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Visualizzazione post con etichetta Massimiliano Gioni. Mostra tutti i post
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martedì 22 ottobre 2013

Domani Meetings on Art al Teatro della Biennale


la Biennale di Venezia / 55. Esposizione Internazionale d’Arte
Il Palazzo Enciclopedico
 
Meetings on Art
 
Hans Belting, Georges Didi-Huberman, Andrea Pinotti
e Massimiliano Gioni 
“Immagine-Mondo”. Antropologia delle immagini e storia dell’arte
 
 Mercoledì 23 ottobre, ore 17.00
Venezia, Arsenale, Teatro Piccolo
Ingresso gratuito
 
Venezia, 17 ottobre 2013 Continuano i Meetings on Art con un incontro dal titolo “Immagine-Mondo”.  Antropologia delle immagini e storia dell’arte, in programma mercoledì 23 ottobre alle ore 17 presso il Teatro Piccolo (Arsenale) a ingresso gratuito. I celebri storici dell’arte Hans Belting, Georges Didi-Huberman e il docente di Estetica Andrea Pinotti converseranno con il curatore della 55. Esposizione Massimiliano Gioni su temi legati all’antropologia delle immagini e storia dell’arte.
 
Gli storici dell’arte Hans Belting e Georges Didi-Huberman, ciascuno a suo modo, hanno inaugurato nuovi percorsi nella storia dell’arte incoraggiando una riflessione che va al di là delle distinzioni canoniche tra arte e non arte, immagini e opere, tra storia dell’arte e antropologia. In questa conferenza i due studiosi discutono insieme al Professor Pinotti e a Massimiliano Gioni i loro recenti studi e le implicazioni storiografiche e critiche sollevate dalla 55. Esposizione Il Palazzo Enciclopedico. Mescolando opere e immagini provenienti da diverse discipline, contesti e periodi storici, la Mostra Internazionale trae ispirazione dagli scritti e dalle teorie di Belting e Didi-Huberman i quali forniscono chiavi interpretative per analizzare e interpretare il nostro presente sempre più soffocato dalla proliferazione delle immagini.
 
I Meetings on Art sono una serie di incontri, proiezioni e dibattiti organizzati dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, nel quadro della 55. Esposizione Internazionale d’Arte Il Palazzo Enciclopedico curata da Massimiliano Gioni. L’obiettivo dei Meetings e del 2. Convegno ‘Archivi e Mostre’ (15-16 novembre 2013) è quello di approfondire e sviluppare i temi, le intuizioni e le suggestioni proposte dalle manifestazioni della Biennale e di aprire uno spazio di riflessione all’interno della manifestazione. Gli appuntamenti, organizzati negli spazi di Mostra, si rivolgono direttamente al numeroso pubblico della Biennale Arte composto, oltre che da addetti ai lavori, da appassionati, studenti e visitatori di ogni età, formazione e provenienza.
 
Il programma potrà subire integrazioni e modifiche che saranno tempestivamente comunicate. L’incontro del 23 ottobre è ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
 
 
Hans Belting (1935) è storico dell'arte e studioso di teoria delle immagini. I suoi numerosi libri e saggi hanno indagato molteplici periodi storici, con particolare attenzione dedicata alla storia dell'arte medioevale e rinascimentale e con frequenti incursioni nella storia dell'arte contemporanea e nello studio della società delle immagini. Belting ha rivestito importanti incarichi accademici: ha insegnato alle università di Amburgo, Heidelberg e Monaco; ha tenuto corsi a Harvard e alla Columbia University e ha fondato la cattedra di Estetica e Teoria dei Media presso l'Università dei Nuovi Media di Karlsruhe. Ha ricevuto molti riconoscimenti accademici tra cui borse di studio del Getty Institute ed è stato a capo del Colleges de France a Parigi e ha ricevuto una laurea honoris causa dal prestigioso Courtauld Institute di Londra. Tra i suoi libri più celebri, Il Culto delle Immagini (Carocci Editore, 2001), studio fondamentale sulle icone e - più in generale - sul potere delle immagini; I canoni dello sguardo (Bollati Boringhieri, 2010), un'indagine sui rapporti tra cultura visiva in Oriente e Occidente; e il recente Antropologia delle immagini (Carocci Editore, 2011) in cui Belting traccia le coordinate di una nuova disciplina che supera e integra la storia dell'arte tradizionale, indagando le relazioni che legano corpi, immagini e media nella cultura contemporanea e nella storia dell'umanità.

