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mercoledì 15 ottobre 2025

Chiara Camoni, curato da Cecilia Canziani, per il Padiglione Italia

Cecilia Canziani e Chiara Camoni @Lorenzo Palmieri


 "Con te con tutto" di Chiara Camoni, curato da Cecilia Canziani, è il progetto selezionato dal Ministro della Cultura tra la terna di finalisti alla conclusione di una procedura di selezione pubblica


Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha scelto Cecilia Canziani come curatrice del Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia (dal 9 maggio al 22 novembre 2026) con il progetto "Con te con tutto" di Chiara Camoni.


Il progetto presentato da Cecilia Canziani è stato scelto tra la terna selezionata dalla Commissione di Valutazione dell’avviso pubblico a due fasi promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La terna di curatori presentata al Ministro era così composta: Cecilia Canziani, con il progetto Con te con tutto di Chiara Camoni; Valentino Catricalà, con il progetto Scola Aperta del duo Formafantasma; Marta Papini, con il progetto Parlare di notte di Guglielmo Castelli e Giulia Cenci. La Commissione ha sottolineato l’alta qualità progettuale dei dieci dossier selezionati nella prima fase dell’avviso pubblico, evidenziando l’eccellenza relativamente a visione, sperimentazione e innovazione dei tre finalisti presentati al Ministro, valutati come migliori anche in termini di originalità del progetto scientifico, competitività internazionale e fattibilità della proposta.

Per il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli: "La proposta di Cecilia Canziani con il progetto di Chiara Camoni è una notevole declinazione al femminile di un ‘materialismo magico’ che antichizza il presente, con sapienti evocazioni mediterranee, citazioni e imitazioni trascendenti. Il progetto mostra una rara capacità di trasformazione della Natura in un laboratorio artistico vivente"

Così il Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e Commissario del Padiglione Italia, Angelo Piero Cappello: "Il progetto presentato da Cecilia Canziani risponde pienamente alle tematiche al centro della Biennale Arte di Koyo Kouoh, che intende concentrarsi su “tonalità minori”, ovvero isole di bellezza, pensiero e resilienza spesso ignorate. La proposta della curatrice si distingue per la sua capacità di intrecciare il fare artigianale e la riflessione sul femminile in una narrazione che celebra la collaborazione e la trasformazione della materia come atto poetico. Desidero ringraziare gli altri membri della Commissione per il complesso lavoro svolto: la qualità complessiva dei progetti esaminati testimonia la vitalità e la profondità della ricerca artistica contemporanea italiana".

Cecilia Canziani, nell’apprendere la sua nomina, dichiara: "Sono onorata e felice di ricevere la nomina di curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026 e ringrazio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Direzione Generale Creatività Contemporanea e la Commissione di Valutazione per la fiducia che hanno voluto accordare al progetto.  È una gioia speciale poter affrontare questo importante appuntamento accanto a Chiara Camoni, un’artista con la quale ho condiviso molta parte del mio percorso, e presentare i temi del tempo, del fare e della relazione, che da sempre caratterizzano la sua ricerca sulla scultura, in una chiave inedita".

Così si è espressa la Commissione di Valutazione - composta da Angelo Piero Cappello, Claudio Varagnoli, Ester Coen, Luca Cerizza e Valerio Terraroli - sulla proposta progettuale di Cecilia Canziani: "Con te, con tutto sviluppa una visione altamente originale della creatività condivisa, ponendo al centro l’amicizia femminile e il superamento dei limiti dell’autorialità. Temi come la condivisione, la meraviglia, il dialogo e il fluire del tempo si intrecciano con la trasformazione della materia, dando vita a un linguaggio che unisce artigianato e arti visive. L’appropriazione e la reinvenzione del saper fare offrono una figurazione innovativa, capace di sovvertire le categorie tradizionali tra arti maggiori e arti minori. In sintonia con i presupposti delineati da Koyo Kouoh per In Minor Keys, il progetto affronta questioni centrali come ecologia, processualità e co-creazione, costruendo un percorso che è al tempo stesso riflessione sulla scultura italiana dall’età arcaica al Novecento e rinnovata visione della pratica contemporanea. L’allestimento valorizza la struttura delle Tese, attivando lo spazio con naturalezza e coerenza".


Padiglione Italia, Arsenale - Foto di Giulio Squillacciotti - Courtesy La Biennale di Venezia

Come di consueto, i dettagli del progetto saranno presentati nel corso di una conferenza stampa dedicata, prevista tra marzo e aprile 2026.



BIOGRAFIE

Cecilia Canziani (Roma, 1976) è storica dell’arte e curatrice indipendente. 

Ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte presso l’Università Federico II di Napoli, il Master in Curating presso il Goldsmiths College di Londra e la laurea presso l’Università di Roma La Sapienza. È titolare della cattedra di Fenomenologia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila e docente a contratto di Storia dell’arte contemporanea per il Master internazionale in Art History dell’Università di Roma Tor Vergata. È co-fondatrice del centro di ricerca IUNO e del progetto editoriale Les Cerises, dedicato ai libri d’artista per l’infanzia. Ha co-diretto la Nomas Foundation di Roma con Ilaria Gianni e ha ideato, insieme a Simone Menegoi e Andrea Zegna, il programma di arte pubblica ZegnArt per il gruppo Ermenegildo Zegna. È membro della Commissione Dottorale presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2014 è stata Research Fellow presso la Henry Moore Foundation di Leeds e nel 2023 membro del Comitato scientifico di indirizzo per l’abbellimento degli edifici nei territori colpiti dal sisma per il Ministero della Cultura. Tra i progetti espositivi recenti: la prima retrospettiva museale di Linda Fregni Nagler (GAM Torino 2025), il Festival di Accademie e Istituti di Cultura Stranieri (Palazzo delle Esposizioni, Roma 2024), una retrospettiva su Elisa Montessori (Istituti Italiani di Cultura di Varsavia e Cracovia, 2024), collettive alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e al MAXXI L’Aquila. Segue il lavoro di Chiara Camoni dal 2010, ha curato la sua prima monografia (NERO, 2017) e dal 2018 collaborano al progetto di ricerca itinerante La giusta misura.

Chiara Camoni (Piacenza, 1974) è considerata una delle artiste più rilevanti del panorama italiano. 

