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giovedì 9 novembre 2023
Lista dei progetti selezionati come Evento Collaterale della Biennale Arte 2024
mercoledì 8 novembre 2023
A Anna Maria Maiolino e Nil Yalter il Leoni d’Oro alla carriera
Sono stati attribuiti all’artista brasiliana (italiana di nascita), Anna Maria Maiolino e all’artista turca (risiedente a Parigi) Nil Yalter i Leoni d’Oro alla carriera della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere (Giardini e Arsenale, 20 aprile – 24 novembre 2024).
La decisione è stata approvata dal Cda della Biennale presieduto da Roberto Cicutto, su proposta di Adriano Pedrosa, Curatore della 60. Esposizione.
La cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2024 si terrà sabato 20 aprile 2024 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. La Mostra aprirà al pubblico nello stesso giorno alle ore 11.
“Questa decisione è particolarmente significativa - ha dichiarato Adriano Pedrosa - alla luce del titolo e del contesto della Mostra, incentrata su artisti che hanno viaggiato e migrato tra Nord e Sud, Europa e altri Paesi, o viceversa. La mia scelta, in tal senso, ricade su due artiste straordinarie e pionieristiche, nonché migranti, che incarnano in molti modi lo spirito di Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere: Anna Maria Maiolino (Scalea, Italia, 1942; vive a San Paolo, Brasile), emigrata dall’Italia al Sud America, prima in Venezuela e poi in Brasile, dove oggi vive, e Nil Yalter (Cairo, Egitto, 1938; vive a Parigi, Francia), turca, trasferitasi dal Cairo a Istanbul e infine a Parigi, dove risiede.”
Entrambe le artiste parteciperanno per la prima volta alla Biennale Arte nel 2024: Maiolino con una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la serie delle sue sculture e installazioni in argilla; Yalter con una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua opera iconica Topak Ev, collocate nella prima sala del Padiglione Centrale.
NOTE BIOGRAFICHE
Anna Maria Maiolino nasce il 20 maggio 1942 a Scalea, in Italia, per poi emigrare con la famiglia a Caracas, in Venezuela nel 1954, pochi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lì studia alla Escuela de Artes Visuales Cristóbal Rojas, tra il 1958 e il 1960, anno in cui si trasferisce a Rio de Janeiro, in Brasile, dove frequenta i corsi liberi di pittura, scultura e xilografia de la Escola Nacional de Belas Artes. Passa a dedicarsi a questa tecnica che le permette di connettersi con la xilografia popolare praticata del nord est del Brasile; la utilizzerà per diversi anni proprio perché intrisa di critica sociale.
L’artista si dichiara un’autodidatta. Attraverso la frequentazione della Escola de Belas Artes e degli artisti di Rio, Maiolino entra a far parte del noto movimento artistico brasiliano chiamato Nova Figuração, una reazione all’astrazione degli anni Sessanta contaminata da inflessioni pop, che rispecchiano anche il duro clima politico del Paese durante i primi anni della dittatura militare (1964-1985). In quel periodo Maiolino continua a sviluppare il proprio linguaggio e le proprie competenze, frequentando i famosi corsi d’arte tenuti da Ivan Serpa (1923-1973) presso il Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro. Nel 1964 tiene la prima mostra personale alla Galeria G a Caracas e nel 1967 partecipa alla storica esposizione Nova Objetividade Brasileira a Rio de Janeiro. Tra il 1968 e il 1971 Maiolino vive a New York. Nell’ultimo anno, su indicazione di Luis Camnitzer, riceve una borsa di studio presso The Pratt Graphics Center e pratica la tecnica di incisione su metallo, acquaforte, allargando i propri orizzonti artistici a vari media e alla poesia sperimentale. I suoi dipinti e le sue incisioni degli anni Sessanta sono piuttosto radicali, poiché combinano l’immaginario pop con il repertorio tipico della Nova Figuração, concentrandosi su personaggi e narrazioni politiche, oltre che su riferimenti personali, corporei e familiari.
Tra gli anni Settanta e Ottanta Maiolino comincia a dedicarsi all’arte performativa e, nel 1981, mette in scena il suo sorprendente Entrevidas, in cui decine di uova sono sparse sul pavimento e sfidano l’artista a percorrere lo spazio come fosse un “campo minato”, tenendo conto della fragilità e della precarietà dell’uovo, simbolo della vita stessa. All'inizio degli anni Novanta intraprende la lavorazione dell’argilla, segnalando una nuova attenzione per l’espressione gestuale e sensoriale, il fatto a mano e il rapporto con la materia terra, l’argilla, materiali elementari in sculture e rilievi che perdurano fino a oggi.
Per la 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia Maiolino presenterà una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la serie di sculture e installazioni in argilla. Si tratterà della sua prima partecipazione alla Biennale Arte.
