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Visualizzazione post con etichetta Spagna. Mostra tutti i post
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mercoledì 26 aprile 2017

¡Únete! Join Us! - Padiglione Spagna




Artist Jordi Colomer and curator Manuel Segade will represent Spain at the 57th International Art Exhibition - La Biennale di Venezia. 

¡Únete! Join Us! ​invites visitors to become participants in an exploration of nomadism and collective agency. 

Transhumance, wanderings, journeyings, strayings, displacement: these themes are key to ¡Únete! Join Us!​, whose reference point is rooted in urban utopias that use movement as part of a radical rethinking of social imagination. Marking a return to his early sculptural and theatrical interest, Jordi Colomer’s exhibition at Pavilion of Spain is conceived as an installation of installations. 

Precarious sculptures and transitory architectures form a theatre within the pavilion, encompassing its audience as they walk through the space and turning them into actors, mobilising the space with their presence. The installations offer a path via several video narratives; a journey of occasions, unexpected encounters, playful improvisations and collective gestures that reveal how a community turns an urban landscape into a potential site for exchange, capable of affecting reality. 

“The city is something that needs to be moving,” notes curator Manuel Segade. “A contemporary urban landscape represents displacement and various themes involving movement – political, social and physical – while also moving between the public and the personal.” The fictional premise of the video pieces involves a group of people moving across different sites, exploring the semantics of displacement. 

An abandoned racetrack, an emergency trailer park, tourism-spoiled landscapes through the Mediterranean’s coastal areas and other spaces exclusively repurposed in detail to imitate pre-existing locations. These decidedly low-resource settings are a reflection on the uncertainty and ambivalence of a mobile, unstable, border-crossing citizenry. Suspended between a portable pavilion and a wanderer's wagon, a moveable contraption connects the spaces via an itinerary that conjures a Kafkaesque Babel where nomadic motion becomes linguistic commotion, a vernacular displacement inflecting and translating the activities of a de-territorialized community. Colomer’s community could be seen as a poetical occupation of a utopia under construction. Spain has always played a prominent role in the history of la Biennale di Venezia. Its pavilion in the Venice Giardini was designed in 1922 by Javier De Luque and renovated in 1952 by Joaquin Vaquero Palacios. 

Since 1950, the Ministry of Foreign Affairs and Cooperation has been directly responsible for coordinating the country’s exhibitions in the Spanish Pavilion, and, throughout this time, it has strived to promote Spain’s rich artistic heritage and talent. Acción Cultural Española (AC/E - Spain’s Public Agency for Cultural Action) has been involved in the support of contemporary creation at the Venice Biennale, both in the production of the Spanish Pavilion and in the international selection. 

Artists invited to exhibit and intervene at the Spanish Pavilion have included Eduardo Chillida, Antoni Tàpies, Susana Solano, Santiago Sierra, and most recently, Miquel Barceló, Dora García and Lara Almárcegui. 

Artist: ​Jordi Colomer Curator: Manuel Segade 
Commissioners: ​Ministry of Foreign Affairs and Cooperation of Spain Spanish Agency for International Development Cooperation (AECID) 
Supporter: ​Spain’s Public Agency for Cultural Action (AC/E) 
Exhibition​: 13 May to 26 November 2017 
Press conference ​Wednesday, 10 May 2017 at 12.15 pm 
Official opening​: Wednesday, 10 May 2017 at 1.30 pm 

lunedì 31 ottobre 2016

Jordi Colomer per la Spagna




Da pochi giorni è giunta la nomina dell’artista che interverrà nel padiglione spagnolo, sarà Jordi Colomer.

L’artista che vive a Barcellona è noto per i suoi lavori installativi che ha proposto nelle principali realtà espositive internazionali, dal Jeu de Paume al Bronx Museum.


Il curatore sarà Manuel Segade, direttore del Centro Dos de Mayo Art di Madrid.

venerdì 9 agosto 2013

lunedì 11 marzo 2013

Spagna con Lara Almarcegui


Ecco la conferma per Lara Almarcegui che rappresenterà la Spagna alla 55. Esposizione internazionale d’arte - la Biennale di Venezia

Comunicato stampa ufficiale: 

Octavio Zaya, nominato curatore del Padiglione Spagnolo dall’Agenzia spagnola per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo (AECID) nell’ottobre 2012, ha selezionato l’artistaLara Almarcegui per rappresentare la Spagna alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennale di Venezia.