Georges Didi-Huberman (1953) è storico dell'arte e filosofo. L'opera multiforme e prolifica di Didi-Huberman ha segnato in maniera radicale la recente storiografia dell'arte e la teoria delle immagini. Didi-Huberman ha dedicato gran parte della sua ricerca all’interpretazione del pensiero di Aby Warburg, celebre storico dell'arte e bibliofilo, fondatore dell'omonimo istituto di storia dell'arte ad Amburgo. Didi-Huberman insegna all’École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti e borse di ricerca: è stato ricercatore all'Accademia di Francia presso Villa Medici a Roma e presso la Fondazione Berenson a Villa I Tatti a Firenze. Con il libro Come le lucciole (Bollati Boringhieri, 2010), sul pensiero e la scrittura di Pier Paolo Pasolini, Didi-Huberman ha vinto il Premio Napoli. Tra i suoi libri più celebri, L'immagine aperta. Motivi dell'incarnazione nelle arti visive (Mondadori, 2008), Storia dell'arte e anacronismo delle immagini (Bollati Boringhieri, 2007), Immagini malgrado tutto (Raffaello Cortina Editore, 2005) e Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà (Einaudi, 2001). Didi-Huberman ha anche curato la mostra Atlas presso il Museo Reina Sofia di Madrid.
 
Andrea Pinotti (1967) insegna Estetica all’Università degli Studi di Milano ed è Directeur de Programme presso il Collège International de Philosophie di Parigi. Si interessa dei rapporti fra filosofia e storia delle arti visive, delle teorie dell’immagine, della cultura visuale. È stato fellow all’Italian Academy della Columbia University, al Warburg Institute di Londra, allo Zentrum für Literatur - und Kulturforschung di Berlino, e visiting professor all’EHESS di Parigi e all’Université Jean Moulin Lyon-3.
Fra le sue pubblicazioni ricordiamo i volumi: Estetica della pittura (il Mulino, 2007); Il rovescio dell’immagine. Destra e sinistra nell’arte (Tre Lune, 2010); Empatia. Storia di un’idea da Platone al postumano (Laterza, 2011). Con Antonio Somaini ha curato l’antologia Teorie dell’immagine. Il dibattito contemporaneo (Raffaello Cortina, 2009) e il reader di Walter Benjamin, Aura e choc. Saggi sulla teoria dei media (Einaudi, 2012). Esce in questi giorni in libreria il volume, curato insieme con Salvatore Tedesco, Estetica e scienze della vita. Morfologia, biologia teoretica, evo-devo (Raffaello Cortina, 2013).
 
 
PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

“Intervista con Maria Lassnig”
Regista: Jacqueline Kaess-Farquet
Giardini, Biblioteca dell’ASAC al Padiglione Centrale
Venerdì 11 ottobre, ore 15.00

“Intorno a Marisa. Le opere, gli amici e le parole di Marisa Merz”
Un film di Simona Confalonieri
Autore: Azalea Seratoni
Giardini, Biblioteca dell’ASAC al Padiglione Centrale
Sabato 12 ottobre, ore 15.00

“Immagine-Mondo” (Image-Worlds)
Antropologia delle immagini e storia dell’arte (Anthropology of images and history of art)
Hans Belting, Georges Didi-Huberman, Andrea Pinotti
Arsenale, Teatro Piccolo
Mercoledì 23 ottobre, ore 17.00  (ingresso gratuito)

“L’esistenza è altrove” (Existence is elsewhere)
Il mito dell’artista autodidatta – The myths of the outsider
Lynn Cooke, Ralph Rugoff
Arsenale, Teatro Piccolo
Sabato 2 novembre, ore 17.00  (ingresso gratuito)

2. Convegno Internazionale “Archivi e Mostre”
Arsenale, Teatro Piccolo
Venerdì 15 novembre, ore 11 – 18 | Sabato 16 novembre, ore 9.30 – 13.30
(ingresso gratuito)

“Musei e Biennali” (Museums and Biennales)
Arsenale, Teatro alle Tese

Domenica 24 novembre, ore 15.00

domenica 2 giugno 2013

La Biennale apre i battenti! - Le prime immagini e le prime impressioni della kermesse veneziana



Il lavoro di Massimiliano Gioni proposto alla Biennale di Venezia è un tentativo di fuga (ma forse anche di ghettizzazione) di una creatività che voleva stare fuori e che si ritrova (malgrado) all’interno di un sistema di ordine e di gestione. 


