terrà al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale da sabato 29 agosto fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dall’Archivio Storico della Biennale – ASAC.


I CURATORI

La mostra è curata per la prima volta da tutti i Direttori dei sei Settori artistici che hanno lavorato insieme per ripercorrere, attraverso le fonti uniche dell’Archivio della Biennale e di altri archivi nazionali e internazionali, quei momenti in cui La Biennale e la storia del Novecento si sono intrecciate a Venezia.


Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura) hanno attinto non solo ai materiali dell’Archivio Storico della Biennale e dell’Istituto Luce-Cinecittà e Rai Teche, ma anche ai documenti degli archivi della Galleria Nazionale Arte Moderna di Roma, Fondazione Modena Arti Visive, Archivio Ugo Mulas, Aamod-Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio Cameraphoto Arte Venezia, IVESER Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea, Peggy Guggenheim Collection, Fondazione Ugo e Olga Levi, Centro Sperimentale di Cinematografia Roma, Tate Modern London.


DICHIARAZIONE DI ROBERTO CICUTTO

Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto, nel presentare la mostra ha espresso la sua gratitudine per “la generosa adesione che i Direttori, lo staff dell’Archivio Storico e lo staff della Biennale tutta hanno dato alla costruzione – in parallelo con gli impegni relativi alle Mostre e ai Festival – di un progetto che rafforza ancor più La Biennale come laboratorio permanente di ricerca delle arti contemporanee, motore indispensabile di indagine sul presente e sul futuro e strumento strategico di sviluppo anche economico per la società contemporanea.”


LA MOSTRA

I direttori hanno selezionato per questa mostra testimonianze, filmati rari e opere e costruito percorsi di ricerca che si soffermano su quei momenti in cui il passato dell’Istituzione veneziana si è intersecato agli eventi della storia globale, manifestando e generando fratture istituzionali, crisi politiche ed etiche, ma anche nuovi idiomi creativi.


La mostra si articola nelle sale del Padiglione Centrale in un itinerario che attraversa le sei discipline: dagli Anni del Fascismo (1928-1945) alla guerra fredda e ai nuovi ordini mondiali (1948-1964), dal ’68 alle Biennali di Carlo Ripa di Meana (1974-78), dal Postmoderno alla prima Biennale di Architettura fino agli anni ’90 e l’inizio della globalizzazione.


In un periodo di instabilità globale che solo negli ultimi mesi ha visto alternarsi catastrofi ecologiche, nuove pandemie e rivoluzioni sociali, La Biennale di Venezia si distingue così non solo come luogo di produzione e riflessione delle tendenze più innovative delle principali discipline artistiche contemporanee, ma conferma anche il suo ruolo di testimone privilegiato di molteplici cambiamenti, drammi e crisi sociali susseguitisi dalla fine dell’Ottocento a oggi, registrando come un sismografo i sussulti della storia.


Il progetto di allestimento della mostra è a cura di Formafantasma.


Foto dai profili social della Biennale 




martedì 16 giugno 2020

Novità al Padiglione del Belgio


Image: (L) Hilde Teerlinck, Director of the Han Nefkens Foundation. (R) Francis Alÿs, Peshmerga embed, Mosul, 2016.


Director of the Han Nefkens Foundation Hilde Teerlinck will curate the work of artist Francis Alÿs for the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, both representing the region of Flanders within the Belgian Pavilion for the 2022 event.

"What does it mean to make art while cities such as Nimrud and Palmyra are being destroyed? If the logic of ISIS is 'destroy in order to exist' then does this mean that we must create in order to survive? Is art only a means with which to transcend the catastrophe of war?"  Francis Alÿs, 4 November 2016


From October to November 2016 Francis Alÿs was embedded as an artist with the Kurdish Army in Mosul, Iraq. Each day he recorded his impressions, notes and sketches in his diary. Since then he has returned seven times to Iraq. Alÿs’ oeuvre is characterised by his integrity and respect for the communities and people depicted within his works, who struggle every day for survival and with whom he feels closely involved. He searches for those chance moments that balance between the banal, everyday life and a deeper consciousness of existence. These experiences are crystallised visually within his work. Alÿs was selected thanks to his unique artistic language, which he uses to communicate his personal experiences not documented in his journals.

Hilde Teerlinck and Francis Alÿs’ project proposal for the Belgian Pavilion within the context of The Venice Bienniale provides the perfect setting to frame the questions that arise within Alÿs’ work and can be seen as a case study that evokes the compelling role of the artist to reveal the invisible and the inexpressible. The presentation will be a tale of hope.

