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Visualizzazione post con etichetta Jimmie Durham. Mostra tutti i post
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mercoledì 10 aprile 2019

Leone d'Oro alla carriera a Jimmie Durham





Sarà Jimmie Durham a ricevere il Leone d’Oro alla carriera nei giorni d'inaugurazione della 58. Esposizione Internazionale d’Artedella Biennale di Venezia.

Jimmie Durham è uno degli artisti più sperimentali e indipendenti della cultura statunitense, con una ricca pratica artistica che ha declinato complesse tematiche in diverse forme espressive.

La cerimonia di premiazione si svolgerà Sabato 11 Maggio 2019 presso Ca 'Giustinian, sede della Biennale di Venezia, quando sarà anche inaugurazione la 58. Esposizione con l’apertura al pubblico del grande evento espositivo.


CS

Sarà attribuito all’artista Jimmie Durham il Leone d’Oro alla carriera della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Curatore della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, Ralph Rugoff.

JIMMIE DURHAM
Artista, performer, saggista e poeta, Jimmie Durham (Stati Uniti, 1940) ha partecipato a diverse edizioni della Biennale Arte (1999, 2001, 2003, 2005, 2013) e a varie mostre internazionali tra cui Documenta (1992, 2012), Whitney Biennial of New York (1993, 2003, 2014), la Biennale di Istanbul (1997, 2013) e molte altre mostre collettive.

Oltre alle personali in diversi musei del mondo - Hammer Museum di Los Angeles (2017-2018), MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma (2016), Serpentine Gallery di Londra (2015), Neuer Berliner Kunstverein (nbk) (2015), Fondazione Querini Stampalia di Venezia (2015), Museo Madre di Napoli (2008, 2012), Palais des Beaux-Arts a Bruxelles (1993), ICA di Londra - gli sono state dedicate delle retrospettive al Museum of Contemporary Art di Anversa (2012), al Musée d'Art moderne de la Ville de Paris (2009), al MAC di Marsiglia e al Gemeentemuseum a L'Aia (2003).

Nel 2017 una nuova retrospettiva della sua opera dagli anni '70 a oggi è stata esposta all'Hammer Museum a Los Angeles, al Walker Art Center a Minneapolis, al Whitney Museum of American Art a New York e al Remai Modern a Saskatoon.

Nel 2016 ha ricevuto l’Imperial Ring della città di Goslar (Goslarer Kaiserring) e nel 2017 il Premio Robert Rauschenberg.

Tra le sue pubblicazioni più note figurano due raccolte di saggi: A Certain Lack of Coherence (1993, Kala Press, London) e Waiting To Be Interrupted (2014 Mousse Publishing, Milano); e due libri di poesie: Columbus Day (1985, West End Press, Albuquerque) e Poems That Do Not Go Together (2012, Wiens Verlag and Edition Hansjörg Mayer).

Foto: William Nicholson

LA MOTIVAZIONE
Nel proporre questo nome Ralph Rugoff ha espresso la seguente motivazione:

«Ho indicato Jimmie Durham per il Leone d'Oro alla carriera della 58. Esposizione Internazionale d'Arte per i notevoli risultati in campo artistico che ha raggiunto negli ultimi sessant’anni e, in particolare, per il suo modo di fare arte che allo stesso tempo sa essere critica, divertente e profondamente umanistica.

La prima personale di Durham, artista, performer, saggista e poeta, si tenne nel 1965 (forse, a questo punto, dovremmo assegnargli due premi alla carriera). La sua pratica eterogenea va dal disegno al collage, dalla fotografia al video, anche se le sue opere più note sono le costruzioni scultoree, spesso realizzate con materiali naturali e oggetti d’uso quotidiano di scarso valore che evocano storie particolari.

Le sue sculture sono spesso accompagnate da testi che commentano in modo scanzonato ma incisivo le prospettive e i pregiudizi eurocentrici. Il suo lavoro, che denuncia con insistenza i limiti del razionalismo occidentale e la futilità della violenza, si è soffermato spesso anche sull'oppressione e sui fraintendimenti perpetrati dai poteri coloniali ai danni delle diverse popolazioni etniche di tutto il mondo. Se da una parte Durham tratta questo materiale con grande abilità e leggerezza, dall’altra produce anche critiche taglienti cariche di perspicacia e arguzia, distruggendo con sagacia i concetti riduttivi di autenticità.

