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Visualizzazione post con etichetta #biennale. Mostra tutti i post
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venerdì 5 maggio 2017

Tutta l’arte del mondo, la Biennale di Venezia 2017

Biennale di Venezia 2017
Solo più una settimana è il più grande evento dell’arte contemporanea al mondo, la Biennale di Venezia, avrà corso.





Questa è l’unica significativa rassegna artistica veramente variegata e stimolante che il sistema dell’arte ha ancora.

Qui effettivamente non c’è la noia di un curatore solo che impone una unica e spesso noiosissima visione simil culturale, ma decine di proposte diverse per stile, gusto, idee. Se poi consideriamo i tantissimi eventi collaterali e la bellezza della città, questo luogo è l’unico che valga veramente la pena mettere in programma per la stagione delle vacanze.

Alcuni anni fa, molti aveva proposto di eliminare la bella varietà dei Padiglioni, azione di distruzione iniziata da Harald Szeemann con l’eliminazione del nostro padiglione nazionale, per renderlo un evento noioso e monotono come le altre decine di scopiazzate Biennale, dicendo che oramai questa formula dei padiglioni era obsoleta e superata, per fortuna lo staff organizzativo non ha aderito e ora questa è veramente una grande e meravigliosa finestra sul mondo dell’arte, unica nel suo genere.

Oltretutto tutte queste attività portano lavoro alla città di Venezia che integra in modo significativo l’economia urbana e fa vivere la città stessa.

Fra i tantissimi padiglione è difficile segnalare ad oggi quelli che non bisogna perdere, c’è quello mistico sulla Pace dell'Ungheria o quello tecnologico dell'HyperPavilion, sono più di ottanta, per cui armatevi di un buon paio di scarpe e di tanta curiosità.

Parallelamente ci sono decine di eventi collaterali, via l'arte qui a Venezia è ovunque. 

Tempo ne avete, la Biennale durerà fino al Novembre, per cui organizzatevi e non perdetevi questo appuntamento con l’arte del nostro tempo.

venerdì 4 marzo 2016

Phyllida Barlow Gran Bretagna







La scultrice Phyllida Barlow rappresenterà la Gran Bregnata alla prossima Biennale 



English
The British Council is delighted to announce that Phyllida Barlow has been selected to represent Britain at the 57th Venice International Art Biennale. She will present a major solo show in the British Pavilion, which will run from 13 May to 26 November 2017. The Artistic Director of the 57th International Art Biennale will be Christine Macel.
Best known for her colossal sculptural projects, for over four decades Phyllida Barlow has employed a distinctive vocabulary of inexpensive materials such as plywood, cardboard, plaster, cement, fabric and paint to create striking sculptures and bold and expansive installations that confront the relationship between objects and the space that surrounds them. Drawing on memories of familiar objects from her surroundings, Barlow’s practice is grounded in an anti-monumental tradition characterised by her physical experience of handling materials in an expedient and direct way.
Phyllida Barlow said: “It is an extraordinary privilege and honour to be invited to represent Britain at the Venice Biennale 2017. I am astonished, thrilled and of course hugely excited. It is going to be a remarkable experience to begin to consider the work for the imposing architecture of the British pavilion. I cannot imagine a more invigorating and wonderful challenge. The international diversity for which the Biennale is so renowned within the particular context of Venice is a unique and stimulating creative opportunity beyond my wildest dreams.”
The 2017 Venice Biennale Selection Committee, which advises the British Council on the UK's representation in the British Pavilion, is made up of the following members:  
Maria Balshaw, Director, Whitworth Art Gallery, Manchester
Alfredo Cramerotti, Director, MOSTYN, Llandudno, Wales
Jennifer Higgie, Editor, Frieze Magazine
Skinder Hundal, Chief Executive, New Art Exchange, Nottingham
Sarah McCrory, Director, Glasgow International, Glasgow, Scotland
Helen Legg, Director, Spike Island, Bristol
Matt Packer, Director, Centre for Contemporary Art, Derry, Northern Ireland
Alistair Sooke, Art Critic and Columnist, The Daily Telegraph and BBC
Emma Dexter, British Council Director, Visual Arts and Chair of the Venice Biennale Selection Committee, said: “I am truly delighted that Phyllida Barlow has been selected to represent Britain at the 2017 Venice Biennale. Barlow’s imposing sculptures and installations have enthralled and intrigued audiences around the globe in recent years. Her work combines physical impressiveness with intricate and highly considered details with regard to materials and techniques, allowing questions of making and experimentation to be at the core of her work.  Barlow transforms and dynamically alters every exhibition space she encounters. I am hugely excited at the prospect of seeing what she will bring to the neo-classicism of the British Pavilion.”
Barlow’s work has been presented in solo exhibitions around the world. Her latest exhibitions include the recently opened ARTIST ROOMS, Tate Modern, London (2016) as well as 'tryst', Nasher Sculpture Center, Dallas, Texas (2015); the Duveens Commission 'dock', Tate Britain, London (2014) and'GIG', the inaugural exhibition at Hauser & Wirth Somerset (2014).
For more information on the British Pavilion at the Venice Biennale: http://venicebiennale.britishcouncil.org/

