Translate

lunedì 31 luglio 2023

Jeffrey Gibson per gli USA


L'artista di origini Cherokee, Jeffrey Gibson parteciperà alla prossima Biennale di Venezia (20 aprile-24 novembre 2024), per gli USA.


Dal sito della galleria https://www.stephenfriedman.com/

Jeffrey Gibson will represent the United States at La Biennale di Venezia, the 60th International Art Exhibition. Celebrated for an artistic practice that combines American, Indigenous, and Queer histories with influences from music and pop culture, Gibson creates a dynamic visual language that reflects the inherent diversity and hybridity of American culture. Using abundant colour, complex pattern, and text, he invites deep reflection on identity, inspires empathy, and advocates for a widening of access to democracy and freedom for all. 

The 2024 U.S. Pavilion is co-commissioned by Kathleen Ash-Milby, Curator of Native American Art at the Portland Art Museum and a member of the Navajo Nation, Louis Grachos, Phillips Executive Director of SITE Santa Fe, and Abigail Winograd, independent curator, and is co-curated by Ash-Milby and Winograd. A member of the Mississippi Band of Choctaw Indians and of Cherokee descent, Gibson will be the first Indigenous artist to represent the U.S. solo in the 129-year history of the Biennale. This exhibition is also the first to be co-commissioned and co-curated by a Native American curator. 

“Throughout his career, Jeffrey has challenged us to look at the world differently through his innovative and vibrant work,” said Ash-Milby. “His inclusive and collaborative approach is a powerful commentary on the influence and persistence of Native American cultures within the United States and globally, making him the ideal representative for the United States at this moment.” 

“Having recently collaborated with Jeffrey to present a solo exhibition in Santa Fe, we are honored to continue championing his dynamic, insightful, and timely work—now on an international stage.” said Grachos. “This collaboration builds upon SITE Santa Fe’s long history as a platform for artistic innovation, providing artists with the support and resources they need to realize bold and ambitious visions.” 

“I have long believed in the ability of Jeffrey's work to be a force for positive change and to create the possibility of a radically inclusive future,” said Winograd. “It is my hope that as a global audience experiences his work through the Biennale, they will also find it to be a source of joy and healing, something sorely needed in a world driven by conflict and crisis. I couldn't be more thrilled to be working with Jeffrey and this team to share his work more broadly.” 

“Jeffrey’s work embodies the aspirations of the Portland Art Museum’s program to reveal the beauty and complexities of the world, and creates a deeper understanding of our shared humanity,” said Brian Ferriso, Director of the Portland Art Museum. “We are incredibly honored to help bring his vision to an international audience through this presentation at the Venice Biennale.” 

For the U.S. Pavilion, Gibson will activate the interior and exterior of the U.S. Pavilion with a series of new and recent works that invite reflection on individual and collective identities including sculpture, paintings, multimedia works and a site-specific installation activating the pavilion’s courtyard. In conjunction with the presentation at the U.S. Pavilion and in partnerships with the Institute of American Indian Arts, Santa Fe, New Mexico and Bard College, Annandale-on-Hudson, New York, Portland and SITE will also develop year-long educational programming. They will focus on connecting Indigenous, Native American and international undergraduate humanities students and graduate art students, including bringing students from the Institute of American Indian Arts to Venice for a summer arts program and organizing a fall 2024 convening for students, scholars, and the public. 

The 2024 U.S. Pavilion: Jeffrey Gibson is made possible by The Bureau of Educational and Cultural Affairs of the U.S. Department of State.

giovedì 22 giugno 2023

Biennale Arte 2024 / Stranieri Ovunque - Foreigners Everywhere

Adriano Pedrosa e Roberto Cicutto Foto di Andrea Avezzù Courtesy of La Biennale di Venezia



Venezia, 22 Giugno 2023 – Il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, e il Curatore della 60. Esposizione Internazionale d’Arte, Adriano Pedrosa, annunciano oggi il titolo e il tema della Biennale Arte 2024, che si svolgerà dal 20 aprile al 24 novembre 2024 (pre-apertura 17, 18, 19 aprile) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.


Al via nella stessa giornata anche il secondo bando Biennale College Arte, il cui workshop avrà inizio dal prossimo autunno 2023. L’obiettivo è quello di affiancare all’Esposizione Internazionale d’Arte un laboratorio di ricerca e sperimentazione, per lo sviluppo e la produzione di progetti artistici di artiste/i emergenti under 30.



 Il titolo e il tema della Biennale Arte 2024

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Il titolo è tratto da una serie di lavori realizzati a partire dal 2004 dal collettivo Claire Fontaine, nato a Parigi e con sede a Palermo. Le opere consistono in sculture al neon di vari colori che riportano in diverse lingue le parole “Stranieri Ovunque”. L’espressione è stata a sua volta presa dal nome di un omonimo collettivo torinese che nei primi anni Duemila combatteva il razzismo e la xenofobia in Italia.


Adriano Pedrosa illustra cosi` la sua scelta:


«Il contesto in cui si colloca l’opera è un mondo pieno di crisi multiformi che riguardano il movimento e l’esistenza delle persone all’interno di Paesi, nazioni, territori e confini e che riflettono i rischi e le insidie che si celano all’interno della lingua, delle sue possibili traduzioni e della nazionalità, esprimendo differenze e disparità condizionate dall’identità, dalla cittadinanza, dalla razza, dal genere, dalla sessualità, dalla libertà e dalla ricchezza. In questo panorama, l’espressione Stranieri Ovunque ha (almeno) un duplice significato. Innanzitutto vuole intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri.»