Da cinquant’anni a questa parte Durham trova modi sempre nuovi, intelligenti ed efficaci per far fronte alle forze politiche e sociali che plasmano da sempre il mondo in cui viviamo. Allo stesso tempo, i suoi contributi in campo artistico sono considerati eccezionali per la loro originalità formale e concettuale, per la disinvoltura con cui egli sa fondere tra loro parti dissonanti e prospettive alternative e per la loro irrefrenabile giocosità. Le sue opere ci commuovono e ci deliziano in modo del tutto imprevedibile. Tutto ciò che l’artista realizza ci ricorda che "l’empatia fa parte dell'immaginazione e l'immaginazione è il motore dell'intelligenza", per citare le sue stesse parole. Quell'intelligenza profondamente empatica si irradia dalle sue opere come invisibili raggi di luce, che illuminano e cambiano il modo di vedere di tutti coloro che abbiano la fortuna di imbattersi in esse.»

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE
Il riconoscimento a Jimmie Durham sarà consegnato sabato 11 maggio 2019 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, nel corso della cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2019, che aprirà al pubblico nello stesso giorno alle ore 10.

venerdì 5 giugno 2015

Incroci di storie - Mostre alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia




La fondazione Querini Stampalia propone in questa stagione una serie di esposizioni che toccano alcuni temi in sintonia con la complessa tematica della Biennale di Arti Visive.


Al piano terra Jimmie Durham assembla, in modo affasciante, dopo quattro anni di ricerca, una serie di oggetti, di varia quotidianità veneziana, rileggendoli nella sua cifra di libertà, miscelando la realtà produttiva con le sensazioni visive.

Un progetto che assembla il lavoro impercettibile di artigiani locali, alcuni di origine extra-europea, che sono diventati parti del paesaggio di sussistenza del territorio, presenze invisibili, che l’artista recupera e rende centrali, trasformando degli scarti in oggetti compiuti.


Al piano superiore il bel lavoro del duo premiati da Furla, Maria Iorio & Raphaël Cuomo. Una serie di tessuti in bilico fra rappresentazione e limite, affiancato da una serie di testimonianze di chi vive l’ esperienza del lavoro come immigrato, come ancora oggi capita a molti italiana.



I vincitori della decima edizione del Premio Furla, offrono un’analisi in forma visiva sui fenomeni d’emigrazione “economica” italiana caratterizzati da discriminazioni e xenofobia, e dall’utilizzo della strategia del “rischio sanitario” come mezzo di controllo del movimento d’emigrazione e di legittimazione da frontiera. Un procedimento normativo, quest’ultimo, incarnato in maniera eloquente nel lavoro di Iorio & Cuomo dall’edificio d’influenza modernista usato a Briga come centro di controllo medico dei migranti fino alla metà degli anni Novanta. Attraverso un film e un sistema spaziale Maria Iorio & Raphaël Cuomo leggono e ritrascrivono questo caso storico senza cedere a tentazioni meramente documentaristiche, andando piuttosto a svelarne la struttura replicabile che lo sostiene e la sua logica.



Conclude la serie di proposte l' articolata mostra di Grisha Bruskin, un complesso lavoro sul tema dell' interpretazioni di antichi testi. Un misterioso alfabeto costituito da 160 personaggi fra realtà, fantasia, epica e storia.


Si tratta del progetto “Alefbet” composto da cinque grandi arazzi (2,80m x 2,10) che rappresentano il cuore della rassegna, cui si giunge tuttavia esaminando in precedenza i disegni preparatori dell’artista, i gouaches e 6 straordinari dipinti, ossia le diverse tappe in cui si è articolato questo complesso e affascinante “archivio del segno”.

giovedì 9 aprile 2015

Venice: Objects, Work and Tourism



Every city in the world seems to have a ‘Rialto’ theater and many also have nightclubs or cabarets called ‘Lido,’ as though Venice were the symbol of something important about the ‘good life.’ For the past three hundred years, this Italian port has been one of the undisputed highlights of the European tourist circuit, the real end-point of the so-called Grand Tour. Today this translates into thousands of people streaming in daily on the big cruise liners, and many more arriving in big planes too – tourists who may come for only half a day, a mere pit stop on their modern-day version of the ‘Grand Tour’.

Bigger and deeper canals are continually being built to accommodate bigger cruise ships. The same refrain has been repeated for 35 years: that Venice is being wrecked by the ever-increasing stream of tourists, and every year that goes by this complaint continues to ring true despite the tourists are also one of the main drivers for the city’s economy.