Negli ultimi anni ha raggiunto una progressiva maturazione del suo linguaggio, divenendo una delle figure più accreditate e apprezzate dell’arte italiana. La sua pratica si contraddistingue per un rinnovamento della scultura e dell’assemblaggio partendo dal recupero di oggetti, materiali di scarto, elementi naturali e allo stesso tempo per un uso concettuale della ceramica che permette di superare i confini tra arti minori e arti maggiori, arte pura e artigianato, così come quella di autore unico laddove privilegia pratiche laboratoriali di co-creazione e co-partecipazione. Negli ultimi anni ha raggiunto un notevole successo nazionale, esponendo in molti delle principali istituzioni pubbliche e non profit italiane (tra le altre, Pirelli Hangar Bicocca, GAM Torino, Festival dei due mondi), così come in prestigiosi spazi internazionali (CAPC, Bordeaux; Manifesta 15 - Barcellona; Bangkok Biennale).




Roma, 14 ottobre 2025
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC

sabato 9 agosto 2025

Oriol Vilanova Padiglione Spagna

 

Oriol Vilanova è l'artista che porterà il progetto “Los Restos”  nel Padiglione Spagna, curatela di Carles Guerra.

Velimir Zernovski Padiglione Macedonia

 


Velimir Zernovski rielaborerà la Pietà di Michelangelo col titolo "Pietà nelle Coperture dell’Urgenza" nel padiglione della Macedonia 

Collettiva maltese


 Gli spazi del Padiglione maltese vedranno una collettiva composta da Adrian Abela, Charlie Cauchi e Raphael Vella che presenteranno una serie di opere raccolte sotto il titolo “Non c’è bisogno di scintillire”, curatela di Margerita Pulè.


CS

Adrian Abela, Charlie Cauchi and Raphael Vella shall be representing Malta at the prestigious Biennale di Venezia International Art Exhibition in 2026. Established in 1895, La Biennale di Venezia, a platform for the exhibition of works by international artists, is today acknowledged as one of the most prestigious cultural institutions. The 61st edition of the Venice Art Biennale will be held from May 9 to November 22, 2026.
No Need to Sparkle: an invitation to surrender to uncertainty and to embrace ‘doubting well’ as a philosophy of our unstable times.
The pavilion proposes a space which goes contrary to loud, political convictions, and instead places its trust in a radical uncertainty. No Need to Sparkle exists as a triangulation of belief-systems which disintegrate before our eyes. Three works present layered fictions and shifting realities, leading us down unanticipated paths. Convictions and faiths circle each work but lose their significance as universal themes and assumptions of right and wrong, identity, and selfhood are systematically and elegantly dismantled.
A note on the Artists
Adrian Abela studied architecture and civil engineering in Malta and Milan and received an MFA in sculpture from UCLA. He currently lives and works in Los Angeles.
Charlie Cauchi is a Maltese interdisciplinary artist and filmmaker whose work blends visual storytelling, advocacy, and cultural exploration.
Raphael Vella has been active as an artist and curator for many years and is currently a Professor of Art Education and Socially Engaged Art at the University of Malta.
A note on the Curatorial Team
With over 20 years experience in the arts sector, Curator Margerita Pulè has developed a distinct and professional curatorial practice that is politically engaged, research-based and context-specific. Project Manager Tamara Burr is an accomplished studio manager, skilled in project coordination and operations. The Producer is Unfinished Art Space, and R Gallery is the Associate Producer. Kathrine Maj is the Outreach Programme & Fund-raiser and Mark Sullivan and Julian Vassallo, on behalf of SON Architecture Studio, are the architects. Weexhibit is the Production Team. Alexandra Pace is the Graphic Designer
The Evaluation Board
The Board members were:
Dr Katya Micallef, Principal Curator of Modern and Contemporary Art at MUŻA
Perit Adrian Mamo, Artistic Director at Teatru Manoel, President at Malta Society of Arts
Daniel Azzopardi, Artistic Director at Spazju Kreattiv, Malta’s National Centre for Creativity
“In Minor Keys”
The 61st Venice Biennale, set to take place in 2026, will be titled “In Minor Keys”, curated by the late Koyo Kouoh. This theme, chosen by Kouoh, explores the spaces within “minor keys” in music, focusing on the poetic, sensory, and ethereal aspects often associated with them. The exhibition will aim to connect with “soul frequencies” and find solace, hope, and transcendence within these spaces, using the minor key as an allegory for quiet resistance through contemporary art. 
After a 17-year absence, Malta returned to the Biennale di Venezia in 2017 with its own National Pavilion. Malta returned again in 2019, 2022 and in 2024. Prior to that, it had participated with a special exhibition of Maltese Artists in 1958 and a National Pavilion in 1999. Both the 2017 Malta Pavilion (Homo Melitensis: An Incomplete Inventory in 19 Chapters), the 2019 Malta Pavilion (Maleth / Haven /Port – Heterotopias of Evocation) and the 2022 Malta Pavilion (Diplomazija Astuta) and the 2024 Malta Pavilion, (I Will Follow the Ship) received international press acclaim, garnering a host of high-profile media accolades and acknowledgements
Arts Council Malta–under the auspices of the Ministry for the Arts, Lands and Local Government – is the commissioner of the Malta Pavilion at the Biennale di Venezia.
Applications deadline: 6th May 2025
Photo from Shutterstock

Eglà Budvytytà per la Lituania


Il Padiglione della Lituania sarà realizzato da Eglà Budvytytà, con la curatela di Louise O’Kelly.

Sarà proposto un lavoro iniziato nel 2024 dal titolo Warmblooded e Wingless,  che vedrà per l'occasione una nuova evoluzione. 

Brilant Milazimi per il Padiglione Kosovo



Brilant Milazimi è l'artista scelto dalla giuria composta dai curatori Inke Arns, Erëmirë Krasniqi, Christine Macel, Valentine Umansky e Rein Wolfs per il Il padiglione della Repubblica del Kosovo, gestito dalla Galleria nazionale del Kosovo.

Sarà proposto il progetto  "Strong Teeth", con la curatela di José Esparza Chong Cuy.

Choi Geon e Hyeree Ro per la Corea


 La curatrice Binna Choi selezionata dal Consiglio delle Arti della Corea ha invitato gli artisti Choi Geon e Hyeree Ro per ideare il prossimo padiglione della Corea. 

giovedì 7 agosto 2025

Duo per la Lettonia

Untamed Fashion Assemblies, 1991 opening performance at Dome Square, Riga, Costume from Ball of Postbanality by U.Rukutis & B.Birmanis (1989). Photo by Aivars Liepiņš.
 