Francis Alÿs was born in 1959 in Antwerp and has lived in Mexico city since 1986. Hilde Teerlinck was born in 1966 in Bruges, and today lives and works in Barcelona where she is the Director of the Han Nefkens Foundation.

lunedì 18 maggio 2020

La Biennale cambia le date per Arte e Architettura


 

Già una volta la Biennale di Arti Visive aveva cambiato anno, mi ricordo che era stato fatto per andare verso l'anno del centenario e fu spostata di un anno negli anni dispari (fu prima quella del 1993 diretta da ABO per poi passare a J.Clair per i 100 anni), ora si ritorna negli anni pari. 


La Biennale di Venezia comunica che la 17. Mostra Internazionale di Architettura – How will we live together? – curata da Hashim Sarkis, che avrebbe dovuto svolgersi a Venezia dal 29 agosto al 29 novembre 2020, è stata posticipata al 2021, da sabato 22 maggio a domenica 21 novembre.

Di conseguenza, la 59. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Cecilia Alemani, che avrebbe dovuto svolgersi nel 2021, è stata a sua volta posticipata al 2022durerà 7 mesi e si terrà da sabato 23 aprile a domenica 27 novembre.

 

La decisione di posticipare a maggio 2021 la Biennale Architettura è una presa d’atto dell’impossibilità di procedere - nei limiti di tempo prefissati – nella realizzazione di una mostra così complessa e di respiro mondiale, a causa del persistere di una serie di difficoltà oggettive dovute all’emergenza sanitaria internazionale in corso.

 

Il perdurare di tale situazione fino a oggi ha compromesso definitivamente l’organizzazione della mostra nella sua completezza, pregiudicando la realizzazione, il trasporto e la presenza delle opere e di conseguenza la qualità della mostra stessa. La Biennale, sentito anche il curatore Hashim Sarkis, nel rispetto delle difficoltà degli architetti invitati, dei paesi, delle istituzioni, degli eventi collaterali partecipanti, ringraziandoli per gli sforzi finora profusi, ha deciso di posticipare l’apertura della Mostra Internazionale di Architettura al 2021, ma con la durata originaria di sei mesi, dal 22 maggio al 21 novembre.

 

La Biennale di Venezia conferma la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera dal 2 al 12 settembre; il 48. Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella dal 14 al 24 settembre; il 64. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele, dal 25 settembre al 4 ottobre; il 14. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard dal 13 al 25 ottobre.

 

“Gli ultimi giorni - ha dichiarato il Presidente Roberto Cicutto - hanno chiarito la realtà che abbiamo di fronte. Con il massimo rispetto per il lavoro svolto da tutti, gli investimenti fatti dai partecipanti e considerando le difficoltà incontrate da tutti i paesi, le istituzioni, le università, gli studi di architettura, insieme all'incertezza della mobilitazione delle opere, dei viaggi e in virtù delle nuove misure in materia di Covid-19 che sono state e saranno adottate, abbiamo deciso di ascoltare coloro che, e sono la maggioranza, hanno richiesto il rinvio della Biennale di Architettura. Ho ricevuto molti messaggi che auspicavano un rinvio al 2021.

Ora prevediamo di aprire la 17. Biennale di Architettura nel maggio 2021 e di concederle una durata più lunga fino a novembre, come era in programma prima della pandemia. Tuttavia l’Architettura sarà presente a Venezia in autunno grazie alle  numerose iniziative che manterranno al centro della scena la domanda, più attuale che mai, di "How will we live together?".

 

“Sono profondamente colpito dalla perseveranza di tutti i partecipanti soprattutto negli ultimi tre mesi, ha dichiarato Hashim Sarkis. Spero che la nuova data di apertura consenta loro di riprendere fiato per completare il lavoro con il tempo e il vigore che merita. Non avevamo previsto tutto questo. La domanda che avevo posto "Come vivremo insieme?" e la ricchezza delle risposte dei partecipanti non erano state pensate per affrontare la crisi che stiamo vivendo, ma eccoci qui. Siamo in qualche modo fortunati perché  saremo ben attrezzati per affrontare le conseguenze immediate e a lungo termine della crisi nell’edizione 2021 della Biennale Architettura. Il tema ci offre la possibilità di rispondere alla pandemia anche nell’immediato, e per questo torneremo a Venezia nei prossimi mesi per una serie di attività dedicate all'architettura.”