«(…)  In occasione della Biennale Arte 2024 si parlerà di artisti che sono essi stessi stranieri, immigrati, espatriati, diasporici, émigrés, esiliati e rifugiati, in particolare di coloro che si sono spostati tra il Sud e il Nord del mondo.»

«La figura dello straniero sarà associata a quella dell’estraneo, dello stranger, dell’estranho, dell’étranger, e pertanto la Mostra si svilupperà e si concentrerà sulle opere di ulteriori soggetti connessi: l’artista queer, che si muove all’interno di diverse sessualità e generi ed è spesso perseguitato o messo al bando; l’artista outsider, che si trova ai margini del mondo dell’arte, proprio come l’autodidatta o il cosiddetto artista folk; e l’artista indigeno, spesso trattato come uno straniero nella propria terra. La produzione di tali artisti sarà il fulcro della Biennale Arte e costituirà il Nucleo Contemporaneo dell’Esposizione. (…) La Mostra presenterà anche un Nucleo Storico composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo. (…) Inoltre, una sezione speciale del Nucleo Storico sarà dedicata alla diaspora degli artisti italiani nel mondo nel corso del XX secolo. A quegli italiani che hanno viaggiato e si sono trasferiti all’estero costruendo le loro vite e carriere professionali in Africa, Asia, America Latina, così come nel resto d’Europa, integrandosi e radicandosi con le culture locali che spesso hanno svolto un ruolo significativo nello sviluppo delle narrazioni del Modernismo al di fuori dell’Italia.»


«La stessa Biennale Arte, in quanto evento internazionale con numerose partecipazioni ufficiali da parte di diversi Paesi – conclude Pedrosa - ha sempre rappresentato una piattaforma per mettere in mostra opere di stranieri provenienti da tutto il mondo. Così, la Biennale Arte 2024 sarà una celebrazione dello straniero, del lontano, dell’outsider, del queer e dell’indigeno. Speriamo di accoglierli tutti a Venezia nel 2024.» (Vedi in allegato la dichiarazione completa)


Da parte sua il Presidente Roberto Cicutto ha dichiarato:

«Adriano Pedrosa è un curatore brasiliano e direttore del MASP, Museo di San Paolo realizzato dall’architetta di origine italiana Lina Bo Bardi. Si è contraddistinto per originalità e innovazione, anticipando temi e linee curatoriali poi seguite da altre mostre in tutto il mondo.

Cambiare il punto di vista attraverso cui raccontare l’arte contemporanea credo sia ciò che una istituzione di rilevanza internazionale come La Biennale di Venezia debba fare. E qui non si tratta solo di un punto di vista estetico ma anche geografico, come quando al cinema si riprende la stessa scena in controcampo.

Questa è la 60esima edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea nell’arco di 128 anni dalla prima, e non c’era mai stata una curatrice o un curatore proveniente da un paese dell’America Latina. La partecipazione di artiste e artisti sudamericani alla Biennale è sempre stata nutrita. Ma diverso è quando a invitare è un curatore che ha radici nella stessa cultura e ha sviluppato nel corso degli anni uno sguardo globale. La sua ricerca è anche focalizzata su artiste e artisti che, pur provenienti da culture e mondi diversi, hanno saputo mantenere sentimenti, caratteri ed esperienze della loro cultura d’origine ovunque si trovino.  

Mi piace che in questa Mostra ci sia la presenza di opere realizzate nel secolo scorso che oggi vengono considerate punti di riferimento per le nuove generazioni. E all’interno di questo movimento ritroveremo molti nomi italiani.

Adriano Pedrosa si cimenterà con la seconda edizione del College Arte, apertosi nel 2022 con Cecilia Alemani, un’attività cui La Biennale tiene moltissimo.

Sono certo che la 60. Esposizione Internazionale d’Arte e il suo curatore sapranno emozionare e colmare (come ha detto la curatrice della 18esima edizione della Biennale Architettura Lesley Lokko) quelle falle nella storia dell’arte con molte presenze finora trascurate.»

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia.

Da oggi, 22 giugno, è online il formulario per la presentazione delle proposte di progetti quali Eventi Collaterali, promossi da enti e istituzioni internazionali senza scopo di lucro, operanti nel campo dell’arte che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia, qualora selezionati.



 Biennale College Arte

Il bando internazionale Biennale College Arte, pubblicato proprio oggi sul sito della Biennale www.labiennale.org, resterà aperto per cinque settimane, da giovedì 22 giugno fino a lunedì 24 luglio 2023.

Il bando è riservato a giovani artiste/i emergenti under 30 provenienti da tutto il mondo (che non abbiano compiuto 31 anni alla data di scadenza di presentazione delle domande), che abbiano già preso parte ad almeno una mostra collettiva e abbiano presentato almeno una mostra personale in spazi espositivi riconosciuti in ambito nazionale e/o internazionale.

Saranno selezionati 12 progetti e le/gli artiste/i saranno invitate/i a partecipare a un workshop di 10 giorni dedicato allo sviluppo dei progetti proposti, che si svolgerà a Venezia nel mese di ottobre 2023.

Il workshop, che alternerà momenti individuali e di gruppo, sarà condotto da Adriano Pedrosa, Direttore del Settore Arti Visive della Biennale, assieme a curatori e artisti, tutor e mentori direttamente impegnati allo sviluppo dei progetti con i partecipanti.