Alla Biennale di Venezia la Lettonia porterà designer Mareunrol's e Bruno Birmanis.

Un progetto che guarderà al mondo dell'abbigliamento e dei contesti estetici/sociali. 

Nabil Nahas per il Libano


Il Padiglione del Libano vedrà l'intervento di Nabil Nahas selezionata dal Ministero della Cultura libanese.


CS
NNA - Lebanon’s Ministry of Culture is proud to announce the country’s participation in the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, taking place from Saturday, May 9 to Sunday, November 22, 2026. Nabil Nahas, an internationally recognized contemporary artist, will represent Lebanon with Nada Ghandour leading as Commissioner and Curator of the Pavilion. The country’s participation is organized together with the Lebanese Visual Art Association (LVAA).

Born in Beirut in 1949, Nabil Nahas moved to the United States in 1969, was awarded a BFA from Louisiana State University and an MFA from Yale University (1972). He currently lives and works between Beirut and New York.

His works are included in major museum collections, such as The British Museum (London), Tate Modern (London), The High Museum of Art (Atlanta), The Metropolitan Museum of Art (New York), Rutgers University Zimmerli Museum (New Jersey), Colby Museum of Art (Maine), Pennsylvania Academy of the Fine Arts, Museum of Fine Arts (Boston), The Flint Institute of Arts (Michigan), Michigan Museum of Art UMMA, Barjeel Art Foundation (Sharjah), Mathaf: Arab Museum of Modern Art (Doha), Ramzi & Saeda Dalloul Art Foundation (Beirut), Guggenheim Abu Dhabi.

The Selection Committee made up of Nada Ghandour, Maria Sukkar, Basel Dalloul and Elie Khouri, commented: “Nabil Nahas has an extraordinary ability to explore the intricate relationships between nature, geometry, and the cosmos,creating a unique visual language that seamlessly blends abstraction and figuration. His monumental works, existing between painting and sculpture, employ fractal forms with both scientific precision and artistic sensitivity. The result is an immersive, sensory, and meditative experience that navigates the tensions between chaos and harmony. Through his art, Nabil Nahas offers a poetic vision of the world – one that resonateswith contemporary concerns while evoking both the spiritual and the material, the intimate and the cosmic.”

The Lebanese Pavilion will be located in the Arsenale, one of the two main historical sites of the Biennale. It is produced by the Lebanese Visual Art Association (LVAA), a non-profit organization based in Paris, France.

The Selection Committee is made up of the following experts:

• Nada Ghandour, Chair of the Committee, Art and Heritage Curator, Commissioner and Curator of the Lebanese Pavilion – Biennale Arte 2022 and 2024

• Maria Sukkar, Co-Chair of Tate’s MENAAC, Trustee at ICA London, Bidoun NY, and Founder of the ISelfCollection

• Basel Dalloul, Founder and Chairman of the Ramzi and Saeda Dalloul Art Foundation (DAF)

• Elie Khouri, President of the Elie Khouri Art Foundation (EKAF), UAE 


Trio per il Padiglione Paesi Nordici

 

Benjamin Orlow, Tori Wrånes, Klara Kristalova. Foto: Galleria Nazionale Finlandese / Pirje Mykkänen

Saranno Klara Kristalova, Benjamin Orlow e Tori Wrånes a rappresenteranno il  Padiglione dei Paesi Nordici alla 61a Biennale,


CS

Museum of Contemporary Art Kiasma has has selected artists Benjamin Orlow (Finland), Klara Kristalova (Sweden) and Tori Wrånes (Norway) to represent the Nordic Countries Pavilion at the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia in 2026. The exhibition will be curated by Kiasma’s Chief Curator, Anna Mustonen. It is commissioned by Kiasma in collaboration with Moderna Museet and OCA – Office for Contemporary Art Norway.

“Representing a dynamic and diverse approach to contemporary Nordic artistic practice, the exhibition brings together artists from different backgrounds and creative disciplines. Known for their distinctive approaches to sculpture, installation and performance, the artists share a common exploration of transformation, resilience and vulnerability, often blurring the boundaries between the real and the imagined”, Kiasma states in the press release.

“The exhibition invites visitors to journey through a dynamic interplay of imagination and reality that bridges Nordic cultural heritage with broader global contexts. Sverre Fehn’s iconic architecture itself serves as a timeless backdrop, that fosters a dialogue between art, culture, and the built environment.”, curator Anna Mustonen says.

The Nordic Countries Pavilion was designed by Norwegian architect Sverre Fehn and completed in 1962. It has since been a space for collaboration between three Nordic countries – Finland, Norway and Sweden – who alternate as principal commissioners of the Pavilion.

At the 2026 Venice Biennale, Finland will host two pavilions in Giardini: the Aalto Pavilion commissioned by Frame and The Nordic Pavilion commissioned by Kiasma.

Artists

Benjamin Orlow (b. 1984, Turku, Finland; lives and works in London, UK) works across sculpture, video and installation, to investigate the ways in which cultural narratives shape public and private spaces. His practice examines historical transitions, material culture and human interactions with built environments. His sculptures are often monumental, embodying solitude or the metamorphosis inherent in life’s cyclical nature. His artworks have recently exhibited at Kunsthalle Seinäjoki (2025, Finland), Des Bains (2024, London, UK), Kohta Kunsthalle (2023, Helsinki, Finland) and Horst-KANAL Centre Pompidou (2022, Brussels, Belgium).  

Klara Kristalova (b. 1967, Prague, Czech Republic; lives and works in Norrtälje, Sweden) creates expressive sculptures that blend fairytale-like imagery with themes of isolation, transformation, and psychological depth. Her works, often made from glazed ceramics, embody a tactile sense of vulnerability and evoke memories of childhood emotions.

Tori Wrånes (b. 1978, Kristiansand, Norway; lives and works in Oslo, Norway) is a transdisciplinary artist and vocalist who fuses music, performance and sculpture to construct alternate realities. Her immersive, often otherworldly environments challenge perception and redefine traditional performance spaces, creating new rituals and dreamlike constellations.

info https://frame-finland.fi/en/nordic-countries-pavilion-announces-artists-for-the-61st-venice-biennale/

Amanda Heng per Singapore

 

 Amanda Heng e la curatrice Selene Yap sono state selezionate dal Singapore Art Museum per il padiglione di  Singapore.