 

Venezia, 18 maggio 2020

 

 

 

Sito web ufficiale della Biennale di Venezia www.labiennale.org

Facebook: La Biennale di Venezia

Twitter: @la_Biennale

Instagram: labiennale

Youtube: BiennaleChannel

 

lunedì 2 marzo 2020

Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl per l'Austria


Sarà il duo composto da Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl a rappresentare l'Austria alla prossima Cinquantanovesima Biennale di Venezia, che si svolgerà da maggio a novembre del 2021. 

La proposta di creare nel padiglione una grande wunderkammer di materiale ha affascinato la giuria di selezione. 


venerdì 28 febbraio 2020

Melanie Bonajo per l'Olanda



Dopo il cambio temporaneo di spazi il Padiglione dell'Olanda comunica che sarà l'artista Melanie Bonajo a rappresentare il paese il prossimo anno. 

Gli spazi, che ospiteranno un video dell'artista, saranno quelli della Chiesetta della Misericordia nel quartiere Cannaregio di Venezia.


CS

Dutch Entry 59th Venice Biennale

Artist: Melanie Bonajo
Curatorial team: Maaike Gouwenberg, Geir Haraldseth and Soraya Pol
Commissioned by Mondriaan Fund
Location Dutch pavilion: Chiesetta della Misericordia in Venice

The artist selected to represent the Netherlands at the Venice Biennale in 2021 is Melanie Bonajo. A broad-based international jury selected Bonajo from a long list of artists and curators who had applied to take part in earlier versions of the biennale. Those selected were invited to submit an overall plan within a short space of time. A month later, these plans were presented to the jury, which was unanimous in determining that Melanie Bonajo would be representing the Netherlands. Bonajo will be working with a curatorial team consisting of Maaike Gouwenberg, Geir Haraldseth and Soraya Pol. Bonajo’s work will be presented at the Chiesetta della Misericordia in the Cannaregio neighbourhood in Venice.

In making its choice, the jury took not only the quality of the work into consideration, but also the impact that it will have on the international stage that is the Venice Biennale. The jury is confident that Bonajo will create a presentation that both impresses and inspires.

Members of the jury for the Dutch contribution to the 2021 Venice Biennale are: Kate Bush (curator Tate Modern), Stijn Huijts (director Bonnefantenmuseum), Hicham Khalidi (director Jan van Eyck Academy), Franziska Nori (director Frankfurter Kunstverein), Ugochukwu-Smooth Nzewi (curator MoMA – Museum of Modern Art, New York), Fatos Üstek (director Liverpool Biennale), Rieke Vos (curator Het HEM), and non-voting chairperson Eelco van der Lingen (director Mondriaan Fund).

For the 59th Venice Biennale, Bonajo will produce a new film, which will be presented together with a publication in an extensive, wide-ranging setting. Quoting from the plan for the project: ‘In Venice, Bonajo takes charge of the [human] body and hauls it up out of the claws of capitalism. Mel* absorbs you into The New Intimacy Movement. She challenges you to recognize and explore the body anew, as a means of connection, intimacy, touch and safety. You are swept along in adventures that stimulate all the senses: feeling is a form of intelligence, thinking through touch.’

Location of the Dutch pavilion in 2021
The Mondriaan Fund recently announced that the Dutch presentation for the 59th Venice Biennale would take place at a new location in the city. From among a number of options, Melanie Bonajo selected the Chiesetta della Misericordia, a deconsecrated 13th-century church. Director Eelco van der Lingen is delighted: ‘An exciting artist in an exciting location. The Chiesetta della Misericordia is a splendid building in the middle of the city. I am looking forward to seeing how that relates to the splendid work of Melanie Bonajo.’

For 2021, the Mondriaan Fund wants the Dutch presentation to take place outside the Rietveld Pavilion and the Giardini. Van der Lingen hopes to establish a new point of reference for the future. ‘For us, it is good to step out of our comfort zone and take a look around at what freedoms being outside the walls of the pavilion can generate. This also offers the Dutch contribution the opportunity to conceive a plan that does not have to take Rietveld, the pavilion, or the Giardini into account.’ The Mondriaan Fund has meanwhile invited Estonia to make use of the Rietveld Pavilion for the 2021 Venice Biennale.  

giovedì 20 febbraio 2020

L'Olanda apre all'Estonia



 
Nel 2021, i Paesi Bassi lasceranno il padiglione Rietveld, la sede storica ai Giardini della Biennale d'Arte di Venezia. Questo approccio unico rompe con una lunga tradizione e segna una rivalutazione dell'intero processo che circonda l'ingresso olandese. Una mossa radicale di Eelco van der Lingen, direttore del Fondo Mondriaan che organizza l'evento.
 