Nel corso della sua carriera, Anna Maria Maiolino ha tenuto numerose mostre di rilievo e retrospettive, tra cui quelle all’Instituto Tomie Ohtake di San Paolo (2022), al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, alla Whitechapel Art Gallery a Londra (2019), al Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2017), alla Fundació Antoni Tàpies a Barcellona (2010) e al Drawing Center di New York (2002). Ha partecipato, tra l’altro, alla Biennale di Lione (2017), alla Biennale di Gwangju (2014), alla Biennale di San Paolo (2010, 1998, 1991, 1994, 1967), alla Biennale di Sydney (2008) e alla Biennale dell’Avana (1984). Le sue opere sono presenti nelle collezioni del Castello di Rivoli (Torino), della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, del Museo d’Arte Moderna di Bologna, del Museum of Modern Art a New York, del Museum of Contemporary Art di Los Angeles, del Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand, del Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro, della Tate nel Regno Unito.
Nil Yalter è un'artista turca nata al Cairo, in Egitto, il 15 gennaio 1938 e trasferitasi a Parigi nel 1965, dove vive tuttora. È considerata una pioniera del movimento artistico femminista mondiale. Yalter non ha mai ricevuto un'istruzione formale nel campo delle arti visive e, come autodidatta, ha condotto una costante ricerca sulle proprie pratiche e aree di interesse che vanno dalla pittura al disegno, dal video alla scultura all’installazione. La sua carriera artistica è iniziata nel 1957, quando ha tenuto la sua prima mostra presso l'Istituto Culturale Francese di Mumbai, in India. Tuttavia, è durante gli anni Sessanta che approfondisce la sua pratica.
Dopo essersi trasferita a Parigi nel 1965, l'opera di Yalter inaugura un capitolo davvero radicale e pionieristico, poiché inizia ad affrontare temi sociali, in particolare legati all'immigrazione e alle esperienze femminili, in un'esplorazione e in uno sviluppo davvero unici delle pratiche artistiche concettuali. Nel 1973, Yalter crea l'innovativa installazione Topak Ev, esposta in una mostra personale al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris. L'anno successivo presenta un'opera video fondamentale, The Headless Woman, che affronta il tema della liberazione sessuale delle donne e dell'oggettivazione orientalista delle donne mediorientali. Un'altra opera singolare del 1974 è La Roquette, Prison de Femmes (realizzata con Judy Blum e Nicole Croiset), che presenta le testimonianze di un'ex detenuta del famoso carcere femminile francese. La sua opera Temporary Dwellings, esposta per la prima volta nel 1977, approfondisce la vita dei lavoratori migranti raccontata dalle donne. Nel 1980 Yalter presenta per la prima volta un altro lavoro molto radicale, costituito da una videoproiezione personale e una conferenza dal titolo Rahime, Femme Kurde de Turquie al Centre Georges Pompidou di Parigi. Gli anni Novanta segnano per Yalter un periodo di esplorazione creativa e di riconoscimenti, durante il quale sperimenta i media digitali.
In occasione della 60. Esposizione Internazionale d'Arte, Yalter presenterà una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua iconica opera Topak Ev (1973), collocata nella prima sala del Padiglione Centrale dei Giardini. Questa sarà la prima partecipazione dell'artista alla Biennale Arte.
Nil Yalter ha tenuto mostre retrospettive e personali al Ludwig Museum di Colonia, all'Hessel Museum of Art di Annandale-on-Hudson, a New York, al Musée d'Art Contemporain du Val-de-Mame, in Francia, al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, al Centre Georges Pompidou di Parigi e in molte altre sedi. Ha partecipato, tra le altre, alla Biennale di Sharjah (2023), alla Biennale di Berlino (2022), alla Biennale di Gwangju (2014), alla Biennale di Istanbul (2013), alla Biennale di San Paolo (1979), alla Biennale di Parigi (1977). Le opere di Yalter sono presenti nelle collezioni dell'Istanbul Modern, del Centre Pompidou di Parigi, del F.N.A.C. Fonds National d'Art Contemporain in Francia, della Tate nel Regno Unito, del Museum Ludwig di Colonia, del Museo Reina Sofia di Madrid e di molti altri.
Sito web ufficiale: www.labiennale.org
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2024 #StranieriOvunque #ForeignersEverywhere
giovedì 5 ottobre 2023
Robert Zhao Renhui per il Padiglione di Singapore
Singapore Art Museum (SAM) is pleased to announce the appointment of Singaporean artist Robert Zhao Renhui and curator Haeju Kim as the artistic team for the Singapore Pavilion at the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Recognising the museum’s expertise as a leading contemporary art institution in Southeast Asia, SAM has been commissioned by the National Arts Council to organise the Singapore Pavilion for this edition.
Image: Robert Zhao Renhui and Haeju Kim, 2023. Artist and Curator of the exhibition at the Singapore Pavilion at the 60th International Art Exhibition–La Biennale di Venezia. Photo: Courtesy of Robert Zhao.
Robert Zhao Renhui is an interdisciplinary Singaporean artist whose work has been exhibited in biennales and institutions around the world. Working in installation, photography, video and sculpture, Zhao explores the complex relationships between nature and culture, with an interdisciplinary approach to constructing layered narratives of the natural world, uncovering the experiences of the beings and objects that constitute the living world and enrich our collective existence.