La fuga potrebbe essere letta come speranza di libertà ma c’è il rischio che scappando si arrivi all’appuntamento di Samarcanda. 

Il materiale è sicuramente molto interessante, in certi casi emozionante. 

Forse il sistema di fruizione complesso (come tutti questi “mega” eventi) è corrosivo, ma lo sappiamo e attiviamo quella serenità consapevole che rilassa il godimento. 

Su questo forse si poteva agire con una maggiore delicatezza di allestimento con un tentativo di pacatezza e profondità, che in generale aleggia, ma non si stabilizza. 

Nel complesso la varietà di percorsi è uno stimolo che ognuno di noi deve accogliere nell’accezione di riconsiderazione di valori, senza però cadere nel “buonismo/pietismo”, vivere ogni opera come un’incontro (anche incomprensibile) di seg(ni)menti di vita. 

C’è la lama che questa rivalutazione del “marginalizzato” rischia di promuovere chi non lo è ma produce identici (se non peggiori) manufatti. 

Nel complesso una discreta mostra, che sicuramente soddisferà i tanti palati articolati dell’arte, forse non sazierà ma può dare consolazione. 

Andateci e fateci avere i vostri commenti. 


Roberto Cuoghi 

Paweł Althamer 

Robert Crumb

Shinichi Sawada

Otto Piene


Da Equilibriarte.net 29/05/13

lunedì 27 maggio 2013

La grande Arca di Massimiliano Gioni


La grande Arca di Noè, ops versione Massimiliano Gioni, in cui ogni specie d’artista è stato chiamata, sta per salpare.     

Grazie alla piena del sistema dell’arte che, nei prossimi giorni, giunge da tutto il mondo, prenderà il largo, con i suoi soliti flutti di critiche.    

Come sempre centinaia di eventi, mostre, performance, incontri, dibattiti e soprattutto party e rinfreschi, animeranno la settimana dell’arte che ogni due anni è il fulcro di tutto il sistema dell’arte mondiale.     

Copiata ma mai superata, la Biennale di Venezia resta l’evento unico, irripetibile.    

Per la città, Venezia che è già unica in sé, per la sensazione cosmopolita dei padiglioni, vera caratterizzazione di questo evento, per cui occasione di sorpresa in un panorama di sempre più banali mostre a scadenze biennali che nulla hanno con questa reale diversità di proposte.    
Per la vastità di eventi e occasioni che coprono ogni forma creativa da ogni angolo del pianeta.    


Pronti per viverla? 

giovedì 23 maggio 2013

Articoli... ora il New York Times


Ora è la volta del New York Times a scrivere un articolo sulla Biennale, 

L'attenzione mediatica sta prendendo avvio e come sempre sarà una gran babele di mondo.

mercoledì 22 maggio 2013

La Pinacoteca Agnelli supporta in qualità di donor la partecipazione di Cindy Sherman alla 55 Biennale di Venezia, Il Palazzo Enciclopedico


La Pinacoteca Agnelli La Pinacoteca Agnelli inaugurata il 20 settembre 2002, su progetto dell’architetto Renzo Piano, persegue finalità di pubblica utilità in campo culturale, in particolare in ambito artistico e nello studio dell’arte.

In occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, la Biennale di Venezia, Il Palazzo Enciclopedico a cura di Massimiliano Gioni, la Pinacoteca Agnelli sostiene in qualità di donor la partecipazione di Cindy Sherman.

La decisione di supportare la partecipazione di Cindy Sherman per Ginevra Elkann presidente della Pinacoteca Agnelli, è stata molto naturale. Ho sempre ammirato moltissimo la sua arte, il suo interesse per la trasformazione, il travestimento, la recitazione. Sapevo che era interessata all’outsider art, alla subcultura, temi che mi appassionano molto. Quando Massimiliano Gioni mi ha parlato del progetto che Cindy Sherman stava organizzando per la Biennale, sono rimasta colpita. Sento di seguire cosi la missione della Pinacoteca Agnelli legata al tema del collezionismo. Ho la sensazione che questa mostra possa essere la wunderkammer sempre sognata dall’artista.