CS
Singapore Pavilion at the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia (Biennale Arte 2026)
 
Pioneering interdisciplinary artist Amanda Heng and curator Selene Yap are the artistic team representing Singapore at the 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia (Biennale Arte) in 2026. The Biennale Arte is widely regarded as one of the most prestigious global platforms for contemporary art and will run from 9 May to 22 November 2026.
 

For the Singapore Pavilion, Heng will draw on her decades-long interdisciplinary practice, exploring the body as a site of memory, care and encounter through performance, installation and everyday gestures. Her presentation will be curated by Yap, whose dialogic approach to curating offers a meaningful complement to Heng’s work.

 
This marks the 12th presentation of the Singapore Pavilion, commissioned by the National Arts Council (NAC), supported by the Ministry of Culture, Community and Youth (MCCY) and organised by SAM.

Further details on the curatorial concept behind the Singapore Pavilion will be revealed in due course. Follow the latest updates via Facebook, Instagram and TikTok (@singaporeartmuseum).







Li Yi-Fan


 Taipei Fine Arts Museum (TFAM) ha invitato il regista video Li Yi-Fan per il Padiglione del Taiwan

info   https://www.taiwaninvenice.org/

Endre Koronczi per l'Ungheria

 


Julia Fabényi, direttrice del Ludwig Museum, ha scelto  Julia Fabényi per rappresentare l'Ungheria alla prossima Biennale di Venezia.

 La mostra si intitolerà "Pneuma Cosmic", e sarà curata da Luca Cserhalmi, sul tema dell'ambiente, in particolare sull'aria. 



Lubaina Himid per la Grand Bretagna

Lubaina Himid RA, CBE. © Adama Jalloh 

L'artista britannico di fama mondiale, Lubaina Himid RA, CBE (nato nel 1954 a Zanzibar), è stata selezionata dal British Council per rappresentare la Gran Bretagna e allestirà una grande mostra personale di nuove opere presso il Padiglione britannico.

Nota per la sua pratica pionieristica che affronta temi di razza, storia, femminismo, memoria culturale e identità, Lubaina Himid impiega spesso la narrazione e la ricerca storica per sfidare le narrazioni eurocentriche dominanti e mettere in luce i contributi trascurati delle figure nere nella storia occidentale.

Himid vive e lavora a Preston, Regno Unito ed è professore emerito di arte contemporanea presso l'Università del Lancashire Centrale Tra i pionieri del Black British Art Movement, Himid ha curato diverse mostre significative negli anni '80 e '90, come " Five Black Women " (1983) all'Africa Centre di Londra e "The Thin Black Line" (1985) all'Institute of Contemporary Arts (ICA) di Londra, entrambe volte a presentare il lavoro di artiste nere in risposta alla loro esclusione dalle gallerie tradizionali. Nel 2017,Himid ha ricevuto il Turner Prize e nel 2018ha ricevuto il titolo onorifico di CBE per il suo contributo alle arti.

Accettando l'incarico del British Council, Himid ha dichiarato: "Ho riso a crepapelle, incredulo e felice, quando ho saputo di questo meraviglioso invito a rappresentare la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 2026. È un grande onore e, allo stesso tempo, un'opportunità brillante ed entusiasmante per realizzare qualcosa di particolarmente speciale, che risuoni con pubblici diversi, comunichi con storie complesse e guardi a un futuro più collaborativo". 

"Himid spinge i confini della pratica pittorica attraverso installazioni sonore e scultoree, incorporando nuovi materiali, texture, narrazioni e formati nelle sue opere. Combinando un ottimismo radicale con la critica sociale, trasformerà il Padiglione con le sue opere vibranti, articolate e spazialmente dinamiche. Le mostre di Himid accompagnano il visitatore in un viaggio esplorativo, ed è per questo che è così emozionante immaginare come utilizzerà l'infilata di sei spazi del Padiglione Britannico. Siamo davvero lieti di collaborare con Lubaina Himid alla commissione del British Council per il 2026."  

Emma Dexter, Direttrice Arti Visive e Collezione del British Council e Commissaria del Padiglione Britannico

Sung Tieu e Henrike Naumann per la Germania

 Henrike Naumann, Sung Tieu e la curatrice Kathleen Reinhardt, foto di Victoria Tomaschko 

Saranno Sung Tieu e Henrike Naumann a realizzare il prossimo Padiglione della Germania per la 61a Biennale di Venezia.

 Tieu (nata nel 1987 a Hai Duong) e Naumann (nata nel 1984 a Zwickau) affronteranno il tema del potere attraverso le loro opere. 


Henrike Naumann e Sung Tieu sono stati annunciati come artisti per il Padiglione Tedesco alla 61a Biennale d'Arte di Venezia, per il quale l'ifa – Institut für Auslandsbeziehungen è commissario. La curatrice Kathleen Reinhardt ha nominato due artisti che riflettono e analizzano i sistemi di ordine sociale, burocratico e sociale nelle loro opere. Così facendo, rendono visibili le fratture e le tensioni tra passato, presente e futuro. La mostra al Padiglione Tedesco inaugurerà il 9 maggio 2026.

"Con il loro lavoro concettuale e scultoreo, Sung Tieu e Henrike Naumann pongono interrogativi sulla responsabilità storica. Esaminano il ruolo dell'agire individuale e collettivo dalla prospettiva di una giovane generazione che colloca i temi principali del Padiglione Tedesco in un sistema di coordinate completamente diverso. Non vedo l'ora di sviluppare con entrambi nuove opere site-specific per Venezia", afferma Kathleen Reinhardt , curatrice del Padiglione Tedesco alla Biennale di Venezia 2026. 

Informazioni sugli artisti
Henrike Naumann è nata a Zwickau (RDT) nel 1984. Vive e lavora a Berlino. Naumann riflette su problemi socio-politici attraverso il design e l'interior design. Esplora l'attrito tra opinioni politiche opposte attraverso la lente del gusto e dell'estetica quotidiana personale. Nelle sue installazioni immersive, dispone mobili e oggetti per creare spazi scenografici in cui integra opere video e sonore. La pratica artistica di Naumann riflette sui meccanismi di radicalizzazione e sul loro legame con l'esperienza personale. Include un'ampia gamma di conferenze e collaborazioni interdisciplinari che affrontano le questioni centrali del suo lavoro. Attualmente sta conducendo ricerche sul rapporto tra arte e guerra.

