In queste giornate della Biennale sono tantissime le occasioni espositive parallele, in particolare ci sono gli eventi collaterali ufficiali alla Biennale di Venezia che quest'anno sono
A Journey to the Infinite: Yoo Youngkuk
In queste giornate della Biennale sono tantissime le occasioni espositive parallele, in particolare ci sono gli eventi collaterali ufficiali alla Biennale di Venezia che quest'anno sono
A Journey to the Infinite: Yoo Youngkuk
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Per la prima volta un Papa sarà presente alla Biennale, infatti il prossimo 28 aprile Papa Francesco sarà in visita a Venezia, per aprire il Padiglione della Santa Sede, presso il carcere femminile della Giudecca, che partecipa alla 60ma Esposizione Internazionale d’Arte, la Biennale di Venezia.
The Virginia Museum of Fine Arts (VMFA) approves temporary loan request by artist collective CATPC
Historic step forwards for artist collective Cercle d'Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) and Lusanga (DRC), as Virginia Museum of Fine Arts confirms the loan of the sculpture ‘Balot’, a carved wood ancestral power-figure made in 1931. CATPC requested the temporary loan of Balot in anticipation of the exhibition in the 2024 Dutch National participation at the International Art Exhibition of La Biennale di Venezia in collaboration with Dutch artist Renzo Martens and curator Hicham Khalidi. The sculpture is expected to be on display in Lusanga to the public from April 20 to November 24, 2024, parallel to the Biennale di Venezia.
The sculpture has been part of the VMFA collection since 2015. The statue was created after the Pende Revolt of 1931 by a Kwilu Pende artist and was initially intended as a power object to harness Belgian Colonial Officer Maximilian Balot’s angry spirit. It was used as a force for protection against the plantation regime. For CATPC, given the current conditions on the former Unilever plantations and the strategies of resistance of the communities today, the return of this sculpture, even on a temporary basis, is of great significance.
It has long been CATPC’s wish and that of their community that the ancestral sculpture will travel back to Lusanga to be ritually reunited with the region’s notables, traditional chiefs, current and former plantation workers, children, women, men and other Earth-beings. CATPC believes in restoring balance and correcting past injustices once the sculpture held sacred to their community is displayed at the White Cube museum in Lusanga. It will allow their community to physically and historically reconnect with their history and their resistance, to recover the sculpture’s meaning and purpose and to express “a shared heritage for all humanity that traverses the world” (Ced’art Tamasala, CATPC).
Ced’art Tamasala on behalf of CATPC: “We at CATPC are part of a new generation of plantation workers that is seeking, proposing and trying to find sustainable answers to the long-standing questions that are the key to the liberation of plantations. The return of Balot focusses our energy and strengthens our cause. Ultimately, by restoring the balance and correcting past injustices, the return of Balot will allow us to continue to buy back the land that was taken from us by colonial forces, it will enable us to abolish forced and destructive monoculture and to plant, regenerate and nourish back into existence our sacred forests.”
“The Virginia Museum of Fine Arts is delighted to partner with CATPC for this important exhibition,” says VMFA’s Director and CEO Alex Nyerges. “The sculpture’s appearance in Lusanga will be profoundly meaningful to the people in that region. The loan of a wooden sculpture from an American museum’s collection to a museum in the Democratic Republic of the Congo is also of historic significance, and we hope it will inspire a new era of collaboration and partnerships between museums on both continents.”
Eelco van der Lingen, director of the Mondriaan Fund and commissioner: "It’s great that the Virginia Museum of Fine Arts is committed to really engage with the meaning of the sculpture and with the value it represents for the people from where it originates. I am delighted the loan is agreed on for CATPC and I trust that this narrative will be given a proper podium at La Biennale di Venezia in the presentation by CATPC, Renzo Martens and Hicham Khalidi.”
Hicham Khalidi, curator: “This is truly a historic moment. One that culminates with the showing of the other sculptures at the Rietveld Pavilion in Venice in an attempt to mend back into a whole the fragmented collective’s history.”
Renzo Martens, Dutch artist: “I am so glad that we have been able to create, even if on a small, and still symbolic scale, a level playing field, between the museums and communities on the plantations that have financed the construction of museums. Now that VMFA has decided to enter in a constructive dialogue with CATPC, this sculpture, and art in general, can fulfill its full role in life. I could not be more pleased."
La Biennale di Venezia
For the 60th edition of the International Art Exhibitions of La Biennale di Venezia CATPC will present new works in the Dutch National participation in collaboration with artist Renzo Martens and curator Hicham Khalidi. The forthcoming exhibition is but one component of their ongoing commitment for the plantation of Lusanga to be freed, regenerated and transformed back into sacred forests, as well as their commitment to a greater project of spiritual, ethical and economic reckoning. The exhibition will be on display from 20 April 2024 until 24 November 2024 at the Rietveld Pavilion in Venice and simultaneously in the White Cube in Lusanga (DRC).
https://www.mondriaanfonds.nl/en/activities/venice-biennale/
Dopo alcune partecipazioni (2013 e 2015) e alcune assenze, in questi giorni è stato annunciato che il Dicastero per la Cultura e l’Educazione sarà l' Ente Promotore del Padiglione della Santa Sede alla prossima Biennale di Venezia.
