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Il Padiglione polacco cambia l'artista selezionato, il progetto di Ignacy Czwartos sarà sostituito da quello del collettivo Open Group, formato da Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga intitolato Repeat after me.
È annunciata per la primavera 2024 la prima mostra personale di Walton Ford in Italia. Artista americano tra i più talentuosi della sua generazione (1960), Ford sta preparando una grande mostra site-specific, per Venezia, incentrata su un nuovo corpus di opere concepite in stretta relazione alla collezione di una delle istituzioni più antiche e accreditate della città: l'Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.
Lion of God presenterà una serie di dipinti di grandi dimensioni realizzati ad acquerello che esplorano la dimensione storica, biologica e ambientale dei soggetti rappresentati nella collezione della biblioteca dell’Ateneo, in particolare la figura del leone nell’ Apparizione della Vergine a San Girolamo di Tintoretto (c. 1580). Il percorso espositivo si svilupperà su due sale dell’Ateneo Veneto, l’Aula Magna al piano terra e la Sala Tommaseo, dove l’opera di Tintoretto sarà esposta al pubblico per tutta la durata della mostra.
Lion of God è curata da Udo Kittelmann – che ha collaborato con Ford in occasione della sua retrospettiva itinerante in Europa intitolata Bestiarium (2010-11) – e inaugurerà durante la settimana di vernice della Biennale Arte di Venezia, rimanendo aperta sino al 22 settembre 2024.
L'artista ha descritto l'Apparizione della Vergine a San Girolamo di Tintoretto come "un intenso spunto di discussione sulla nostra relazione con il mondo naturale". Raffigurando San Girolamo in estasi, nel bel mezzo di una visione in cui la Vergine Maria discende dal cielo, il dipinto storico presenta il leone che la leggenda descrive come amico di San Girolamo dopo che quest’ultimo gli ha tolto una spina dalla zampa. L'improbabile legame tra i due personaggi è descritto in dettaglio ne La leggenda aurea, un testo ampiamente diffuso in Europa nel tardo Medioevo e che è servito da riferimento anche per l’artista americano. Tintoretto dispiega grande maestria nella narrazione, condivisa anche da Ford, e dipinge il suo leone posizionandolo in ombra, nella parte inferiore dell’opera. Uno dei nuovi dipinti di Ford, di quasi tre metri, ribalterà l’inquadratura del pittore veneziano per mettere in primo piano l'esperienza dell'animale.
L'indagine filosofica continua di Ford sui modi in cui interagiamo e allontaniamo dalle specie animali richiama una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la terribile crisi ecologica che stiamo vivendo. Udo Kittelmann spiega così il progetto: “nella ricerca di analogie tra passato e presente, i dipinti di Walton Ford sovrappongono rappresentazioni intricate di storia naturale con una lettura critica contemporanea, includendo citazioni da fonti letterarie dei secoli passati, il tutto reso nello stile della pittura dei grandi maestri. Nei suoi lavori, che possono essere visti come una satira dell’oppressione politica e lo sfruttamento ambientale, egli mette in discussione il concetto di “sempre nuovo” e “sempre migliore”. Allo stesso tempo, Ford ha sempre posto interrogativi sulle molteplici aspettative e regole consolidate dell'estetica contemporanea. Per essere precisi, i suoi dipinti sono un racconto sull'arroganza della natura umana. Ieri, oggi e domani."
L’opera di Ford sovverte le convenzioni legate ai tentativi dell'uomo di categorizzare e interpretare il mondo naturale, attingendo a schizzi, diorami naturalistici, documenti zoologici, mitologia, favole e storia dell'arte. Pur alludendo agli studi nel campo delle scienze naturali del XIX secolo, la poetica di Ford è ampia nei suoi riferimenti, sollecitando lo spettatore a individuare questi indizi frammentari come chiavi di lettura per svelare l'evento storico o immaginario rappresentato nell'opera. Le opere dell’artista risultano anatomicamente precise per via dell’osservazione ravvicinata di esemplari tassidermizzati presenti in collezioni museali, e proiettano in modo vivido le vite, le esperienze, le osservazioni e le storie nascoste dei loro soggetti umani e animali.
