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Visualizzazione post con etichetta Ca' Pesaro. Mostra tutti i post
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lunedì 10 giugno 2019

Arshile Gorky a Ca' Pesaro


 


Fra le tante proposte in corso in questi mesi a Venezia da non perdere la mostra in corso a Ca’ Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, sulla pittura di Arshile Gorky.


Un progetto che con 80 dipinti, fra cui alcuni autentici capolavori, e diversi disegni, percorre la breve e intensa espressione artistica di questo complesso artista armeno.

Curata da Edith Devaney e Gabriella Belli si sviluppa in un percorso tematico che affascina su alcuni aspetti come il paesaggio e la figura umana.
  











lunedì 28 gennaio 2019

Arshile Gorky a Ca' Pesaro





Nell’anno della Biennale di Venezia la Fondazione Musei Civici di Venezia presenterà una importante mostra dedicata a Arshile Gorky negli spazi di Ca’ Pesaro. Si tratterà della prima retrospettiva italiana su questo artista considerato una delle figure chiave dell’arte americana del XX secolo.

La mostra prenderà in considerazione le tappe della straordinaria carriera di Gorky dai primi lavori degli anni Venti, in cui il suo approccio alla pittura è fortemente connotato dal rapporto con le composizioni di Cézanne, passando per i punti più alti del suo studio da autodidatta dei maestri e dei movimenti moderni, fino ad arrivare alla fase in cui tutti questi stimoli confluiscono in una potente e singolarissima visione.

Arshile Gorky: 1904-1948 si propone di evidenziare come, sin dalle fasi precoci della sua carriera, quando è apparentemente soggiogato dal lavoro dei grandi maestri del passato, la voce artistica di Gorky sia già presente, e vada rafforzandosi mano a mano che il suo lavoro progredisce. La sezione finale della rassegna mostrerà con quale forza l’energia pittorica e l’immaginazione di Gorky si uniscano ad un rinnovato incontro con la natura, nei paesaggi della Virginia e del Connecticut, durante le estati del 1942-45. Una selezione di questi capolavori maturi, con la loro gamma di surreale, di astratto, di figurativo, rivela un artista al culmine del suo straordinario potere creativo. La qualità inimitabile delle ultime opere fu riconosciuta dal poeta surrealista André Breton che, nella prefazione al catalogo di una mostra di Gorky del 1945, la descrisse come un “ibrido”, riconoscendo la complessità con cui Gorky evocava il mondo naturale, unendolo a una moltitudine di memorie personali e influenze diverse.

Accanto ai dipinti, la mostra includerà una selezione di lavori su carta che dimostrano la mano incredibile di Gorky.

I lavori esposti giungeranno da collezioni internazionali sia istituzionali che private: tra queste la Tate di Londra, la National Gallery of Art di Washington DC, il Whitney Museum of American Art di New York, il Centre Pompidou di Parigi, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, l’Israel Museum di Gerusalemme. In tutto saranno esposte circa 80 opere.

Un catalogo illustrato, con saggi delle curatrici, e testo a fronte in italiano e inglese, accompagnerà la mostra.

Arshile Gorky: 1904-1948 è curata da Gabriella Belli e Edith Devaney.

Gabriella Belli è storica dell’arte e Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Edith Devaney è curatrice alla Royal Academy of Arts di Londra, per la quale ha recentemente curato la fortunata mostra “Abstract Expressionism” (2016) che includeva una galleria dedicata a Arshile Gorky.

La mostra è realizzata in collaborazione con The Arshile Gorky Foundation.




Arshile Gorky
Lago Van, Anatolia Ottomana (attuale Turchia), 15 aprile 1904 – Sherman, Connecticut (Stati Uniti), 12 Luglio 1948.
Nato Vostanik Manoug Adoian, Arshile Gorky si rifugiò negli Stati Uniti insieme alla sorella a 15 anni, per sfuggire al genocidio armeno. Due anni dopo si iscrisse alla New School of Design di Boston, Massachusetts, dove studiò sino al 1924. In quello stesso anno si spostò a New York per insegnare a tempo pieno alla School of Painting and Drawing presso la Grand Central School of Art. Gorky fu uno dei primi artisti a partecipare al Federal Art Project lanciato dal governo americano nel 1935, per il quale dipinse diverse serie di murali al Floyd Bennett Field a Brooklyn e all’aeroporto di Newark. Nel 1935 firmò anche un contratto di tre anni con la Guild Art gallery di New York. La sua prima retrospettiva museale aprì al San Francisco Museum of Modern Art nel 1941. A metà degli anni Quaranta attraversò un periodo produttivo ricco di soddisfazioni personali e artistiche, segnato dalla nascita delle due figlie e dal rapporto felice con la natura.
Nel 1948, a seguito di un periodo di turbamento personale e problemi di salute, Gorky si impiccò in un capanno vicino alla sua casa.