Il progetto si chiamerà "Con i miei occhi", curatori del Padiglione della Santa Sede saranno Chiara Parisi e Bruno Racine, lo spazio sarà il Carcere Femminile della Giudecca.
Gli artisti partecipanti: Maurizio Cattelan, Bintou Dembélé, Simone Fattal, Claire Fontaine, Sonia Gomes, Corita Kent, Marco Perego & Zoe Saldana, Claire Tabouret e ci sarà un intervento del curatore Hans Ulrich Obrist.
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Biennale Arte 2024, il Padiglione della Germania raddoppia la sua proposta con l’artista Yael Bartana e il regista Ersan Mondtag presso il Padiglione ai Giardini e una sezione staccata presso l’isola della Certosa, con gli artisti Michael Akstaller, Nicole L’Huillier, Robert Lippok e Jan St. Werner per un progetto declinato al sonoro.
Il Padiglione del Cile sarà presente, non come precedentemente all'Arsenale ma in una posizione esterna, essendo in restauro lo spazio. Parteciperà con l'intervento dell'artista Valeria Montti, di origini cilene ma residente in Svezia, curatore sarà Andrea Pacheco col supporto produttivo di Carola Chacón
Da un annuncio sul profilo istagram di uno degli artisti (Safaa Erruas) che era stato selezionato per il Padiglione del Marocco, alla sua prima partecipazioni, pare che ci siano delle variazioni, attendiamo informazioni ufficiali.
Narratore naturale, Shawky prende riferimenti storiografici e letterari come punto di partenza per le sue narrazioni concentrate, in cui intreccia favola, realtà e finzione. Affrontando nozioni di identità nazionale, religiosa e artistica attraverso film, performance, pittura e scultura, sulla base di lunghi periodi di ricerca e indagine, Shawky inquadra la cultura contemporanea attraverso la lente della tradizione storica e viceversa.
Oltre al padiglione la galleria Lisson organizza una mostra personale di Shawky dal titolo 'I Am Hymns of The New Temples' al Museo Palazzo Grimani di Venezia, che inaugura il 17 aprile 2024. Co-curata da Massimo Osanna, Andrea Viliani e Gabriel Zuchtriegel, la mostra è organizzata in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, nell'ambito del programma 'Pompeii Commitment. Questioni archeologiche'.
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Il Padiglione polacco cambia l'artista selezionato, il progetto di Ignacy Czwartos sarà sostituito da quello del collettivo Open Group, formato da Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga intitolato Repeat after me.
È annunciata per la primavera 2024 la prima mostra personale di Walton Ford in Italia. Artista americano tra i più talentuosi della sua generazione (1960), Ford sta preparando una grande mostra site-specific, per Venezia, incentrata su un nuovo corpus di opere concepite in stretta relazione alla collezione di una delle istituzioni più antiche e accreditate della città: l'Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.
Lion of God presenterà una serie di dipinti di grandi dimensioni realizzati ad acquerello che esplorano la dimensione storica, biologica e ambientale dei soggetti rappresentati nella collezione della biblioteca dell’Ateneo, in particolare la figura del leone nell’ Apparizione della Vergine a San Girolamo di Tintoretto (c. 1580). Il percorso espositivo si svilupperà su due sale dell’Ateneo Veneto, l’Aula Magna al piano terra e la Sala Tommaseo, dove l’opera di Tintoretto sarà esposta al pubblico per tutta la durata della mostra.
Lion of God è curata da Udo Kittelmann – che ha collaborato con Ford in occasione della sua retrospettiva itinerante in Europa intitolata Bestiarium (2010-11) – e inaugurerà durante la settimana di vernice della Biennale Arte di Venezia, rimanendo aperta sino al 22 settembre 2024.
L'artista ha descritto l'Apparizione della Vergine a San Girolamo di Tintoretto come "un intenso spunto di discussione sulla nostra relazione con il mondo naturale". Raffigurando San Girolamo in estasi, nel bel mezzo di una visione in cui la Vergine Maria discende dal cielo, il dipinto storico presenta il leone che la leggenda descrive come amico di San Girolamo dopo che quest’ultimo gli ha tolto una spina dalla zampa. L'improbabile legame tra i due personaggi è descritto in dettaglio ne La leggenda aurea, un testo ampiamente diffuso in Europa nel tardo Medioevo e che è servito da riferimento anche per l’artista americano. Tintoretto dispiega grande maestria nella narrazione, condivisa anche da Ford, e dipinge il suo leone posizionandolo in ombra, nella parte inferiore dell’opera. Uno dei nuovi dipinti di Ford, di quasi tre metri, ribalterà l’inquadratura del pittore veneziano per mettere in primo piano l'esperienza dell'animale.