Al termine del workshop le/gli artiste/i avranno a disposizione 3 settimane per lavorare sui progetti e consegnare una proposta finale. Sulla valutazione dei materiali Adriano Pedrosa selezionerà un massimo di quattro progetti, che potranno accedere a un contributo massimo di 25.000 euro per la realizzazione del lavoro.

Le opere saranno presentate, fuori concorso, nel contesto della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque / Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa.

lunedì 19 giugno 2023

Yuko Mohri per il Giappone


 Per il Giappone ci sarà Yuko Mohri, famosa per le sue opere dinamiche all'ambiente. 

CS
La Japan Foundation è lieta di annunciare che l'artista Yuko Mohri rappresenterà il Giappone alla 60. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre 2024, a cura di Sook-Kyung Lee.

Born in 1980 in Kanagawa, Japan, artist Yuko Mohri lives and works inTokyo.

She approaches installation and sculpture not to compose (or construct) but to focus on “phenomena” that constantly shift according to various conditions such as their environment. In recent years, she has also explored this idea through video and photography.
She has participated in numerous international group exhibitions including

14th Gwangju Biennale (2023), 23rd Biennale of Sydney (2022), 2021 Asian Art Biennial (National Taiwan Museum of Fine Arts, Taichung, 2021), 34th Bienal de São Paulo (Ciccillo Matarazzo Pavilion, 2021), Glasgow international 2021 (The Pipe Factory, 2021), The 9th Asia Pacific Triennial of Contemporary Art (Queensland Art Gallery | Gallery of Modern Art,

venerdì 2 giugno 2023

Per l'Olanda Renzo Martens e il Cercle d'Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC)

 


Artist Renzo Martens, together with the artists' collective Cercle d'Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) and curator Hicham Khalidi, will be providing the Dutch entry for the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia in 2024.

Khalidi and Martens’ proposal is to involve CATPC in the Dutch entry. An extensive international committee has advised the Mondriaan Fund board to further develop this idea into an internationally relevant presentation. The joint plan by Martens, Khalidi and CATPC will be open to the public from 20 April 2024 at the Rietveld Pavilion in Venice and simultaneously at the White Cube – previously established by Martens and CATPC – in Lusanga, the Democratic Republic of Congo (DRC). This Dutch entry will therefore consist of two presentations that are directly mirrored and connected.

Martens and Khalidi plan to use the Dutch entry for a presentation by CATPC and elaborate on the story behind this choice. Khalidi and Martens will support the collective with the presentation at the Rietveld Pavilion.


Ced’art Tamasala on behalf of CATPC:

    ‘We’re looking forward to telling our story in Venice 2024. The opportunity to now pair a white cube on a plantation with one at the summit of the art world allows for a direct look into these two worlds and into the inequalities between them. Meaningful and sincere reflections will be produced from these different, but related, realities coming together. Through this presentation, we will come to the final stage of our collective journey into truths that deserve to be shared.’

One of the themes of the presentation is restitution. This contemporary theme will be highlighted in various ways, in the hope of contributing to the discourse on colonialism in the (international) art world. For this reason, in addition to the mirror presentation, the Dutch entry intends to organise events that will provide space for conversations about this issue.

Eelco van der Lingen, director of the Mondriaan Fund and commissioner:

    ‘We are delighted that this presentation will soon be exhibited in both Venice and Lusanga on behalf of the Netherlands. It will allow everyone to witness the next step of CATPC and Martens’ work. The issue of colonial relations, which also affects Martens’ work, is indisputable. Together with CATPC members, Khalidi and Martens will explore how we, without denying this issue, can work towards a better understanding and a new future. Restitution will be a major theme of the presentation. This is a topical issue within the global heritage sector and within a broader debate about coloniality. It is essential to have a conversation about this and I am happy that we can contribute to it on a big stage.’


Advisory Committee

To arrive at a good choice for a submission, a special advisory committee was set up and asked to assess five different proposals. Among other things, the advisory committee considered the quality of the plan, the impact it will have on the international stage of the Venice Biennale and whether the plan will result in a new interpretation of the Rietveld Pavilion and the Dutch entry for the Venice Biennale. The committee members for the 2024 Dutch entry were: Raul Balai (visual artist & curator), Hendrik Folkerts (curator of contemporary art and head of exhibitions Moderna Museet), Fransizka Nori (director Frankfurter Kunstverein), Suzanne Swarts (director of Museum Voorlinden) and Fatos Üstek (curator & writer). Eelco van der Lingen (director of the Mondriaan Fund) was chairman.


About CATPC and Renzo Martens

Cercle d’Art des Travailleurs de Plantation Congolaise (CATPC) is an artist collective from Lusanga (DRC) and consists of twenty members. In 2017, CATPC and Renzo Martens opened the White Cube in Lusanga; a fully equipped arts centre. From here the CATPC members create their artworks. With the proceeds from their art, they have bought back 120 hectares of former plantations and are now transforming them into biodiverse nature.


About the Mondriaan Fund

The Mondriaan Fund, the public incentive fund for visual arts and cultural heritage, is responsible for the Dutch entry at the Venice Biennale. The presentation is funded from the international budget the Mondriaan Fund receives from the Ministry of Education Culture and Science.


giovedì 18 maggio 2023

Archie Moore per l'Australia

Kamilaroi/Bigambul Archie Moore e la curatrice Ellie Buttrose


Archie Moore, artista aborigeno, sarà al Padiglione dell’Australia per la Biennale del 2024


CS

L'Australia Council ha annunciato che il principale artista delle Prime Nazioni Archie Moore rappresenterà l'Australia alla Biennale di Venezia nel 2024, con la mostra che sarà curata da Ellie Buttrose.