Naumann ha ricevuto numerosi premi, tra cui la borsa di studio Karl Schmidt-Rottluff, il premio Max Pechstein della città di Zwickau, il premio d'arte Leipziger Volkszeitung e la borsa di studio Villa Aurora / Thomas Mann House, Los Angeles. Importanti mostre delle sue opere si sono tenute allo SculptureCenter di New York, al Busch-Reisinger Museum dell'Università di Harvard, al Museum of Modern Art di Varsavia, al Memoriale del Muro del Bundestag tedesco, nonché alla Ghetto Biennale di Haiti (2015, 2017) e alla Biennale di Kiev in Ucraina (2023). Henrike Naumann è borsista del Berlin Artistic Research Program 2024/25. Ha accettato una cattedra di scultura presso l'Università di Belle Arti di Amburgo a partire dal 2026.  

Henrike Naumann: "Nella mia pratica artistica, esploro il modo in cui le società plasmano ed elaborano le rotture sociali e politiche. Uso la storia come strumento per comprendere le dinamiche del cambiamento sociale in diversi contesti globali. Nella mia pratica basata sulla ricerca, utilizzo fonti storiche e materiali quotidiani per trovare nuove forme artistiche di produzione di conoscenza."

Sung Tieu , nata nel 1987 a Hải Dương, in Vietnam, è un'artista vietnamita-tedesca che vive e lavora a Berlino. Cresciuta tra sistemi politici, il lavoro di Tieu si sviluppa all'intersezione tra biografia e geopolitica. La sua pratica esamina le durature scosse della Guerra Fredda, gli intrecci coloniali e i sottili meccanismi del potere istituzionale. Riflette gli effetti sociali e psicologici della migrazione, della burocrazia e del controllo. Attraverso sculture, oggetti trovati, suoni, video, fotografie, testi e materiale d'archivio, Tieu costruisce installazioni spazialmente dense, ambienti in cui strutture politiche ed esperienza personale convergono e si confondono. 

Importanti mostre personali del suo lavoro si sono tenute presso il KW Institute for Contemporary Art di Berlino; il Museum für Gegenwartskunst di Siegen; la Kunsthalle di Norimberga; l'Amant Foundation di New York; il MIT List Visual Arts Center di Cambridge; il Kunst Museum di Winterthur; il Neuer Berliner Kunstverein (nbk); Mudam – Museo d'Arte Moderna Grand-Duc Jean, Lussemburgo; Galerie für Zeitgenössische Kunst (GfZK), Lipsia; Haus der Kunst, Monaco di Baviera; e Nottingham Contemporanea. Ha anche partecipato alla Biennale di Gwangju (2024), alla Biennale di Shanghai (2023), alla Bienal de São Paulo (2021) e alla Biennale di Kyiv (2021), tra gli altri. Tieu ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Schering Stiftung per la ricerca artistica (2024), il Premio promozionale Rubens della città di Siegen (2024) e il Premio del pubblico del Preis der Nationalgalerie (2021). Attualmente è professore supplente presso l'Università di Belle Arti di Amburgo.

Sung Tieu: "Mi interessano i confini del linguaggio istituzionale, tra ciò che è articolato e ciò che resta non detto. È negli interstizi tra forma materiale e struttura discorsiva, tra articolazione e omissione, che emergono le opere, resistendo a interpretazioni fisse e invitando gli spettatori a individuare la propria posizione." 

Manon Awst e Dylan Huw per il Galles

Manon Awst e Dylan Huw nello studio di Caernarfon. Foto: Dewi Tannatt Lloyd

Il progetto guidato da Manon Awst e Dylan Huw è stato selezionato dal Arts Council of Wales,  per rappresentare il Galles alla prossima Bienanle di Venezia 2026.



dal sito 

L'Arts Council of Wales è lieto di annunciare che Manon Awst  e Dylan Huw  guideranno un nuovo progetto che rappresenterà il Galles a Venezia  come evento collaterale della 61a Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia. Questa entusiasmante collaborazione nasce da una partnership tra i due artisti e i loro collaboratori, Oriel Davies a Newtown e Oriel Myrddin a Carmarthen.

La Biennale di Venezia  , fondata nel 1895, è oggi una delle organizzazioni culturali più famose e prestigiose al mondo. Organizza un'esposizione d'arte internazionale ogni due anni e l'edizione del 2026 si terrà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026.

Con sede a Caernarfon, le sculture e le opere d'arte site-specific di Awst sono intrecciate con narrazioni ecologiche, che si concentrano in particolare sulla tensione tra strutture umane e strutture sovraumane. Il modo in cui i materiali trasformano luoghi e comunità è al centro della sua ricerca creativa. 

Scrittore, organizzatore e collaboratore, il lavoro di Huw spazia da progetti editoriali e curatoriali, saggi e critica d'arte, a collaborazioni a lungo termine con artisti. È guidato da metodologie interdisciplinari, translinguistiche e site-responsive, che affrontano la scrittura e la ricerca come "media basati sul tempo".

Radicata nelle tradizioni gallesi di "liveness", tra cui il cynghanedd e la performance site-specific, la collaborazione promette di invitare il pubblico in uno spazio dinamico e in continua evoluzione di scambio artistico, incarnando al contempo i principi di sostenibilità, inclusività e democrazia culturale.

Dopo essere stata selezionata per il Galles a Venezia, Manon Awst ha detto:

"Ero ancora uno studente di Architettura durante la prima edizione di Wales in Venice nel 2003, ma quella mostra mi ha ispirato a pensare oltre i confini disciplinari e mi ha dato la sicurezza di vedermi sia come artista gallese che internazionale. È un sogno incredibile essere selezionato per Cymru yn Fenis, e sono entusiasta di lavorare con Dylan, Oriel Davies e Oriel Myrddin a questo progetto collaborativo che mira a innescare un dialogo tra i diversi paesaggi del Galles."

Dylan Huw ha detto:

"Si tratta di un'opportunità surreale ed entusiasmante, e non vedo l'ora di immergermi nel lavoro con Manon, i futuri collaboratori del progetto e questo team pan-gallese. Fin dall'inizio, sapevamo che avremmo voluto coinvolgere diverse sensibilità e prospettive sul territorio gallese in ogni fase del suo sviluppo, in linea con l'ethos interdisciplinare e invitante intrinseco a entrambi i nostri lavori, e al contempo basandoci sulla profonda eredità del Galles a Venezia per generazioni di professionisti e pubblico gallese".