In contemporanea alla mostra veneziana, la Morgan Library & Museum di New York City ospiterà (dal 12 aprile al 6 ottobre 2024) Walton Ford: Birds and Beasts of the Studio, una mostra di disegni dell'artista, organizzata da Isabelle Dervaux, curatrice e responsabile del dipartimento di disegni moderni e contemporanei di Acquavella.
Lion of God è organizzata dalla galleria Kasmin di New York e verrà allestita all’Ateneo Veneto di Venezia. Dal 1997, Kasmin ha presentato 11 mostre personali di Ford, tra cui Barbary nel 2018, un corpus di opere che esplora il destino del leone berbero del Nord Africa.
Sede:
Ateneo Veneto
San Marco, Campo San Fantin (vicino al Teatro La Fenice)
Fermata vaporetto linea N. 1: Santa Maria del Giglio o San Marco
www.ateneoveneto.org
Le OGR Torino collaboreranno con TBA21–Academy per la mostra Re-Stor(y)ing Oceania, a cura dell’artista Taloi Havini, che verrà inaugurata negli spazi di Ocean Space a Venezia nella primavera del 2024, in concomitanza con la 60. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia.
Il progetto espositivo – commissionato da TBA21–Academy e Artspace, Sydney e prodotto in collaborazione con le OGR Torino – comprende due nuove installazioni site-specific commissionate alle artiste indigene del Pacifico Latai Taumoepeau ed Elisapeta Hinemoa Heta e sarà visibile dal 23 marzo al 13 ottobre 2024.
Hub per la cultura e l’innovazione le OGR Torino hanno nel proprio DNA il dialogo e vedono nella collaborazione con altre istituzioni artistiche la possibilità di costruire ponti, sviluppare idee inedite e creare un ecosistema capace di potenziare e far crescere il capitale culturale, sociale ed economico.
Con questa vocazione, dopo CAROUSEL di Pablo Bronstein nel 2019 e ALLUVIUM di Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian nel 2022, le OGR Torino scelgono di tornare a Venezia e di partecipare alla produzione di una nuova mostra con TBA21–Academy e Artspace, Sydney, segnando così una nuova tappa nella loro storia di relazioni e collaborazioni, continuando a sostenere la ricerca degli artisti e confermandosi come luogo di sperimentazione e rinnovamento, radicato nel suo territorio torinese ma altrettanto aperto al mondo.
Curato dall'artista Taloi Havini il progetto espositivo di Re-Stor(y)ing Oceania accosta performance, scultura, poesia e movimento attraverso una visione curatoriale guidata da un metodo ancestrale di chiamata e risposta che l’artista impiega come mezzo per ricercare solidarietà e affinità in tempi di incertezza, in cui vere e proprie minacce alla vita ci impongono di rallentare i ritmi, opporsi all’estrazione e avere riverenza per la vita degli Oceani.
L'artista saudita Manal AlDowayan è stata scelta dalla Commissione per le arti visive del Ministero della Cultura dell'Arabia Saudita per rappresentare l'Arabia Saudita alla prossima sessantesima Biennale di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre 2024.
Attivo da due decenni, AlDowayan attraverso una pratica spesso partecipativa che comprende la fotografia, suoni, sculture e installazioni hanno indagato le tradizioni saudite, la politica sociale e la memoria collettiva, nonché la rappresentazione e lo status delle donne. È conosciuta soprattutto per la sua installazione del 2011 Suspended Together, uno stormo di uccelli in fibra di vetro stampati con documenti di autorizzazione. Appesi a metà volo, commentano le restrizioni imposte alle donne saudite che desiderano viaggiare senza un compagno maschio.
The Dutch Pavilion at the Biennale Arte 2024
For the Dutch National participation in the 60th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, the Cercle d’Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) collective – in collaboration with artist Renzo Martens and curator Hicham Khalidi – will present new artworks as part of their ongoing commitment for the plantation of Lusanga to be freed, regenerated and transformed back into sacred forests, as well as their commitment to a greater project of spiritual, ethical and economic reckoning. The exhibition will be on display from 20 April 2024 until 24 November 2024 at the Rietveld Pavilion in Venice and simultaneously in the White Cube in Lusanga (DRC).
By twinning the White Cube – the previously established museum by Martens and CATPC – in Lusanga with the Rietveld Pavilion in Venice a level playing field has been created by and for CATPC: this is what they see as their next step.