Oltre ad aver dato vita ad un corpus di opere di grande importanza e di immediata riconoscibilità, Gorky ha lasciato in eredità anche una visione unica che lo colloca tra i principali protagonisti nello sviluppo del movimento dell’Espressionismo Astratto. La singolare capacità di Gorky di comprendere e assimilare i diversi movimenti del Novecento lo distinse come figura centrale, tale da influenzare molti altri artisti, a partire da Willem de Kooning, che lo riconobbe come forza trainante tra i pittori del suo tempo, fino a Cy Twombly, Helen Frankenthaler, Jack Whitten.



Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia ha sede nel magnifico palazzo di Ca’ Pesaro, sorto nella seconda metà del XVII secolo per volontà della famiglia Pesaro, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena.
Il Palazzo viene donato nel 1898 alla città dalla sua ultima proprietaria, la Duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, al fine di creare il primo centro di produzione ed esposizione dell’arte moderna a Venezia. Nata nel 1902 per volontà del Comune, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna accoglie le opere acquisite alle Biennali di Venezia e, tra il 1908 e il 1924, le storiche Mostre Bevilacqua La Masa, che favoriscono una giovane generazione di artisti tra cui Umberto Boccioni, Felice Casorati, Gino Rossi, Arturo Martini. La collezione si arricchisce nel tempo attraverso acquisti e donazioni e conta oggi più di 5.000 opere tra pittura, grafica e scultura.

Fin dagli anni settanta Ca’ Pesaro ha ospitato significative rassegne monografiche su autori italiani e stranieri, tra cui Mark Rothko nel 1970 e Robert Rauschenberg nel 1975, e negli anni più recenti ha organizzato numerose esposizioni dedicate ai maestri del ‘900 o a temi interdisciplinari di grande attualità, tra cui “Cy Twombly. Paradise” (2015), “Culture Chanel. La donna che legge” (2016), “William Merritt Chase. Un pittore tra New York e Venezia” (2017), “David Hockney. 82 Ritratti e 1 natura morta” (2017), “Epoca Fiorucci” (2018).

Ca’ Pesaro- Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076, Venezia


sabato 2 maggio 2015

Paradise - Cy Twombly



Tra i massimi maestri della contemporaneità, Cy Twombly (Lexington, Virginia, 1928 – Roma, 2011)torna a Venezia – dove è stato presente alla Biennale per ben cinque volte a partire dal 1964, l’ultima delle quali nel 2001 dove ottiene il Leone d’Oro – con un’importante mostra monografica curata da Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith.
La rassegna, realizzata in collaborazione con la Cy Twombly Foundation di New York, il coordinamento scientifico di Gabriella Belli e il progetto di allestimento di Daniela Ferretti, approda a Ca’ Pesaro come un cammeo prezioso: l’inedita testimonianza di un lavoro che si rigenera a ogni sua apparizione, in un continuum emozionale, e di un artista che non finisce di stupire “per la straordinaria intelligenza visiva e l’acuta sensibilità verso tutte le forme della bellezza, fisica, naturale e artistica”, come scrive Philip Larratt-Smith nel catalogo (ed Damiani).
Cy Twombly Paradise è un percorso iniziatico che attraversa sessant’anni della produzione di Twombly pittore e scultore e della sua indefessa creatività, che a Venezia ritrova – in un contesto culturale che mantiene sempre altissima l’attenzione del pubblico verso i grandi maestri – una nuova prospettiva sui misteri e le rivelazioni dell’arte di Twombly.
L’opera di Cy Twombly, scomparso nel 2011, ruota intorno ai temi universali di amore, arte, bellezza e morte, tuttavia la peculiarità della sua visione artistica, la sua prospettiva del mondo ne offrono un’interpretazione straordinariamente originale. Come molti della sua generazione, Twombly ha reagito contro la tendenza pittorica dominante dell’Espressionismo Astratto, ma a differenza di altri, indirizzati verso l’immaginario Pop e il Neodadaismo, egli ha operato una sintesi tra i lasciti e le tecniche consolidate dell’astrazione gestuale e la tradizione della pittura europea.
L’innovativo uso del linguaggio, l’ampio raggio di allusioni e riferimenti aprono il suo lavoro alla storia, alla letteratura e alla filosofia; rendendo labili i confini tra pittura, disegno e scrittura, preservando allo stesso tempo un alto grado di astrazione.
L’amore per il vernacolo è controbilanciato da una raffinatezza e una profonda conoscenza culturale. Invero, il suo lavoro oscilla tra binomi opposti: ragione e passione, rappresentazione e astrazione, apollineo e dionisiaco, sessualità e intelletto, passato e presente, immaginazione e osservazione, lucidità e frenesia. Dunque, la sessualità esuberante, il richiamo a un passato arcadico in cui corpo e mente sono armoniosamente unificati, il ricorrere nei lavori di parole, frasi, poesie e, soprattutto, l’astrazione gestuale di Twombly – che ha realizzato disegni al buio, ha dipinto con la mano sinistra, ha aumentato l’estensione del pennello, fissandolo a lunghi bastoni, come strategia cosciente per dimenticare la formazione artistica e perdere il controllo del mezzo tecnico – sono solo alcuni dei temi della sua ricerca creativa, ripercorsa nelle sale monumentali di Ca’ Pesaro.
In mostra, dalle pitture murali su legno datate 1951 si giunge, in un percorso ricco di visioni e richiami,a una selezione degli ultimissimi lavori di Twombly realizzati nel 2011, quando l’artista era al limite fisico della vecchiaia: otto tele di cerchi gestuali barocchi, in giallo, rosso e arancione su un fondo verde brillante (metà margarita, metà key lime); eccentriche pennellate circolari – tra i motivi chiave dell’artista – strette in alcuni punti e più ampie e libere in altri, per generare “una sensazione d’energia radiante e di frenesia controllata”.
I suoi segni caratteristici, elidenti intenzionalmente dipinti, disegni e scritte, coesistono con gocce, spruzzi e sbavature occasionali lasciate colare sulla superficie, rivelandone il processo creativo”. Create poche settimane e addirittura pochi giorni prima della sua scomparsa, queste superfici lucide e ipnotiche – quattro delle quali esposte in questa occasione – sono state le ultime dipinte dall’artista american o.
Per Twombly l’arte è il “paradiso terrestre”, dove le esperienze e le emozioni del passato sono recuperate e trasfigurate nel presente. L’amore in tutte le sue manifestazioni – erotico, intellettuale, platonico, romantico, amore per la cultura, amore per la vita – è il principio animatore dei suoi dipinti, disegni e sculture. La sua arte è la misteriosa, perfetta unione tra sogno e veglia, passato irrecuperabile e presente percepibile attraverso i sensi, ardore intellettuale e capacità di amare: paradiso riconquistato.
La mostra è organizzata con il supporto della Gagosian Gallery.
In collaborazione con Cy Twombly Foundation
Con il supporto di Gagosian Gallery

