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martedì 16 aprile 2019

Arp al Guggenheim di Venezia



Jean Arp, Tre oggetti fastidiosi su un volto, 1930.



La collezionista Peggy Guggenheim iniziò la sua stupefacente raccolta d’arte con un bronzo di Jean Arp, era la scultura, "Testa e conchiglia" e ora questa e altre sculture dell’artista franco/tedesco sono proposte in una mostra fino al 2 settembre negli spazi della Collezione Guggenheim.



La natura di Arp, a cura di Catherine Craft e organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra, è una lettura suggestiva e a lungo attesa della produzione dell’artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886–1966), il cui approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d'arte tradizionali lo hanno reso uno degli artisti più influenti del Novecento.

Nel corso di una carriera durata ben sei decenni, Arp realizza un corpus di opere di notevole influenza in un'ampia gamma di materiali e formati. Fondatore del movimento Dada e pioniere dell'astrazione, sviluppa un linguaggio di forme organiche e curvilinee che si muovono con fluidità tra astrazione e rappresentazione, diventando un punto di riferimento per generazioni d'artisti.

La mostra porta a Palazzo Venier dei Leoni oltre 70 opere, tra sculture in gesso, legno, bronzo e pietra, rilievi in legno dipinto, collage, disegni, tessuti e libri illustrati, provenienti da importanti musei statunitensi ed europei, fondazioni e collezioni private.

Arp occupa un posto di particolare rilievo alla Collezione Peggy Guggenheim. La prima opera mai acquistata dalla collezionista americana fu infatti una sua scultura, Testa e conchiglia (Tête et coquille) del 1933. "La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp. [Arp] mi portò alla fonderia dove era stato fuso e me ne innamorai tanto che chiesi di poterlo tenere tra le mani: nello stesso istante in cui lo sentii volli esserne la proprietaria", ricorda Peggy Guggenheim nella sua autobiografia, Una vita per l’arte (Rizzoli Editori, Milano, 1998). La mecenate continuò con grande entusiasmo ad aggiungere sculture, collage, rilievi e opere su carta alla sua collezione, e oggi sono sette le opere di Arp nella collezione del museo veneziano, tutte esposte in occasione della mostra. In maniera analoga, nel 1967 Patsy Nasher acquistò un bronzo di Arp per il compleanno del marito Raymond, Torso con germogli (1961), e proprio come nel caso di Peggy Guggenheim la scultura diventò l’opera fondante della loro nota collezione di scultura moderna.






IL CATALOGO

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo con un saggio principale della curatrice della mostra, Catherine Craft, e contributi di studiosi di Arp affermati ed emergenti: Lewis Kachur, professore di Storia dell'arte alla Kean University, New Jersey; Walburga Krupp, ricercatrice associata alla Zürcher Hochschule der Künste, Zurigo; Tessa Paneth-Pollak, assistente di Storia dell'arte alla Michigan State University.


La natura di Arp è generosamente sostenuta da National Endowment for the Arts e Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura, con un ulteriore supporto da Nancy A. Nasher e David J. Haemisegger, Charlene e Tom Marsh, e Ruthie and Jay Pack Family Foundation.

Il programma espositivo della Collezione Peggy Guggenheim è supportato dal Comitato consultivo del museo. I progetti educativi correlati all’esposizione sono realizzati grazie alla Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz. Le mostre della Collezione Peggy Guggenheim sono realizzate con il sostegno degli Institutional Patrons, EFG e Lavazza, e le aziende del gruppo Guggenheim Intrapresæ.

Con il sostegno di Institutional Patrons, EFG, Lavazza

Guggenheim Intrapresae: Aermec + Allegrini + Apice + Arper + Davide Groppi + Distilleria Nardini + Florim + Foodies Bros + Gruppo Campari + Hangar Design Group + Istituto Europeo di Design + Mapei + MST-Gruppo Maccaferri + Orsoni + René Caovilla + Rubelli + Swatch.

I programmi educativi sono realizzati con il sostegno di  Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz

LA NATURA DI ARP
13 aprile–2 settembre 2019
A cura di Catherine Craft, Nasher Sculpture Center






mercoledì 1 maggio 2013

Cosa c'è sul terrazzo?


Come da tradizione sul bellissimo terrazzo, che guarda sul Canal Grande, della Collezione Peggy Guggenheim è stata messa una grande scultura, dopo il fiore di Marc Quinn, la torre di Wim Delvoye, quest'anno è una testa in legno di Stephen Balkenhol.

mercoledì 30 gennaio 2013

Nei giorni della Biennale al Guggy c'è Robert Motherwell e i suoi primi collages


La Fondazione Guggenheim di Venezia nella stagione della Biennale presenterà, dal 26 Maggio all' 8 Settembre,  una mostra interamente dedicata ai papiers collés di Robert Motherwell (1915-1991), e a opere su carta a essi legate degli anni ‘40 e inizi degli anni ’50. L’esposizione indaga l’origine dello stile dell’artista e il suo incontro rivelatorio con la tecnica dei papiers collés che egli descrive nel 1944 come “la più grande scoperta tra le nostre scoperte [d’arte].” Durante gli anni ‘40 Motherwell produce sia collages di figure astratte che pure astrazioni, e a partire dal 1955 le influenze surrealiste prevalenti in queste prime opere aprono la strada allo stile distintivo della maturità, fermamente radicato nell’Espressionismo astratto. Robert Motherwell: i primi collages riunisce circa 60 opere, provenienti da istituzioni e collezioni private statunitensi e internazionali. Un catalogo riccamente illustrato offrirà un nuovo studio sulla tecnica utilizzata da Motherwell. La mostra si sposterà successivamente al Solomon R. Guggenheim Museum di New York (27 settembre, 2013 – 5 gennaio, 2014).  Mostra a cura di Susan Davidson Barbero, allestita nella nuova ala.  

domenica 1 maggio 2011

ILEANA SONNABEND. UN RITRATTO ITALIANO


ILEANA SONNABEND. UN RITRATTO ITALIANO
29 maggio - 2 ottobre, 2011


Ileana Sonnabend (Bucarest 1914 – New York 2007), gallerista e collezionista, fu la prima moglie di Leo Castelli. La mostra si focalizza sulla componente italiana della Collezione Sonnabend, non pittura e scultura esclusivamente italiane, bensì opere di artisti internazionali la cui arte rimanda a tradizioni e paesaggi italiani.

Filo conduttore dell’esposizione è l’amore di Ileana Sonnabend per l’Italia, espresso nel corso di un’intera vita dedita al collezionismo. In mostra un ricchissimo nucleo di opere costituito da dipinti, sculture e fotografie di grandi artisti italiani e internazionali.

Insieme ai grandi maestri dell’arte povera come Pistoletto, Paolini, Zorio, Calzolari, Merz e Anselmo, saranno presenti lavori di Fontana, Rotella, Ontani e degli esponenti della Pop Art italiana Festa e Schifano. Non mancheranno artisti americani come Twombly, Haas, Morris e Koons, e fotografi internazionali come Höfer, Esser, Sugimoto e i Becher.