L'innovazione è essenziale in un evento come la biennale secondo van der Lingen: 'È bello deviare di volta in volta da uno schema, senza negare ciò che abbiamo fatto in passato o ciò che faremo in futuro. Contrassegnando una rottura con il passato, possiamo ricalibrare e creare un nuovo punto di partenza ".

Dal 1954, i Paesi Bassi presentano ogni due anni la loro partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia nel padiglione Rietveld, un edificio modernista situato nei Giardini - dove vari paesi hanno i loro padiglioni nazionali. Ora, Van der Lingen sta rompendo con questa tradizione. “È stato spesso detto che i Giardini riflettono un precedente equilibrio di poteri, ma nessun paese rinuncia al suo posto sul palco principale della biennale. Allo stesso tempo, è bene per noi uscire dalla nostra zona di comfort per una volta ed esplorare la libertà fuori dalle mura del padiglione. Ciò offre anche all'entrata olandese l'opportunità di elaborare un piano che non deve tener conto del contesto di Rietveld, del padiglione o dei Giardini. ”

 
Ingresso estone nel padiglione olandese

Per l'edizione 2021 il Fondo Mondriaan ha invitato l'Estonia a utilizzare il padiglione olandese Rietveld nel cuore dei Giardini. L'Estonia espone all'evento dal 1997. Tuttavia, dal momento che dal 1996 non è possibile costruire nuovi padiglioni nei Giardini, le giovani nazioni non possono accedere a questo centro della biennale. La mostra dell'Estonia sarà organizzata dal Center for Contemporary Arts (CCA), che affitterà l'edificio dalla Fondazione Rietveld Pavilion di Venezia. In precedenza, la CCA aveva organizzato mostre di successo in varie località della città durante la biennale.

 
Fondo Mondriaan

Il fondo Mondriaan, il fondo pubblico per l'arte visiva e il patrimonio culturale nei Paesi Bassi, è responsabile per l'ingresso olandese. La presentazione è finanziata dal bilancio internazionale che il fondo riceve dal Ministero dell'istruzione, della cultura e della scienza.
La biennale inizia nel maggio 2021. Non appena la procedura relativa all'iscrizione nel 2021 sarà completata, il fondo annuncerà chi rappresenterà l'ingresso olandese e la sede alternativa.

 


EnglisH

In 2021, the Netherlands will leave the Rietveld Pavilion, its usual home in the Giardini at the Venice Art Biennale. Instead, it is temporarily stepping off the main stage of the world’s largest international visual arts event and will be exhibiting elsewhere in the city. This one-off approach breaks with a long tradition and marks a reevaluation of the entire process surrounding the Dutch entry. A radical move by Eelco van der Lingen, director of the Mondriaan Fund which organizes the entry.
 
Innovation is essential at an event such as the biennale according to van der Lingen: ‘It’s good to deviate from a pattern from time to time, without negating what we have done in the past or what we will be doing in the future. By marking a break with the past, we can recalibrate and create a new starting point.’
Since 1954, the Netherlands presents its entry for the Venice Art Biennale biannually in the Rietveld Pavilion, a modernistic building located in the Giardini – where various countries have their national pavilions. Now, Van der Lingen is breaking with this tradition. “It’s often been said that the Giardini reflects a former balance of powers, but no country gives up its place on the main stage of the biennale. At the same time, it’s good for us to step out of our comfort zone for once and explore the freedom outside the walls of the pavilion. This also gives the Dutch entry the opportunity to come up with a plan that doesn’t need to take into account the context of Rietveld, the pavilion, or the Giardini.”
 
Estonian entry in Dutch pavilion
For the 2021 edition the Mondriaan Fund has invited Estonia to use the Dutch Rietveld Pavilion at the heart of the Giardini. Estonia has been exhibiting at the event since 1997. However, due to the fact that since 1996 no new pavilions can be built in the Giardini, young nations cannot gain access to this centre of the biennale. Estonia’s exhibition will be organized by the Center for Contemporary Arts (CCA), which will rent the building from the Foundation Rietveld Pavilion Venice. Previously, the CCA organized successful exhibitions at various locations in the city during the biennale.
 