A cura di Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith
Coordinamento scientifico: Gabriella Belli
Progetto di allestimento: Daniela Ferretti

mercoledì 17 aprile 2013

Venezia, non solo Biennale - Tantissime proposte per la stagione culturale ed artistica dei Musei Veneziani



Finalmente i primi caldi stanno arrivando e con loro la voglia di uscire e girovagare per il nostro meraviglioso paese. Come sempre una delle tappe più suggestive è Venezia che quest’anno offrirà per tutti gli appassionati di arte una nuova interessante edizione della Biennale delle Arti Visive, ma non solo. 

I tanti musei veneziani, riuniti nella Fondazione Musei Civici di Venezia, propongono sempre un ricco programma d’arte, che comprende il lontano e nobile passato ma anche il dinamico presente, vediamo alcune delle più allettanti proposte in corso o che si avvieranno quest’anno. 

Iniziamo da Ca’ Pesaro e dal Palazzo Mocenigo, che hanno subito un ampliamento, con interventi conservativi e restyling dei percorsi museali a cura di Pierluigi Pizzi. 

Nel primo è in corso una mostra su Birolli, Deluigi, Santomaso e Vedova. 

Seguirà “Nel segno di Ileana Sonnabend” che, nell’ambito di un rinnovato percorso permanente a Ca’ Pesaro, ricorderà, a partire dal 1 Giugno, quella che fu forse la più grande scopritrice di talenti artistici della seconda metà del XX secolo insieme a Peggy Guggenheim. 30 eccezionali capolavori della Sonnabend Collection di New York – Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Richard Serra, Jeff Koons, Roy Lichtenstein, ecc. Opere che arricchiranno il percorso museale, concessi in deposito a lungo termine alla Fondazione Musei Civici di Venezia, dopo essere stati esposti al MADRE di Napoli, insieme al grande Rauschenberg “Interior”, giunto direttamente da New York: una ricchezza d’inestimabile valore culturale per la città lagunare. 

Non sarà meno impegnativa sul fronte delle esposizioni temporanee la stagione autunnale, quando prenderà avvio un altro prestigioso appuntamento con l’arte del secondo Novecento e con la personalità eccezionale di Giuseppe Panza di Biumo. “The Panza Collection”, curata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con il MOCA di Los Angeles, il Salomon R. Guggenheim Museum di New York e The Panza Collection di Lugano, porterà in Italia dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014 una selezione di capolavori della pop art, della minimal e dell’arte concettuale e la parte forse più sconosciuta al pubblico italiano della straordinaria raccolta di questo lungimirante e sensibile collezionista. 