For both the Venice and Lusanga exhibitions CATPC will create new artworks from the earth of the last remaining patches of forest surrounding the plantation which will subsequently be cast in the raw materials extracted from the plantation. Ced’art Tamasala, on behalf of CATPC:
“Each sculpture carries the seed that will bring back the sacred forest. Ultimately functioning as conduits, these sculptures will allow for a shared equitable future for all humans, making it possible for us to reclaim our stolen lands, to reforest them and to welcome the post-plantation and sacred forest.”
Diviner’s Figure representing Belgian Colonial Officer, Maximilien Balot, 1931
In anticipation of the simultaneous exhibition in Venice and Lusanga, CATPC are petitioning again for the temporary return of Balot, a sculpture held sacred to their community originally made to protect them against the plantation regime. CATPC believes in restoring balance and correcting past injustices once the sculpture has been returned. The sculpture is currently held in the collection of the Virginia Museum of Fine Arts (VMFA).
According to CATPC it must be noted that many western museums have been constructed and financed with profits extracted from plantations. They believe that now is the time for museums and art institutes throughout the western world to support reconciliation and actively engage with indigenous communities as they reclaim their land and restore and reconnect to their sacred forests. If the ancestral sculpture named Balot is returned to the plantation – even temporarily – their movement will be greatly strengthened.
The Judgement of the White Cube
In CATPC’s latest, as yet unreleased performance film The Judgement of the White Cube, the White Cube – all white cubes- is taken hostage and judged. As it stands trial before the community, the white cube is sentenced to ask for forgiveness and to bring back the ancestral sculpture of Balot.
Ced’art Tamasala:
“We aim for a scenario in which the sweat and fruits of plantation labour are transformed from impure stains into tools for repair. The process of exhibiting and expressing our ideas in these fruits that we have produced, enables us –CATPC– to buy back confiscated land, to regenerate the sacred forest and to allow for a peaceful coexistence between humans and nature.”
Martens and Khalidi proposed to involve CATPC in the Dutch entry for the Biennale Arte 2024. They will use the Dutch entry for a presentation by CATPC and elaborate in the catalogue on the story behind this choice. The Dutch entry is commissioned by the Mondriaan Fund.
Sono stati attribuiti all’artista brasiliana (italiana di nascita), Anna Maria Maiolino e all’artista turca (risiedente a Parigi) Nil Yalter i Leoni d’Oro alla carriera della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere (Giardini e Arsenale, 20 aprile – 24 novembre 2024).
La decisione è stata approvata dal Cda della Biennale presieduto da Roberto Cicutto, su proposta di Adriano Pedrosa, Curatore della 60. Esposizione.
La cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2024 si terrà sabato 20 aprile 2024 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. La Mostra aprirà al pubblico nello stesso giorno alle ore 11.
“Questa decisione è particolarmente significativa - ha dichiarato Adriano Pedrosa - alla luce del titolo e del contesto della Mostra, incentrata su artisti che hanno viaggiato e migrato tra Nord e Sud, Europa e altri Paesi, o viceversa. La mia scelta, in tal senso, ricade su due artiste straordinarie e pionieristiche, nonché migranti, che incarnano in molti modi lo spirito di Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere: Anna Maria Maiolino (Scalea, Italia, 1942; vive a San Paolo, Brasile), emigrata dall’Italia al Sud America, prima in Venezuela e poi in Brasile, dove oggi vive, e Nil Yalter (Cairo, Egitto, 1938; vive a Parigi, Francia), turca, trasferitasi dal Cairo a Istanbul e infine a Parigi, dove risiede.”
Entrambe le artiste parteciperanno per la prima volta alla Biennale Arte nel 2024: Maiolino con una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la serie delle sue sculture e installazioni in argilla; Yalter con una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua opera iconica Topak Ev, collocate nella prima sala del Padiglione Centrale.