mercoledì 6 maggio 2015

La voce dell'arte - un primo sguardo sulla Biennale

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove a noi appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta”.
Walter Benjamin, Tesi di filosofia della storia


Dal 1985 a oggi sono trascorsi 120 anni di storia, raccontati nella Biennale da centinaia di opere a cui, da oggi, si aggiungono nuove suggestioni.

Il grande progetto culturale di Okwui Enwezor mi colpisce con l’Arena, spazio per l’omaggio alla Biennale del 1974 dedicata agli eventi del Cile, progettata David Adjaye, qui si svolgerà la lettura, diretta da Isaac Julien, completa di “Das Kapital” di Karl Marx, fulcro degli eventi circostanti, letto come un rito sikh dell’Akhand Path.
Questo sarà il luogo dell’espressione orale.
Olaf Nicolai rielabora i suoni Luigi Nono e le parole di Cesare Pavese, Joana Hadjithomas, Mathieu Kleyebe Abonnenc, Charles Gaines e Khalil Joreige operano con performance quotidiana, Jason Moran  e Jeremy Deller esplorano la memora del lavoro e Lili Reynaud Dewar il tema dell’epidemia di Aids.
All’Arsenale incrociamo diversi lavori dai forti caratteri come nelle Corderie il Theaster Gates di Martyr Construction un’installazione sulla questione del ripetuto smantellamento di numerose chiese appartenenti a quartieri con etnie afroamericane e ispaniche negli States.
C’è anche un “Laguna’s Tribute: A Corner Speaker“ proposto da Saâdane Afif sul Viale Garibaldi prossimo ai Giardini della Biennale e all’Arsenale dove ci sono le performance di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, che ripensano il “Die Schöpfung” (La Creazione) di Joseph Haydn.”
Si conferma così un gran vociare; che come sempre nell’ambito delle arti visive mi lascia un poco perplesso, sia perché le includerei più nell’ambito del teatro sia per il reale valore di trasformazione, visto che spesso sembrano dei vacui remake del passato proposto ad un pubblico sempre più impermeabile a queste istanze, così evidente in questi giorni di party, lusso sfrenato, feste e notti tarde che stridono con i temi affrontati.
Ma cogliamone le positive istanze e speriamo che incidano un poco sulla sensibilità dei visitatori.
Questa attenzione alla tradizione orale dovrebbe essere il viatico per i diversi progetti nazionali, che vedremo nel prossimo articolo.