Il 2024 segna la 25a edizione della partecipazione dell'Australia alla Biennale di Venezia, l'evento internazionale di arte visiva contemporanea più antico e probabilmente più grande del mondo.

Con sede a Redlands, nel Queensland, Archie Moore è un artista contemporaneo la cui carriera dura da più di 25 anni. L'artista Kamilaroi/Bigambul lavora attraverso una vasta gamma di media per creare opere d'arte che esplorano sia il personale che il politico. Mentre la sua pratica artistica riflette il suo background personale e si confronta con la storia nazionale australiana, il potente quadro che dipinge sul bisogno di giustizia può essere estrapolato in tutto il mondo.

"Grazie a tutti per la vostra straordinaria fiducia nel mio lavoro proposto per il padiglione dell'Australia al colosso della Biennale di Venezia", ​​ha detto Archie Moore.

“Vorrei esprimere la mia profonda gratitudine a tutti coloro che sono stati coinvolti nel rendere la proposta del mio team il progetto di successo per il 2024 . "

La curatrice e critica Ellie Buttrose è la curatrice dell'arte australiana contemporanea presso la Queensland Art Gallery | Gallery of Modern Art, Brisbane, e ha detto:

“Mi sento onorato che Archie mi abbia affidato la cura di una mostra così significativa. Archie è singolare nella sua capacità di coinvolgere il pubblico a livello emotivo attraverso ricordi e storie familiari in opere d'arte che stimolano la discussione su come ci assumiamo la responsabilità del cambiamento sociale. Esporre alla Biennale di Venezia offre un'opportunità tempestiva e critica per la pratica di Archie, offrendo un risultato artistico che collegherà in modo evocativo il pubblico internazionale con l'atto imperativo del dire la verità.

Sono anche lieto di lavorare con il nostro team di esperti di contributori e l'Australia Council per realizzare un progetto epocale di un artista che stimo da tempo . Artisticamente abile e politicamente incisivo, Archie si trova in una posizione unica per affrontare il passato dell'Australia e affermare la sovranità indigena su scala mondiale all'interno del Padiglione Australia tra il 20 aprile e il 24 novembre 2024".

Franchesca Cubillo, direttrice esecutiva dell'Australia Council, First Nations Arts and Culture, ha dichiarato:

"Questa mostra arriva durante una pietra miliare significativa in quanto l'Australia Council segna 50 anni di investimenti dedicati alle arti e alla cultura delle Prime Nazioni - e avere uno stimato artista delle Prime Nazioni come Archie Moore che rappresenta l'Australia su questa piattaforma globale è qualcosa che tutti gli australiani possono prendere orgoglio e festeggia”.

Il team artistico di successo è stato selezionato sulla base della consulenza di un gruppo di consulenti indipendenti del settore, tra cui esperti di arti visive nazionali e internazionali. L'Australia Council desidera ringraziare i consulenti del settore Stephen Gilchrist, Carol Yinghua Lu, Victoria Lynn, Hammad Nasar e Colin Walker per la loro ponderata deliberazione nel raggiungere questa decisione. 

L'Australia Council desidera ringraziare e congratularsi con tutti i team artistici selezionati in questo processo altamente competitivo:  

Tony Albert, Liz Nowell e Hetti Perkins 

Brook Andrew, Atong Atem, Lucienne Rickard, Justin Shoulder, Latai Taumoepeau e Rebecca Coates 

Khaled Sabsabi e Michael Dagostino 

Yasmin Smith e Kathryn Weir  

La rappresentanza dell'Australia all'interno della Biennale di Venezia è stata sostenuta filantropicamente dall'inizio degli anni '80. Nel 2024, questo approccio di co-investimento è guidato dal presidente del Consiglio australiano e dal presidente degli ambasciatori della Biennale di Venezia, Robert Morgan, che ha dichiarato: 

“La partecipazione dell'Australia alla Biennale di Venezia è un meraviglioso esempio di ciò che si può ottenere unendo con successo investimenti pubblici e privati. Il progetto crea una comunità di sostenitori affini che difendono le intenzioni audaci e ambiziose di ciò che è unico per le arti visive contemporanee in Australia e fornisce una piattaforma per mostrarlo al mondo”. 

Mr Morgan è affiancato da colleghi ambasciatori provenienti da tutta l'Australia che sostengono il sostegno agli investimenti privati ​​per questo progetto, tra cui Alexandra Dimos, Russell James OAM, Marie-Louise Theile, Alenka Tindale e il dottor Terry Wu. L'Australia Council ringrazia gli ambasciatori per la loro supervisione strategica e il generoso sostegno alla mostra 2024.  

Il ministro federale per le arti, il deputato On. Tony Burke, ha dichiarato: 

“Avevo annunciato il sostegno del Governo al nuovo padiglione della Biennale di Venezia nel 2013, quando fu presa la decisione di costruirlo. 

“Basta guardare il lavoro di installazione di Archie Moore per immaginare quale sia una scelta perfetta per la mostra australiana alla Biennale di Venezia e quanto sia perfetto il padiglione australiano per ospitare questo lavoro. 

“Il governo australiano si è impegnato nella nostra politica culturale nazionale – Revive – a mettere le First Nations al centro del cuore culturale dell'Australia. 