Mondriaan Fund
The Mondriaan Fund, the public fund for visual art and cultural heritage in the Netherlands, is responsible for the Dutch entry. The presentation is financed from the international budget that the fund receives from the Ministry of Education, Culture, and Science.
The biennale begins in May 2021. As soon as the procedure surrounding the 2021 entry is complete, the fund will announce who will represent the Dutch entry and the alternative location.
 
www.venicebiennale.nl


mercoledì 12 febbraio 2020

Sonia Boyce per la Gran Bretagna



Per il padiglione del Regno Unito è stata selezionata l'artista Sonia Boyce, nota soprattutto per una intensa produzione di spicco nella scena artistica britannica negli anni '80, che riflette sui concetti di razza, società e genere. 



CS

The British Council is pleased to announce that Sonia Boyce OBE RA has been announced to represent Great Britain at the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia in 2021. The exhibition will run from May – November 2021 and will feature a major solo exhibition of new work from the artist.
Sonia Boyce is known for her highly innovative and experimental approach to art-making, using performance and audio-visual elements in her work. Since the 1990s, her practice has become increasingly improvisational and collaborative, inviting a broad cross-section of participants to come together and speak, sing or move in relation to the past and the present.
On accepting the British Council commission, Sonia Boyce commented:
“You could have knocked me down with a feather when I got the call to tell me I had been chosen to represent Britain at the Venice Biennale 2021 - it was like a bolt out of the blue. Obviously, I’m extremely honored, excited – and nervous. I’m eager to start this creative journey, exploring the experience with others who agree to work with me along the way.”
Emma Dexter, British Council Director Visual Arts, Commissioner of the British Pavilion and Chair of the British Pavilion Selection Committee, said:
“The British Council is thrilled to announce that Sonia Boyce has been commissioned to represent the UK at the Biennale Arte 2021. We are eagerly anticipating her exhibition, where collaboration, improvisation and dialogue will undoubtedly play a key role. Boyce’s work raises important questions about the nature of creativity, questioning who makes art, how ideas are formed, and the nature of authorship. At such a pivotal moment in the UK’s history, the Committee has chosen an artist whose work embodies inclusiveness, generosity, experimentation and the importance of working together”.
The British Council has been responsible for the British Pavilion at La Biennale di Venezia since 1937, showcasing the best of the UK's artists, architects, designers and curators. These exhibitions, and the British Council’s Venice Fellowships initiative introduced in 2016, help make the British Pavilion a major platform for discussion about contemporary art and architecture.
Later this year, the British Council will appoint an Associate Curator to work alongside Sonia Boyce and the British Council team to develop the exhibition. This post will be generously supported by Shane Akeroyd and offers mid-career curators a unique professional opportunity to work with a leading British artist on a global platform.
#BritishPavilion

giovedì 6 febbraio 2020

Pilvi Takala per la Finlandia



Il sito Frame ha annunciato che sarà Pilvi Takala ha rappresentare la Finlandia alla prossima Biennale del 2021. Supportata dalla curatela di Christina Li.

CS

Artist Pilvi Takala has been selected to exhibit in the Pavilion of Finland at the 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Curated by Christina Li, the exhibition will be commissioned and produced by Frame.
“I am thrilled to be making a new work for the Pavilion of Finland in Venice. My practice is slow, requiring a long research process, so I am especially grateful to Frame for approaching me for a proposal well in advance. The fact that I could start researching early on means I don’t have to make any compromises due to lack of time and can be more ambitious about what I’m making,” says Takala.
“We are very pleased to be working with Pilvi Takala. She is an artist with a very special artistic practice. This exhibition will give her the opportunity to further develop her unique view on the world,” says Frame’s Director and Commissioner of the Pavilion of Finland Raija Koli. “I’m also happy to have curator Christina Li on board our journey towards the exhibition in 2021. Her perspective and her previous work with Pilvi puts her in a perfect place of collaboration.”


Artist

Pilvi Takala divides her time between Berlin and Helsinki. Her video works are based on performative interventions in which she researches specific communities in order to process social structures and question the normative rules and truths of our behaviour in different contexts. Her works show that it is often possible to learn about the implicit rules of a social situation simply through its disruption.
Takala’s work has been shown at MoMA PS1, New Museum, Palais de Tokyo, Museum of Contemporary art Kiasma, Kunsthalle Basel, Manifesta 11, CCA Glasgow, International Film Festival Rotterdam, HotDocs, Witte de With, and the 9th Istanbul Biennial.
Takala won the Dutch Prix de Rome in 2011, the Emdash Award in 2013, and the Finnish State Prize for Visual Arts in 2013.