The clichéd tourist experience remains an easy target for mockery. Tourists are regarded as a strange phenomenon; they are constantly discredited and laughed at in a way that fails to recognize the object of their desire: an intrinsic part of cultural knowledge and experience. Meanwhile, the European cultural and intellectual world is also constantly converging in troubled Venice. According to Jimmie Durham, "curators, architects, filmmakers and artists also make their pilgrimage to attend the Biennales, which means that European intellectual thought is inseparable from both European tourism and from the man-made object." Moreover, he says, "the romantic vision of Venice held by tourists and European intellectuals alike excludes the vital reality of Venice’s working class. These people are constantly remaking the city; keeping it from falling into ruins, recreating it in front of everyone’s eyes."

Four years ago Jimmie Durham was invited by the Fondazione Querini Stampalia and began talking to people in and around Venice who work as boat builders, glass blowers, goldbeaters, woodcarvers, as well as people who work in restaurants and various administrative positions. He talked to all different kinds of workers and gathered their stories. He found that many came from countries such as Senegal, Tunisia and Bangladesh, and that they prefer to remain an invisible element of the local economy.


In May of 2015, during the 56th International Art Exhibition of Venice Biennale, Durham will present Venice: Objects, Work and Tourism. The installation at the Spazio Carlo Scarpa will feature new objects formed from unexpected combinations: broken glass collected over the years alongside brightly colored paint, three-hundred year old venetian bricks posed against elements from the tourist industry and everyday commerce of Venice. This work is not intended as a monument, but rather as a vehicle for dialogue that addresses the complex melding of these ideas: tourism, the social imaginary of Venice, labor, and the man-made object.

The exhibition will be accompanied by an artist book conceived as integral part of a single project. In this book, Durham has compiled writings and images – of objects he has assembled, as well as images of people and scenes of Venice – as well his analysis of the underlying connections between the tourism industries, the stories of local workers and Venice’s history. For Durham, "Venice is the embodiment of this confluence: a place where object becomes most evident as the cornerstone of cultural and intellectual life, and a place where this seemingly static symbol of culture and intellectuality is constantly being modeled and refined through handling and everyday labor."

Venice: Objects, Work and Tourism is a project curated by Chiara Bertola born from the collaboration between Fondazione Querini Stampalia and kurimanzutto, Mexico City, with the support of FURLA Foundation, Bologna; Dena Foundation, Paris; ZERYNTHIA Associazione per l’Arte Contemporanea, Rome




The Artist

Jimmie Durham, born 1940 in the US, is an artist, essayist and poet since the early 60s. He studied
art starting in 1969 at L’École des Beaux-Arts in Geneva. During the 70s he was a leading political
activist of the American Indian Movement and founder of the International Indian Treaty Council and
representative to the United Nations.
Durham’s works often, but not exclusively, challenge the idea of architecture, monumental works
and narration of national identities by deconstructing those stereotypes and prejudices on which the
Western culture is based.
Durham has taken part in numerous international exhibitions such as Documenta (1992, 2012),
Whitney Biennial of New York (1993, 2003, 2014) and the Venice Biennial (1999, 2001, 2003,
2005, 2013). Besides multiple shows at different Museums like Museum Ludwig in Cologne, ICA in
London, Palais des Beaux-Arts in Brussels and Madre Museum in Napoli, retrospectives of his oeuvre
were shown at MuHKA in Antwerp (2012) and Musée d’Art moderne de la Ville de Paris (2009).
In 2003 Jimmie Durham was the special guest of the ninth edition of the Furla Art Award with the
creation of the graphic design Add Fire.
Publications:
1993 A Certain Lack of Coherence, collected essays, Kala Press, London
2014 Waiting To Be Interrupted, collected essays, Mousse Publishing, Milano
1985 Columbus Day, a book of poems, West End Press, Albuquerque.
2012 Poems That Do Not Go Together, a book of poems, Wiens Verlag and Edition Hansjörg Mayer.
Further publications:
1996 Der Verführer und der Steinerne Gast, Springer, Vienna
1998 Between the Furniture and the Building: Between a Rock and a Hard Place, Walter König,
Cologne
2001 Stoneheart, CCA, Kitakyushyu
2004 Jimmie Durham, Edizione Charta, Milano
2005 The Second Particle Wave Theory, University of Sunderland and the Banff Centre
1995 Jimmie Durham, a comprehensive survey of his art, Phaidon
2009 catalogue Pierres rejetées, Musée d’Art moderne de la Ville de Paris (retrospective)
2012 catalogue A Matter of Life and Death and Singing, MuHKA Antwerp (retrospective)
Technical information

Title
Jimmie Durham
Venice: Objects, Work and Tourism

Curator
Chiara Bertola

Promoters
Fondazione Querini Stampalia, Venice