"Opportunità come queste ci aiutano a capire di più su noi stessi come australiani, di più gli uni sugli altri e aiutano il mondo a conoscerci". 

L'Australia Council continuerà il suo ruolo di commissario per l'Australia nella categoria della partecipazione nazionale e lavorerà a stretto contatto con il team artistico per produrre la mostra nel Padiglione Australia.   

Il Consiglio lavorerà anche a stretto contatto con la Queensland Art Gallery | Gallery of Modern Art, Brisbane per facilitare una presentazione australiana della mostra dopo la conclusione della Biennale di Venezia 2024 . 



L'artista di Kamilaroi/Bigambul Archie Moore (nato nel 1970, Toowoomba) lavora attraverso i media in rappresentazioni concettuali e basate sulla ricerca del sé e delle storie nazionali. I suoi interessi in corso includono i significanti chiave dell'identità (pelle, lingua, odore, casa, genealogia, bandiere), i confini della comprensione e dell'incomprensione interculturale e le più ampie preoccupazioni del razzismo.

Le recenti mostre personali di Archie includono: 'Pillors of Democracy', Cairns Art Gallery, 22023 (di prossima pubblicazione); "Dwelling (Victorian Issue)" 2022, Gertrude Contemporary, Melbourne; "The Colour Line: Archie Moore & WEB Du Bois" 2021, Gallerie dell'Università del New South Wales, Sydney; e 'Archie Moore 1970–2018' 2018, Griffith University Art Museum, Brisbane. Importanti mostre collettive recenti comprendono: "Ever Present: First Peoples Art of Australia" 2022, National Gallery di Singapore; "Conoscenza incarnata: arte contemporanea del Queensland" 2022, Galleria d'arte del Queensland | Galleria d'Arte Moderna, Brisbane; 'UN/LEARNING AUSTRALIA' 2021, Seoul Museum of Art; 'Indigenous Art Triennial' 2017, National Gallery of Australia, Canberra; 'The National: New Australian Art' 2017, Carriageworks, Sydney; e 'Biennale di Sydney' 2016, Royal Botanic Gardens, Sydney.United Neytions è stato installato in modo permanente presso il terminal internazionale dell'aeroporto di Sydney.

Le opere di Archie sono conservate nelle principali collezioni pubbliche in tutta l'Australia, tra cui: Artbank; Griffith University Art Museum, Brisbane; Museo d'arte della Monash University, Melbourne; Museo d'arte Murray Albury; Galleria Nazionale dell'Australia, Canberra; Galleria d'arte della regione di Newcastle; Galleria d'arte del Queensland | Galleria d'Arte Moderna, Brisbane; Museo d'Arte della Queensland University of Technology, Brisbane; Museo d'arte dell'Università del Queensland, Brisbane; e l'Università di Sydney; e l'Università della tecnologia di Sydney.
Archie Moore è rappresentato da The Commercial, Sydney.


Contatto per i media

Matt Fisher Direttore, Comunicazioni  m.fisher@australiacouncil.gov.au 


mercoledì 17 maggio 2023

Azu Nwagbogu per il Benin

 Il prossimo anna sarà la prima volta per il Benin che ha nominato il curatore Azu Nwagbogu , che è stato il direttore dello  Zeitz Museum of Contemporary Art Africa a Città del Capo,e che sta studiando la selezione degli artisti.

lunedì 8 maggio 2023

Inuuteq Storch per la Danimarca


 Inuuteq Storch, fotografo della groenladia, rappresenterà la Danimarca. 

Inuuteq Storch (nato nel 1989) vive e lavora in Groenlandia. Si è laureato all'International Center of Photography di New York e alla scuola di fotografia Fatamorgana di Copenhagen.

Il lavoro di Inuuteq è ampio nei generi (fotografia propria e lavoro e metodi d'archivio) ma il contenuto ha in comune l'essere sull'identità di chi proviene dalla Groenlandia.

Ha esposto in Groenlandia, Danimarca, Stati Uniti, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Canada e Colombia. Inuuteq ha pubblicato i libri fotografici Porcelain Souls (2018, Konnotation), Flesh (2019, Disko Bay) e John Møller – Mirrored, Portraits of Good Hope (2021, Roulette Russe), Keepers of the Ocean (2022, Disko Bay)

venerdì 28 aprile 2023

Simona Denicolai e Ivo Provoost per il Belgio

 


Saranno Simona Denicolai e Ivo Provoost a rappresentare il Belgio alla prossima Biennale di Venezia col progetto "Petticoat Government", curatela di Antoinette Jattiot 


CS

Le projet « Petticoat Government » représentera la Belgique à la 60ème Biennale de Venise

L'exposition prendra place dans le Pavillon belge de la Biennale du 20 avril au 24 novembre 2024.

La Fédération Wallonie-Bruxelles et Wallonie Bruxelles International (WBI) ont confié la représentation belge francophone à la 60ème Biennale des Arts visuels de Venise en 2024 au projet dénommé « Petticoat Government ».

Ce projet porté par le collectif composé du duo Denicolai & Provoost · Antoinette Jattiot · Nord · Spec uloos (croisant art, curation, architecture, graphisme) a été sélectionné par le jury rassemblé par la Fédération Wallonie-Bruxelles parmi une dizaine de dossiers déposés.