Curator

Christina Li is a curator and writer working in Hong Kong and Amsterdam. She was the Curator-at-Large at Spring Workshop, Hong Kong, where she served as the Director between 2015 and 2017. At Spring, she curated projects such as A Collective Present (2017), Wu Tsang: Duilian (2016), and Wong Wai Yin: Without Trying (2016). Her most recent exhibition, Dismantling the Scaffold (2018), was the inaugural exhibition at Tai Kwun Contemporary, Hong Kong.
As a writer, she has contributed to publications including Artforum, Art Review Asia, LEAP, Parkett, Spike, and Yishu Journal of Contemporary Art. She was the curator of Hong Kong’s participation with Shirley Tse at the 58th Venice Biennale 2019 and is currently working on a special project marking the occasion of the 50th anniversary of Art Basel with Kasper Koenig, and Hamza Walker.
“Having closely followed Pilvi Takala’s uncompromising practice for more than a decade, I am thrilled and humbled to have the opportunity to further our conversions in this forthcoming collaboration, and to bring Pilvi’s daring vision into fruition for this occasion,” says Li.


Commissioner

The exhibition in the Pavilion of Finland is commissioned and produced by Frame Contemporary Art Finland. Frame, an advocate for Finnish contemporary art, supports international initiatives, facilitates professional partnerships, and encourages critical development within the field through grants, visitor programmes and residencies, seminars and talks, exhibition collaborations and network platforms.
Frame has a varying practice for selecting artists featured at the Venice Biennale. For the 2021 Venice Biennale, Frame invited both the artist and curator. For the 2017 and 2019 biennials, Frame invited proposals in open calls.
The exhibition is supported by the Finnish Ministry of Education and Culture.

martedì 28 gennaio 2020

Latifa Echakhch per la Svizzera



Latifa Echakhch, Photo: Pro Helvetia/KEYSTONE/Christian Beutler

Questo inizio di anno vede una serie di annunci sui nominativi dei prossimi artisti delle Biennale di Arti Visive, oggi quello del Padiglione Svizzerò che vedrà l'intervento di Latifa Echakhch.


Comunicato stampa della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia 28.01.2020

 Latifa Echakhch al Padiglione svizzero della Biennale Arte 2021 Su proposta di una giuria, la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia ha affidato l’allestimento del Padiglione svizzero alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia a Latifa Echakhch. L’artista di origini francomarocchine, che vive a Fully in Vallese, da diversi anni è una figura di primo piano dell’arte contemporanea internazionale. La giuria per la Biennale di Pro Helvetia, presieduta da Laurence Bonvin, ha invitato sei artisti a presentare un progetto artistico per l’esposizione al Padiglione svizzero nel 2021. La proposta di Latifa Echakhch ha raccolto il consenso unanime dei membri della giuria ed è stata quindi raccomandata alla Direzione della Fondazione, che ha accolto il preavviso positivo della giuria. 

L’artista ha invitato il curatore Francesco Stocchi e il percussionista Alexandre Babel ad affiancarla nella realizzazione del progetto espositivo. Insieme prevedono di offrire ai visitatori della Biennale un’esperienza ritmata di effetti visivi, spaziali e sonori. 

Cenni biografici sull’artista e il suo team: Nata in Marocco, Latifa Echakhch (*1974) vive e lavora a Fully (Svizzera) dal 2012. Diplomatasi alla Scuola nazionale superiore d’arte di Cergy-Pontoise e alla Scuola nazionale di belle arti di Lione, è rappresentata dalle gallerie kamel mennour (Parigi/Londra), kaufmann repetto (Milano/New York), Dvir Gallery (Tel-Aviv) e Metro Pictures (New York). Ha partecipato all’esposizione principale della Biennale di Venezia nel 2011 e si è aggiudicata il premio Marcel-Duchamp nel 2013 e lo Zurich Art Prize nel 2015. 

Grazie alle sue installazioni interdisciplinari, l’artista è riconosciuta per l’equilibrio, tra forza e fragilità, del suo linguaggio visivo, che comprende elementi surrealisti e concettuali, nonché per l’importanza dei simboli, che lei stessa coniuga tra «politica e poesia». 

Alexandre Babel (*1980, Ginevra), artista, compositore e musicista svizzero attivo a Berlino, è primo percussionista dell’ensemble KNM di Berlino, direttore artistico di Eklekto e cofondatore del collettivo Radial. Francesco Stocchi (*1975, Roma), curatore e critico d’arte italiano, ha lavorato a lungo a Roma e Vienna prima di entrare a far parte del team curatoriale del museo Boijmans van Beuningen di Rotterdam nel 2011.