 

Steffan Jones-Hughes, direttore di Oriel Davies, ha affermato:

"Oriel Davies e Oriel Myrddin sono lieti di presentare questo progetto alla Biennale di Venezia. Sarà una presentazione che collegherà Cipro e Venezia in un modo unico, attraverso la nostra lingua, la nostra cultura e il nostro spazio geografico. Non vediamo l'ora di condividere maggiori dettagli sulla natura dell'opera con l'avvicinarsi della data della mostra.

"Sono lieto di supportare Manon e Dylan nella curatela della mostra a Venezia e nelle sedi qui a Cipro. Vogliamo che la mostra sia realmente accessibile sia al pubblico artistico internazionale che alle comunità locali. Manon Awst è una delle nostre artiste più interessanti e, lavorando con Dylan Huw e i suoi collaboratori, siamo determinati a rendere questa mostra davvero generosa nel suo coinvolgimento con artisti, scienziati, ecologisti e pubblico.

Catherine Spring, direttrice di Oriel Myrddin, ha affermato:

"Sono entusiasta di collaborare con Manon, Dylan e Oriel Davies. Mentre Oriel Myrddin si prepara a riaprire dopo un'importante ristrutturazione, il nostro coinvolgimento con Cymru yn Fenis segna un nuovo entusiasmante capitolo. Siamo orgogliosi ed entusiasti di supportare la visione creativa e la direzione di questa presentazione con il suo approccio multilingue e multidisciplinare."

Catryn Ramasut, Presidente della Commissione di Selezione e Direttrice delle Arti presso l'Arts Council of Wales, ha aggiunto:

"Congratulazioni vivissime a Manon, Dylan, Oriel Davies e Oriel Myrddin per essere stati selezionati per Cymru yn Fenis 2026. I miei ringraziamenti vanno alla  giuria  che ha messo a disposizione la sua esperienza e le sue prospettive uniche attraverso la sua visione curatoriale, la sua comprensione della pratica contemporanea e la sua profonda conoscenza di ciò che rende un'opera davvero risuonante sulla scena globale.

"Tra numerose proposte di grande valore, questa presentazione si è distinta per la sua avvincente esplorazione artistica del paesaggio, della lingua e delle tradizioni gallesi, oltre che per le sue solide basi tecniche e scientifiche e per l'ampia rete di collaboratori sia in Galles che a livello internazionale. Abbiamo anche apprezzato la sua risonanza con il tema curatoriale della Biennale di Venezia "  In Minor Keys"  di Koyo Kouoh. Non vediamo l'ora di lavorare con il team e condividere la loro creatività sia a Venezia che qui in Galles."

Wales in Venice è un progetto commissionato e gestito dall'Arts Council of Wales e dal Wales Arts International, con il supporto del governo gallese.


Miet Warlop per il Belgio

 Il Padiglione del Belgio vedrà l'artista performativa Miet Warlop, con la curatrice Caroline Dumalin. Titolo del progetto "IT NEVER SSST".


Dal sito dell'artista 

New work by artist Miet Warlop and curator Caroline Dumalin will be on display in the Belgian pavilion at the Venice Biennale in 2026. This was announced by Flemish Minister of Culture Caroline Gennez (Vooruit). The new performance is entitled ‘It never SSST.

IT NEVER SSST is a musical and living sculpture that is being rebuilt every day around the physical process of supporting. For her first large-scale performance exhibition in the Belgian Pavilion Miet Warlop unites performers and the international flow of people at the biennale around a central area of ​​tension: the pursuit of human connection in a world that is always ‘on’.

‘With this contribution to the Belgian pavilion, we are providing Flemish top work in a top international location. We are also looking forward in particular to collaborating with Luxembourg and Austria, which, with Aline Bouvy and Florentina Holzinger, who both live in Brussels, are also opting for an interpretation on the borderline between the visual and the performative.’
Minister Caroline Gennez on the selection for the Belgian pavilion

Bugarin + Castle per la Scozia

Davide Bugarin, Angel Cohn Castle e Morven Gregor al Monte Stuart. 
Foto di Charlotte Cullen, per gentile concessione di Scotland + Venice.

La Scozia per la 61a Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia del 2026, ha scelto Bugarin + Castle con un progetto curato dal Mount Stuart Trust e commissionato da Scotland + Venice. La commissione di Bugarin + Castle è un nuovo progetto multistrato che utilizza il concetto di parata come lente per esplorare complesse eredità emotive di vergogna, orgoglio e celebrazione.

Adres Serrano proposta per il padiglione USA



 L'artista Andres Serrano vuole lanciare una proposta per il padiglione degli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 2026 proponendolo come un mausoleo per l'attuale presidente del Paese, Donald Trump.

L'artista ha raccolto dal 2019 una mole di materiale "promozionale" del presidente degli Stati Uniti, da torte nunziali a gadget di ogni tipo, oltre ad altro materiale che sarebbe proposto sotto il titolo di "The Game: All Things Trump", che è già stato realizzato in forma di libro. 

L'iniziativa è stata presentata al National Endowment for the Arts, che a breve come voluto dal presidente chiuderà i battenti, ente preposto alla selezione degli artisti per la Biennale di Venezia. 

mercoledì 28 maggio 2025

Presentazione del progetto "In Minor Keys" di Koyo Kouoh



Si è tenuta ieri, presso la Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale a San Marco, la presentazione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia - In Minor Keys di Koyo Kouoh - che si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026 (pre-apertura 6, 7, 8 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.

La rivelazione del titolo e della visione curatoriale della 61. Esposizione, inizialmente prevista per lo scorso martedì 20 maggio 2025, è stata annunciata oggi in seguito alla improvvisa scomparsa della Curatrice Koyo Kouoh, avvenuta il 10 maggio 2025, che ha suscitato profonda commozione in tutto il mondo dell’arte e della cultura.

Con il pieno sostegno della famiglia di Koyo Kouoh, La Biennale di Venezia ha deciso di realizzare la sua Mostra. Lo farà secondo il progetto così come ideato e definito da lei, anche per preservare, valorizzare e diffondere il più possibile le sue idee e il lavoro svolto con dedizione fino all’ultimo.