NOTE BIOGRAFICHE
Anna Maria Maiolino nasce il 20 maggio 1942 a Scalea, in Italia, per poi emigrare con la famiglia a Caracas, in Venezuela nel 1954, pochi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lì studia alla Escuela de Artes Visuales Cristóbal Rojas, tra il 1958 e il 1960, anno in cui si trasferisce a Rio de Janeiro, in Brasile, dove frequenta i corsi liberi di pittura, scultura e xilografia de la Escola Nacional de Belas Artes. Passa a dedicarsi a questa tecnica che le permette di connettersi con la xilografia popolare praticata del nord est del Brasile; la utilizzerà per diversi anni proprio perché intrisa di critica sociale.
L’artista si dichiara un’autodidatta. Attraverso la frequentazione della Escola de Belas Artes e degli artisti di Rio, Maiolino entra a far parte del noto movimento artistico brasiliano chiamato Nova Figuração, una reazione all’astrazione degli anni Sessanta contaminata da inflessioni pop, che rispecchiano anche il duro clima politico del Paese durante i primi anni della dittatura militare (1964-1985). In quel periodo Maiolino continua a sviluppare il proprio linguaggio e le proprie competenze, frequentando i famosi corsi d’arte tenuti da Ivan Serpa (1923-1973) presso il Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro. Nel 1964 tiene la prima mostra personale alla Galeria G a Caracas e nel 1967 partecipa alla storica esposizione Nova Objetividade Brasileira a Rio de Janeiro. Tra il 1968 e il 1971 Maiolino vive a New York. Nell’ultimo anno, su indicazione di Luis Camnitzer, riceve una borsa di studio presso The Pratt Graphics Center e pratica la tecnica di incisione su metallo, acquaforte, allargando i propri orizzonti artistici a vari media e alla poesia sperimentale. I suoi dipinti e le sue incisioni degli anni Sessanta sono piuttosto radicali, poiché combinano l’immaginario pop con il repertorio tipico della Nova Figuração, concentrandosi su personaggi e narrazioni politiche, oltre che su riferimenti personali, corporei e familiari.
Tra gli anni Settanta e Ottanta Maiolino comincia a dedicarsi all’arte performativa e, nel 1981, mette in scena il suo sorprendente Entrevidas, in cui decine di uova sono sparse sul pavimento e sfidano l’artista a percorrere lo spazio come fosse un “campo minato”, tenendo conto della fragilità e della precarietà dell’uovo, simbolo della vita stessa. All'inizio degli anni Novanta intraprende la lavorazione dell’argilla, segnalando una nuova attenzione per l’espressione gestuale e sensoriale, il fatto a mano e il rapporto con la materia terra, l’argilla, materiali elementari in sculture e rilievi che perdurano fino a oggi.
Per la 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia Maiolino presenterà una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la serie di sculture e installazioni in argilla. Si tratterà della sua prima partecipazione alla Biennale Arte.
Nel corso della sua carriera, Anna Maria Maiolino ha tenuto numerose mostre di rilievo e retrospettive, tra cui quelle all’Instituto Tomie Ohtake di San Paolo (2022), al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, alla Whitechapel Art Gallery a Londra (2019), al Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2017), alla Fundació Antoni Tàpies a Barcellona (2010) e al Drawing Center di New York (2002). Ha partecipato, tra l’altro, alla Biennale di Lione (2017), alla Biennale di Gwangju (2014), alla Biennale di San Paolo (2010, 1998, 1991, 1994, 1967), alla Biennale di Sydney (2008) e alla Biennale dell’Avana (1984). Le sue opere sono presenti nelle collezioni del Castello di Rivoli (Torino), della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, del Museo d’Arte Moderna di Bologna, del Museum of Modern Art a New York, del Museum of Contemporary Art di Los Angeles, del Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand, del Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro, della Tate nel Regno Unito.
Nil Yalter è un'artista turca nata al Cairo, in Egitto, il 15 gennaio 1938 e trasferitasi a Parigi nel 1965, dove vive tuttora. È considerata una pioniera del movimento artistico femminista mondiale. Yalter non ha mai ricevuto un'istruzione formale nel campo delle arti visive e, come autodidatta, ha condotto una costante ricerca sulle proprie pratiche e aree di interesse che vanno dalla pittura al disegno, dal video alla scultura all’installazione. La sua carriera artistica è iniziata nel 1957, quando ha tenuto la sua prima mostra presso l'Istituto Culturale Francese di Mumbai, in India. Tuttavia, è durante gli anni Sessanta che approfondisce la sua pratica.