Haeju Kim is a Senior Curator at SAM who focuses on contemporary art practices in Singapore, Southeast Asia and Asia. Her curatorial approach emphasises the consideration of the body, time and memory as key elements, while also engaging with topics including ecological perspectives, locality and its planetary connection, and questions of coexistence through her research.
National Arts Council
The National Arts Council champions the arts in Singapore. By nurturing creative excellence and supporting broad audience engagement, our diverse and distinctive arts inspire our people, connect communities and profile Singapore internationally. We preserve our rich, cultural traditions as we cultivate accomplished artists and vibrant companies for the future. Our support for the arts is comprehensive – from grants and partnerships to industry facilitation and arts housing. The Council welcomes greater private and corporate giving to and through the arts so that together we can make the arts an integral part of everyone’s lives. For more information on the Council’s mission and plans, please visit www.nac.gov.sg.
Pavilion of Singapore
60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia
Sale d’Armi, Arsenale, Venice
mercoledì 4 ottobre 2023
Abdullah Al Saadi al UAE Pavilion
L'artista Abdullah Al Saadi rappresenterà la UAE alla prossima edizione della Biennale di Venezia, con la curatela di Tarek Abou El Fetouh
CS
Abdullah Al Saadi to represent the UAE in an exhibition curated by Tarek Abou El Fetouh at the Biennale Arte 2024
Biennale Arte 2024 will mark our thirteenth exhibition at La Biennale di Venezia. The National Pavilion UAE’s committee has appointed Emirati artist Abdullah Al Saadi to represent the UAE in a solo exhibition at the 60th International Art Exhibition. For this participation, Al Saadi selected Tarek Abou El Fetouh to curate his upcoming exhibition set to open in April 2024. For full details on the upcoming participation of the UAE at La Biennale di Venezia,
With less than two months left before Aridly Abundant concludes, please look out for upcoming talks and workshops lead by the curator Faysal Tabbarah and contributors of the accompanying publication across our social media channels.
The National Pavilion UAE issued an open call for proposals for the curation of the UAE’s upcoming exhibition at the Biennale Architettura 2025. We would like to thank everyone who submitted their proposals. Shortlisted applicants will be contacted by the National Pavilion UAE in November 2023 to discuss next steps.
In other news, we are looking forward to this year’s edition of Abu Dhabi Art, which features Mohamed Ahmed Ibrahim, National Pavilion UAE’s 2022 Featured Artist, as the fair’s visual campaign artist who will be creating a new work for “Commissioned works in Cultural Sites” as part of the fair alongside National Pavilion UAE’s 2019 artist Nujoom Al Ghanem.
Aridly Abundant exhibition’s accompanying publication, In Plain Sight: Scenes from Aridly Abundant Landscapes, is now available for sale
The National Pavilion UAE’s current exhibition, Aridly Abundant, curated by Faysal Tabbarah, investigates what architectural possibilities can become possible when we reimagine arid landscapes as spaces of abundance.
The exhibition’s accompanying publication, In Plain Sight: Scenes from Aridly Abundant Landscapes, co-edited by Faysal Tabbarah and Meitha Almazrooei, is available for purchase online and at the La Biennale bookstores. Conceived as a travelogue, the publication is a reference to travel and expedition literature which has historically portrayed arid environments in a homogenous manner as spaces devoid of life.
The travelogue includes research by the curatorial team, as well as photographs, scientific essays, travel stories, fiction, and poetry contributed by academics, architects, artists, geographers, and researchers based in the region.
Contributors to the publication include Ahmed Makiya, Geographer and Editor; Alia Al Sabi, Writer and PhD candidate; Aziza Al Chaouni, Associate Professor of Architecture at the University of Toronto’s John H. Daniels Faculty of Architecture, Landscape, and Design and the founding principal of the design practice Aziza Chaouni Projects; Deepak Unnikrishnan, Author; Dalal Musaed Alsayer, Assistant Professor of Architecture at Kuwait University; Ibrahim Nehme, writer and multimedia creator; Kevin Mitchell, Professor of Architecture at the American University of Sharjah; Mohammed Mahmoud Al Naggar, Egyptian Architect and Writer; Omar Khaled Abdel Ghaffar, JD-PhD candidate at Harvard University; Rand Abduljabbar, Artist, Writer, and Researcher; Reem Falaknaz, Photographer; Samar Halloum, Architect and Researcher; and Wesam Al Asali, Assistant Professor at IE School of Architecture and Design.
Aridly Abundant exhibition is on show until 26 November 2023 in Venice and is also available to view online via a virtual tour available on the National Pavilion UAE website.
Calling the next generation of UAE’s cultural practitioners to join National Pavilion UAE’s Venice Internship
Our landmark Venice Internship is an exciting one-month opportunity for students and young professionals to assist with the UAE's exhibition at La Biennale di Venezia, which is set to take place from 20 April to 24 November 2024. Apply for the program and be part of a tremendous networking opportunity and a hands-on experience which enables you to engage fluently with the content of the exhibition in Venice. To learn more about the internship program and eligibility criteria, we invite you to visit our website. You can also meet the team in person and learn first-hand about the program by registering in the following information session:
Date: 22 October 2023
Time: 15:00
Venue: Miza, Abu Dhabi
Register here.
