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venerdì 1 febbraio 2019

Prossimamente alla Fondazione Peggy Guggenheim





I settanta anni di attività della Fondazione Peggy Guggenheim a Venezia vengono festeggiati con un ricco programma di eventi.

Da quando nel lontano 1949 Peggy Guggenheim si trasferì a Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, la collezione ha subito diversi cambiamenti e ora continua a crescere e proporsi come un punto di riferimento per l’arte internazionale.

Ecco allora un ricco programma di eventi che costelleranno le stagioni espositive fino al 2020 arricchita come sempre da tanti eventi collaterali fra cui una serie di incontri con note collezioniste d’arte internazionali, tra cui Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, della nota fondazione torinese, l’indiana Lekha Poddar della Devi Art Foundation e Francesca Thyssen-Bornemisza, promotrice della collezione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary.


Questo il programma degli eventi: 


-  La Natura di Arp che si svolgerà dal 13 aprile al 2 settembre 2019, curata da Catherine Craft, con l’organizzazione del The Nasher Sculpture Center, Dallas


 
Jean Arp, Testa e conchiglia (Tête et coquille), 1933 c., ottone lucidato, altezza 19,7 cm. 
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 54

La mostra propone una lettura suggestiva e a lungo attesa della produzione artistica dell’artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886–1966), il cui approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d'arte tradizionali lo resero uno degli artisti più influenti del Novecento. Nel corso di una carriera durata oltre sei decenni, Arp produsse un corpus di lavori di grande impatto in materiali e formati molteplici. Arp fu tra i fondatori del movimento Dada e pioniere dell'astrazione, sviluppò un vocabolario di forme organiche che si muovono fluidamente tra l'astrazione e la rappresentazione, e divenne rapidamente un punto di riferimento per diverse generazioni di artisti. La mostra è organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra.



-  Un progetto dedicato alla fondatrice dal titolo “Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa” che inizierà il 21 settembre 2019 e durerà fino al 27 gennaio 2020. Curata da Karole P. B. Vail, con Gražina Subelytė

 
René Magritte, L’impero della luce (L’Empire des lumières), 1953–54, olio su tela, 195,4 x 131,2 cm.
 Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 102

La mostra celebra la vita veneziana di Peggy Guggenheim, rivelando come abbia continuato ad accrescere con importanti opere d’arte la propria collezione dopo la partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia nel 1948. La mostra presenterà dipinti, sculture e opere su carta selezionate tra quelle acquisite tra la fine degli anni quaranta e il 1979, anno della scomparsa della collezionista. Contestualmente, la mostra porrà in evidenza le mostre e gli eventi  organizzati da Peggy Guggenheim, o ai quali partecipa, rivelatisi poi autentiche pietre miliari. Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa offrirà l’opportunità senza precedenti di rivedere e ricontestualizzare capolavori famosi, come L’impero della luce (1953-54) di René Magritte, a fianco di opere raramente esposte, create da artisti come René Brô, Gwyther Irwin e Grace Hartigan, oltre che da pittori di origine giapponese come Kenzo Okada e Tomonori Toyofuku, che dimostrano l’interesse della mecenate per l’arte creata oltre le frontiere dell’Europa e degli Stati Uniti.


-  Il progetto “Migrating Objects” che prenderà avvio il 15 febbraio fino al  15 maggio 2020. Curato da  Karole P. B. Vail

 

Maschera da iniziazione, Zaire, Yaka, legno policromo, rafia tessuta e rafia, altezza 50 cm. 
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 254

Nella sua vita di mecenate e collezionista Peggy Guggenheim, famosa per la sua collezione rivoluzionaria di arte moderna europea e americana, amava spingersi oltre i limiti. Questa mostra intende esaminare un momento cruciale, seppur meno conosciuto, delle sue peregrinazioni: l’interesse mostrato negli anni ’50 e ’60 per le arti dell’Africa, dell’Oceania e delle Americhe. In quegli anni Peggy Guggenheim acquista opere di artisti appartenenti a culture di tutto il mondo, incluse sculture di inizio Novecento provenienti dal Mali, dalla Costa d’Avorio e dalla Nuova Guinea, e opere delle antiche culture del Messico e del Perù. Migrating Objects presenterà gli oggetti raccolti da Peggy Guggenheim e provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’area andina e mesoamericana affiancati a opere europee della sua collezione.

Fondazione Peggy Guggenheim
Dorsoduro, 701-704, 30123 Venezia VE
041 240 5411
www.guggenheim-venice.it




giovedì 31 gennaio 2019

Danica Dakić per Bosnia ed Erzegovina



Palazzo Ca 'Bernardo a Sestriere San Polo ospiterà l'intervento dell'artista  Danica Dakić per la  Bosnia ed Erzegovina.