Dopo essersi trasferita a Parigi nel 1965, l'opera di Yalter inaugura un capitolo davvero radicale e pionieristico, poiché inizia ad affrontare temi sociali, in particolare legati all'immigrazione e alle esperienze femminili, in un'esplorazione e in uno sviluppo davvero unici delle pratiche artistiche concettuali. Nel 1973, Yalter crea l'innovativa installazione Topak Ev, esposta in una mostra personale al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris. L'anno successivo presenta un'opera video fondamentale, The Headless Woman, che affronta il tema della liberazione sessuale delle donne e dell'oggettivazione orientalista delle donne mediorientali. Un'altra opera singolare del 1974 è La Roquette, Prison de Femmes (realizzata con Judy Blum e Nicole Croiset), che presenta le testimonianze di un'ex detenuta del famoso carcere femminile francese. La sua opera Temporary Dwellings, esposta per la prima volta nel 1977, approfondisce la vita dei lavoratori migranti raccontata dalle donne. Nel 1980 Yalter presenta per la prima volta un altro lavoro molto radicale, costituito da una videoproiezione personale e una conferenza dal titolo Rahime, Femme Kurde de Turquie al Centre Georges Pompidou di Parigi. Gli anni Novanta segnano per Yalter un periodo di esplorazione creativa e di riconoscimenti, durante il quale sperimenta i media digitali.
In occasione della 60. Esposizione Internazionale d'Arte, Yalter presenterà una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua iconica opera Topak Ev (1973), collocata nella prima sala del Padiglione Centrale dei Giardini. Questa sarà la prima partecipazione dell'artista alla Biennale Arte.
Nil Yalter ha tenuto mostre retrospettive e personali al Ludwig Museum di Colonia, all'Hessel Museum of Art di Annandale-on-Hudson, a New York, al Musée d'Art Contemporain du Val-de-Mame, in Francia, al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, al Centre Georges Pompidou di Parigi e in molte altre sedi. Ha partecipato, tra le altre, alla Biennale di Sharjah (2023), alla Biennale di Berlino (2022), alla Biennale di Gwangju (2014), alla Biennale di Istanbul (2013), alla Biennale di San Paolo (1979), alla Biennale di Parigi (1977). Le opere di Yalter sono presenti nelle collezioni dell'Istanbul Modern, del Centre Pompidou di Parigi, del F.N.A.C. Fonds National d'Art Contemporain in Francia, della Tate nel Regno Unito, del Museum Ludwig di Colonia, del Museo Reina Sofia di Madrid e di molti altri.
Sito web ufficiale: www.labiennale.org
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2024 #StranieriOvunque #ForeignersEverywhere
L'artista Abdullah Al Saadi rappresenterà la UAE alla prossima edizione della Biennale di Venezia, con la curatela di Tarek Abou El Fetouh
CS
Abdullah Al Saadi to represent the UAE in an exhibition curated by Tarek Abou El Fetouh at the Biennale Arte 2024
Biennale Arte 2024 will mark our thirteenth exhibition at La Biennale di Venezia. The National Pavilion UAE’s committee has appointed Emirati artist Abdullah Al Saadi to represent the UAE in a solo exhibition at the 60th International Art Exhibition. For this participation, Al Saadi selected Tarek Abou El Fetouh to curate his upcoming exhibition set to open in April 2024. For full details on the upcoming participation of the UAE at La Biennale di Venezia,
With less than two months left before Aridly Abundant concludes, please look out for upcoming talks and workshops lead by the curator Faysal Tabbarah and contributors of the accompanying publication across our social media channels.
The National Pavilion UAE issued an open call for proposals for the curation of the UAE’s upcoming exhibition at the Biennale Architettura 2025. We would like to thank everyone who submitted their proposals. Shortlisted applicants will be contacted by the National Pavilion UAE in November 2023 to discuss next steps.
In other news, we are looking forward to this year’s edition of Abu Dhabi Art, which features Mohamed Ahmed Ibrahim, National Pavilion UAE’s 2022 Featured Artist, as the fair’s visual campaign artist who will be creating a new work for “Commissioned works in Cultural Sites” as part of the fair alongside National Pavilion UAE’s 2019 artist Nujoom Al Ghanem.