Where to find National Pavilion UAE in the coming months
Photo By Ismail Noor of Seeing Things
Where to find National Pavilion UAE in the coming months
In the coming months, members of our team, as well as past and present curators, will be participating in talks and events across the UAE, as follows:
8-10 October, catch the team at Creative Careers Days at Jameel Arts Centre
23 October,17:00, Talk, Aridly Abundant curated by Faysal Tabbarah at American University of Sharjah
22-26 November, catch the team at Abu Dhabi Art at Manarat Al Saadiyat
22 November, 18:30,Talk; Abdullah Al Saadi and Tarek Abou El Fetouh at Abu Dhabi Art at Manarat Al Saadiyat
To stay up to date with ongoing activities and talks, make sure to follow us on Twitter and Instagram.
Massimo Bartolini e Luca Cerizza per il Padiglione Italia
Il Ministero della Cultura ha nomitato l'artista Massimo Bartolini e il curatore Luca Cerizza per ili Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia 2024, selezionato fra una rosa di candidati pervenuti a seguito del bando pubblico, partecipavano alla selezione Lorenzo Balbi, Ilaria Bonacossa, Lucrezia Cippitelli (e Davide Quadrio), Jacopo Crivelli Visconti (in cooperazione con Marcella Beccaria, Giovanni Carmine, Alfredo Cramerotti, Arturo Galansino), Ilaria Gianni, Luigia Lonardelli, Luca Lo Pinto, Matteo Lucchetti e Paola Nicolin.
Il curatore lavorerà in stretto contatto con il nuovo direttore generale Angelo Piero Cappello sul tema della "comunità".
martedì 8 agosto 2023
Yang Peiken per Hong Kong
'Hong Kong Arts Development Council hanno annunciato che Yeung Pei-keng (nella foto a sinistra) rappresenterà Hong Kong alla 60a Biennale di Arti Visive di Venezia, e Zhou Wanyun ( nella foto a destra) sarà il curatore. Fotografia: He Zhaonan. Immagine gentilmente concessa da M+.
Questa nuovissima mostra site-specific parteciperà alla mostra periferica della più importante piattaforma internazionale di arte contemporanea del mondo, la Biennale di Arti Visive di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre 2024. Questa mostra è la sesta volta che M+ e HKADC si uniscono per partecipare a questo evento artistico internazionale.In precedenza, le due parti hanno partecipato agli artisti di Hong Kong Li Jie, Tsang Kin-wah, Yang Jiahui, Tse Shu-ni e Tsui Shi-ki ha tenuto mostre personali alla Biennale e ogni mostra è stata molto acclamata, con risposte entusiaste da parte del pubblico internazionale.
Proprio come nelle ultime cinque collaborazioni tra M+ e HKADC, dopo la conclusione della Biennale di Venezia, il pubblico di Hong Kong ha avuto l'opportunità di apprezzare le opere di Yang Peikeng a Hong Kong. La Response Exhibition si terrà a M+ nel 2025. Questa è la seconda volta che M+ tiene una mostra di risposta di artisti di Hong Kong che partecipano alla Biennale di Venezia dalla sua apertura nel 2021.
Anya Hua, Direttrice del Museo M+, ha sottolineato l'importanza della continua collaborazione tra M+ e HKADC: "Siamo profondamente grati di poter unire le mani con il nostro partner di lunga data, l'HKADC, per partecipare alla Biennale di Venezia di Arti visive per la sesta volta. M+ e l'HKADC Bureau Jun si impegnano a portare artisti, curatori e la loro visione creativa di Hong Kong sulla scena internazionale e risuonare a livello internazionale. Non vedo l'ora di assistere al continuo sviluppo della partnership tra le due parti in ispirando nuove direzioni attraverso la mostra personale di Yang Peikeng.Fra il team M+ sono lieto che l'eccezionale e giovane curatore Zhou Wanyun, dopo essere stato assistente curatore della Biennale di Venezia nel 2019, sia stato selezionato come curatore della mostra personale di Yang Peikeng questo L'importante ruolo di culla e il contributo dei talenti curatoriali”.
Zhou Huixin, amministratore delegato dell'Hong Kong Arts Development Council, ha anche sottolineato l'importanza della cooperazione tra M+ e HKADC nella partecipazione alla 60a Biennale di Arti Visive di Venezia: "Dal 2001, l'HKADC ha partecipato alle mostre periferiche di la Biennale di Venezia delle arti visive. Promuovere a livello globale gli eccezionali risultati dell'arte contemporanea di Hong Kong. Abbiamo stabilito una profonda relazione con M + nelle ultime cinque collaborazioni. Con la conoscenza professionale e l'atteggiamento serio del museo, abbiamo presentato mostre acclamate e attività correlate. Questa esperienza renderà la mostra personale dell'artista di Hong Kong Yeung Pui-hang affascinante e attraente per il pubblico internazionale e locale".