Les artistes Denicolai et Provoost ont déjà à leur actif un parcours florissant au sein des institutions d’art de la Fédération Wallonie-Bruxelles. Ils ont notamment exposé aux BPS 22 (2005), MAC’s (2008), Komplot (2008), Wiels (2009), Festival Anima (Prix des auteurs décerné par la SACD, 2020), l’ISELP (2020 et 2021) ou encore lors d’une résidence au Centre de la Gravure de La Louvière (dans le cadre d’Un Futur pour la culture 2022).

Après Venise, l’exposition, imaginée comme un chapitre d'une histoire au long cours, se poursuivra au BPS22 à Charleroi et au Frac-Grand-Large-Haut-de-France à Dunkerque.

Présentation du projet

L'art est médiateur, il favorise le croisement de temporalités, d'espaces et de formes. Nous utilisons son cadre comme un ferment pour modeler des protocoles collaboratifs et processuels impliquant de multiples acteur·ices. Dans cet esprit, nous nous sommes emparé·es de l'opportunité vénitienne pour former un collectif composé du duo Denicolai & Provoost · Antoinette Jattiot · Nord · Spec uloos (croisant art, curation, architecture, graphisme). Ensemble, nous avons échafaudé Petticoat Government. un projet pluridisciplinaire qui déplace l'exposition par ses jeux d'échelle, ses chapitres et son potentiel fictionnel et subversif. 

Grâce au soutien de multiples complices, des figures locales et transfrontalières de géant·es sont mises en mouvement dans une nouvelle narration. À travers le déplacement et l'esprit nomade qui animent les voyages que nous réaliserons avec ces postures, des corps façonnent autrement l'espace et les pouvoirs d’identification et de projection qui les entourent.

Inspiré du socle vivant du populaire, Petticoat Government détourne la vision folklorique, le poids symbolique et politique de l'objet du·de la géant·e. Cette culture transgresse et déborde les frontières en tout sens, en témoignant de la vivacité et de la diversité de leurs collectivités. C’est grâce à cette adaptabilité et à un ancrage dans le corps commun de la société que des géant·es partisan·es de luttes engagé·es ont vu le jour ces dernières années et accompagnent notre traversée.

Dérivé d'une dénomination historique d'un renversement de rapport de pouvoir, le titre suggère une révolution toujours en cours. Dans un esprit marginal, nous cherchons à insuffler un trouble riant en brouillant les lisières entre les disciplines pour produire un univers multi-tentaculaire. Le projet active le potentiel du mélange des genres et des attitudes comme autant de possibles pour questionner la complexité et se mettre en présence des mondes avec lesquels il relationne. 

Petticoat Government est une transformation du réel par le biais de la fiction, en intégrant activement la dimension de l’oralité, du conte. Bruxelles, Venise, les Alpes entre les deux, le retour par la France du Nord, puis la Belgique, nous souhaitons semer les histoires ouvertes qui prospéreront dans le voyage, égrenés chapitre après chapitre. À l'encontre d'une œuvre close, le Pavillon vénitien est imaginé comme une étape dont il y a un avant et un après, un lieu de passage, avec une optique en kaléidoscope. 

Petticoat Government est une fête à laquelle touxtes sont convié·es. La représentation du collectif en tant que groupe et méthode de travail incarne un dynamisme singulièrement poétique et subtilement politique (un militantisme joyeux comme dirait Silvia Federici). Plus que la stigmatisation d'une pratique individuelle, le projet sélectionné pour le Pavillon belge de la Biennale de Venise 2024 souligne la faisabilité d’un ‘faire avec’ collectif qui entend faire valser le hiératisme.

domenica 23 aprile 2023

Alla Spagna Sandra Gamarra

 


Sarà l'artista di origini peruviane Sandra Gamarra a rappresentare la Spagna, col progetto "Pinacoteca migrante", alla sua seconda partecipazione a questo evento, aveva già rappresentato  un'altro paese nel 2009, era intervenuta per il Perù.

venerdì 21 aprile 2023

Hildigunnur Birgisdottir per l'Islanda

 
Hildigunnur Birgisdóttir artista ludica per il padiglione dell'Islanda. 



The Icelandic Art Center is delighted to announce that Reykjavik-based artist Hildigunnur Birgisdóttir will represent Iceland at the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia (20 April – 24 November 2024). She will collaborate with American curator Dan Byers to realise her presentation, which will be an exhibition of new sculptural and installation works. The Icelandic Pavilion will be located in the Artigliere in the Arsenale for the second time in 2024. 

Hildigunnur Birgisdóttir is renowned for her nuanced artistic practice, which explores

concepts of beauty, utility, and value. The artist often uses and misuses the systems we  have developed to produce our material world. Her work draws inspiration from the affective possibilities of items such as computer buttons, plastic clips, hang tags, labels, and stickers presented at distorted scales and through often unnerving methods of display. The artist’s interventions into globalized systems of production, distribution, and commerce and the pleasure taken in the least heroic products of these systems, result in projects that are deadpan and surreal, playful and subversive. Working with Dan Byers, her presentation for the Icelandic Pavilion will respond to the Pavilion space and the Venice Biennale itself.

Dan Byers is a curator of contemporary art with a current focus on commissioning new work with living artists. Throughout his curatorial career, Byers has worked closely with artists to help conceptualize and produce new work for varying site and institutional contexts. In addition to his current post as the John R. and Barbara Robinson Family Director of the Carpenter Center for the Visual Arts at Harvard University, he has held curatorial positions at the ICA/Boston, the Carnegie Museum of Art (where he was co-curator of the 2013 Carnegie International), and the Walker Art Center. Birgisdóttir and Byers share an interest in playing with the standard conventions of display and the exhibition format. They met through Icelandic artist Ragnar Kjartansson and began conversations around Birgisdóttir’s Biennale presentation in 2022. 