Aridly Abundant exhibition’s accompanying publication, In Plain Sight: Scenes from Aridly Abundant Landscapes, is now available for sale
The National Pavilion UAE’s current exhibition, Aridly Abundant, curated by Faysal Tabbarah, investigates what architectural possibilities can become possible when we reimagine arid landscapes as spaces of abundance.
The exhibition’s accompanying publication, In Plain Sight: Scenes from Aridly Abundant Landscapes, co-edited by Faysal Tabbarah and Meitha Almazrooei, is available for purchase online and at the La Biennale bookstores. Conceived as a travelogue, the publication is a reference to travel and expedition literature which has historically portrayed arid environments in a homogenous manner as spaces devoid of life.
The travelogue includes research by the curatorial team, as well as photographs, scientific essays, travel stories, fiction, and poetry contributed by academics, architects, artists, geographers, and researchers based in the region.
Contributors to the publication include Ahmed Makiya, Geographer and Editor; Alia Al Sabi, Writer and PhD candidate; Aziza Al Chaouni, Associate Professor of Architecture at the University of Toronto’s John H. Daniels Faculty of Architecture, Landscape, and Design and the founding principal of the design practice Aziza Chaouni Projects; Deepak Unnikrishnan, Author; Dalal Musaed Alsayer, Assistant Professor of Architecture at Kuwait University; Ibrahim Nehme, writer and multimedia creator; Kevin Mitchell, Professor of Architecture at the American University of Sharjah; Mohammed Mahmoud Al Naggar, Egyptian Architect and Writer; Omar Khaled Abdel Ghaffar, JD-PhD candidate at Harvard University; Rand Abduljabbar, Artist, Writer, and Researcher; Reem Falaknaz, Photographer; Samar Halloum, Architect and Researcher; and Wesam Al Asali, Assistant Professor at IE School of Architecture and Design.
Aridly Abundant exhibition is on show until 26 November 2023 in Venice and is also available to view online via a virtual tour available on the National Pavilion UAE website.
Calling the next generation of UAE’s cultural practitioners to join National Pavilion UAE’s Venice Internship
Our landmark Venice Internship is an exciting one-month opportunity for students and young professionals to assist with the UAE's exhibition at La Biennale di Venezia, which is set to take place from 20 April to 24 November 2024. Apply for the program and be part of a tremendous networking opportunity and a hands-on experience which enables you to engage fluently with the content of the exhibition in Venice. To learn more about the internship program and eligibility criteria, we invite you to visit our website. You can also meet the team in person and learn first-hand about the program by registering in the following information session:
Date: 22 October 2023
Time: 15:00
Venue: Miza, Abu Dhabi
Register here.
Where to find National Pavilion UAE in the coming months
Photo By Ismail Noor of Seeing Things
Where to find National Pavilion UAE in the coming months
In the coming months, members of our team, as well as past and present curators, will be participating in talks and events across the UAE, as follows:
8-10 October, catch the team at Creative Careers Days at Jameel Arts Centre
23 October,17:00, Talk, Aridly Abundant curated by Faysal Tabbarah at American University of Sharjah
22-26 November, catch the team at Abu Dhabi Art at Manarat Al Saadiyat
22 November, 18:30,Talk; Abdullah Al Saadi and Tarek Abou El Fetouh at Abu Dhabi Art at Manarat Al Saadiyat
To stay up to date with ongoing activities and talks, make sure to follow us on Twitter and Instagram.
Il Ministero della Cultura ha nomitato l'artista Massimo Bartolini e il curatore Luca Cerizza per ili Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia 2024, selezionato fra una rosa di candidati pervenuti a seguito del bando pubblico, partecipavano alla selezione Lorenzo Balbi, Ilaria Bonacossa, Lucrezia Cippitelli (e Davide Quadrio), Jacopo Crivelli Visconti (in cooperazione con Marcella Beccaria, Giovanni Carmine, Alfredo Cramerotti, Arturo Galansino), Ilaria Gianni, Luigia Lonardelli, Luca Lo Pinto, Matteo Lucchetti e Paola Nicolin.
Il curatore lavorerà in stretto contatto con il nuovo direttore generale Angelo Piero Cappello sul tema della "comunità".