Do-yen Cheng, vicedirettore e curatore capo di M+ ha spiegato le ragioni dietro la selezione di questi due artisti e curatori per rappresentare Hong Kong alla Biennale di Venezia: "Attraverso installazioni d'arte fantasiose e liriche, Yeung Pei-keng evoca tenerezza e armonia in il cuore del pubblico.La fragilità, esprimendo la sua osservazione dell'esistenza fugace delle cose quotidiane e del rapporto a lungo termine tra uomo e natura, tocca profondamente il cuore del pubblico.Le sue opere sono strettamente legate ai tempi in cui viviamo e le emozioni che stiamo vivendo. Mi fa molto piacere che Zhou Wanyun possa curare le opere di Yang Peikeng. Zhou Wanyun è una collega fidata e contemporanea di Yang Peikeng. Ha una comprensione delicata e acuta delle sue opere. Con la sua partecipazione alla Mostra di Venezia Biennale e M+ Con una vasta esperienza, sarà in grado di presentare e interpretare appieno il suo lavoro a un pubblico internazionale”.
L'artista Yeung Pui-keng è molto felice di avere l'opportunità di rappresentare Hong Kong in una mostra collaterale a Venezia: "La Biennale di Venezia è una mostra d'arte contemporanea di fama mondiale, e ho l'opportunità di rappresentare la mia città natale, Hong Kong, in modo che i miei nuovi lavori possono essere mostrati al pubblico In questo momento, sono davvero grato Dopo l'epidemia, mentre il mondo sta gradualmente tornando alla vita pre-epidemia e si sta abituando a interagire e comunicare in modi nuovi, posso presentare i miei nuovi lavori ispirati da ambienti interculturali e circostanti in questo momento, è molto significativo diffondere la mia visione all'estero e stabilire connessioni con il mondo dell'arte internazionale. Non vedo l'ora di lavorare con il team M+ guidato da Zhou Wanyun".
Zhou Wanyun, curatore della mostra del 2024 e assistente curatore di arti visive a M+, ha dichiarato: "Sono molto felice di poter curare la mostra degli artisti di Hong Kong alla Biennale di arti visive di Venezia, e non vedo l'ora con umiltà. Dopo la mostra collaterale della 58a Biennale di Arti Visive di Venezia, sono molto entusiasta di essere il curatore e di collaborare con Yang Peikeng; ho seguito da vicino la sua coerente e intricata pratica artistica di installazione sin dalla sua infanzia. Questo è un eccellente opportunità per noi di realizzare la visione audace e innovativa della vita a Venezia di Yang Peikeng, e spero che questa mostra risuoni con il pubblico internazionale".
M+ e HKADC stanno pianificando una serie di programmi pubblici a Hong Kong, collegando le esperienze e le prospettive internazionali di artisti e curatori con la scena artistica contemporanea di Hong Kong in rapido sviluppo.
A proposito di Yang Peikeng Yang Peikeng (nato a Dongguan nel 1988) ora vive e lavora a Hong Kong e spesso attraverso le sue opere esplora la logica interna del rapporto tra le persone. Ha un forte interesse per l'ecologia vegetale e l'orticoltura e usa spesso il nome di estetica per disporre con cura oggetti, foto, animali e piante nelle sue opere a tecnica mista per esprimere le sue opinioni sulla natura creata dall'uomo. Yang Peikeng spesso proietta scene percettive e intellettuali su vari sostituti biologici nelle sue opere, trasformando la propria esperienza sociale in favole complesse, esplorando così fallimenti e difetti, e infine mettendo in discussione il modo in cui i sistemi chiusi sopprimono e creano emozioni e stato comportamentale.
Yang Peiheng ha partecipato a numerose mostre locali e internazionali, tra cui Singapore Biennale (2022), Kathmandu Triennial (2022), Lyon Biennale (2019), Dublin EVA Ireland International Biennale (2018), Bangladesh 4th Dhaka Art Summit (2018) e la decima Biennale di Shanghai (2015). Le sue opere sono state esposte anche in istituzioni di tutto il mondo, tra cui Paris Museum of Modern Art (2022), Hong Kong Tai Kwun Museum of Contemporary Art (2022), Dubai Jameel Arts Centre (2022), Kiev PinchukArtCentre (2021), Hong Kong M+ (2021), Shanghai Power Station of Art (2021), Hong Kong Para Site Art Space (2020) e Cologne Sculpture Park (2020). Yang Peikeng terrà una mostra personale presso Gasworks, Londra, nel settembre 2023. È stato selezionato per il Sigg Prize (2023), il Future Generation Art Prize (2021) e il BMW Art Journey award (2015).
Le sue opere sono raccolte da Centre Pompidou a Parigi, Sculpture Park a Colonia, Museum of Modern Art a Parigi, Kadist Art Foundation a Parigi e San Francisco, FRAC Alsace in Francia e M+ a Hong Kong.