Sicuramente il progetto di Okwui Enwezor è di carattere storico, basta vedere la presenza di Bruce Nauman, lo sguardo sulla filmografia di Harun Farocki, declinato ad un’attenzione a figure di ricerca come Walker Evans, con un set completo tratto dall’edizione originale di Let Us Now Praise Famous Men; Sergej Ejzenstejn; l’artista multimediale Chris Marker; l’installation artist Isa Genzken; lo scultore-compositore Terry Adkins; l’autore-regista Alexander Kluge; l’installation artist Hans Haacke; l’artista concettuale Teresa Burga; il performance artist Fabio Mauri; lo scultore Melvin Edwards; la pittrice Marlene Dumas; l’artista-attivista Inji Efflatoun; il land artist Robert Smithson; la pittrice Emily Kngwereye; il regista Ousmane Sembène; lo scultore Ricardo Brey; l’artista concettuale Adrian Piper, e altri pittori come Tetsuya Ishida e Georg Baselitz.”
Approfondendo il progetto curatoriale la riflessione sul passato risulta molto stimolante, è importantissimo avere rapporti con Mnemosyne, ma ancora più significativo poter andare oltre, prepararsi al futuro, per poterlo scorgere o almeno pensare.
La presenza italiana non è folta ma in compenso c’è quella nigeriana, paese d’origine del curatore, e si manifesta con “The Invisible Borders Trans-African Project” un’organizzazione fondata nel 2009 in Nigeria che riunisce artisti africani – soprattutto fotografi, scrittori e cineasti – con l’impegno e la passione del cambiamento sociale, per riflettere sulla questione delle frontiere e sulle implicazioni connesse nell’Africa del 21° secolo. Invisible Borders presenterà alla 56. Esposizione il suo Trans-African Worldspace, una panoramica della produzione fotografica e audiovisiva più recente e attuale realizzata dalla piattaforma. Tale produzione sarà generata e inclusa nella presentazione con una cadenza regolare, durante i sette mesi di apertura dell’Esposizione. Inoltre, il gruppo presenterà nell’ARENA il documentario Invisible Borders 2011, The Film, che sarà seguito da una discussione sullo stato delle cose nella scena dell’arte contemporanea trans-africana e le idee critiche poste al centro dell’attività.”
Ci sarà anche il collettivo siriano “Abounaddara” gruppo di cineasti che lavora su documentari estemporanei, altrimenti conosciuto come “cinema di emergenza”, e che hanno riflettuto a lungo sul diritto all’immagine. Il gruppo impiega un’estetica di disorientamento e do-it-yourself, autoproducendo i propri film e distribuendoli online per evitare la censura politica e i costrittivi dettami dell’industria dei media e dell’entertainment. Dalla sua fondazione, nel 2010, Abounaddara ha realizzato una serie di brevi documentari che celebrano la vita quotidiana della gente comune in Siria. In seguito alla sollevazione popolare del marzo 2011, il collettivo ha iniziato a produrre un breve film ogni venerdì, un’iniziativa tuttora in corso, realizzata grazie a una rete di cineasti volontari che operano in segreto per motivi di sicurezza. Nell’ARENA della 56. Esposizione Abounaddara presenterà ogni venerdì, in prima rappresentazione, un’installazione video di una selezione di film tratti dall’ampio corpus dei lavori già realizzati dal collettivo e anche una nuova pellicola.
E' siamo solo all'interno del progetto curatoriale!
Come sempre tantissimo materiale che bisognerà lasciar sedimentare per poterlo approfondire.
Per cui ora concludo qui e riprenderò prossimamente.
d.o)

#biennalearte2015

PRESS ROOM




PRESS ROOM is a temporary community that will come together for an intensive period of dialogue and creative investigation over the period of the Venice Biennale preview week. Inspired by the stage-like qualities and meditative aura of the official press room at the 2013 Biennale, PRESS ROOM will mirror the structures and activities of the 2015 Biennale's official preview week, to establish an experimental press, questioning through conceptual briefs and artistic acts how information is constructed and disseminated.

Three breakfast ‘press briefings’ take place in Venice on the mornings of 6th, 7th and 8th May. They are open to anyone to attend. Select curators, journalists, thinkers and art world individuals have been invited to contribute a conceptual news brief for the artist reporting team to respond to. Members of the public are invited to join this experimental press as citizen journalists – just attend a breakfast meeting.

All briefs and responses are broadcast on social media, via the PRESS ROOM twitter account @pressroomvenice and published onhttp://pressroom.org.uk/ 

Follow the ‘Breaking News’ announcements to keep up to date with the project’s developments, including preparations for the events, conceptual briefs and their artistic responses.

Over the coming weeks we will announce our guest editors and artists. Follow @pressroomvenice for details.


Breakfast press briefing sessions at the Venice Biennale:


Venue: Movie Bistro, San Marco, Venice, Campo Manin, 3997/d
Dates: 6, 7 & 8 May 2015
Times: 8.45am – 10 am. Briefings 9am – 9.30am.

giovedì 23 aprile 2015

Vik Muniz - Lampedusa at the 56th Venice Biennale




Lampedusa is a floating installation to be launched during the 56th Venice Biennale. For this public artwork, Vik Muniz employs his traditional use of unlikely materials and scale manipulation to generate wonder from predictability.


 Contextualized in the naval environment of Venice, Lampedusa is an effigy of a paper boat built to scale of one of the town’s traditional vaporettos. Boats of all kinds are a common sight in Venice but a forty-five feet paper boat will certainly disrupt the viewers’ impression of being part of a postcard.

lunedì 27 ottobre 2014

Padiglione della Germania



Da pochi giorni è iniziata la creazione del sito del Padiglione, che riporta i principali dati del futuro progetto. 

Per il prossimo anno il Padiglione ospiterà i lavori di Olaf Nicolai, ideati col regista tedesco Hito Steyerl,  fotografo Tobias Zielony, il film-maker con sede al Cairo Jasmina Maharani e il blogger egiziano Philip Rizk.

#biennale #venezia