L'indagine filosofica continua di Ford sui modi in cui interagiamo e allontaniamo dalle specie animali richiama una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la terribile crisi ecologica che stiamo vivendo. Udo Kittelmann spiega così il progetto: “nella ricerca di analogie tra passato e presente, i dipinti di Walton Ford sovrappongono rappresentazioni intricate di storia naturale con una lettura critica contemporanea, includendo citazioni da fonti letterarie dei secoli passati, il tutto reso nello stile della pittura dei grandi maestri. Nei suoi lavori, che possono essere visti come una satira dell’oppressione politica e lo sfruttamento ambientale, egli mette in discussione il concetto di “sempre nuovo” e “sempre migliore”. Allo stesso tempo, Ford ha sempre posto interrogativi sulle molteplici aspettative e regole consolidate dell'estetica contemporanea. Per essere precisi, i suoi dipinti sono un racconto sull'arroganza della natura umana. Ieri, oggi e domani."
L’opera di Ford sovverte le convenzioni legate ai tentativi dell'uomo di categorizzare e interpretare il mondo naturale, attingendo a schizzi, diorami naturalistici, documenti zoologici, mitologia, favole e storia dell'arte. Pur alludendo agli studi nel campo delle scienze naturali del XIX secolo, la poetica di Ford è ampia nei suoi riferimenti, sollecitando lo spettatore a individuare questi indizi frammentari come chiavi di lettura per svelare l'evento storico o immaginario rappresentato nell'opera. Le opere dell’artista risultano anatomicamente precise per via dell’osservazione ravvicinata di esemplari tassidermizzati presenti in collezioni museali, e proiettano in modo vivido le vite, le esperienze, le osservazioni e le storie nascoste dei loro soggetti umani e animali.
In contemporanea alla mostra veneziana, la Morgan Library & Museum di New York City ospiterà (dal 12 aprile al 6 ottobre 2024) Walton Ford: Birds and Beasts of the Studio, una mostra di disegni dell'artista, organizzata da Isabelle Dervaux, curatrice e responsabile del dipartimento di disegni moderni e contemporanei di Acquavella.
Lion of God è organizzata dalla galleria Kasmin di New York e verrà allestita all’Ateneo Veneto di Venezia. Dal 1997, Kasmin ha presentato 11 mostre personali di Ford, tra cui Barbary nel 2018, un corpus di opere che esplora il destino del leone berbero del Nord Africa.
Sede:
Ateneo Veneto
San Marco, Campo San Fantin (vicino al Teatro La Fenice)
Fermata vaporetto linea N. 1: Santa Maria del Giglio o San Marco
www.ateneoveneto.org
Le OGR Torino collaboreranno con TBA21–Academy per la mostra Re-Stor(y)ing Oceania, a cura dell’artista Taloi Havini, che verrà inaugurata negli spazi di Ocean Space a Venezia nella primavera del 2024, in concomitanza con la 60. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia.
Il progetto espositivo – commissionato da TBA21–Academy e Artspace, Sydney e prodotto in collaborazione con le OGR Torino – comprende due nuove installazioni site-specific commissionate alle artiste indigene del Pacifico Latai Taumoepeau ed Elisapeta Hinemoa Heta e sarà visibile dal 23 marzo al 13 ottobre 2024.
Hub per la cultura e l’innovazione le OGR Torino hanno nel proprio DNA il dialogo e vedono nella collaborazione con altre istituzioni artistiche la possibilità di costruire ponti, sviluppare idee inedite e creare un ecosistema capace di potenziare e far crescere il capitale culturale, sociale ed economico.
Con questa vocazione, dopo CAROUSEL di Pablo Bronstein nel 2019 e ALLUVIUM di Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian nel 2022, le OGR Torino scelgono di tornare a Venezia e di partecipare alla produzione di una nuova mostra con TBA21–Academy e Artspace, Sydney, segnando così una nuova tappa nella loro storia di relazioni e collaborazioni, continuando a sostenere la ricerca degli artisti e confermandosi come luogo di sperimentazione e rinnovamento, radicato nel suo territorio torinese ma altrettanto aperto al mondo.
Curato dall'artista Taloi Havini il progetto espositivo di Re-Stor(y)ing Oceania accosta performance, scultura, poesia e movimento attraverso una visione curatoriale guidata da un metodo ancestrale di chiamata e risposta che l’artista impiega come mezzo per ricercare solidarietà e affinità in tempi di incertezza, in cui vere e proprie minacce alla vita ci impongono di rallentare i ritmi, opporsi all’estrazione e avere riverenza per la vita degli Oceani.