A proposito di Zhou Wanyun Zhou Wanyun è curatore e artista a Hong Kong, ed è attualmente Assistant Curator of Visual Arts presso M+. Ha collaborato alla curatela di mostre, libri e programmi con vari artisti, tra cui “Narini. Malani: In Search of Disappearing Blood" (2012/2022), "Narini. Malani: Vision Flow" (2021), "Shunie Tse: Participants and Things" (2020), e in rappresentanza di Hong Kong nel 58° "Soonie Tse: Participants , Hong Kong in Venice" (2019), mostra periferica della Biennale di Arti Visive di Venezia 2019. Ha gestito l'inaugurale M+ International Committee for Visual Art, ha acquisito opere dall'Asia e da altre regioni e ha contribuito molto alla creazione di collezioni di arti visive. Prima di entrare a far parte di M+, è stata responsabile di vari lavori curatoriali presso lo spazio artistico Para Site di Hong Kong (2015–2017) e The Works Art and Design Festival a Edmonton, Canada (2010–2014).
lunedì 31 luglio 2023
Jeffrey Gibson per gli USA
The 2024 U.S. Pavilion is co-commissioned by Kathleen Ash-Milby, Curator of Native American Art at the Portland Art Museum and a member of the Navajo Nation, Louis Grachos, Phillips Executive Director of SITE Santa Fe, and Abigail Winograd, independent curator, and is co-curated by Ash-Milby and Winograd. A member of the Mississippi Band of Choctaw Indians and of Cherokee descent, Gibson will be the first Indigenous artist to represent the U.S. solo in the 129-year history of the Biennale. This exhibition is also the first to be co-commissioned and co-curated by a Native American curator.
“Throughout his career, Jeffrey has challenged us to look at the world differently through his innovative and vibrant work,” said Ash-Milby. “His inclusive and collaborative approach is a powerful commentary on the influence and persistence of Native American cultures within the United States and globally, making him the ideal representative for the United States at this moment.”
“Having recently collaborated with Jeffrey to present a solo exhibition in Santa Fe, we are honored to continue championing his dynamic, insightful, and timely work—now on an international stage.” said Grachos. “This collaboration builds upon SITE Santa Fe’s long history as a platform for artistic innovation, providing artists with the support and resources they need to realize bold and ambitious visions.”
“I have long believed in the ability of Jeffrey's work to be a force for positive change and to create the possibility of a radically inclusive future,” said Winograd. “It is my hope that as a global audience experiences his work through the Biennale, they will also find it to be a source of joy and healing, something sorely needed in a world driven by conflict and crisis. I couldn't be more thrilled to be working with Jeffrey and this team to share his work more broadly.”
“Jeffrey’s work embodies the aspirations of the Portland Art Museum’s program to reveal the beauty and complexities of the world, and creates a deeper understanding of our shared humanity,” said Brian Ferriso, Director of the Portland Art Museum. “We are incredibly honored to help bring his vision to an international audience through this presentation at the Venice Biennale.”
For the U.S. Pavilion, Gibson will activate the interior and exterior of the U.S. Pavilion with a series of new and recent works that invite reflection on individual and collective identities including sculpture, paintings, multimedia works and a site-specific installation activating the pavilion’s courtyard. In conjunction with the presentation at the U.S. Pavilion and in partnerships with the Institute of American Indian Arts, Santa Fe, New Mexico and Bard College, Annandale-on-Hudson, New York, Portland and SITE will also develop year-long educational programming. They will focus on connecting Indigenous, Native American and international undergraduate humanities students and graduate art students, including bringing students from the Institute of American Indian Arts to Venice for a summer arts program and organizing a fall 2024 convening for students, scholars, and the public.
The 2024 U.S. Pavilion: Jeffrey Gibson is made possible by The Bureau of Educational and Cultural Affairs of the U.S. Department of State.
giovedì 22 giugno 2023
Biennale Arte 2024 / Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere
Venezia, 22 Giugno 2023 – Il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, e il Curatore della 60. Esposizione Internazionale d’Arte, Adriano Pedrosa, annunciano oggi il titolo e il tema della Biennale Arte 2024, che si svolgerà dal 20 aprile al 24 novembre 2024 (pre-apertura 17, 18, 19 aprile) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.
Al via nella stessa giornata anche il secondo bando Biennale College Arte, il cui workshop avrà inizio dal prossimo autunno 2023. L’obiettivo è quello di affiancare all’Esposizione Internazionale d’Arte un laboratorio di ricerca e sperimentazione, per lo sviluppo e la produzione di progetti artistici di artiste/i emergenti under 30.
Il titolo e il tema della Biennale Arte 2024
La 60. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Il titolo è tratto da una serie di lavori realizzati a partire dal 2004 dal collettivo Claire Fontaine, nato a Parigi e con sede a Palermo. Le opere consistono in sculture al neon di vari colori che riportano in diverse lingue le parole “Stranieri Ovunque”. L’espressione è stata a sua volta presa dal nome di un omonimo collettivo torinese che nei primi anni Duemila combatteva il razzismo e la xenofobia in Italia.