Sarà un lavoro parte dalla trilogia "Zenica Trilogy" sull'attualità sociale ed individuale della Bosnia Erzegovina contemporanea.

Il team curatoriale è composto da Anja Bogojević, Amila Puzić e Claudia Zini  team curatoriale.

mercoledì 30 gennaio 2019

Future Generation Art Prize 2019





Anche quest’anno fra i tanti eventi paralleli alla Biennale di Venezia ci sarà una nuova edizione del Future Generation Art Prize un importante premio a cadenza biennale che guarda al contemporaneo per scoprire, riconoscere e dare un sostegno a lungo termine alla futura generazione di artisti.

Fondato dalla Victor Pinchuk Foundation nel 2009, il Premio ha sostenuto lo sviluppo artistico e la produzione di nuove opere di oltre 84 artisti che sono stati proposti in mostre al PinchukArtCentre di Kiev e come eventi collaterali ufficiali alla Biennale di Venezia nel 2011, 2013 e 2017.


La selezione è per tutti gli artisti sotto i 35 anni, provenienti da qualsiasi parte del mondo, che lavorano con qualsiasi mezzo, sono invitati a partecipare al Premio. Un eccezionale comitato di selezione, nominato da una rinomata giuria internazionale, esamina ogni candidatura e nomina 20 artisti per la short list. Questi artisti saranno incaricati di creare nuovi lavori che verranno esposti al PinchukArtCentre di Kiev. Successivamente, tutti presenteranno i loro lavori alla mostra Future Generation Art Prize alla Biennale di Venezia, presso il Palazzo Contarini Polignac, dove sarà assegnato una serie di premi per sostenere gli artisti.

Short list : Monira Al Qadiri, Yu Araki, Korakrit Arunanondchai, Kasper Bosmans, Madison Bycroft, Alia Farid, Gabrielle Goliath, Rodrigo Hernández, Laura Huertas Millán, Marguerite Humeau, Eli Lundgaard, Taus Makhacheva, Toyin Ojih Odutola, Sondra Perry,Gala Porras-Kim,Emilija Škarnulytė, Jakob Steensen, Daniel Turner, Anna Zviagintseva, Basel Abbas and Ruanne, Abou-Rahme, selezione cuochi

martedì 29 gennaio 2019

Nujoom Alghanem per l'UAE



Nujoom Alghanem è l'artista selezionata per il Padiglione dell'UAE.

I curatori del Padiglione Nazionale degli Emirati Arabi Uniti alla Biennale di Venezia del 2019, Sam Bardaouil e Till Fellrath hanno invitato la pluri-premiata poetessaa e cineasta Nujoom Alghanem a rappresentare gli Emirati Arabi Uniti con una grande video installazione site-specific commissionato per il Padiglione.

Nujoom Alghanem è una famosa poetessa e cineasta che è considerata una voce significativa della sua generazione. 


CS

Curators of the National Pavilion UAE at the 2019 Venice Biennale, Sam Bardaouil and Till Fellrath, have invited award-winning poet and filmmaker Nujoom Alghanem to represent the UAE with a major site-specific video installation commissioned for the Pavilion.
Nujoom Alghanem is a renowned poet and filmmaker who is considered a leading voice of her generation. With eight critically acclaimed volumes of poetry to date, she is highly regarded for her contributions to new forms of contemporary Arabic poetry. As an award-winning filmmaker, she has directed a number of features and documentaries that further the discourse around gender issues and societal norms. Her films include Nearby Sky(2014), Sounds of the Sea (2015), Honey, Rain and Dust (2016), and most recently, her feature documentary Sharp Tools (2017), a tribute to late Emirati artist Hassan Sharif.
“Nujoom Alghanem is a driving force behind some of the most innovative literary positions and bold cinematic practices of the UAE and the Gulf,” said curators Sam Bardaouil and Till Fellrath. “Her evocative work is as profoundly concerned with expanding the formal components of her practice, mainly poetry and film, as it is with capturing the complexity of the human condition through telling remarkable stories about exceptional characters. We are confident that the site-specific commission with which she will be representing the UAE at the 2019 Venice Biennale will confront the international arts community with a truly unique, multidisciplinary artistic position.”
Nujoom Alghanem said: “The forms and subjects of my practice have been shaped by my personal experience within the context of a rapidly-transforming society. The individual approach in which I have had to resolve the tension between tradition and modernity, has deeply impacted the content of my work as an artist, and is embedded in my writing and filmmaking.  As a woman, I have found it fulfilling to focus on extraordinary female stories from our society or the Arab world that are worth being highlighted. I am excited to be working on this new commission in collaboration with the curators and the team of the National Pavilion UAE – La Biennale di Venezia.” 
“Nujoom Alghanem is a true embodiment of the cultural inventiveness of the UAE,” said Khulood Al Atiyat, Manager of Arts, Culture and Heritage at the Salama bint Hamdan Al Nahyan Foundation, commissioner of the National Pavilion UAE. “It is very fitting that this year’s curators have selected her to be the solo artist representing the UAE at the Venice Biennale. Her poignant poetry and cinematic imagery have such a vivid impact that will make for a truly memorable pavilion”
The 58th International Art Exhibition of the Venice Biennale will take place from May 11 to November 24, 2019, and brings together more than 80 National Pavilions under the overarching title of May You Live in Interesting Times. One of the world’s most prestigious arts events, the Venice Biennale attracts more than half a million visitors to each edition.
The National Pavilion UAE is commissioned by the Salama bint Hamdan Al Nahyan Foundation and supported by the Ministry of Culture and Knowledge Development. The UAE has participated in the International Art Exhibition of the Venice Biennale since 2009 and maintains a permanent pavilion in the Arsenale – Sale d’Armi. 2019 will mark the UAE’s sixth participation at the International Art Exhibition.