Hildigunnur Birgisdóttir, artist says ‘‘I look forward to taking my works to the Biennale and airing them out on the grand terrace of the art world. There will be a wall bound wall piece, among other scenarios. I’m excited to have Dan on my team, to make sense of it all.’ 

Dan Byers, curator, says “I’m delighted to work with Hildigunnur Birgisdóttir, The Venice Biennale is the perfect forum for Birgisdóttir’s aesthetically subversive and slyly political work. While still in its early stages, I’m excited by the way she is approaching the exhibition space, and the unexpected relationships she is creating between seemingly disparate sources and materials. I don’t think this pavilion will look or feel like any other.”  

Iceland has exhibited at the Biennale Arte since the 1960s and has presented its own national pavilion since 1984. Previous presentations have recently included Sigurður Guðjónsson’s atmospheric audio-visual sculpture ‘Perceptual Motion’,  Shoplifter’s neon, hypernatural hair installation in 2019 and Egill Sæbjörnsson’s trolls in 2017. The Icelandic Pavilion is commissioned by the Icelandic Art Center, which promotes and supports Icelandic contemporary art internationally through grants, collaborations and projects.

mercoledì 19 aprile 2023

Pia Lindman, Vidha Saumya e Jenni-Juulia Wallinheimo-Heimonen per la Finlandia



ARTISTI E CURATORI DEL PADIGLIONE DELLA FINLANDIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2024: PIA LINDMAN (A SINISTRA), JENNI-JUULIA WALLINHEIMO-HEIMONEN, VIDHA SAUMYA, JUSSI KOITELA E YVONNE BILLIMORE. FOTO: JO HISLOP / FRAME ARTE CONTEMPORANEA FINLANDIA

 

La Finlandia ospiterà tre artiste : Pia Lindman, Vidha Saumya e Jenni-Juulia Wallinheimo-Heimonen.


Gli artisti Pia Lindman , Vidha Saumya e Jenni-Juulia Wallinheimo-Heimonen sono stati selezionati per esporre nel Padiglione della Finlandia alla 60a Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia nel 2024. La mostra è curata da Yvonne Billimore e Jussi Koitela e commissionata e prodotto da Frame Contemporary Art Finlandia.

La mostra riunisce tre artisti le cui pratiche artistiche sono acutamente informate dalle loro esperienze incarnate di squilibri strutturali, ambientali e sociali nel mondo. Ogni artista ha creato una pratica transdisciplinare in cui arte, vita e attivismo si intrecciano consapevolmente. Articolati attraverso una vasta gamma di materiali e processi - tra cui performance, poesia, ricamo, disegno, scultura e guarigione - le loro opere celebrano il piacere del personale come un potente mezzo per abitare, immaginare e rifare mondi più plurali.

Per la Biennale di Venezia del 2024, Frame commissiona a ciascun artista nuove opere che saranno presentate in anteprima nel Padiglione della Finlandia, in dialogo tra loro.

La mostra è supportata dal Ministero finlandese dell'Istruzione e della Cultura, dalla Fondazione Kone e da altri partner.

martedì 11 aprile 2023

Marton Nemes per l'ungheria

 

Opere astratte per il padiglione dell'Ungheria con l'artista Márton Nemes 


CS
A hazai gyakorlatnak megfelelően a Velencei Biennále nemzeti biztosa, dr. Fabényi Julia, a Ludwig Múzeum igazgatója idén is nyílt pályázat útján, szakmai zsűri döntése alapján választotta ki a Magyar Pavilon kurátorát és kiállítását.

A pályázatot élénk szakmai érdeklődés kísérte: a 2022. november 28-án megjelent felhívásra kilenc érvényes pályázat érkezett be.

 
A PÁLYÁZÓK NEVE ÉS PÁLYÁZATUK CÍME
Balázs Kata / Mátrai Erik: Fenestra Aperta
Bencze Péter / Keresztesi Botond: Minden egy
Don Tamás / Kocsi Olga: A 133. történet
El-Hassan Róza / Poroszlai Eszter, Rajz Helga Eszter, Topor-Klöpfler Tibor és mások („Anonim Művészek és Tetováló Művészek”): Palindrom. Underground. Aboveground. Museum's Shop – Az Underground a múzeumon belül és kívül. Tattoo, graffiti és a magyar művészeti szcéna
É. Kiss Piroska / Radák Eszter: Hol vagyunk? Ideiglenes tündérkert, avagy szépségtapasz a világ bajára
Gadó Flóra / Cséfalvay András, Anna Hulačová, Piotr Łakomy, Ulbert Ádám: Élet egy idegen planétán
Kopeczky Róna / Nemes Márton: Superposed and Entangled
Kukla Krisztián / Fabricius Anna: Találkozunk két év múlva
Róka Enikő / Gerhes Gábor – Mucsi Emese: Atlas
 
A pályázók 2023. március 9-én a Ludwig Múzeumban prezentáción mutatták be a zsűrinek a kiállítási tervüket. A zsűri úgy döntött, hogy közülük egy második fordulóra – átdolgozásra és továbbfejlesztésre – Kopeczky Róna és Nemes Márton pályázókat hívja meg, akik továbbfejlesztett pályázatukat Techno Zen címmel a kitűzött határidőre benyújtották.
A zsűri a kilenc érvényes pályázat közül Kopeczky Róna kurátor Nemes Márton festőművész Techno Zen című pályázatát nyilvánította a pályázat nyertesének.
A nyertes pályázati anyag IDE KATTINTVA tekinthető meg.
A további pályázatok megtekinthetőek a pályázatok címeire kattintva.
 