Al centro dell’Arsenale Cindy Sherman – che nella sua opera ha fatto della maschera la propria ossessione – presenta un progetto, una mostra nella mostra, in cui è messo in scena un personale museo immaginario.  Nel progetto bambole, pupazzi, manichini e idoli si mescolano a collezioni di fotografie, dipinti, sculture, decorazioni religiose e tele disegnate da carcerati che insieme compongono un teatro anatomico nel quale sperimentare e riflettere sul ruolo che le immagini hanno nella rappresentazione e percezione del sé.

La sezione organizzata da Cindy Sherman comprende oltre 200 opere di più di trenta artisti.


Elenco artisti

Enrico Baj
Nato nel 1924, Milano, Italia
Morto nel 2003, Vergiate, Italia

Mirosław Bałka
Nato nel 1958 a Varsavia, Polonia

Hans Bellmer
Nato nel 1902 a Katowice, Polonia
Morto nel 1975 a Parigi, Francia

Vlassis Caniaris
Nato nel 1928 ad Atene, Grecia
Morto el 2011 ad Atene, Grecia

James Castle
Nato nel 1899 a Garden Valley, USA
Morto nel 1977 a Boise, USA

George Condo
Nato nel 1957 a Concord, USA

John DeAndrea
Nato nel 1941 a Denver, USA

Jos De Gruyter and Harald Thys
Nato nel 1965 a Geel, Belgio
Morto 1966 a Wilrijk, Belgio

Jimmie Durham
Nato nel 1940 a Washington, USA

Ex-votos from the Santuario di Romituzzo
Italia, XVI–XIX secolo

Linda Fregni Nagler
Nata nel 1976 a Stoccolma, Svezia

Phyllis Galembo
Nato nel 1952 a New York, USA

Norbert Ghisoland
Nato nel 1878 a La Bouverie, Belgio
Morto nel 1939 a Frameries, Belgio

Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
Nato nel 1942 a Merano, Italia
Nato nel 1942 a Lugo di Romagna, Italia

Robert Gober
Nato nel 1954 a Wallingford, USA
Haitian Vodou Banners

Duane Hanson
Nato nel 1925 in Alexandria, USA
Morto nel 1996 a Boca Raton, USA

Herbert List
Nato nel 1903 a Amburgo, Germania
Morto nel 1975 a Monaco, Germania

Paul McCarthy
Nato nel 1945 a Salt Lake City, USA


mercoledì 27 marzo 2013

Smarriti nel passato per percepire il presente.



Interessante notare come Massimiliano Gioni, nato nel 1973, sia il curatore più giovane che la Biennale abbia avuto e come sia interessato, in questa occasione, più al passato che al presente. 

Una situazione che molto dovrebbe far pensare, uno spirito che pare condiviso da molti artisti che si affacciano sul mondo dell’arte più attenti a riscoprire il passato che ha sperimentare il futuro, soprattutto quando tecnologico e multimediale. Forse questa convivenza con la tecnologia quotidiana dei tanti device rende più affascinante il vecchio bisogno materico e fisico del gesto naturale di un disegno, il fascino di manipolare la creta o di stendere un colore su una ruvida tela. Azioni datate ma ricche di un phatos storico e consequenziale alla tradizione storica. In un presente sempre più dispersivo ritrovare una riconoscibilità storica, anche solo gestuale, rende più forte il proprio riconoscersi. Riconoscersi che proprio nei tanti nomi proposti è una delle costasti proposte dal curatore. Personaggi che della loro individualità hanno fatto il senso unico, incurante di un consenso globale e uniforme. 

Un altro aspetto affascinante è lo slittamento verso una selezione di figure che spesso non sono riconosciute nel ruolo rigoroso di “artisti” ma che hanno agito con una forza più emotiva. 