Sam Bardaouil and Till Fellrath, curators of the 2019 National Pavilion UAE, are Founders of the multidisciplinary curatorial platform Art Reoriented in Munich and New York, Chairmen of the Montblanc Cultural Foundation in Hamburg, and Affiliate Curators at the Martin-Gropius-Bau in Berlin. Bardaouil and Fellrath have jointly curated numerous critically acclaimed exhibitions at renowned museums and institutions worldwide, and have held teaching positions at universities including the London School of Economics and New York University. They are award-winning authors with contributions to academic journals, books, newspapers and art magazines. 

Padiglione Romania


 

Al padiglione della Romania sarà proposta la mostra Unfinished Conversations on the Weight of Absence curata da Cristian Nae, con le opere di artisti Belu-Simion Fainaru, Dan Mihaltianu e Miklós Onucsán, che hanno  vinto la selezione nazionale e rappresenterà la Romania alla 58 ° edizione della Mostra Internazionale d'Arte - Biennale di Venezia .

Il progetto sarà proposto fra il padiglione nei Giardini e la sede dell'Istituto di Cultura e ricerca umanistica rumeno a Venezia.



lunedì 28 gennaio 2019

Arshile Gorky a Ca' Pesaro





Nell’anno della Biennale di Venezia la Fondazione Musei Civici di Venezia presenterà una importante mostra dedicata a Arshile Gorky negli spazi di Ca’ Pesaro. Si tratterà della prima retrospettiva italiana su questo artista considerato una delle figure chiave dell’arte americana del XX secolo.

La mostra prenderà in considerazione le tappe della straordinaria carriera di Gorky dai primi lavori degli anni Venti, in cui il suo approccio alla pittura è fortemente connotato dal rapporto con le composizioni di Cézanne, passando per i punti più alti del suo studio da autodidatta dei maestri e dei movimenti moderni, fino ad arrivare alla fase in cui tutti questi stimoli confluiscono in una potente e singolarissima visione.

Arshile Gorky: 1904-1948 si propone di evidenziare come, sin dalle fasi precoci della sua carriera, quando è apparentemente soggiogato dal lavoro dei grandi maestri del passato, la voce artistica di Gorky sia già presente, e vada rafforzandosi mano a mano che il suo lavoro progredisce. La sezione finale della rassegna mostrerà con quale forza l’energia pittorica e l’immaginazione di Gorky si uniscano ad un rinnovato incontro con la natura, nei paesaggi della Virginia e del Connecticut, durante le estati del 1942-45. Una selezione di questi capolavori maturi, con la loro gamma di surreale, di astratto, di figurativo, rivela un artista al culmine del suo straordinario potere creativo. La qualità inimitabile delle ultime opere fu riconosciuta dal poeta surrealista André Breton che, nella prefazione al catalogo di una mostra di Gorky del 1945, la descrisse come un “ibrido”, riconoscendo la complessità con cui Gorky evocava il mondo naturale, unendolo a una moltitudine di memorie personali e influenze diverse.

Accanto ai dipinti, la mostra includerà una selezione di lavori su carta che dimostrano la mano incredibile di Gorky.

I lavori esposti giungeranno da collezioni internazionali sia istituzionali che private: tra queste la Tate di Londra, la National Gallery of Art di Washington DC, il Whitney Museum of American Art di New York, il Centre Pompidou di Parigi, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, l’Israel Museum di Gerusalemme. In tutto saranno esposte circa 80 opere.

Un catalogo illustrato, con saggi delle curatrici, e testo a fronte in italiano e inglese, accompagnerà la mostra.

Arshile Gorky: 1904-1948 è curata da Gabriella Belli e Edith Devaney.