Giuria per il Padiglione svizzero alla Biennale Arte 2021: • Laurence Bonvin, artista, Ginevra e Berlino • Riccardo Lisi, critico d’arte e curatore a la rada - spazio per l'arte contemporanea, Locarno • Federica Martini, storica dell’arte, curatrice e docente all’École de design et Haute école d'art du Valais (édhéa), Sierre • Yvette Mutumba, storica dell’arte, curatrice e redattrice della rivista d’arte Contemporary And, Berlino • Rein Wolfs, direttore dello Stedelijk Museum, Amsterdam 

Maggiori informazioni sulla partecipazione svizzera alle Biennali di Venezia sono disponibili su: www.biennials.ch

Un successo e un futuro al Padiglione Italia



La mostra Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, curata da Milovan Farronato, per il Padiglione Italia della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che riuniva le opere di Enrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro si è conclusa domenica 24 novembre 2019 in un clima di grande soddisfazione degli organizzatori, sia in termini di affluenza che di critica. 

Per la sua realizzazione, il Padiglione Italia ha potuto contare sul contributo messo a disposizione dalla Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e da un grande numero di sostenitori privati che hanno accordato piena fiducia al progetto: dai main sponsor Gucci e FPT Industrial, al main donor Nicoletta Fiorucci Russo; dagli sponsor tecnici Gemmo, C&C Milano, Select Aperitivo, sino a tutti gli altri donor che hanno gentilmente offerto il loro supporto: Spada Partners, Beatrice Bulgari per In Between Art Film, Mario Nuciforo per Gluck50, Martin Hatebur e Peter Handschin, Luigi Maramotti, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Andrea Zegna, Oliver e Mala Haarmann, Rika e Dirk Hamann, Berlin, Maja Hoffmann, Studio Legale Giuseppe Iannaccone e Associati, Emmy e Danny Lipschutz Tawil, Frances Reynolds per Instituto Inclusartiz, Muriel e Freddy Salem, Andrea e Francesca Viliani con Gino e Antonella Viliani, Fabio Cherstich, Nadia e Rajeeb Samdani, Antonio e Carla Sersale. 

Per quanto riguarda l’attuazione del progetto, tutta la gratitudine va alla struttura della Biennale che vi ha provveduto con la consueta professionalità. La gestione oculata del budget a disposizione ha permesso di dare forma a un Padiglione Italia ambizioso, curato in ogni suo singolo dettaglio, trasformandolo in una struttura labirintica, grazie alla quale i profili architettonici originali dello spazio apparivano completamente mascherati. Il dispositivo espositivo così concepito permetteva, negli intenti del curatore, di risaltare al massimo le opere degli artisti invitati e far coesistere più mostre nello stesso momento, accessibili tramite percorsi molteplici.

Nonostante questo importante sforzo allestitivo, è stato altresì possibile l’accantonamento di risorse per il considerevole importo di 120.000 €.

Il curatore Milovan Farronato ha chiesto che l’intera somma sia destinata all’apporto di migliorie alla struttura dello stesso Padiglione Italia all’Arsenale e la Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana e la Biennale hanno accolto il suo invito con grande apprezzamento 

Milovan Farronato ha così commentato la sua decisione: «sono molto felice di annunciare che il Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019 non rimarrà solo un episodio iscritto nella storia della partecipazione del nostro Paese a questa illustre rassegna internazionale, ma la sua eredità contribuirà alla crescita dell’Istituzione, fondamentale e imprescindibile per lo sviluppo delle arti e delle culture contemporanee.»   

lunedì 27 gennaio 2020

Roberto Cicutto nuovo direttore della Biennale di Venezia




Si conclude il prossimo 28 Febbraio l'era di Paolo Baratta, un tempo molto luminoso, e si apre una nuova era, quella di Roberto Cicutto, nominato oggi presidente de La Biennale di Venezia, come comunica il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

Si tratta di una figura di alto profilo, soprattutto nel settore cinema, che si spera dare continuità e crescita alla lunga rinascita che il corso Baratta ha realizzato.


CS

“Sarà il veneziano Roberto Cicutto il nuovo presidente de La Biennale di Venezia”. Lo comunica il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini che ha avviato questa mattina la procedura di nomina. “Una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane” ha commentato Franceschini augurando “buon lavoro a Cicutto per questa nuova fantastica sfida”. “Negli ultimi anni – ha sottolineato il ministro - la Biennale ha vissuto un processo di rinnovamento in tutti i settori di attività e ha incrementato la sua già notevole fama sulla scena internazionale. Questo è stato possibile grazie al prezioso lavoro di Paolo Baratta e della sua squadra che ringrazio. Sono certo che Baratta, con la sua autorevolezza, continuerà a impegnarsi per La Biennale”, ha concluso Franceschini.
 