Appena finiscono i lavori per il rinnovato Palazzo Mocenigo, prenderà spazio la moda con l’evento “Di forme e di stili” a cura di Chiara Squarcina (30 novembre 2013/27 aprile 2014), che ci farà ripercorrere con importanti manufatti antichi e talvolta pezzi unici (abiti, tessuti, acconciature e accessori) i costumi, le abitudini e i mutamenti del gusto dal 1750 ad oggi. Per riscoprire, attraversando i grandi avvenimenti della Storia e i diversi movimenti culturali, gli indispensabili elementi del glamour e del fashion. 

Si continua quindi con l’avvio a Ca’ Rezzonico del progetto “Archivi del Vedutismo”, che come prima mostra-studio affronterà l’opera di “Pietro Bellotti” (30 novembre 2013/28 aprile 2014) ricostruendo la vicenda artistica del nipote di Canaletto e fratello minore di Bernardo Bellotto (una trentina d’opere in gran parte mai esposte prima d’ora in Italia, a cura di Albero Craievich) e con la spettacolare mostra allestita al Museo Correr sul suggestivo universo delle immagini urbane dagli inizi del Quattrocento al Settecento. Cesare De Seta sarà infatti il curatore–narratore di un percorso evocativo che tra utopia, idealizzazione e resa topografica ricostruirà, con opere di grandi artisti, “L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi” (30 novembre 2013/16 marzo 2014). 

Nel settecentesco Museo Correr attualmente è in corso un mostra su Agatha Ruiz de la Prada, nota stilista e creativa spagnola, a cui seguirà, con il patrocinio del British Council, la prima retrospettiva italiana dedicata a uno dei massimi scultori viventi, Sir “Anthony Caro”, figura cardine nello sviluppo dell’arte plastica del XX secolo: un omaggio promosso in collaborazione con la Fondazione Anthony Caro - commissari Nicholas Serota e Gabriella Belli - al quasi novantenne artista britannico che, con i suoi rivoluzionari assemblaggi, è internazionalmente considerato emblema del nuovo e della modernità in scultura. 

A Palazzo Fortuny, a breve sarà l'occasione dell’esposizione “Tàpies. Lo sguardo dell’artista”, dal 1 Giugno al 24 novembre, a condurci invece nel caleidoscopico mondo del geniale maestro catalano,interprete dell’informale internazionale,a un anno dalla sua scomparsa. Sul lato opposto del Canal Grande c’è Ma è anche il caso di “A very light art” a Ca’ Rezzonico - a cura di Gabriella Belli e Cornelia Lauf, da un’idea di Caterina Tognon che ne cura anche l’organizzazione -dove 7 artisti, partendo dallo straordinario lampadario in vetro di Murano del ‘700 detto Ciocca o Rezzonico, proporranno opere che si appendono, che dondolano, che illuminano fondate sul concetto del decoro e della maestria. Ancora, la suggestione offerta da “Discovering Vedova” promossa su progetto e con la collaborazione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, a cura di Germano Celant, che vedrà alcune magistrali opere del grande maestro veneziano confrontarsi con la storia artistica della città in due luoghi culto della museografia lagunare: Ca’Rezzonico, con le sue visionarie presenze tiepolesche, e il Museo Correr con le eccezionali testimonianze pittoriche tra ‘500 e ‘700 ivi conservate. 

Nel rinnovato Museo del Vetro di Murano - che ha aperto la stagione il 2 febbraio con “Almaric Walter” e la riscoperta della pasta di vetro nella Francia a cavallo tra Otto e Novecento - l’attenzione in primavera, dal18 Maggio al 29 Settembre, si concentrerà sulla vicenda di una vera e propria “dinastia” di Maestri vetrai, “Seguso Vetri d’Arte: 1932/1973”, con un’esposizione frutto della lunga ricerca del belga Marc Hieremans (ma ci sarà anche la personale della polacca Anna Skibska e l’installazione “Camera Oscura: Slides” di Eraldo Mauro dal 1 giugno al 1 dicembre). 

Originali dialoghi tra mondi culturali diversi o tra passato e presente a catturare l’attenzione del pubblico sono proposti con la curiosa mostra “Bestiario Contemporaneo. Fra arte e scienze, artisti italiani della collezione ACACIA” costruita e pensata da Giorgio Verzotti e Gemma De Angelis Testa per il Museo di Storia Naturale di Venezia e la sua collezione permanente (1 giugno/24 ottobre), con l’intento di far dialogare con la collaborazione di Luca Mizzan e Mauro Bon -il mondo scientifico e la cultura naturalistica con le più avanzate espressioni dell’arte contemporanea: da Maurizio Cattelan a Francesco Vezzoli, Nico Vascellari, Vanessa Beecroft e tanti altri.