Gabriella Belli è storica dell’arte e Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Edith Devaney è curatrice alla Royal Academy of Arts di Londra, per la quale ha recentemente curato la fortunata mostra “Abstract Expressionism” (2016) che includeva una galleria dedicata a Arshile Gorky.

La mostra è realizzata in collaborazione con The Arshile Gorky Foundation.




Arshile Gorky
Lago Van, Anatolia Ottomana (attuale Turchia), 15 aprile 1904 – Sherman, Connecticut (Stati Uniti), 12 Luglio 1948.
Nato Vostanik Manoug Adoian, Arshile Gorky si rifugiò negli Stati Uniti insieme alla sorella a 15 anni, per sfuggire al genocidio armeno. Due anni dopo si iscrisse alla New School of Design di Boston, Massachusetts, dove studiò sino al 1924. In quello stesso anno si spostò a New York per insegnare a tempo pieno alla School of Painting and Drawing presso la Grand Central School of Art. Gorky fu uno dei primi artisti a partecipare al Federal Art Project lanciato dal governo americano nel 1935, per il quale dipinse diverse serie di murali al Floyd Bennett Field a Brooklyn e all’aeroporto di Newark. Nel 1935 firmò anche un contratto di tre anni con la Guild Art gallery di New York. La sua prima retrospettiva museale aprì al San Francisco Museum of Modern Art nel 1941. A metà degli anni Quaranta attraversò un periodo produttivo ricco di soddisfazioni personali e artistiche, segnato dalla nascita delle due figlie e dal rapporto felice con la natura.
Nel 1948, a seguito di un periodo di turbamento personale e problemi di salute, Gorky si impiccò in un capanno vicino alla sua casa.

Oltre ad aver dato vita ad un corpus di opere di grande importanza e di immediata riconoscibilità, Gorky ha lasciato in eredità anche una visione unica che lo colloca tra i principali protagonisti nello sviluppo del movimento dell’Espressionismo Astratto. La singolare capacità di Gorky di comprendere e assimilare i diversi movimenti del Novecento lo distinse come figura centrale, tale da influenzare molti altri artisti, a partire da Willem de Kooning, che lo riconobbe come forza trainante tra i pittori del suo tempo, fino a Cy Twombly, Helen Frankenthaler, Jack Whitten.



Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia ha sede nel magnifico palazzo di Ca’ Pesaro, sorto nella seconda metà del XVII secolo per volontà della famiglia Pesaro, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena.
Il Palazzo viene donato nel 1898 alla città dalla sua ultima proprietaria, la Duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, al fine di creare il primo centro di produzione ed esposizione dell’arte moderna a Venezia. Nata nel 1902 per volontà del Comune, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna accoglie le opere acquisite alle Biennali di Venezia e, tra il 1908 e il 1924, le storiche Mostre Bevilacqua La Masa, che favoriscono una giovane generazione di artisti tra cui Umberto Boccioni, Felice Casorati, Gino Rossi, Arturo Martini. La collezione si arricchisce nel tempo attraverso acquisti e donazioni e conta oggi più di 5.000 opere tra pittura, grafica e scultura.

Fin dagli anni settanta Ca’ Pesaro ha ospitato significative rassegne monografiche su autori italiani e stranieri, tra cui Mark Rothko nel 1970 e Robert Rauschenberg nel 1975, e negli anni più recenti ha organizzato numerose esposizioni dedicate ai maestri del ‘900 o a temi interdisciplinari di grande attualità, tra cui “Cy Twombly. Paradise” (2015), “Culture Chanel. La donna che legge” (2016), “William Merritt Chase. Un pittore tra New York e Venezia” (2017), “David Hockney. 82 Ritratti e 1 natura morta” (2017), “Epoca Fiorucci” (2018).

Ca’ Pesaro- Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076, Venezia


Padiglione nordico




(a destra) Ane Graff, Maria Teeri, Janne Nabb, Ingela Ihrman, Leevi Haapala e Piia Oksanen Venezia, 2018, 
Foto: Galleria Nazionale Finlandese / Pirje Mykkänen

Inizia ora a vedere alcuni padiglione che hanno già definito il progetto espositivo.

Iniziamo dal Padiglione Nordico che col titolo "Rapporto meteo: previsioni future" ci fa subito capire dove si vuole andare a parare.

Il grande e ancora troppo sotto valutato tema del cambiamento climatico è al centro del lavoro del duo artistico Janne Nabb e Maria Teeri per la Finlandia, Ane Graff per la Norvegia e Ingela Ihrman per la Svezia.

La mostra affronterà in chiave creativa le questioni sulle relazioni complesse e varie tra gli esseri umani e gli altri organismi viventi in un'epoca in cui il cambiamento del clima ci rende sempre più compagno di una probabile estinzione di massa sulla Terra.




domenica 27 gennaio 2019

Prossimamente Biennale




Ralph Rugoff, da diversi anni direttore della storica Hayward Gallery di Londra, è stato nominato l’anno scorso come curatore del progetto principale della Biennale.