Il 17 ottobre 2024, Koyo Kouoh diede la sua piena disponibilità al Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ad assumere l’incarico di Direttore Artistico del Settore Arti Visive, con il compito di curare la 61. Esposizione Internazionale d’Arte. Il 5 novembre 2024, il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia la nominò Direttrice del Settore Arti Visive, affidandole la curatela della 61. Esposizione. Come da prassi istituzionale, l’annuncio alla stampa venne dato il 3 dicembre 2024, al termine della 60. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Adriano Pedrosa.

Tra la metà di ottobre del 2024 e i primi di maggio 2025, Koyo Kouoh ha lavorato intensamente allo sviluppo del progetto curatoriale, definendone il testo teorico, selezionando artisti e opere, individuando gli autori del catalogo, determinando l’identità grafica della Mostra e l’architettura degli spazi espositivi, dialogando con gli artisti invitati a partecipare.

In Minor Keys
In Minor Keys è il titolo scelto da Koyo Kouoh per la 61. Esposizione Internazionale d’Arte, come indicato nel testo curatoriale allegato al presente comunicato, trasmesso al Presidente della Biennale l’8 aprile 2025. In quella occasione, scriveva:
“Nell’ottobre 2024 mi è stato conferito il grande onore di essere nominata curatrice della 61ª edizione della Biennale Arte. È con piacere che condivido oggi con lei e con il suo team il quadro filosofico che guiderà la mia curatela della mostra.”

La 61. Esposizione sarà realizzata dalla Biennale di Venezia, con il contributo delle figure professionali selezionate e coinvolte direttamente da Koyo Kouoh. Fanno parte del team le advisor Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Helene Pereira e Rasha Salti; l’editor-in-chief Siddhartha Mitter; e l’assistente Rory Tsapayi.

Tutti i dettagli del progetto — inclusi l’elenco degli artisti invitati alla Mostra Internazionale, l’identità grafica, il progetto di allestimento e la lista dei Paesi partecipanti alla 61. Esposizione — saranno svelati nel corso della consueta presentazione che si terrà a Venezia, mercoledì 25 febbraio 2026.

La Biennale di Venezia annuncia inoltre l’avvio di una nuova collaborazione con Bvlgari, che a partire dalla 61ª edizione sarà Exclusive Partner dell’Esposizione Internazionale d’Arte per tre edizioni consecutive (2026, 2028, 2030).

Fondata a Roma nel 1884, la Maison di Alta Gioielleria rinnova così il suo impegno a sostegno dell’arte contemporanea, dell’espressione creativa e del dialogo fra culture diverse, sottolineando il valore dell’arte come linguaggio universale.

Main sponsor della Biennale Arte 2026 è illycaffè, sponsor Vela - Venezia Unica.

martedì 13 maggio 2025

Kathleen Reinhardt curatrice del Padiglione Tedesco


Kathleen Reinhardt, curatrice del Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia 2026, foto: Diana Pfammatter 

Il processo di selezione per la 61a edizione si è concluso all'inizio del 2025 e si è svolto in due fasi. Nella prima fase, il comitato ha selezionato i candidati idonei e li ha invitati a presentare una proposta di progetto. Sulla base di queste candidature e di una presentazione personale, il comitato ha scelto all'unanimità Kathleen Reinhardt come curatrice del Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia 2026 nella seconda fase .
I membri del comitato di selezione erano:


Johanna Diehl (artista Berlino e professoressa, THWS Würzburg)
Florian Ebner (Centro Pompidou, Parigi)
Julia Grosse (curatrice e responsabile culturale)
Gabriele Horn (ex Biennale di Berlino)
Anh-Linh Ngo (Architettura e Accademia delle Arti, Berlino)
Angelika Richter (Accademia d'arte di Berlino-Weißensee)
Stefan Rössel i. V. per Ralf Beste (Ufficio federale degli esteri)
Gitte Zschoch (ifa – Istituto per le Relazioni Culturali Estere)




Berlino/Stoccarda, 29 aprile 2025 – L’ifa – Institute for Foreign Cultural Relations, in qualità di commissario del padiglione tedesco alla Biennale di Venezia del 2026, trasferisce la direzione curatoriale a Kathleen Reinhardt, direttrice del Georg Kolbe Museum. Tra gli esperti invitati provenienti dalla teoria e dalla pratica artistica, un comitato di selezione l'ha scelta all'unanimità come curatrice del padiglione tedesco dell'anno prossimo.

La Biennale d'Arte di Venezia è una delle più importanti esposizioni internazionali di arte contemporanea. In qualità di Commissario, l'ifa è responsabile dell'attuazione del contributo tedesco, che coordina e attua dal 1971. Per la nomina di quest'anno alla carica di curatore, l'ifa ha incaricato un comitato di selezione di prendere la decisione attraverso un processo di selezione in due fasi.

Il comitato di selezione ha motivato la sua scelta per Kathleen Reinhardt come segue: "Siamo rimasti profondamente colpiti dal lavoro curatoriale di Kathleen Reinhardt. Con la sua capacità di illuminare le urgenti questioni del nostro tempo in modo poliedrico e da diverse prospettive, riesce a ispirarci. Sa come tradurre temi complessi in un linguaggio visivo esteticamente sofisticato ma al contempo chiaro. In questo modo, rende temi rilevanti dell'arte contemporanea accessibili a un pubblico vasto e internazionale e incoraggia gli spettatori a impegnarsi in un dialogo approfondito sulle attuali sfide sociali."

Kathleen Reinhardt sulla sua nomina a curatrice del Padiglione Tedesco 2026: "Ringrazio il comitato di selezione, l'ifa e il Ministero degli Esteri per la fiducia che hanno riposto in me e non vedo l'ora di affrontare insieme questo importante progetto. Nel nostro presente così impegnativo, l'arte offre spazi urgentemente necessari per visioni creative, incontri, negoziazione sociale e riflessione critica condivisa. Nelle loro opere, gli artisti si chiedono dove siamo, come siamo arrivati ​​fin qui e, soprattutto, dove stiamo andando, e come questo potrebbe apparire e percepirsi. Il confronto critico con la storia e la società tradizionalmente perseguito nel Padiglione Tedesco è certamente un punto di partenza ideale per porre queste domande, soprattutto ora."