Molta attesa suscita il progetto di Cindy Sherman che anziché esporsi in una ennesima mostra curerà un “raccolta anatomica” con una selezione di opere di trenta artisti legati dal tema della corporalità 

L’evento quindi pare più un temporaneo museo, una raccolta di sensazioni che il curatore condivide a stimolo presente. Si percepisce ciò anche con molti degli artisti invitati selezionati su opere più di ricerca che di definizione.

giovedì 14 marzo 2013

Un mostra-ricerca - Riflettendo sulla prossima Biennale di Arti Visive



Da poche ore è stato presentato il progetto "il Palazzo Enciclopedico" ideato da Massimiliano Gioni per la prossima edizione della Biennale di Venezia, fra i diversi interventi molto interessante è stato quello del Presidente della Biennale Paolo Baratta, che riportiamo qui sotto. 

"Dal 1998 le Biennali di Arte e di Architettura non sono più solo mostre organizzate per padiglioni nazionali, ma risultano fondate su due grandi pilastri: la mostra per padiglioni nazionali, ciascuno con il suo curatore e il suo progetto, affiancata dalla Mostra Internazionale del curatore della Biennale nominato con questo preciso compito. Un modello di mostra duale che, sperimentato per la prima volta da Achille Bonito Oliva nel 1993, abbiamo fissato definitivamente a partire dal 1998 come la nuova forma permanente della Mostra di Venezia, e per realizzare la quale per necessità strategica dilatammo gli spazi, restaurando l’Arsenale. Il tutto dà vita a una pluralità di voci, e ha dato vita a una storia nuova e assai interessante. 

Nel corso di questi anni nella rappresentazione del contemporaneo è cresciuto il desiderio dei nostri curatori di mettere gli artisti in prospettiva storica o di affinità reciproca, evidenziando legami e relazioni sia col passato sia con altri artisti del presente. Questa tendenza ci ha portato, tra l’altro, a concludere “niente più mostre senza archivi” e a organizzare, in occasione di ogni Biennale, un convegno sul rapporto archivi- mostre. Nello stesso tempo, rispetto all’epoca delle avanguardie, è cresciuta sempre più l’attenzione verso l’intensità della relazione tra l’opera e lo spettatore (viewer) il quale, ancorché scosso da gesti e provocazioni, alla fine ricerca nell’arte l’emozione del dialogo con l’opera, che deve provocare quell’ansia ermeneutica, quel desiderio di andare oltre che ci si attende dall’arte. 

Questo interesse per le relazioni tra artisti, nel tempo e nello spazio, e per il dialogo artista-viewer, hanno ispirato in varia misura le esposizioni come Fare Mondi (Daniel Birnbaum 2009) e ILLUMInazioni (Bice Curiger 2011). Sottolineando quelle relazioni è cresciuto anche l’interesse su quale sia il mondo cui fanno riferimento gli artisti. 

In questa direzione compie un passo decisivo la prossima Biennale che darà vita ad una grande mostra-ricerca. Con Il Palazzo Enciclopedic, Massimiliano Gioni, assai più che portarci un elenco di artisti contemporanei, vuol riflettere sulle loro spinte creative e sembra portare ancora più avanti il quesito: ma qual è il mondo degli artisti? L’interesse prospettico arriva al punto da ricercare relazioni con mondi diversi, per cui sono rappresentate opere di artisti contemporanei, ma anche opere del passato, riferimenti diversi, lavori che non hanno la pretesa di opere d’arte, ma che fanno parte degli stimoli a immaginare e sognare oltre la realtà, un’altra realtà. Insomma, quelle visioni che hanno nel tempo classico sollecitato le ‘aspirazioni’ degli artisti, nel tempo moderno le ‘ossessioni’ degli stessi, e a dar forma sensibile alle une e alle altre, fino al tempo presente, ove si verifica un vero e proprio capovolgimento. Oggi, ci sembra dire Gioni, è la realtà ordinaria ad offrire su una tavola imbandita una pletora di immagini e visioni per l’uso quotidiano, e che tutte ci colpiscono senza possibilità di sfuggirle e che l’artista dovrebbe semmai attraversare restando indenne, come Mosè il Mar Rosso. 
E in tal senso il curatore sviluppa la sua riflessione sul destino dell’arte contemporanea e degli artisti, i quali non si accontentano di orizzonti limitati, quando immaginano, ma concepiscono realtà globali, mossi da aspirazioni a una conoscenza e a una sensibilità omnicomprensiva. E non posso non richiamare alla memoria le ‘ossessioni’ di Harald Szeemann e il concetto di fallimento che le seguiva. Fallimenti fertili per l’arte; come dice Gioni, si tratta per l’artista di un movente molto forte e totalizzante. 