In questi ultimi anni le proposte dei precedenti curatore dei progetti curatoriali sono state molto auliche ma anche spesso noiosette.

Per questa edizione è stato scelto il titolo "May You Live in Interesting Times", un’espressione della lingua inglese che è stata a lungo erroneamente attribuita a un’antica maledizione cinese, che evoca periodi di incertezza, crisi e disordini; “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo.

Ralph Rugoff spiega così la sua scelta:
«In un'epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di "fatti alternativi" mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento. In questo esempio specifico, si dà il caso che non sia mai esistita un "antico anatema cinese", nonostante i politici occidentali lo citino nei loro discorsi da oltre un secolo. Questa espressione, pur essendo frutto dell’immaginazione, un surrogato culturale, ha avuto però un effetto reale nella retorica e nel dibattito pubblico. Tale artefatto di incerta natura, sospetto ma anche ricco di significati, apre a potenziali percorsi di approfondimento che vale la pena perseguire, soprattutto in questo momento storico in cui i "tempi interessanti" che invoca sembrano essere di nuovo con noi. Per questo la 58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia prenderà il titolo da un falso anatema.»
«La 58. Esposizione Internazionale d'Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell'arte che includa sia il piacere che il pensiero critico.»


Come da copione l’elenco degli artisti selezionati non è ancora stato reso pubblico, ma molto fa pensare che potrebbero esserci molti degli artisti che il curatore inglese da diversi anni segue e propone nei suoi progetti, come Ed Ruscha, Jeremy Deller, Carsten Holler e George Condo. Nomi alquanto celebri che sicuramente potrebbero essere anche garanti di progetti di un certo spessore.

Gli spazi dell’Arsenale e del Padiglione Centrale sono sempre molto difficili da allestire.

L’Arsenale è uno incredibile luogo dalla scomoda forma di un lungo corridoio mentre il Padiglione dei Giardini è una serie di stanze che si succedono in modo anomalo, per cui non sono facili da gestire per gli allestimenti curatoriali. 

Ma attendiamo ancora alcune settimana e scopriremo questa nuova emozionante edizione della Biennale Arti Visive di Venezia.



sabato 26 gennaio 2019

News..




Eccovi alcune recenti informazioni sulla prossima Biennale di Venezia Arti Visive.


E' "Regaining Memory Loss” il titolo dell’intervento che Djorde Ozbolt realizzerà presso il Padiglione Serbo, si  tratterà di un ampio intervento pittorico nel crudo stile dell’artista.

Saranno delle opere video che invaderanno il Padiglione del Brasile con i lavori di Bárbara Wagner e Benjamin de Burca.

Il Padiglione islandese sarà un psichedelico antro mitico ideato da Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter.

Gli spazi della Mongolia saranno vissuti dagli ambienti sonori di Carsten Nicolai eE. Jantsankhorol.

Confermata anche la partecipazione del Madagascar, è la prima volta, con l’artista Joël Andrianomearisoa e troverà spazio dell’Arsenale.

Red Regatta



Fra i tanti eventi che si svolgeranno a Maggio ci sarà anche la Red Regatta  un progetto di arte pubblica indipendente creato dall'artista Melissa McGill che attiverà sulla laguna e per i canali di Venezia una regate su larga scala con vele rosse dipinte a mano.

 La Red Regatta sarà lanciata a maggio 2019 e si svolgerà in più parti durante la 58a Biennale di Venezia. Il progetto riunirà più di duecentocinquanta partner veneziani che lavorano a stretto contatto con l'artista, che vanno dai marinai locali agli artigiani e agli studenti d'arte, per presentare un lavoro performativo senza precedenti, site-specific che richiama l'attenzione sulle questioni centrali che affronta Venezia oggi: il dislocamento dei suoi residenti a causa dell'imminente minaccia del cambiamento climatico, dell'aumento del livello del mare e del turismo di massa nella regione.

La Red Regatta è la prima opera d'arte ad essere registrata come una regata pulita ed è resa possibile grazie a una partnership in corso con l'Associazione Vela al Terzo Venezia, un'organizzazione che si dedica a preservare questa tradizione marittima. I membri dell'associazione salperanno le loro barche per tutta la durata del progetto, alcuni portando la propria nave tramandata da generazioni.