Roberto Cicutto, classe 1948, nasce e vive a Venezia che lascia dopo aver conseguito la maturità classica al noto liceo Marco Polo. Si trasferisce successivamente a Roma dove intraprende la carriera cinematografica. Fonda nel 1978 la società di produzione Aura Film, con cui vince, dieci anni dopo, nel 1988, il Leone d’oro a Venezia per ‘La leggenda del santo bevitore’ con la regia di Ermanno Olmi. Nel 1984 costituisce la società Mikado Film, con cui ha distribuito e prodotto film dei più rappresentativi registi italiani e stranieri. Nel 1993 con Angelo Barbagallo, Nanni Moretti e Luigi Musini fonda la Sacher Distribuzione; è stato inoltre partner di Ermanno Olmi nella società di produzione Cinemaundici. Nel 1994, in occasione del centenario della nascita del cinema, viene insignito dal Presidente della Repubblica Commendatore con altre personalità del cinema. Nel 2009 è Direttore del Mercato Internazionale del Film. Per alcuni anni è membro del Consiglio di Ace (Atelier du Cinéma Européen), EFA (Euyropean Film Academy) e del Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2009 ricopre la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Istituto Luce-Cinecittà srl.

venerdì 24 gennaio 2020

Zineb Sedira per la Francia



Sarà l'artista franco-algerina Zineb Sedira che rappresenterà la Francia alla prossima Biennale di Venezia nel 2021.


lunedì 20 gennaio 2020

Stan Douglas per il Canada


Sarà l'artista Stan Douglas a rappresentante  il Canada alla prossima Biennale di Venezia nel 2021.  

L'artista di Vancouver è sostenuto dalle gallerie Victoria Miro e David Zwirner, con il coordinamento con la National Gallery of Canada.

venerdì 10 gennaio 2020

Cecilia Alemani curerà la prossima Biennale di Venezia



E' giunto oggi il comunicato ufficiale delle Biennale di Venezia che ha nominato come curatrice della prossima Biennale di Arti Visive, la 59ma, Cecilia Alemani, a cui vanno i nostri più sinceri auguri. 

CS


Venezia, 10 gennaio 2020 - Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, nella riunione di questa mattina ha assunto le seguenti decisioni:

-                     ritenuta non più procrastinabile l’attribuzione dell’incarico di Direttore del Settore Arti Visive per l’immediato avvio della progettazione della 59. Esposizione Internazionale d’Arte 2021 (negli anni precedenti l’incarico veniva dato poco dopo la chiusura della precedente edizione), ha nominato Direttore del Settore Arti Visive, con l’incarico della progettazione e cura della prossima 59. Esposizione, Cecilia Alemani, curatrice con all’attivo numerose mostre su artisti contemporanei, responsabile e capo curatore di High Line Art, programma di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York, nonché già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017. In occasione della nomina, Cecilia Alemani ha dichiarato: “È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo. Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l’opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società.”

-  ha confermato per il 2020 il M.o Ivan Fedele quale Direttore del Settore Musica

- ha approvato un nuovo programma della sezione “Venezia Classici” del Settore Cinema, che prevede quale attività permanente la realizzazione, nel periodo primaverile, di rassegne di film classici restaurati, quale estensione di “Venezia Classici”, sezione che sempre più ha qualificato negli ultimi anni la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

-  ha preso atto della circostanza che a partire dal 13 gennaio p.v. (data di scadenza del mandato dell’attuale Cda) decorrerà il periodo di “prorogatio”, secondo le norme in vigore, durante il quale potranno essere assunti solo provvedimenti di ordinaria amministrazione o urgenti e indifferibili; in questo quadro, sarà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, già ampiamente esaminato dal Cda nella forma di preconsuntivo, che prevede risultati positivi. La relazione che accompagnerà il bilancio conterrà anche una ricognizione degli sviluppi intervenuti dal 2008 a oggi, con confronti anche rispetto alla situazione precedente il 1998, anno in cui fu adottata la riforma della quale la Biennale ha potuto giovarsi nel suo percorso di profondo rinnovamento

-  il Presidente e il Consiglio, a conclusione del mandato, sottolineano che per il futuro è assicurata una consistente dotazione di riserve economiche e continuità dell’attività, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera dello Statuto.