Itziar Taboada, Direttore Generale delle Relazioni Culturali e Scientifiche dell’AECID, ha convocato nel giugno scorso un Comitato consultivo per l’arte contemporanea con l’obiettivo di selezionare il curatore del Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte. Il comitato, composto da José Guirao (Direttore di Casa Encendida, Madrid),Teresa Velázquez (Responsabile Mostre del Museo Reina Sofia, MNCARS, Madrid), Estrella de Diego (Docente di arte contemporanea, Universidad Complutense, Madrid) eAlberto Ruiz de Samaniego (Curatore del Padiglione Spagnolo alla Biennale di Venezia del 2007), ha consigliato la scelta di Octavio Zaya come curatore del Padiglione Spagnolo.

Per tutto il mese di luglio 2012, Zaya ha concentrato la sua attenzione sul lavoro di Lara Almarcegui, scelta per sviluppare il progetto che rappresenterà la Spagna alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, uno dei più prestigiosi eventi del calendario artistico internazionale, che si terrà dal 1° giugno al 24 novembre 2013.

Secondo il curatore spagnolo, “Almarcegui lavora da tempo al confine tra rigenerazione e decadimento urbano, realizzando progetti espositivi che rendono visibile ciò che sfugge alla nostra attenzione e anche alla nostra consapevolezza. Dalla metà degli anni 1990, ha esplorato e studiato gli spazi transizionali in cui ordine urbano e naturale si incontrano: i processi della pianificazione urbana e della trasformazione delle periferie incolte delle città determinata da interessi e cambiamenti economici, sociali o politici. Al contempo, ha analizzato luoghi storici e caratteristiche urbane e architettoniche che notiamo a malapena o sui quali raramente, se non mai, concentriamo la nostra attenzione. Operando come un’archeologa del presente che compie ricerche sul campo, Almarcegui documenta le indagini attraverso guide, cartine e brochure, nel tentativo di concentrarsi su elementi o aree marginali nell’ambito della complessità della nostra realtà urbana, rivelando i legami che ci guidano nel rapporto tra passato e futuro. Analogamente, decostruendo edifici, costruzioni e altri luoghi storici, Almarcegui chiarisce la nostra comprensione del vivere lo spazio, mostrando i materiali inarticolati e spogli di cui sono fatti gli edifici, o scoprendo i prodotti riciclati che essi riutilizzano e che, a loro volta, finiranno per diventare, avvicinandoci così alla natura intrinsecamente entropica della civiltà. In ultima analisi, queste opere collegano l’esterno con l’interno, e l’interno con la sua propria autoconsapevolezza, in un processo dialettico di conoscenza.”

Lara Almarcegui, nata a Saragozza, Spagna, vive e lavora a Rotterdam. Ha studiato Belle Arti all’Università di Cuenca e alla De Ateliers di Amsterdam. Ha all’attivo mostre personali in importanti musei e istituzioni in Spagna e all’estero, tra cui MUSAC, León (2013); CA2M, Madrid (2012); Künstlerhaus, Bremen (2012); the Secession, Vienna, e Ludlow 38, New York (2010); Galleria Ellen de Bruijne Projects, Amsterdam (2008); Il Centro di Arte contemporanea di Málaga (2007); il FRAC Bourgogne, Digione (2004); e INDEX, Stoccolma (2003).  Recentemente, ha esposto nelle seguenti mostre collettive: Manifesta 9, Genk; TRACK, Ghent (2012); Radical Nature, Barbican Art Centre, Londra (2009); Biennale di Atene (2009); Biennale di Taipei e Gwuangyu (2008); Biennale di Sharjah (2007); la 27a Biennale di San Paolo (2006); la 2a Biennale di Siviglia (2006); (Public Act),Lunds Konsthal, Lund (2005); la Biennale di Liverpool (2004). Almarcegui è rappresentata dalla Galleria Parra y Romero di Madrid e dalla Galleria Ellen de Bruijne Projects di Amsterdam.

Octavio Zaya, nato nelle Isole Canarie, Spagna, è uno scrittore, curatore ed editor che vive negli USA dal 1978. È direttore di Atlántica: revista de arte y pensamiento, pubblicata dal Centro Atlántico de Arte Moderno (CAAM), Las Palmas, Spagna. È Curator at Large del Museo di Arte contemporanea (MUSAC) di Castiglia e León, e Guest Curator del CAAM. È membro del Comitato consultivo di Performa, New York, e di NKA: Journal of Contemporary African Art, Duke University Press; redattore di Flash Art; e scrive regolarmente su varie pubblicazioni d’arte, come Art Agenda, New York, e ART-IT, Tokyo. È stato uno dei curatori di Documenta11, sotto la direzione di Okwui Enwezor, e curatore della 1a e 2a Biennale di Johannesburg. Ha curato oltre 25 mostre in musei come il Centro de Arte Reina Sofia, MNCARS, Madrid; Guggenheim Museum, New York; Helsinki City Art Museum; MARCO, Vigo, Spagna; Nordjyllands Kunstmuseum, Aalborg, Danimarca; e Palau de la Virreina, Barcellona. Ha pubblicato più di 20 monografie e cataloghi dedicati ad artisti contemporanei, tra cui Cerith Wyn Evans, Paul Pfeiffer, Shirin Neshat, Georges Adéagbo, Candice Breitz, Yinka Shonibare, e Miki Kratsman, oltre ad aver contribuito a molte altre pubblicazioni.