L’idea di una mostra-ricerca è ritenuta proficua in Biennale non solo per l’Arte ma anche per l’Architettura. Per questo motivo le Mostre di Gioni e Koolhaas rappresenteranno momenti importanti nella storia della nostra Istituzione. 

Ricordo che partecipano a questa Biennale 88 paesi di cui 10 presenti per la prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain, Costa d’Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldives, Paraguay, Tuvalu e, last but not least, la Santa Sede. 

Per la prima volta partecipa la Santa Sede con una mostra allestita nelle Sale d’Armi, in quelle Sale che la Biennale sta restaurando per essere destinate a padiglioni durevoli. 

Da tempo la Biennale sviluppa attività educational e visite guidate, attività che sono svolte con un numero sempre crescente di scuole della regione e non solo. Per il quarto anno consecutivo (abbiamo cominciato in occasione della Biennale Architettura 2010) si rinnova il progetto Biennale Sessions, un'iniziativa cui attribuiamo la massima importanza e che è rivolta a istituzioni operanti nella ricerca e nella formazione nel campo delle arti o nei campi affini, Università e Accademie di Belle Arti. L'obiettivo è quello di offrire una facilitazione a visite di tre giorni da loro organizzate per gruppi di almeno 50 tra studenti e docenti, con vitto a prezzo di favore, la possibilità di organizzare seminari in luoghi di mostra offerti gratis, assistenza all'organizzazione del viaggio e soggiorno. Desideriamo che la visita faccia parte dell'attività curriculare degli studenti e che la Biennale rappresenti un luogo di ricerca dove si osserva, si sviluppano riflessioni, si elaborano dei progetti. Durante la Mostra si terranno inoltre dei seminari aperti, Meetings on Art, nei mesi estivi e alla ripresa autunnale. 

Ringrazio il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che in un momento non facile per la finanza pubblica mantiene il suo decisivo supporto, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono la Biennale, la Città di Venezia, la Regione del Veneto. Estendo il ringraziamento alle Autorità a vario titolo coinvolte e interessate alle strutture nelle quali operiamo nelle nostre manifestazioni, dalla Marina Militare alle Soprintendenze veneziane. 

Ringrazio calorosamente Swatch, partner della manifestazione, ENEL main sponsor, e tutte le altre aziende che hanno garantito il loro supporto alla manifestazione. Un altro ringraziamento va ai numerosi Donors, anch’essi particolarmente importanti nella realizzazione della 55. Esposizione. 

Grazie al team di Massimiliano Gioni e alla struttura della Biennale che sono impegnati nella realizzazione della Mostra."

domenica 27 gennaio 2013

Impressioni sull'intervista a Gioni per Sette



L’intervista a Gioni, via skype, realizzata per l'ultimo numero del settimanale Sette, Corriere della Sera, sulla futura Biennale di Venezia, di cui è il direttore artistico, è molto blanda.

Invia alcune lieve tracce senza però dare chiari segnali, non si dice nulla di significativo, rischiando così questa concentrazione sul curatore a scapito degli artisti che vengono tenuti nell’ombra.

Anche se dichiara che la scelta si indirizzerà verso quegli artisti fuori dal sistema, “perché negli ultimi anni c’è stata una forte identificazione tra mercato, valore e artisticità”.

Traccia sicura è il titolo / tema Il Palazzo Enciclopedico, ispirato all’artista, auto-didatta italo-americano, Marino Auriti che “il 16 novembre 1955 depositava presso l’ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte del genere umano, dalla ruota al satellite. L’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta, ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accomuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti visionari che hanno cercato – spesso in vano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza. Queste cosmologie personali, questi deliri di conoscenza mettono in scena la sfida costante di conciliare il sé con l’universo, il soggettivo con il collettivo, il particolare con il generale, l’individuo con la cultura del suo tempo.” 