A NYERTES PÁLYÁZAT
Nemes Márton a fiatal festőgeneráció egyik leginnovatívabb és legsikeresebb képviselője, aki műveiben a kép 21. századi újraértelmezésével kísérletezik a hagyományos festészet határait anyagban és térben kitágítva.
A Magyar Pavilon tereibe egy olyan multimédiás, több érzékre ható, a színeket középpontba helyező összművészeti alkotást tervezett, mely az absztrakt festészet hagyományain túl a kortárs élményvilágra, így a techno szubkultúra, a digitális képalkotás tapasztalataira épül. Munkáiban technikai eszközöket, ledpaneleket is beépít montázselemként.
Tervezett nagyszabású, látványos installációja jól használja ki a velencei Magyar Pavilon térbeli adottságait. Kiállítása multiszenzorális: vizuális, akusztikus és interaktív tartalmai a fény- és színtartomány, a tárgy- és fénymozgás, a hang, a fényfrekvencia és légáramlás együttes hatásában bontakozik ki.
Nemes Márton a festészetet többirányban kitágító munkássága egy olyan új generációt és közönséget kapcsolhat be a képzőművészet világába, amely nem a művészettörténet és a magas művészet, hanem a techno szubkultúra, a számítógépes virtuális valóság, a social media, illetve a high tech felől közelít a Warhol után alapvetően dekoratív felületként, ornamentikaként értelmezett festészethez.
 
A BÍRÁLÓBIZOTTSÁG TAGJAI VOLTAK
Boros Géza művészettörténész, a Ludwig Múzeum – Kortárs Művészeti Múzeum Velencei Biennále Irodája vezetője,
Dr. Fabényi Julia művészettörténész, a Ludwig Múzeum – Kortárs Művészeti Múzeum igazgatója (a zsűri elnöke),
Farkas Dénes képzőművész  (Tallinn), a 2013. évi Velencei Képzőművészeti Biennále Észt Pavilonja kiállító művésze,
Dr. Petrányi Zsolt művészettörténész, a Szépművészeti Múzeum – Magyar Nemzeti Galéria Jelenkori Gyűjteményének vezetője, 2006–2010 között a Velencei Biennále Magyar Pavilonja nemzeti biztosa, a 2003. és 2017. évi Velencei Képzőművészeti Biennále magyar kiállításának kurátora,
Dr. Sturcz János művészettörténész, a Magyar Művészeti Akadémia tagja, a Magyar Képzőművészeti Egyetem tanszékvezető egyetemi tanára, az 1999. évi Velencei Képzőművészeti Biennále nemzeti biztosa,
Szipőcs Krisztina művészettörténész, a Ludwig Múzeum – Kortárs Művészeti Múzeum szakmai igazgató-helyettese.
 
A zsűri ezúton mond köszönetet valamennyi pályázónak.
Budapest, 2023. március. 17.
 

Dr. Fabényi Julia
a Ludwig Múzeum – Kortárs Művészeti Múzeum igazgatója,
a Velencei Biennále nemzeti biztosa

giovedì 23 marzo 2023

Koo Jeong A per la Corea del Sud

 


Un padiglione installativo realizzera l'artista Koo Jeong A per il padiglione della Corea del Sud.

Curatela di Jacob Fabricius e Lee Sun-hee

giovedì 2 marzo 2023

Çağla Ilk curatrice per il Padiglione Germania

 Il Padiglione tedesco, per ora ha reso noto il nome della curatrice da Çağla Ilk , direttrice della Kunsthalle Baden-Baden. 

lunedì 6 febbraio 2023

Guerreiro do Divino Amor per la Svizzera


Il Padiglione Svizzera vedrà l'artista brasiliano/svizzero Guerreiro do Divino Amor con un progetto dal titolo Super Superior Civilizations, sul tema del nazionalismo, curatore è l'italiano Andrea Bellini.


CS

Upon recommendation by the jury, the Swiss Arts Council Pro Helvetia has commissioned Swiss-Brazilian artist Guerreiro do Divino Amor to take over the Swiss Pavilion for the 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. His monumental project "Super Superior Civilizations" explores the imageries of political mythologies and their usage.

"Super Superior Civilizations" poses a critical view of the visual language presented in national political myths, and explores their cultural charge, their hierarchization, and their use. In his compelling approach, Guerreiro do Divino Amor ties together different narratives with virtuosity, irony, and humor. Through these layers of connectivity, he effectively carves out the diverse entanglements of our globalized existence that have been impacted by aspects such as postcolonial distortion.

With his work at the Swiss Pavilion, Guerreiro do Divino Amor writes another chapter in his monumental saga «Superfictional World Atlas», which he has been working on since 2005. He chose Andrea Bellini, who currently oversees the Centre d'Art Contemporain and the Biennale de l'Image en Mouvement in Geneva, to curate the project’s gestation. In the summer of 2022, Andrea Bellini curated Guerreiro do Divino Amor’s exhibition «Superfictional Sanctuaries» at the Centre d'Art Contemporain.

Kapwani Kiwanga per il Canada

 

Kapwani Kiwanga è l'artista che interverrà nel padiglione del Canada, opera principalmente con fotografie e sculture.