McGill è un artista di New York che in precedenza viveva a Venezia e continua a essere impegnato con la città. Red Regatta emerge dalla storia dell'artista di progetti di pratica sociale e precedenti lavori a Venezia, come il suo progetto 2017 The Campi. Il progetto Red Regatta è guidato da McGill, la curatrice Chiara Spangaro e la responsabile del progetto Marcella Ferrari ed è co-organizzata da Magazzino Italian Art Foundation a Cold Spring, NY. Altri partner includono No Longer Empty, Fractured Atlas e Golden Artist Colors, Inc.

martedì 15 gennaio 2019

Prossimamente Venezia




Mancano pochi mesi all’avvio della 58a edizione della Mostra Internazionale d'Arte -Biennale di Venezia che sarà curata da Ralph Rugoff che col titolo "May You Live in Interesting Times" guarderà ai grandi cambiamenti socio-economici del nostro presente.

Ma come sempre l’unicità dell’evento veneziano sono i Padiglioni stranieri che nella loro indipendenza sono portatori di novità creative spesso lontane dal sistema dell’arte più consolidato e spesso monotono.

Proprio questa edizione sembra particolarmente stimolante per le variegate proposte delle diverse nazioni che finalmente abbandono i nomi più modaioli per tante proposte alternative, dove spesso l’arte diventa sempre più un mezzo per fare comunità e non solo abbellimento. 

Tantissime le presenze femminili e i gruppi partecipati in cui l’arte è dinamico valore umano e sociale.

Da mese il mio sito segue le presentazioni e colpisce come siano tantissimi i paesi che guardano all’evento in modo fresco e costruttivo.

Sono tantissime le partecipazioni femminili che vanno dall’artista georgiana Anna K.E.Larissa Sansours per la Danimarca, Shirley Tse per Honk Kong, Shoplifter per l’Islanda fino alla recente vincitrice del Turner Prize 2018 Charlotte Prodger, fra i gruppi paiono molto interessanti quelli dell'Indonesia o il Canada



Vedremo fra poche settimane se queste proposte manterranno le speranze proposte.

venerdì 21 dicembre 2018

Il Padiglione del Brasile annuncia artista e curatore




The Fundação Bienal de São Paulo, the Ministry of Culture and the Ministry of Foreign Affairs are announcing Gabriel Pérez-Barreiro as curator of the Brazilian participation at the 58th Venice Biennale, in 2019. To represent Brazil at the world’s oldest art biennial, Pérez-Barreiro — curator of the 33rd Bienal de São Paulo — selected the artist duo Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, who will develop a film commissioned for the occasion.

“The promotion of Brazil’s artistic and cultural wealth abroad is a key concern for the Ministry of Culture; the joint effort by the Ministry of Foreign Affairs, the Ministry of Culture and the Fundação Bienal for the realisation of Brazil’s representation at such a prestigious venue as the Venice Biennale is vital for this,” says Minister of Culture Sérgio Sá Leitão. “The excellence of the exhibitions presented at the Brazilian Pavilion is widely recognised, including its having received an honourable mention at the event’s last edition. And this is only possible through the joint effort of these three institutions, each with their own specific missions, yet coming together in the same project.”

João Carlos de Figueiredo Ferraz, president of the Fundação Bienal, explains that “the appointment of Gabriel Pérez-Barreiro is due to the wide knowledge the curator has demonstrated about Brazilian art, to his good integration with the Fundação’s team, and to the affinity between the concepts he mobilised at the 33rd Bienal de São Paulo and those proposed for the 58th Venice Biennale.”

The 58th Venice Biennale 'May You Live In Interesting Times' alludes to periods of uncertainty, crisis and unrest. The proposal developed by chief curator Ralph Rugoff adopts as a title a phrase in English falsely attributed to a Chinese curse and repeated as such in countless Western political discourses. In the post-truth context of fake news and “alternative facts,” the false curse is an example of how fictional contents can have real political implications.

The work by Wagner & de Burca is related to the overall theme of the Venice Biennale in terms of its commitment with the complex and sometimes conflictive reality of Brazil. “Bárbara Wagner and Benjamin de Burca bring a critical and simultaneously comprehensive view to the enormous plurality of the current moment, pointing to the way in which popular culture absorbs and interprets the images and phenomena of everyday life and the mass media, incorporating them to their own reality,” explains Pérez-Barreiro.

In their production, the duo has focused on aspects of Brazilian popular culture, especially from the state of Pernambuco, which they present based on a generous gaze without stereotypes. Their works deal with a spectrum of cultures ranging from evangelical religion to rap and brega music, seen as manifestations that represent the vast Brazilian cultural diversity. Wagner & de Burca avoid facile dichotomies and relativise the borders between erudite and popular culture, and artistic and journalistic languages.