Gitte Zschoch , Segretaria Generale dell'ifa – Institute for Foreign Cultural Relations: "Siamo lieti che Kathleen Reinhardt, il cui approccio visionario e interdisciplinare arricchisce la scena artistica internazionale, sia stata scelta come curatrice del Padiglione Tedesco. Attraverso il suo lavoro curatoriale, Kathleen Reinhardt riesce a promuovere un profondo dialogo tra diverse prospettive, utilizzando così l'arte come elemento unificante. Siamo convinti che il suo contributo alla Biennale avrà un impatto significativo sul panorama artistico globale."

Da dicembre 2022, la Dott.ssa Kathleen Reinhardt è direttrice del Museo Georg Kolbe di Berlino, dove ha inaugurato il suo programma istituzionale con mostre su Lin May Saeed, Noa Eshkol e Gisèle Vienne. Dal 2016 al 2022 è stata curatrice e restauratrice d'arte contemporanea presso l'Albertinum delle Collezioni d'arte statali di Dresda. Ha avviato importanti acquisizioni di collezioni, curato mostre monografiche con, tra gli altri, Marlene Dumas ( Skulls 2017), Slavs and Tatars ( Made in Dschermany 2018) e collaborato con artisti quali Ruth Wolf-Rehfeldt, David Horvitz, Céline Condorelli, Kapwani Kiwanga, Judy Radul, Mario Pfeifer, Emeka Ogboh e Hassan Khan. Nel 2020/21 ha curato l'acclamata mostra collettiva 1 Million Roses per Angela Davis e ha avviato il progetto di ricerca e mostra Revolutionary Romances? Storie dell'arte transculturale nella RDT (2019-2024). In precedenza, ha diretto gli studi degli artisti berlinesi Candice Breitz e Petrit Halilaj. Le tappe precedenti includevano documenta 12, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e il Goethe Institute di Palermo. Kathleen Reinhardt scrive per cataloghi e riviste e insegna storia dell'arte, pratica curatoriale e creazione artistica in spazi post-socialisti presso università e accademie d'arte in tutto il mondo. Nata a Sondershausen, ha studiato letteratura, studi culturali e management internazionale presso le università di Bayreuth, Amsterdam e Los Angeles, è stata borsista Fulbright presso l'Università della California, Santa Cruz e ha conseguito il dottorato in storia dell'arte afroamericana presso il Dipartimento di arte africana della Libera Università di Berlino.


Informazioni sul contributo tedesco

L’ifa – Institute for Foreign Cultural Relations è il commissario responsabile del contributo del Padiglione tedesco alla Biennale Arte di Venezia.

Nel 2025 la posizione di curatore è stata determinata da un comitato di selezione composto da otto membri. I membri erano: Johanna Diehl (Università di Scienze Applicate di Würzburg-Schweinfurt), Florian Ebner (Centre Pompidou, Parigi), Julia Grosse (curatrice e responsabile culturale), Gaby Horn (ex Biennale di Berlino), Anh-Linh Ngo (Arch+ e Accademia delle Arti di Berlino), Angelika Richter (Accademia d'arte di Berlino-Weißensee), Stefan Rössel (Ministero federale degli esteri) e Gitte Zschoch (ifa – Istituto per le relazioni culturali estere).

Artisti come Gerhard Richter, Joseph Beuys, Bernd e Hilla Becher, Hans Haacke, Nam June Paik, Katharina Fritsch, Rosemarie Trockel, Martin Kippenberger, Candida Höfer, Tino Sehgal, Isa Genzken, Ai Weiwei, Anne Imhof, Maria Eichhorn e più recentemente Yael Bartana ed Ersan Mondtag hanno esposto nel padiglione tedesco della Biennale di Venezia.

Il contributo tedesco ha già vinto sette Leoni d'Oro, quattro dei quali come miglior contributo nazionale: nel 1984 Lothar Baumgarten e AR Penck (Commissario: Johannes Cladders), nel 1986 Sigmar Polke (Commissario: Dierk Stemmler), nel 1990 Bernd e Hilla Becher, nel 1993 Hans Haacke e Nam June Paik (Commissario: Klaus Bußmann), nel 2001 Gregor Schneider (commissario: Udo Kittelmann), nel 2011 Christoph Schlingensief (curatrice: Susanne Gaensheimer) e nel 2017 Anne Imhof (curatrice: Susanne Pfeffer).
www.ifa.de/kunst/deutscher-pavillon-venedig-biennale/

Il progetto artistico del contributo del 2026 sarà annunciato a fine maggio 2025.

Informazioni sull'IFA
L'ifa – Institute for Foreign Cultural Relations, insieme ai suoi partner in tutto il mondo, promuove la libertà nell'arte, nella ricerca e nella società civile. Dà voce ad attivisti, artisti e scienziati, promuove la cooperazione e persegue i suoi obiettivi sempre più insieme ai partner europei. Basandosi sulle sue competenze chiave in arte, ricerca e società civile, l'ifa crea reti per ottenere un impatto sostenibile.

Nel campo dell'arte contemporanea, l'ifa sostiene mostre di artisti residenti in Germania ed è coinvolta in reti internazionali e dibattiti accademici sull'arte e sugli scambi culturali. Nell'ambito del finanziamento delle mostre, l'ifa consente agli artisti tedeschi e agli artisti residenti in Germania di partecipare alle biennali in tutto il mondo, nonché agli artisti provenienti da paesi in via di sviluppo e in transizione di partecipare alle biennali in Germania.
L'IFA è sostenuto dal Ministero federale degli esteri, dal Land Baden-Württemberg e dal capoluogo Stoccarda. 
www.ifa.de

domenica 11 maggio 2025

Koyo Kouoh

 


Dal sito della Biennale di Venezia 

La Biennale di Venezia apprende con profondo dolore e sgomento la notizia della improvvisa e prematura scomparsa di Koyo Kouoh, curatrice della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, che inaugurerà il prossimo 9 maggio 2026.

Nominata a dicembre 2024 dal Cda della Biennale, Koyo Kouoh ha lavorato con passione, rigore e visione alla realizzazione della Biennale Arte 2026. La presentazione del titolo e del tema della 61. Esposizione avrebbe dovuto svolgersi il prossimo 20 maggio a Venezia. 

La sua scomparsa lascia un vuoto immenso nel mondo dell’arte contemporanea e nella comunità internazionale di artisti, curatori e studiosi che hanno avuto modo di conoscere e apprezzare il suo straordinario impegno intellettuale e umano.

La Biennale di Venezia tutta si stringe con affetto alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lei un percorso di ricerca e di pensiero critico sull’arte contemporanea.