Mi incuriosisce l’idea di inserire questi “oggetti che appartenevano agli artisti” …

Peccato che poi dichiara come artisti giovani che vorrebbe nel suo spazio “Familly Business Gallery” Cuoghi, Pivi e Perrone (giovani?????????????)

mercoledì 1 febbraio 2012

Torna un italiano alla Biennale Arti Visive



Nei giorni scorsi si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta e composto da Giorgio Orsoni (Vicepresidente), Luca Zaia, Francesca Zaccariotto ed Emmanuele Francesco Maria Emanuele, nella sede di Ca’ Giustinian e ha proceduto alle nomine dei Direttori per i settori Arti Visive, Musica, Teatro e Danza.

Questi gli incarichi deliberati:
• Massimiliano Gioni è stato nominato a maggioranza Direttore del Settore Arti Visive con lo specifico incarico di curare la 55. Esposizione Internazionale d’Arte che si terrà nel 2013
• Ivan Fedele è stato nominato Direttore del Settore Musica per il quadriennio 2012-2015
• Àlex Rigola, già Direttore del Settore Teatro negli anni 2010-2011, è stato confermato per il biennio 2012-2013
• Ismael Ivo, già Direttore del Settore Danza dal 2005 al 2011, è stato confermato per l’anno 2012

Con gioia apprendiamo che è ritornato un italiano a dirigere il più importante evento di arte contemporanea del mondo, il noto Massimiliano Gioni, grande amico di Maurizio Cattelan, che proprio anche lui corona un percorso di fama con la recente mostra a New York.

Prosegue per il noto critico un percorso di notevole successo, di cui recentemente si ricorda la particolare curatela dell’ottava Biennale d’Arte di Gwangju in Sud Corea, col titolo "10.000 Lives", dove fino ad ora è stato il più giovane direttore, nonché il primo europeo di questa biennale d'arte contemporanea; l'edizione da lui curata ha registrato un afflusso di 500mila visitatori.

L'esperienza alla Biennale comunque non è nuova, visto che alcuni anni fa aveva curato la sezione “La Zona” nel presentare un gruppo di giovani artisti italiani.

La sua esperienza come direttore artistico di biennali e mostre internazionali include l’organizzazione di Of Mice and Men – la quarta Biennale di Berlino (2006) e la quinta edizione della biennale d’arte itinerante Manifesta (2004). È Associate Director del New Museum di New York e Direttore Artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano.

Cenni Biografici su Massimiliano Gioni

Nato a Busto Arsizio nel 1973 è curatore e critico d'arte contemporanea.
Nel 2010 ha diretto la ottava Biennale d’Arte di Gwangiu in Sud Corea, essendone il più giovane direttore nonché il primo europeo. Da dicembre 2007 fa parte dello staff dei curatori del New Museum of Contemporary Art di New York, dove è Capo Curatore e Associate Director.
Curatore nel 2003 della sezione “La Zona” per la 50. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, nel 2004 è co-curatore della biennale di arte contemporanea itinerante Manifesta 5 e nel 2006 ha curato la 4. Biennale di Berlino con l'artista Maurizio Cattelan e la curatrice Ali Subotnick.
Dal 2003 è il direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano.
Nel corso della sua carriera si è occupato della realizzazione di molti progetti indipendenti: ha fondato la rivista Charley e aperto uno spazio espositivo non profit, la mini galleria itinerante Wrong Gallery, inizialmente allestita nel 2002 a New York e spostata nel 2005 alla Tate Modern di Londra.
Tra le mostre da lui curate si annoverano “Ostalgia”, “Urs Fischer. Marguerite De Ponty”, “The Generational” e “After Nature” al New Museum di New York e numerose mostre personali organizzate con la Fondazione Nicola Trussardi tra cui: “One of many” di Pawel Althamer, Arena Civica, Milano; “Still Life” di Tacita Dean, Palazzo Dugnani, Milano; “Altri fiori e altre domande” di Peter Fischli & David Weiss, Palazzo Litta, Milano; “My Religion is Kindness” di Paola Pivi, Stazione di Porta Genova, ex Magazzini, Milano; “Tino Sehgal”, Villa Reale, Milano.
Caporedattore di Flash Art a New York dal 2000 al 2002, ha collaborato con le riviste Artforum, Domus, Frieze, Parkett, Rolling Stone, Wired e con le case editrici Charta, Mondadori, Phaidon, Les Presses du Reel e Rizzoli.