giovedì 31 gennaio 2013

Lara Almarcegui per la Spagna



Sarà Lara Almarcegui a rappresenterà la Spagna alla prossima Biennale di Venezia 2013.
Artista che opera in modo "archeologico" indagando sul tema del degrado urbano.
Curatore Octavio Zaya,  
Artista Sarà Lara Almarcegui

martedì 20 novembre 2012

Spagna con Lara Almarcegui



Curata da Octavio Zaya, Lara Almarcegui rappresenterà la Spagna alla Biennale di Venezia 2013

L’artista, che vive in Olanda, agisce in un contesto di ricerca sull’ambiente e le città.

La notizia è uscita sul sito di http://www.abc.es/20121025/cultura-arte/abci-almarcegui-201210242124.html

giovedì 9 giugno 2011

Mercoledì 1 Giugno - è opening!





Sotto una leggera pioggerellina, finalmente sono stati aperti i Giardini e l’Arsenale, dopo mesi di discussioni si possono vedere le opere di cui tanto si è parlato.

Ho fatto subito un giro all'Arsenale dove la sezione delle corderie cura da Bice Curiger è piacevole ma un poco monocorde, nei prossimi testi un approfondimento sulle singole opere, tra cui la bella installazione della Monica Bonvincini e lo spazio cromatico di James Turrel.

L’Italia ha offerto un’immagine veramente discutibile, in cui l'assemblaggio delle opere, molto simili a quelle di una fiera paesana, sicuramente non valorizza e appesantisce tutto.

La situazione è ancora molto confusa, stanno ancora montando diverse opere, stampa internazionale guarda un poco perplessa il caos espositivo.

Viene immediato il confronto col vicino padiglione dei paesi dell’America Latina che presenta un’ampi collettiva internazionale per ricordare il Bicentenario dell’Indipendenza latinoamericana, in uno spazio molto più limitato ma gestito in modo più armonico ed elegante.

Grande attenzione per gli Emirati Arabi Uniti, in pompa magna con le donne chiuse nei loro abiti che fanno da segreteria.

Piacevole il Padiglione dell’Argentina con le opere di Adrián Villar Rojas e il Cile con Fernando Prats.

Il Padiglione dell'India lascia un poco perplessi come quello delle pruderie dalla Croazia.

Ora armato di un ombrello vado nei Giardini.

I Giardini sono stracolmi di persone, molti sono i padiglioni che hanno coda.

Per fortuna che il tempo migliora e si può stare senza ombrello.

Pensavo che il Padiglione Esposizione potesse essere migliore dell'Arsenale, ma non è proprio così, il progetto di Bice Curiger è un po' monotono, svizzero, pulito, ordinato, ma nulla di particolarmente interessante.

L'idea di mettere i tre lavori antichi penalizza di molto i lavori presenti, che paiono pallidi studi ma approfondiremo meglio poi.

I padiglioni sono molto diversi alcuni troppo concettuali, Spagna, Olanda e Belgio, altri troppo matericamente ripetitivi.

Va beh li passiamo tutti in rassegna nello specifico prossimamente.

Fino ad ora nulla di esaltante.

giovedì 25 dicembre 1975

Padiglione Spagna storia / history




Il primo che si incrocia entrando è quello della Spagna, l’edificio fu realizzato da Francisco Javier de Luque y Lopez nel 1922, rinnovato da Joaquin Vaquero Palacios nel 1952


2013 — Lara Almarcegui ( Curatore Octavio Zaya)
2011 — Dora García (Curatore Katya García-Antón)
2009 — Miquel Barceló (Curatore Enrique Juncosa)
2007 — Manuel Vilariño, José Luis Guerín, "Los Torreznos", Rubén Ramos (Curatore Alberto Ruiz de Samaniego)
2005 — Antoni Muntadas (Curatore Bartomeu Marí)
2003 — Santiago Sierra (Curatore Rosa Martínez)
2001 — Ana Laura Aláez, Javier Pérez (Curatore Estrella de Diego)
1999 — Manolo Valdés, Esther Ferrer
1997 —
1995 —
1993 — Antoni Tàpies
1990 —
1988 — Susana Solano
1984 — Antoni Clavé
1958 — Eduardo Chillida