About Bárbara Wagner & Benjamin de Burca

Bárbara Wagner (Brasília, 1980) and Benjamin de Burca (Munich, 1975) live in Recife, where they have worked as an artist duo since 2011. They develop their works as a collaborative practice together with the characters portrayed, thus presenting them by way of a frank and horizontal approach. The films take the form of musicals that defy the conventions of the genre insofar as the fictional and documentary dimensions become hybrid to instate the third territory of language, in which music and dance catalyse the complex intersections between class, gender, race and religion. The duo’s recent solo shows most notably include Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, AGYU (Toronto, 2018); and Aspirations, MOCAD (Detroit, 2017). Their group shows include: FRONT International – Cleveland Triennial (Cleveland, 2018); Corpo a Corpo, IMS (São Paulo, 2017, and Rio de Janeiro, 2018); Berlinale Shorts (Berlin, 2017 and 2018); Panorama de Arte Brasileira (São Paulo, 2017 and 2013); Prêmio PIPA, MAM (Rio de Janeiro, 2017), on which occasion they were announced as the Pipa Prize winners; Skulptur Projekte (Münster, 2017); and the Bienal de São Paulo (2016). In 2019, Wagner & de Burca will have solo shows at Stedelijk Museum in Amsterdam and at Museo Tamayo in Mexico City.

About Gabriel Pérez-Barreiro
(La Coruña, Spain, 1970. Lives in New York, USA)

Curator of the 33rd Bienal de São Paulo and of Brazil’s official representation at the 58th Venice Biennale. Holds a PhD in history and theory of art from the University of Essex (United Kingdom) and a master’s in art history and Latin American studies from the University of Aberdeen (United Kingdom). Director and chief curator of Colección Patricia Phelps de Cisneros (New York and Caracas) since 2008, he was the curator of Latin American Art at Blanton Art Museum of the University of Texas in Austin (2002–2008), chief curator of the 6th Bienal do Mercosul in Porto Alegre (2007), and director of Visual Arts of the Americas Society in New York (2000–2002). In 2018 he was co-curator, with Michelle Sommer, of an exhibition dedicated to critic Mario Pedrosa at the Museo Nacional de Arte Reina Sofía, in Madrid.

About the Brazilian participation at the 58th Venice Biennale

That the Fundação Bienal was given the responsibility to produce Brazil’s official representations at the Venice Biennale is the outcome of a long-standing partnership with the Ministry of Culture and the Ministry of Foreign Affairs. These two ministries, responsible for the promotion of the politics of Brazil’s cultural interchange, have conferred to the Fundação Bienal the responsibility to appoint the curator for the Venice Biennale and to conceive and produce the exhibitions there, in recognition of the excellence of its work in the artistic-cultural field. Organised with the aim of promoting Brazilian artistic production at one of the most important art events in the world, the exhibitions are held in the Brazilian Pavilion, built in 1964. 

venerdì 30 novembre 2018

Billy Gerard Frank campagna di crowfound per il padiglione di Grenada





Billy Gerard Frank sarà l’artista che rappresenterà Grenada con un progetto che sta cercando sostegno attraverso la piattaforma GoFundMe, sperando di raccogliere i almeno 10,000 dollari che serviranno a raggiungere i 70.000 utili per poter partecipare all’evento.

Questo il link se vuoi sostenerlo anche tu 

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giovedì 29 novembre 2018

Anna K.E. per la Georgia




Sarà l’artista Anna Edzgveradze (K.E.) a rappresentare la Georgia, iniziativa della galleria Project ArtBeat col la collaborazione curatoriale di Margot Norton, curatore del New Museum di New York.

Verrà proposto il progetto “REARMIRRORVIEW, Simulation is Simulation, is Simulation, is Simulation…,”   sulle oramai alquanto noiosette tematiche femminili, che sono il mantra alquanto in voga di questi ultimi anni, forse anche troppo spesso senza reali legami espressivi e culturali, ma questo lo scopriremo a Maggio.

mercoledì 14 novembre 2018

E.Jantsankhorol per la Mongolia

Frame video

Sarà l'artista Erdenebayar Jantsankhorol a realizzare il padiglione per la Mongolia con un'opera legata alla tradizione del canto della gola mongola, parte dell'antica tradizione di questo popolo asiatico. 

Il progetto vedrà anche il coinvolgimento di diversi artisti tra cui Carsten Nicolai. 

domenica 28 ottobre 2018

Handiwirman Saputra e Syagini Ratna per l'Indonesia



Dal JakartaGlobe è uscita la notizia che per l' Indonesia gli artisti Handiwirman Saputra e Syagini Ratna sono stati selezionati per il padiglione del 2019.

Sarà realizzata un'opera collaborativa e interattiva dal titolo Akal tak Sekali Datang, Runding tak Sekali Tiba (La ragione e il negoziato non arrivano mai solo una volta).