Adriano Pedrosa illustra cosi` la sua scelta:
«Il contesto in cui si colloca l’opera è un mondo pieno di crisi multiformi che riguardano il movimento e l’esistenza delle persone all’interno di Paesi, nazioni, territori e confini e che riflettono i rischi e le insidie che si celano all’interno della lingua, delle sue possibili traduzioni e della nazionalità, esprimendo differenze e disparità condizionate dall’identità, dalla cittadinanza, dalla razza, dal genere, dalla sessualità, dalla libertà e dalla ricchezza. In questo panorama, l’espressione Stranieri Ovunque ha (almeno) un duplice significato. Innanzitutto vuole intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri.»
«(…) In occasione della Biennale Arte 2024 si parlerà di artisti che sono essi stessi stranieri, immigrati, espatriati, diasporici, émigrés, esiliati e rifugiati, in particolare di coloro che si sono spostati tra il Sud e il Nord del mondo.»
«La figura dello straniero sarà associata a quella dell’estraneo, dello stranger, dell’estranho, dell’étranger, e pertanto la Mostra si svilupperà e si concentrerà sulle opere di ulteriori soggetti connessi: l’artista queer, che si muove all’interno di diverse sessualità e generi ed è spesso perseguitato o messo al bando; l’artista outsider, che si trova ai margini del mondo dell’arte, proprio come l’autodidatta o il cosiddetto artista folk; e l’artista indigeno, spesso trattato come uno straniero nella propria terra. La produzione di tali artisti sarà il fulcro della Biennale Arte e costituirà il Nucleo Contemporaneo dell’Esposizione. (…) La Mostra presenterà anche un Nucleo Storico composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo. (…) Inoltre, una sezione speciale del Nucleo Storico sarà dedicata alla diaspora degli artisti italiani nel mondo nel corso del XX secolo. A quegli italiani che hanno viaggiato e si sono trasferiti all’estero costruendo le loro vite e carriere professionali in Africa, Asia, America Latina, così come nel resto d’Europa, integrandosi e radicandosi con le culture locali che spesso hanno svolto un ruolo significativo nello sviluppo delle narrazioni del Modernismo al di fuori dell’Italia.»
«La stessa Biennale Arte, in quanto evento internazionale con numerose partecipazioni ufficiali da parte di diversi Paesi – conclude Pedrosa - ha sempre rappresentato una piattaforma per mettere in mostra opere di stranieri provenienti da tutto il mondo. Così, la Biennale Arte 2024 sarà una celebrazione dello straniero, del lontano, dell’outsider, del queer e dell’indigeno. Speriamo di accoglierli tutti a Venezia nel 2024.» (Vedi in allegato la dichiarazione completa)
Da parte sua il Presidente Roberto Cicutto ha dichiarato:
«Adriano Pedrosa è un curatore brasiliano e direttore del MASP, Museo di San Paolo realizzato dall’architetta di origine italiana Lina Bo Bardi. Si è contraddistinto per originalità e innovazione, anticipando temi e linee curatoriali poi seguite da altre mostre in tutto il mondo.
Cambiare il punto di vista attraverso cui raccontare l’arte contemporanea credo sia ciò che una istituzione di rilevanza internazionale come La Biennale di Venezia debba fare. E qui non si tratta solo di un punto di vista estetico ma anche geografico, come quando al cinema si riprende la stessa scena in controcampo.
Questa è la 60esima edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea nell’arco di 128 anni dalla prima, e non c’era mai stata una curatrice o un curatore proveniente da un paese dell’America Latina. La partecipazione di artiste e artisti sudamericani alla Biennale è sempre stata nutrita. Ma diverso è quando a invitare è un curatore che ha radici nella stessa cultura e ha sviluppato nel corso degli anni uno sguardo globale. La sua ricerca è anche focalizzata su artiste e artisti che, pur provenienti da culture e mondi diversi, hanno saputo mantenere sentimenti, caratteri ed esperienze della loro cultura d’origine ovunque si trovino.
Mi piace che in questa Mostra ci sia la presenza di opere realizzate nel secolo scorso che oggi vengono considerate punti di riferimento per le nuove generazioni. E all’interno di questo movimento ritroveremo molti nomi italiani.
Adriano Pedrosa si cimenterà con la seconda edizione del College Arte, apertosi nel 2022 con Cecilia Alemani, un’attività cui La Biennale tiene moltissimo.
Sono certo che la 60. Esposizione Internazionale d’Arte e il suo curatore sapranno emozionare e colmare (come ha detto la curatrice della 18esima edizione della Biennale Architettura Lesley Lokko) quelle falle nella storia dell’arte con molte presenze finora trascurate.»
La 60. Esposizione Internazionale d’Arte presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia.
Da oggi, 22 giugno, è online il formulario per la presentazione delle proposte di progetti quali Eventi Collaterali, promossi da enti e istituzioni internazionali senza scopo di lucro, operanti nel campo dell’arte che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia, qualora selezionati.
Biennale College Arte
Il bando internazionale Biennale College Arte, pubblicato proprio oggi sul sito della Biennale www.labiennale.org, resterà aperto per cinque settimane, da giovedì 22 giugno fino a lunedì 24 luglio 2023.