Curatori del padiglione Asmudjo Jono Irianto e Yacobus Ari Respati,  Enin Supriyanto sarà il direttore artistico.


sabato 27 ottobre 2018

Natascha Sadr Haghighian per la Germania


L'artista Natascha Sadr Haghighian è stata scelta per il padiglione tedesco,  artista dal forte percorso politico sostenuta dalla potente galleria Konig, che è sempre un poco una strana situazione fra apparenza e sostanza. 

sabato 20 ottobre 2018

Handiwirman Saputra e Syagini Ratna Wulan per l'Indonesia



Sarà il progetto "Akal tak Sekali Sampai, Runding tak Sekali Tiba" ha rappresentare il Padiglione Indonesia alla Biennale d'Arte di Venezia 2019. 

Si tratta di una installazione artistica realizzata dagli artisti  Handiwirman Saputra e Syagini Ratna Wulan con la collaborazione dei curatori Asmujo Jono Irianto e Yacobus Ari Respati.



Pablo Vargas Lugo per il Messico


Cenote - opera dell'artista 2018 - galleria Labor

Con l'opera "Actos de Dios" l'artista Pablo Vargas Lugo rappresenterà il Messico alla prossima Biennale 2019 . Il progetto sarà allestito nella Sala d'Armi con il supporto dell'Instituto Nacional de Bellas Artes. 



venerdì 12 ottobre 2018

Driant Zeneli per l'Albania


Driant Zeneli will represent Pavilion of Albania in 58th International Art Exhibition - La Biennale di Venezia - with the project titled “Maybe the cosmos is not so extraordinary” commissioned by Minister of Culture of the Republic of Albania and curated by Alicia Knock, curator at Center Pompidou in the Department of Contemporary Art in Paris. The title is inspired by science fiction novel of Albanian author Arion Hysenbegas, “Drejt Epsilonit të Eridanit” (“Towards Epsilon of Eridan”), first published in 1983 and republished uncensored in 2018.


Driant Zeneli (1983, Shkoder, Albania), lives between Milan and Tirana. In 2011 he represented Albania at the 54th International Art Exhibition – Venice Biennale. In 2008 he won the Onufri International Contemporary Art Prize, Tirana, in 2009 the Young European Artist Award Trieste Contemporanea and in 2017 MOROSO Prize, Italy. He was the artistic director of Mediterranea 18, the Young Artists Biennale from Europe and Mediterranean, taking place for the first time in 2017 between Tirana and Durres. He is co-founder of Harabel Contemporary Art Platform, Tirana.
Alicia Knock - Curator at the Centre Pompidou in the Contemporary art and Prospective Department, working at expanding the museum towards Africa and Central Europe, through both acquisitions and exhibitions. In charge of recent Duchamp Prize exhibitions (Kader Attia, Yto Barrada, Ulla von Brandenburg and Barthélémy Toguo, 2016; “The most foreign country”, women artists from the Duchamp Prize, Fondation Fernet Branca, 2017; Maja Bajevic, Joana Hadjithomas and Khalil Joreige, Charlotte Moth, Vittorio Santoro, 2017), she is also involved in the new project space of the Pompidou, Galerie 0, aiming at becoming a laboratory for new practices.

mercoledì 3 ottobre 2018

Per l'Italia David, Fumai e Moro




Il Ministro per i beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato i tre artisti selezionati dal curatore Milovan Farronato, che rappresenteranno l’Italia alla prossima Biennale Arte a Venezia in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019: sono Enrico David (Ancona, 1966); Chiara Fumai (Roma, 1978-Bari, 2017); Liliana Moro (Milano, 1961).
“Internazionalità, contemporaneità, creatività - ha dichiarato Bonisoli - sono le parole che caratterizzeranno il progetto del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia grazie al contributo di questi tre protagonisti dell’arte, le cui opere daranno vita ad una mostra originale e innovativa sotto la guida esperta di un curatore loro coetaneo”.

“Gli obiettivi di sostegno, promozione, valorizzazione dell’arte italiana della Direzione Generale Arte Architettura Contemporanee e Periferie Urbane che dirigo - afferma il Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni - sono pienamente rappresentati dai tre artisti scelti per la prossima partecipazione italiana a Venezia, che sapranno trasmettere profondità della visione e qualità della ricerca al pubblico internazionale”.

“A cavallo tra due generazioni, le opere e le biografie di Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro, sebbene molto diverse - spiega il curatore del Padiglione Italia Milovan Farronato - segnano significativi percorsi artistici contemporanei che si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente. I loro lavori spiccano per l’inestinguibile desiderio di esplorare territori in cui il quotidiano, la sopravvivenza, la tradizione e la narrazione hanno una forte presenza. Ho lavorato a stretto contatto con questi tre artisti nel corso degli anni, in occasione di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e sono felice di poter affiancare le loro pratiche in questa mostra su grande scala, che includerà lavori nuovi ma anche opere del passato“.

Il progetto artistico ed espositivo del Padiglione Italia sarà annunciato nella consueta conferenza stampa della prossima primavera.