Il bando è riservato a giovani artiste/i emergenti under 30 provenienti da tutto il mondo (che non abbiano compiuto 31 anni alla data di scadenza di presentazione delle domande), che abbiano già preso parte ad almeno una mostra collettiva e abbiano presentato almeno una mostra personale in spazi espositivi riconosciuti in ambito nazionale e/o internazionale.
Saranno selezionati 12 progetti e le/gli artiste/i saranno invitate/i a partecipare a un workshop di 10 giorni dedicato allo sviluppo dei progetti proposti, che si svolgerà a Venezia nel mese di ottobre 2023.
Il workshop, che alternerà momenti individuali e di gruppo, sarà condotto da Adriano Pedrosa, Direttore del Settore Arti Visive della Biennale, assieme a curatori e artisti, tutor e mentori direttamente impegnati allo sviluppo dei progetti con i partecipanti.
Al termine del workshop le/gli artiste/i avranno a disposizione 3 settimane per lavorare sui progetti e consegnare una proposta finale. Sulla valutazione dei materiali Adriano Pedrosa selezionerà un massimo di quattro progetti, che potranno accedere a un contributo massimo di 25.000 euro per la realizzazione del lavoro.
Le opere saranno presentate, fuori concorso, nel contesto della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque / Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa.
lunedì 19 giugno 2023
Yuko Mohri per il Giappone
venerdì 2 giugno 2023
Per l'Olanda Renzo Martens e il Cercle d'Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC)
Artist Renzo Martens, together with the artists' collective Cercle d'Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) and curator Hicham Khalidi, will be providing the Dutch entry for the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia in 2024.
Khalidi and Martens’ proposal is to involve CATPC in the Dutch entry. An extensive international committee has advised the Mondriaan Fund board to further develop this idea into an internationally relevant presentation. The joint plan by Martens, Khalidi and CATPC will be open to the public from 20 April 2024 at the Rietveld Pavilion in Venice and simultaneously at the White Cube – previously established by Martens and CATPC – in Lusanga, the Democratic Republic of Congo (DRC). This Dutch entry will therefore consist of two presentations that are directly mirrored and connected.
Martens and Khalidi plan to use the Dutch entry for a presentation by CATPC and elaborate on the story behind this choice. Khalidi and Martens will support the collective with the presentation at the Rietveld Pavilion.
Ced’art Tamasala on behalf of CATPC:
‘We’re looking forward to telling our story in Venice 2024. The opportunity to now pair a white cube on a plantation with one at the summit of the art world allows for a direct look into these two worlds and into the inequalities between them. Meaningful and sincere reflections will be produced from these different, but related, realities coming together. Through this presentation, we will come to the final stage of our collective journey into truths that deserve to be shared.’
One of the themes of the presentation is restitution. This contemporary theme will be highlighted in various ways, in the hope of contributing to the discourse on colonialism in the (international) art world. For this reason, in addition to the mirror presentation, the Dutch entry intends to organise events that will provide space for conversations about this issue.
Eelco van der Lingen, director of the Mondriaan Fund and commissioner:
‘We are delighted that this presentation will soon be exhibited in both Venice and Lusanga on behalf of the Netherlands. It will allow everyone to witness the next step of CATPC and Martens’ work. The issue of colonial relations, which also affects Martens’ work, is indisputable. Together with CATPC members, Khalidi and Martens will explore how we, without denying this issue, can work towards a better understanding and a new future. Restitution will be a major theme of the presentation. This is a topical issue within the global heritage sector and within a broader debate about coloniality. It is essential to have a conversation about this and I am happy that we can contribute to it on a big stage.’
Advisory Committee
To arrive at a good choice for a submission, a special advisory committee was set up and asked to assess five different proposals. Among other things, the advisory committee considered the quality of the plan, the impact it will have on the international stage of the Venice Biennale and whether the plan will result in a new interpretation of the Rietveld Pavilion and the Dutch entry for the Venice Biennale. The committee members for the 2024 Dutch entry were: Raul Balai (visual artist & curator), Hendrik Folkerts (curator of contemporary art and head of exhibitions Moderna Museet), Fransizka Nori (director Frankfurter Kunstverein), Suzanne Swarts (director of Museum Voorlinden) and Fatos Üstek (curator & writer). Eelco van der Lingen (director of the Mondriaan Fund) was chairman.
About CATPC and Renzo Martens
Cercle d’Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) is an artist collective from Lusanga (DRC) and consists of twenty members. In 2017, CATPC and Renzo Martens opened the White Cube in Lusanga; a fully equipped arts centre. From here the CATPC members create their artworks. With the proceeds from their art, they have bought back 120 hectares of former plantations and are now transforming them into biodiverse nature.
About the Mondriaan Fund
The Mondriaan Fund, the public incentive fund for visual arts and cultural heritage, is responsible for the Dutch entry at the Venice Biennale. The presentation is funded from the international budget the Mondriaan Fund receives from the Ministry of Education Culture and Science.










